Turismo e paesaggio della Sardegna
La Sardegna, i principali aspetti fisici
La Sardegna ha un territorio caratterizzato da una lunga storia geologica; infatti,
sono presenti numerosi altipiani e tavolati.
Nel complesso l’altezza media sul livello del mare è modesta (334 m), così come
quella della sua cima più alta, Punta la Marmora sul Gennargentu, di 1834 m.
È molto limitata la superficie definita come montagna, rappresentata dal 18%, al
contrario della collina, rappresentata dal 68%.
Nonostante questo, la Sardegna ha un carattere prevalentemente montuoso, non
tanto dal punto di vista altimetrico quanto dal punto di vista morfologico e
pedologico, in particolare per quanto riguarda le pendenze e la poca fertilità dei
suoli.
I massicci montuosi concentrati sulla parte orientale sono il Monte Limbara e i
Monti del Gennargentu, mentre quelli che si trovano nella parte occidentale sono
i Monti dell’Iglesiente e del Sulcis e ulteriori diversi altipiani.
Tra le pianure la più importante è quella del Campidano, che si estende per circa
2
2350km .
I principali fiumi sono il Tirso, il Coghinas e il Flumendosa; mentre è stata costruita
circa una quarantina di bacini artificiali sia per regolare le piene, per produrre
energia elettrica e per approvvigionamento dei centri abitati.
L’unico lago naturale dell’Isola è il lago di Baratz, situato nella Nurra di Sassari.
Il clima è definito mediterraneo insulare, con una temperatura media annua che si
aggira intorno ai 15-17°, con una quantità media annua di precipitazioni molto
importante, anche se non sono distribuite regolarmente durante l’anno.
Per quanto riguarda la vegetazione, questa ha in particolare carattere
mediterraneo, i boschi si trovano solo nelle zone montane, nel Gennargentu e in
altre parti dell’Isola generalmente ben riparate e umide.
Per quanto riguarda la fauna, la Sardegna presenta specie esclusive dell’isola,
come il muflone, una specie di pecora selvatica che non si trova nel resto
dell’Europa, oppure tra gli uccelli la pernice pietrosa, e anche alcune specie di
rettili, anfibi e diversi artropodi specialmente insetti e crostacei.
Cenni storici.
L’uomo è presente in Sardegna fin dal paleolitico.
Nel Neolitico finale si sviluppano le tombe (tipo Domus de Janas) e i luoghi di
culto.
Con la fine dell’antica età del Bronzo ha inizio la costruzione dei primi nuraghi che
segnano il passaggio all’età del Ferro.
La civiltà nuragica raggiunge l’apice tra il IX e l’VIII secolo a.C. mentre alla fine del
VI secolo a.C. sbarcarono i fenici.
Dopo il loro sbarco, la parte centrale dell’Isola restava in mano ai sardi mentre le
coste venivano occupate dai fenici.
Poco dopo il termine della prima guerra punica (264-241 a.C.) l’isola passò ai
romani.
L’ingresso dei romani, nell’isola, si verificò piano piano insieme al cristianesimo e
al romanesimo.
Una volta che l’Impero Romano declinò, l’Isola subì varie stragi da parte dei mori
dell’Africa, delle Baleari e della Sicilia.
La necessità di difesa portò alla divisione del territorio nelle quattro regioni
geografiche Cagliari, Arborea, Logudoro e Gallura.
Nel corso dell’XI e XII secolo d.C. la Sardegna fu invasa dai pisani e dai genovesi, in
contrasto tra loro.
Dopo varie vicende i pisani dovettero accettare una dura pace con la quale si
concedevano Cagliari e l’intero golfo e altre zone dell’Isola, mentre i genovesi
ottenevano Sassari.
In seguito, la Sardegna fu invasa dagli Aragonesi nel 1326.
Nel 1348 Pietro VI d’Aragona provvede a riordinare l’amministrazione dell’Isola e
aprire il primo Parlamento.
Nel 1421 Alfonso V d’Aragona espugnò Terranova e Longonsardo, riaprì il
Parlamento (che precedentemente venne chiuso) e riunì tutta la Sardegna sotto il
suo dominio.
In seguito, Filippo II ebbe il compito di riordinare l’amministrazione rispettando i
diritti dei sardi e emanò infatti provvedimenti per la protezione dell’agricoltura e
dell’economia.
Nel campo culturale furono fondate l’Università degli studi di Cagliari e l’Università
degli studi di Sassari, mentre sotto l’aspetto demografico e sociale la popolazione
diminuì.
Nel corso del 1700, la Spagna si stava fortemente riarmando ed era intenzionata a
riprendersi tutto ciò che aveva perso in Italia e che era andato in mano ai Savoia e
all'Austria.
Una prima offensiva portò la flotta spagnola a sbarcare un corpo di spedizione che
conquistò la Sardegna nel 1717.
Preoccupate dall'azione spagnola, Francia, Paesi Bassi, Inghilterra e Austria si
unirono in una Quadruplice Alleanza.
Vittorio Amedeo (Savoia) non aveva scelta e, quando gli arrivò la proposta di
aderire alla Quadruplice Alleanza in cambio del titolo di re di Sardegna, sentendosi
senza via di scampo accettò.
Con il trattato dell'Aia, il 20 febbraio 1720, venne consegnata a Casa Savoia la
Sardegna, con il titolo di «Re di Sardegna», in cambio della Sicilia.
Ancora in seguito, durante la Rivoluzione Francese, i tentativi della flotta francese
di occupare la Sardegna fallirono (fine 1700).
Ancora dopo si verificarono delle tensioni tra sardi e piemontesi, ma questi ultimi
vennero cacciati dall’Isola.
Tra il 1848 e il 1861 furono costruite le prime società minerarie e in seguito le
linee ferroviarie.
La fine della Prima Guerra Mondiale, alla quale i sardi parteciparono
distinguendosi in particolare con la Brigata Sassari, determinò l’inizio di un nuovo
assetto politico dell’Isola in particolare con la creazione del Partito sardo d’azione.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale fu approvato un progetto di autonomia
dall’Assemblea costituente italiana, con le prime elezioni regionali ebbero luogo
l’8 maggio 1949.
Turismo sostenibile in Gallura: prospettiva vincente o
modello illusorio?
Il turismo oggi rappresenta un'attività che offre opportunità di sviluppo, inteso sia
come crescita economica ma anche come benessere sociale, che preserva e tutela
i patrimoni naturali e socioculturali nei diversi territori.
L'intensificazione degli scambi commerciali, di persone, idee e culture, resi
possibili dal progresso della scienza e della tecnologia, e altrettanto resi possibili
dalla diffusione, dalla conoscenza e dalla riduzione dei costi di trasporto
rappresentano uno strumento molto importante per il settore turistico.
La Sardegna, che da molto tempo, fa parte del circuito del turismo nazionale e
internazionale, è conosciuta dalla maggior parte come una destinazione turistica
d’élite, soprattutto grazie alla “Costa Smeralda”.
Ma è anche associata ad un turismo di massa fruibile anche dalle classi meno
agiate.
Inoltre, le varie trasformazioni del territorio e i cambiamenti nel genere di vita
della popolazione sono stati gli elementi fondamentali per proporre nuove
tipologie di sviluppo del turismo.
Il territorio dell'isola ha visto in pochi decenni il passaggio da un'economia agro-
pastorale ad un'economia basata principalmente su attività terziarie come
appunto il turismo.
Cos’è uno stazzo?
In Sardegna, nella regione della Gallura, lo stazzo fu il fulcro della vita rurale di
migliaia di pastori-agricoltori per centinaia di anni.
Indica contemporaneamente l'azienda contadina e la costruzione in cui abita il
proprietario ed è costituito da un'abitazione di forma grossomodo rettangolare
costituita da blocchi di granito e all'interno suddivisa in massimo due ambienti.
All'esterno era spesso annesso il forno ed un piccolo magazzino.
Raramente un edificio nato come stazzo si eleva oltre il piano terreno, ed in
questo caso viene definito palazzo.
Un insieme di stazzi formavano la cussorgia, un'entità geografica e sociale unita
da vincoli molto forti di amicizia e collaborazione.
Nascita e sviluppo del turismo in Sardegna
Il prototurismo
L’immagine della Sardegna oggi è essenzialmente associata al relax, al mare e alle
spiagge.
Lo sviluppo del turismo nell’Isola si divide in due periodi: in un primo periodo i
Sardi iniziarono a frequentare le coste a scopo ricreativo intorno alla seconda
metà dell’Ottocento, mentre in un secondo periodo, alla fine della Seconda Guerra
Mondiale, arrivarono i primi turisti stranieri che amavano soggiornare
principalmente nel periodo estivo sulla costa settentrionale dell’Isola preferendo i
centri di Alghero, Porto Torres, Castelsardo, Santa Teresa Gallura e La Maddalena.
In questo periodo comunque il turismo era quasi inesistente anche a causa della
presenza della malaria.
Il 1950 e il 1960
Per analizzare la storia del turismo in Sardegna bisogna prendere in
considerazione il periodo degli anni Cinquanta del 900.
Nel 1948 l’Isola divenne una Regione Autonoma a Statuto Speciale, periodo
caratterizzato da una crescita molto rapida, dovuta soprattutto al turismo.
Nel 1949 venne istituito l’Assessorato regionale agli Interni e al Turismo che
aveva come principali obbiettivi quello di migliorare i collegamenti con la
terraferma, aumentare la ricettività alberghiera, tutelare il paesaggio e le bellezze
naturali e promuovere l’immagine turistica dell’Isola a livello internazionale.
Con questo programma la Regione vedeva nel turismo un supporto per lo sviluppo
economico e per il processo di modernizzazione dell’Isola.
Questi obiettivi furono raggiunti anche grazie al supporto di due Leggi regionali, la
prima che aveva istituito l’ESIT (Ente Sardo delle Industrie Turistiche), e la
seconda creò un fondo per supportare costruzioni, ristrutturazioni e ampliamenti
delle strutture ricettive.
L'ESIT: fu costituito dalla Regione Sardegna qualche anno dopo aver acquisito lo
status di regione autonoma.
L'ente aveva lo scopo di promuovere il turismo in Sardegna.
Tuttavia, col tempo promosse anche la cultura e le produzioni artigianali.
L'Agenzia Nazionale del Turismo (ENIT): è un ente pubblico economico italiano
che opera nella promozione dell'offerta turistica dell'Italia.
L'Organizzazione mondiale del turismo (UNWTO): è un'agenzia specializzata
delle Nazioni Unite con sede a Madrid che si occupa del coordinamento delle
politiche turistiche e promuove lo sviluppo di un turismo responsabile e
sostenibile.
La Horizon Holidays fu il primo tour operator a svolgere attività di promozione
della Sardegna e in particolare di Alghero.
In seguito, fu inaugurato il Village Magique a Caprera che richiamò i primi turisti
francesi.
Già dall’inizio si notò una disparità nello sviluppo turistico fra il Sud e il Nord
dell’Isola, più favorito grazie alla presenza dello scalo aeroportuale di Alghero e
dei porti di Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres.
Negli anni Sessanta il turismo in Sardegna fu caratterizzato da due progetti distinti.
1) Il primo avvenne in Gallura dove si costituì il “Consorzio Costa Smeralda”
che darà vita a uno dei più importanti sistemi turistici d’Italia.
In questo periodo si assiste infatti ad un incremento dell’attività turistica che
diventava sempre più innovativa.
2) Allo stesso tempo si verifica l’azione del secondo programma, che vede
emanare una Legge da parte della Regione, più precisamente parliamo del
“Piano di Rinascita Economica e Sociale della Sardegna” per migliorare la
struttura economica e sociale.
Gli interventi interessarono tutti i settori produttivi e sociali e le attività
primarie, industriali e terziarie.
Nei confronti di quest’ultimo il Piano prevedeva interventi in aree a
carattere prevalentemente turistico.
Furono istituite sei zone turistiche, tutte costiere tranne il Gennargentu,
destinato a parco naturale.
Ogni zona elaborava il suo piano di sviluppo e la Regione e si impegnava a
realizzare
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Turismo Culturale
-
Geografia del turismo
-
Legislazione del turismo - turismo e competenze
-
Geografia del turismo