Concetti Chiave
- Le infiammazioni della mucosa esofagea possono derivare da infezioni batteriche, virali o micotiche, con una maggiore incidenza nei pazienti immunodepressi.
- L'esofagite eosinofila è caratterizzata da un'elevata presenza di eosinofili nella mucosa esofagea e richiede una diagnosi accurata prima di intraprendere un trattamento cortisonico.
- L'esofagite da caustici, causata da sostanze come acidi e basi, può portare a gravi stenosi esofagee che talvolta necessitano di intervento chirurgico.
- Traumi da sondini naso-gastrici e danni da chemioterapia possono compromettere la mucosa del tratto gastrointestinale, influenzando la sua rigenerazione.
- Le manometrie ad alta definizione offrono una visualizzazione dettagliata della motilità esofagea, rappresentando contrazioni e non-contrazioni con grafica a colori per analizzare la forza e la durata delle contrazioni.
Cause infettive delle infiammazioni
Infiammazioni della mucosa dell'esofago. Oltre al reflusso, altre cause sono in grado di provocarle e sulla base di queste sono distinte in:
• Infettive: infiammazione della mucosa dovuta ad infezioni batteriche, le più frequenti (stafilococchi, streptococchi), virali (HHV, CMV, HZV, EBV, HIV, HPV) o micotiche (Candida, Aspergillus, Criptococco),soprattutto nei pazienti immunodepressi, anche se talvolta si associa ad un uso di terapia PPI in paziente debole. All’endoscopia l'infezione da Candida conferisce una patina bianca mentre l’Aspergillus si presenta nerastro;
Eosinofile e diagnosi
• Eosinofile: caratterizzate dal coinvolgimento di una grande quantità di eosinofili come cellule infiammatorie infiltrate nella mucosa e sottomucosa esofagea. Spesso associate a gastroenterite eosinofila, dove la presenza degli eosinofili non coinvolge settorialmente solo l’esofago, ma tutto il tratto gastrointestinale. La diagnosi è eseguita dal patologo dopo l’analisi di un prelievo e la terapia è cortisonica in quanto la causa non è l’acido, ma un’attività del sistema immunitario che determina l'infiltrazione di un numero cospicuo di eosinofili. La terapia può causare un danno gastrico, quindi bisogna essere certi della diagnosi prima della somministrazione del cortisonico;
Esposizione a sostanze caustiche
• Da caustici, quindi acidi, basi (soda caustica, ammoniaca, carbonato di potassio), agenti ossidanti (candeggina, Perossido di idrogeno). L’esofagite da caustici è già chiara dall’anamnesi; quella da basi è ancora più grave di quella da acidi perché determina delle stenosi massive e il danno non rimane circoscritto alla mucosa ma si approfondisce. Le stenosi importanti di esofago e stomaco da caustici spesso richiedono un intervento chirurgico perché non è più possibile la manovra di dilatazione data l’entità dei danni;
Traumi e chemioterapia
• Da traumi, ad esempio provocati dal sondino naso-gastrico;
• Da chemioterapia: la mucosa del tratto gastrointestinale è caratterizzata da un intenso ricambio e i farmaci chemioterapici, in quanto citostatici, creano danno perché impediscono la rigenerazione delle cellule della mucosa.
Manometrie ad alta definizione
Nelle manometrie più recenti, ad alta definizione, la contrazione non viene visualizzata come un’onda, ma attraverso un grafico a colori in cui il rosso rappresenta la contrazione, il blu la non- contrazione. Il rosso è tanto più intenso quanto più intensa è la contrazione.
L’altezza del tracciato rappresenta la forza della contrazione, mentre la larghezza ne rappresenta la durata: la valutazione di questi due parametri permette di studiare la motilità esofagea ed eventualmente riscontrarne delle alterazioni.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali cause infettive delle infiammazioni della mucosa esofagea?
- Come viene diagnosticata l'infiammazione eosinofila dell'esofago?
- Quali sono le conseguenze dell'esofagite da caustici?
Le infiammazioni della mucosa dell'esofago possono essere causate da infezioni batteriche (stafilococchi, streptococchi), virali (HHV, CMV, HZV, EBV, HIV, HPV) o micotiche (Candida, Aspergillus, Criptococco), specialmente nei pazienti immunodepressi o in quelli in terapia con PPI.
La diagnosi dell'infiammazione eosinofila è effettuata da un patologo attraverso l'analisi di un prelievo, evidenziando un'alta presenza di eosinofili nella mucosa e sottomucosa esofagea. La terapia è cortisonica, ma è fondamentale confermare la diagnosi per evitare danni gastrici.
L'esofagite da caustici, causata da sostanze come acidi e basi, può portare a stenosi massive e danni estesi alla mucosa, richiedendo spesso interventi chirurgici, poiché le manovre di dilatazione non sono più efficaci a causa dell'entità dei danni.