Concetti Chiave
- La decadenza del diritto romano è influenzata dalla diffusione del Cristianesimo e dalle tradizioni giuridiche locali, accentuate dalla crisi dell'impero e dall'arrivo di popoli estranei alla civiltà romana.
- Durante il periodo di decadenza, l'unica fonte di diritto fu rappresentata dalle constitutiones imperiali, riducendo la produzione giuridica e limitando le norme innovative ai rapporti privati.
- La decadenza giuridica si articolò in tre fasi: l'impero unico con il declino del ius publicum, l'impero duplice con la crisi del ius privatum, e la fase giustinianea con tentativi inefficaci di preservare il diritto classico.
- Le fonti giuridiche del periodo includevano leggi pubbliche, senatus consulta, edicta e constitutiones principum, mentre la consuetudine fungeva da fonte non scritta di diritto.
- Le leggi novae, equiparate alle leggi, avevano efficacia normativa, integrando, modificando o abrogando i vetera iura, e stabilivano un nuovo sistema giuridico scritto.
Decadenza del diritto romano
Presenta evidenti segni di decadenza rispetto al diritto che lo precede, dovuti: alla diffusione del Cristianesimo e al perdurare delle tradizioni giuridiche locali, rese forti dalla crisi dell’impero universale con l’avvento di popoli dai valori assolutamente estranei alla civiltà romana; mutate condizioni economiche.
Evoluzione e fonti del diritto
L’evoluzione del diritto fu condizionata dalle scelte dell’imperatore, l’unico in grado di creare diritto; così le uniche fonti furono le constitutiones imperiali. Caratteristiche furono: la riduzione della produzione giuridica alle constitutiones principum; la limitazione della normazione innovativa ai rapporti giuridici privati; il trionfo della cognitio extra ordinem imperiale.
Fasi della decadenza giuridica
La decadenza del diritto si sviluppò nelle 3 fasi del periodo postclassico: nella fase dell’impero unico la decadenza riguardo il ius publicum, data l’apertura di Diocleziano verso gli schemi imperiali ellenistici che comportarono un abbandono ed un allontanamento dallo ius publicum tradizionale.
Nella fase dell’impero duplice si assistette alla decadenza dello ius privatum, causata dall’intromissione interpretativa dei giuristi ellenici che alteravano il significato.
Tentativi di Giustiniano
Nella fase giustinianea fu vano il tentativo di reinstaurare il diritto classico. Infatti, Giustiniano cercò di mantenere inalterato il diritto classico, operando solo le modifiche necessarie e adeguarlo ai tempi. Ma quando fu costretto ad accettare l’apertura verso il mondo ellenico, che inquinava i tradizionali principi giuridici, si rese conto dell’inutilità di quell’opera.
Fonti e leggi del periodo
Le fonti furono le leggi pubbliche, i senatus consulta, le cons.principium, gli edicta e i responsa prudentium. In concreto le uniche vere fonti furono solo le cons.p., equiparate alle leggi e definite leges novae. La maggior parte di esse ebbero efficacia normativa, sulla base di una lex regia de imperio, con cui si attribuiva all’imperatore il potere lgsl (leggi generali). Le leggi generali si riferivano a casi tipici e a categorie di sudditi. Erano efficaci fin quando non erano abrogate da altre leggi. Altre ebbero efficacia ordinativa (leggi speciali). Le leggi speciali erano rivolte a casi o sudditi singoli. Non potevano essere applicate per analogia. Intermedie tra queste leggi ci furono le sanzioni, che contenevano disposizioni amministrative ed erano emanate da appositi funzionari. Il rapporto tra queste nuove leggi e i vetera iura (cioè le norme del tradizionale diritto romano) si riconobbe nel fatto che i vetera iura contenevano principi generali, mentre le novae lege potevano integrarli, modificarli o addirittura abrogarli. Insieme costituivano il diritto scritto. Fonte non scritta fu la consuetudine, cioè atteggiamento ripetuto nel tempo dalla generalità dei consociati di fronte a determinate circostanze, con la consapevolezza della sua giuridica rilevanza.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali cause della decadenza del diritto romano?
- Quali furono le fonti principali del diritto durante il periodo di decadenza?
- Come si sviluppò la decadenza giuridica nelle diverse fasi dell'impero?
- Quali tentativi fece Giustiniano per mantenere il diritto classico?
La decadenza del diritto romano è attribuita alla diffusione del Cristianesimo, al perdurare delle tradizioni giuridiche locali e alle mutate condizioni economiche, accentuate dalla crisi dell'impero universale e dall'arrivo di popoli con valori estranei alla civiltà romana.
Le uniche fonti del diritto in questo periodo furono le constitutiones imperiali, che includevano leggi pubbliche, senatus consulta, edicta e responsa prudentium, con particolare rilevanza delle cons.p., equiparate alle leggi e definite leges novae.
La decadenza giuridica si articolò in tre fasi: nella fase dell'impero unico, si assistette a una decadenza dello ius publicum; nella fase dell'impero duplice, si verificò la decadenza dello ius privatum, influenzata dall'interpretazione dei giuristi ellenici.
Giustiniano tentò di mantenere inalterato il diritto classico apportando solo modifiche necessarie, ma si rese conto dell'inutilità di questo sforzo quando dovette accettare l'influenza del mondo ellenico, che comprometteva i principi giuridici tradizionali.