Concetti Chiave
- Nel 1831, le rivolte nei ducati padani, guidate da Ciro Menotti, portarono all'abolizione del potere papale in Emilia Romagna e Umbria, ma furono represse dalle truppe austriache.
- Giuseppe Mazzini fondò la Giovine Italia negli anni '30, promuovendo un'Italia unita attraverso un programma democratico e repubblicano, ma le insurrezioni furono generalmente soffocate.
- I tentativi di insurrezione dei Mazziniani, come quello dei fratelli Bandiera nel 1844, evidenziarono la scarsa conoscenza delle campagne italiane e il limitato supporto popolare.
- Il programma liberale, sostenuto da Gioberti, Balbo e Dazellio, si focalizzava sull'indipendenza dall'Austria e sulla liberalizzazione politica, con diverse visioni su come raggiungere questi obiettivi.
- Gioberti proponeva un'alleanza con la Chiesa e una confederazione, mentre Balbo puntava su un esercito dei Savoia per l'indipendenza, senza un ruolo centrale del Papa.
Rivolte nei ducati padani
Nel 1831 scoppiarono delle rivolte nei ducati padani e nello stato pontificio e ancora la carboneria ebbe un ruolo fondamentale. Infatti i ribelli, guidati da Ciro Menotti, a inizio febbraio si impadronirono di Modena e Parma e la rivolta venne poi estesa alle legazioni civili confinati, ovvero sia l’Emilia Romagna e l’Umbria, dove venne abolito il potere dei papi e fu istaurato un governo provvisorio. Tuttavia a fine marzo, dopo l’intervento delle truppe austriache venne ristabilito il vecchio ordine e Ciro Menotti fu giustiziato.
Giovine Italia e Mazzini
Nei primi anni 30, il genovese Giuseppe Mazzini fondò la Giovine Italia, una nuova organizzazione clandestina con un programma democratico e repubblicano, che aveva come obiettivo quello di costruire un’Italia unita. Nella visione di Mazzini era fondamentale cercare il consenso popolare, infatti il programma della Giovine Italia era aperto al tema dell’emancipazione sociale dei ceti più umili e vedeva protagoniste le masse popolari. Negli anni 30 i militanti della Giovine Italia cercarono più volte di organizzare sommosse in varie città con la speranza di dare vita ad insurrezioni, ma la maggior parte di esse vennero stroncate sul nascere. A causa della pressione della polizia, nel 1834 la Giovine Italia fu costretta a sciogliersi, così Mazzini andò in esilio all’estero, prima in Francia e poi in Svizzera, dove fondò la Giovine Europa. Infine si recò a Londra, dove fondò nuovamente la Giovine Italia, che amministrava da lontano.
Fallimenti e insurrezioni
Nel 1844, malgrado il parere contrario di Mazzini, i fratelli Attilio ed Elio Bandiera cercarono di dare vita ad un’insurrezione e organizzarono una spedizione in Calabria, nella quale i Mazziniani vennero catturati e uccisi.
Il punto debole del programma di Mazzini consisteva nella scarsa conoscenza delle campagne italiane. Il ripetuto fallimento dei tentativi Mazziniani dimostrava così lo scarso radicamento di idee che solo con il tempo avrebbero incontrato l’adesione della popolazione italiana e che invece lasciavano del tutto indifferente la popolazione contadina (che costituiva l’80% della popolazione totale). Ciò non significava che non vi fosse insofferenza nei confronti degli stati assoluti, ma quest’insoddisfazione tendeva a trovare sbocco nell’aspirazione alla liberalizzazione della vita politica in ciascuno degli stati esistenti e nel contenimento dell’egemonia austriaca in Italia.
Programma liberale e indipendenza
Erano questi i punti fondamentali del programma liberale, la cui parola d’ordine era indipendenza, che fu formulato da figure come Gioberti, Balbo e Dazellio. Gioberti, militante Mazziniano, aspirava ad un’alleanza tra il movimento liberale e la Chiesa e la formazione di una confederazione degli stati italiani. Balbo, così come Gioberti, sosteneva che la prima esigenza per gli italiani non fosse l’unità, ma l’indipendenza, da raggiungere mediante l’allontanamento degli Austriaci dalla penisola, però, a differenza di Gioberti, concepiva una confederazione italiana fondata sull’esercito dei Savoia e non guidata dal Papa. Infine, Dazellio invitò l’opinione pubblica di tutti gli Stati della penisola a mobilitarsi per chiedere ai sovrani moderate riforme in senso liberale.
Domande da interrogazione
- Quale ruolo ha avuto Ciro Menotti nelle rivolte del 1831 nei ducati padani?
- Qual era l'obiettivo della Giovine Italia fondata da Giuseppe Mazzini?
- Quali erano i punti deboli del programma di Mazzini?
- Quali erano le principali idee del programma liberale formulato da Gioberti, Balbo e Dazellio?
Ciro Menotti guidò i ribelli che si impadronirono di Modena e Parma, estendendo la rivolta alle legazioni civili confinanti, dove fu abolito il potere dei papi e instaurato un governo provvisorio, ma alla fine fu giustiziato dopo l'intervento austriaco.
La Giovine Italia mirava a costruire un'Italia unita attraverso un programma democratico e repubblicano, cercando il consenso popolare e l'emancipazione sociale dei ceti più umili, ma le sue insurrezioni furono per lo più stroncate.
Il programma di Mazzini soffriva di una scarsa conoscenza delle campagne italiane e non riusciva a radicarsi tra la popolazione contadina, che costituiva l'80% della popolazione, portando a ripetuti fallimenti nei tentativi di insurrezione.
Il programma liberale si basava sull'indipendenza dall'Austria e proponeva una confederazione degli stati italiani, con Gioberti che cercava un'alleanza con la Chiesa, mentre Balbo sosteneva un'alleanza militare con i Savoia, e Dazellio invitava a chiedere riforme liberali ai sovrani.