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Concetti Chiave

  • L'ideale romano di buon cittadino e buon soldato evidenzia l'importanza cruciale dell'esercito nella civiltà romana.
  • Durante il periodo regio, l'esercito era composto da piccoli proprietari e includeva effettivi, cavalleria e fanteria, con una struttura ben definita.
  • La cavalleria, considerata nobile, fungeva da guardia personale del re e aveva un ruolo strategico in battaglia, mentre la fanteria agiva spesso in modo autonomo.
  • Le trasformazioni nell'esercito regio includevano l'ingresso della plebe e la riforma di Servio Tullio, che istituì la legione come struttura fondamentale.
  • L'armamento variava tra i soldati, con equipaggiamenti in bronzo e ferro, a seconda delle risorse individuali.

L'importanza dell'esercito romano

L’ideale un romano era di essere un buon cittadino ed un buon soldato: questo dimostra l’importanza dell’esercito nella civiltà romana.

Struttura dell'esercito regio

Durante il periodo regio, l’esercito era formato da piccoli proprietari. Esso comprendeva gli effettivi, la cavalleria e la fanteria.

• Gli effettivi militari erano di provenienza patrizia e ai loro clienti. Succedeva che i componenti di una gens intraprendessero una guerra solo con i mezzi propri e contro una gens o una città avversaria. Sappiamo, per esempio, che durante la Repubblica i 306 soldati della gens Fabia combatterono contro Veio, una città etrusca. La parola legio, derivata dal verbo legere = raccogliere insieme, indicava gli effettivi chiamati a prestare servizio nell’esercito, di età compresa fra 17 e 46 anni in grado di poter provvedere alla propria attrezzatura militare. Ogni curia forniva 100 soldati semplici (= centuria) e 10 cavalieri (= decuria). Ognuna delle tre tribù che costituivano la popolazione romana, era articolata in 10 curie per un totale di 30 curie che in tutto fornivano, pertanto 3000 soldati semplici, chiamati milites e 300 cavalieri, chiamati celeres.

Ruolo della cavalleria e fanteria

• La cavalleria, che innanzitutto costituiva lsa guardia personale del re, era l’esercito ritenuto nobile. Per quanto combattesse a piedi aveva un ruolo ben definito durante la battaglia. Il ricordo di questo corpo militare si conserverà anche in tutta l’epoca classica.

• La fanteria partiva all’attacco senza alcun ordine per cui il combattimento fra due singoli soldati erano frequenti, basti pensare al duello fra gli Orazi e i Curazi o fra Manlio Torquato contro un guerriero della Gallia.

Il questo periodo della storia romana, l’armamento non era uguale per tutti e poteva essere di bronzo di ferro

Trasformazioni nell'esercito regio

Nel periodo regio l’esercito subisce due trasformazioni:

• la prima consiste nell’ingresso della plebe nell’esercito, probabilmente prima del V secolo

• la seconda deriva dalla riforma voluta dal re Servio Tullio, che crea la vera legione. La sua riforma si ispira al concetto secondo cui ai possedenti spetta la cura dello Stato e quindi la cura di difenderlo.

Domande da interrogazione

  1. Qual era l'ideale di un romano riguardo al servizio militare?
  2. L'ideale di un romano era di essere sia un buon cittadino che un buon soldato, evidenziando così l'importanza cruciale dell'esercito nella civiltà romana.

  3. Come era strutturato l'esercito durante il periodo regio?
  4. Durante il periodo regio, l'esercito era composto da piccoli proprietari e includeva effettivi, cavalleria e fanteria, con ogni curia che forniva un certo numero di soldati e cavalieri, per un totale di 3000 soldati semplici e 300 cavalieri.

  5. Quali trasformazioni subì l'esercito romano nel periodo regio?
  6. L'esercito romano subì due trasformazioni significative: l'ingresso della plebe nell'esercito e la riforma di Servio Tullio, che portò alla creazione della vera legione, basata sull'idea che i possessori avessero la responsabilità di difendere lo Stato.

Domande e risposte

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