Concetti Chiave
- L'esantema papuloso è caratterizzato da lesioni sfumate e non pruriginose, tipicamente localizzate su tronco e arti, spesso in modo simmetrico.
- Le lesioni da sifilide secondaria possono colpire palmi e piante dei piedi, un aspetto distintivo rispetto ad altre infezioni.
- La sifilide terziaria presenta gomme luetiche, noduli che possono provocare danni a cute e organi interni, risultando estremamente rari.
- La sifilide congenita può manifestarsi in forma precoce con aborto o in forma tardiva con sviluppo dismorfico, ma oggi è rara grazie allo screening prenatale.
- Il test ELISA e la ricerca di IgM specifiche sono fondamentali per diagnosticare un'infezione fetale da sifilide, differente dal passaggio placentare di IgG.
Caratteristiche dell'esantema papuloso
Esantema papuloso o maculo-papuloso, definito roseola (“roseolico” vuol dire appunto “papuloso”), collegato a una disseminazione ematogena dell’infezione. Si tratta di lesioni sfumate, non pruriginose, sparse tipicamente a livello del tronco e a livello degli arti, spesso simmetricamente. Le lesioni a volte hanno un collaretto periferico. Le stesse lesioni possono essere a livello mucoso. Sono seguite da eruzioni papulose. Durano circa 1-2 settimane, quindi se il paziente non è attento possono sfuggirgli, o comunque, non essendo pruriginose, non è spinto a richiedere repentinamente una consulenza. La particolarità dell’esantema della sifilide secondaria è che colpisce i palmi delle mani e le piante dei piedi, cosa molto rara nella maggior parte delle altre infezioni. Dunque, quando si riscontra questo aspetto, è importante indirizzare subito i sospetti verso la sifilide. Un caso come quello in figura può essere scambiato anche per psoriasi. Nota: nell’immagine si ha un esantema che viene definito sifiloderma papuloso corimbiforme (“a corimbo”, come l’esplosione di una bomba).
Manifestazioni della sifilide terziaria
La sifilide terziaria è caratterizzata da lesioni ascessuali, definite gomme luetiche. Sono dei noduli dermo-ipodermici che possono colpire la cute o anche gli organi interni, causando danno (nell’osso creano un buco, nella parete vasale determinano una rottura, nel sistema nervoso determinano un danno localizzato come fosse un tumore...). È estremamente rara.
Sifilide congenita e diagnosi neonatale
A seconda del periodo in cui avviene l’infezione nella gravidanza si manifesta:
● Sifilide congenita precoce: con aborto del feto
● Sifilide congenita tardiva, che comporterà lo sviluppo dismorfico con alterazioni ossee, cutanee, dentali ecc
Oggigiorno questi eventi non si verificano più, o comunque sono molto rari in quanto all’inizio della gravidanza si fa sempre lo screening per la sifilide.
Con un neonato da madre sifilidica è importante capire se c’è stato un passaggio passivo di anticorpi a livello placentare o se si è verificata una produzione autoctona di anticorpi da parte del feto, indice dell’avvenuta infezione. Si esegue un test ELISA e si ricercano le IgM specifiche per il treponema, in quanto questa classe di anticorpi non passa attraverso la placenta: se ci sono le IgM significa che si ha un’infezione del feto, se invece ci sono solo IgG può essere solo un passaggio placentare. Regolarmente per la diagnosi si associa un test treponemico con un test non treponemico.
Il test VDRL è un test di microagglutinazione con un antigene cardiolipidico, che è significativo della malattia.
Domande da interrogazione
- Quali sono le caratteristiche principali dell'esantema papuloso?
- Come si manifesta la sifilide terziaria?
- Qual è l'importanza della diagnosi neonatale nella sifilide congenita?
L'esantema papuloso, noto anche come roseola, si presenta con lesioni sfumate e non pruriginose, tipicamente localizzate su tronco e arti in modo simmetrico. Le lesioni possono avere un collaretto periferico e durano circa 1-2 settimane, rendendo difficile la loro individuazione (testo).
La sifilide terziaria è caratterizzata da lesioni ascessuali chiamate gomme luetiche, che possono colpire la cute e gli organi interni, causando danni significativi, come buchi nelle ossa o rotture nelle pareti vasali (testo).
La diagnosi neonatale è cruciale per distinguere tra passaggio passivo di anticorpi e infezione attiva nel feto. Si utilizzano test ELISA per le IgM specifiche e test treponemici per confermare l'infezione, poiché le IgM non attraversano la placenta (testo).