Lesioni Cutanee (prof.essa Guidi Valentina)
LEZIONE 1
La Scelta del Trattamento Locale secondo la WBP — TIMERS
30 marzo 2026
1. Dalla pratica delle eminenze alle evidenze
La pratica basata sulle evidenze si distingue dalla pratica tradizionale perché si fonda su
misurazioni OGGETTIVE e indipendenti dall'osservatore. Dire 'va meglio' non basta: occorre
misurare la riduzione dell'essudato con scale validate, e le dimensioni della lesione con il
centimetro.
Le principali fonti normative di riferimento sono:
1• Legge n. 229/1999 — obbligo per tutti i professionisti sanitari di usare protocolli e
linee guida supportati da evidenze scientifiche.
2• Legge Gelli (28/02/2017) — il medico che causa un danno per imperizia non è
punibile penalmente SE ha rispettato le linee guida. L'esclusione della colpa grave è
sancita dall'art. 6.
Il professionista ha tre livelli di responsabilità: decisionale (pianificare), attuativo (gestire-
verificare) e valutativo (valutare).
2. Epidemiologia delle lesioni cutanee
Le lesioni cutanee sono un problema crescente a causa dell'invecchiamento della
popolazione:
3• Ulcere venose degli arti inferiori (VLU): interessano l'1% della popolazione adulta,
fino al 3,6% negli over 65. Circa 600.000 nuove VLU/anno. Il 30% rimane non
cicatrizzato dopo 24 settimane.
4• Lesioni da pressione (LdP): si stima 1 anziano su 4 sarà portatore di LdP. L'Italia è
oltre dell'80% sopra la prevalenza media OCSE. I costi rappresentano il 4% della
spesa SSN annuale.
5• Piede diabetico: ogni 30 secondi un'amputazione maggiore nel mondo. Il 15% dei
diabetici sviluppa un'ulcera del piede nella propria vita. Il modello italiano è
riconosciuto come eccellenza OCSE.
6• Prevalenza globale lesioni cutanee: 2-6% della popolazione mondiale.
3. Dal Wound Care tradizionale al Wound Care
moderno
Wound Care tradizionale (da evitare):
7• Medicazione a prescindere dalla causa
8• Disinfezione con qualsiasi disinfettante
9• Copertura con garza + cerotto
10• Utilizzo di prodotti scelti per esperienza personale (non evidenze)
Svolta epocale — 1962, Dott. George Winter: dimostra che la riepitelizzazione è 2 volte più
rapida in ambiente UMIDO rispetto all'ambiente secco. Da qui nasce il Wound Care
moderno.
Principio fondamentale: non esiste una medicazione che guarisce una lesione; esistono
presidi che aiutano il paziente a portare avanti il processo di guarigione.
4. Wound Healing — Processo di cicatrizzazione
4.1 Lesioni acute vs croniche
11• Lesioni acute: compaiono dopo un trauma, guariscono (se ben gestite) entro 6
settimane.
12• Lesioni croniche: non rispettano la sequenza ordinata del processo riparativo; durata
lunga e alta frequenza di complicanze. Definizione operativa: ferite che dopo 6-8
settimane di terapia locale causale corretta non mostrano alcuna tendenza alla
guarigione.
4.2 Le 3 fasi della riparazione
1. Fase infiammatoria
2. Fase proliferativa
3. Fase di rimodellamento e maturazione
Ogni fase necessita di condizioni specifiche. L'arresto di una fase comporta un ritardo
significativo.
4.3 Tipi di guarigione
13• Prima intenzione: ferite chirurgiche lineari, chiuse con sutura.
14• Seconda intenzione: ferite aperte con grossa perdita di sostanza o bordi
necrotici/infetti. La riparazione è affidata al tessuto di granulazione.
15• Terza intenzione (chiusura primaria ritardata): tessuti non vitali rimossi, ferita lasciata
aperta alcuni giorni, poi chiusa chirurgicamente.
5. Valutazione del paziente con lesione
La lesione è l'ESPRESSIONE CUTANEA delle condizioni generali del paziente. Bisogna:
16• Curare la PERSONA (patologie di base, stato nutrizionale, dolore, adesione al piano)
17• Curare la CAUSA (scarico pressione per LdP, terapia compressiva per UV,
rivascolarizzazione per arteriose)
18• Curare la LESIONE (trattamento locale)
Parametri irrinunciabili della valutazione (JWC Consensus 2022):
19• Valutazione olistica
20• Diagnosi/eziologia della lesione
21• Identificazione terapie aggiuntive (compressione, scarico, nutrizione)
22• Strategie di sbrigliamento e tipo di medicazione
23• Definizione degli obiettivi e monitoraggio del percorso
5.1 Dolore
24• Va valutato sia durante la medicazione sia tra un cambio e l'altro.
25• L'assenza di dolore può indicare danno neurologico.
26• Usare scale validate (VAS, NRS, ecc.) e descrivere: tipo
(nocicettivo/neuropatico/misto), durata, intensità.
5.2 Attitudine alla guarigione
Classificare la lesione come:
27• GUARIBILE — causa trattabile, perfusione sufficiente, no ostacoli sistemici.
28• NON GUARIBILE — causa non trattabile o perfusione inadeguata.
29• IN MANTENIMENTO — obiettivo è la palliazione e non la guarigione.
Per valutare la perfusione: polsi palpabili, ABPI (>0,6 e <1,4 = ok), TcPO2 (>30 mmHg), Eco
Doppler.
6. Il framework TIMERS
TIMERS aggiorna il vecchio TIME aggiungendo Riparazione/Rigenerazione e Fattori Sociali:
30• T — Tessuto: identificare il tipo di tessuto (necrotico, fibrina/slough, granulazione,
riepitelizzazione)
31• I — Infezione/Infiammazione: valutare la carica batterica
32• M — Moisture balance: equilibrio dei fluidi/essudato
33• E — Edge (bordo epidermico): avanzamento dei margini
34• R — Riparazione/Rigenerazione: stimolazione tessutale
35• S — Fattori Sociali: condizioni psico-sociali del paziente
T — Tessuto
36• Lesione NERA (necrosi secca): tessuto devitalizzato disidratato, duro, aderente.
Obiettivo: sbrigliamento (tranne escara secca al tallone), inversione della
disidratazione, ambiente umido. ECCEZIONE: lesioni ischemiche → ambiente secco
e consulenza specialistica.
37• Lesione GIALLA (slough/fibrina): mix di tessuti devitalizzati, cellule, essudato,
leucociti, batteri. Obiettivo: rimozione del tessuto necrotico giallo e controllo del
processo infettivo.
38• Lesione ROSSA (granulazione): tessuto vascolarizzato rosso vivo. Obiettivo:
bilanciare l'essudato, prevenire secchezza e macerazione, favorire la ricostruzione
tessutale.
39• Lesione ROSA (riepitelizzazione): cellule epiteliali che avanzano in modo
concentrico. Obiettivo: proteggere la cute neoformata, promuovere trofismo cutaneo.
Debridement
Indicazioni per ferite guaribili:
40• Chirurgico / conservativo con taglienti
41• Autolitico / enzimatico
42• Meccanico (ultrasuoni)
43• Biologico (larve)
Ferite NON guaribili: solo rimozione del tessuto non vitale con metodiche conservative. Il
debridement con sanguinamento è CONTROINDICATO.
Benefici del debridement: switch cronicità→acuzia, riduzione carica batterica, stimolazione
dei margini epiteliali, modulazione della cascata infiammatoria, incremento dei growth
factors.
I — Infezione
I batteri possono essere presenti in 4 livelli: contaminazione → colonizzazione →
colonizzazione critica → infezione. Il passaggio a infezione dipende da: resistenza
dell'ospite, numero e tipo di batteri (patogenicità/virulenza).
Biofilm: agglomerato di batteri incapsulati in una matrice extracellulare polimerica. I
microrganismi in biofilm sono fino a 1.000 volte meno suscettibili agli antibiotici rispetto alle
forme planctoniche.
44• Lesione VERDE/MARRONE = infezione. Obiettivo: abbattere la carica batterica.
M — Moisture balance (Essudato)
L'essudato è composto da liquido che fuoriesce dai vasi sanguigni (simile al plasma). Ha un
ruolo POSITIVO nelle lesioni acute (favorisce proliferazione cellulare) e NEGATIVO in quelle
croniche (inibisce replicazione, aumenta citochine pro-infiammatorie e MMP).
Caratteristiche da valutare: quantità (assente/scarso/poco/moderato/abbondante), colore,
consistenza, odore.
Problemi dell'eccessivo essudato: macerazione cute perilesionale, odore, dolore, guarigione
ritardata, squilibrio idroelettrolitico, aderenza della medicazione.
Interventi sulla carica essudativa: detersione, terapia a pressione negativa (TPN),
medicazioni adsorbenti, compressione.
E — Bordo epidermico (Edge)
Il bordo non avanzante è il segnale più evidente della mancata guarigione. Cause possibili:
cellule senescenti, alterazioni delle proteasi.
Il margine sottominato può indicare colonizzazione importante o infezione. Si valuta la cute
perilesionale (raggio ~5 cm): integrità, colore, temperatura, umidità, macerazione, fragilità.
R — Riparazione/Rigenerazione
Dopo risoluzione di infezione e squilibrio idrico, si focalizza l'attenzione sulla
proliferazione/rigenerazione ('Edge-effect'). Stimolazione dei bordi attraverso lo
sbrigliamento dei margini.
S — Fattori Sociali
Valutare: qualità di vita, dolore, mobilità, socializzazione, supporto familiare, aderenza al
trattamento, accesso alle cure, condizioni economiche.
LEZIONE 2
Detersione — Wound Hygiene — Triangolo del Wound
Assessment — Medicazioni
10 aprile 2026
1. La Detersione
La detersione è la PRIMA azione topica: un'azione fisica di pulizia, costante, che permette la
rigenerazione tessutale. Si distingue nettamente da:
45• Antisepsi: inibisce/distrugge microrganismi su tessuti viventi (azione chimica).
46• Debridement: rimozione in profondità di tessuti aderenti non vitali o contaminati.
1.1 Perché è importante
47• Ridurre la carica batterica
48• Allontanare tessuto devitalizzato e scorie
49• Rimuovere residui di medicazioni precedenti
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Trattamento delle acque reflue
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Trattamento farmacologico iperlipoproteinemie
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Trattamento delle Acque Reflue - Tesina
-
Trattamento endovascolare delle emorragie parenchimali
- Risolvere un problema di matematica
- Riassumere un testo
- Tradurre una frase
- E molto altro ancora...
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