Il sangue
Il sangue è un tessuto connettivo del tutto particolare, per certi aspetti anomalo rispetto agli altri connettivi, ma proprio per questo estremamente affascinante.
Se infatti siamo abituati a pensare ai tessuti connettivi come a strutture solide o semisolide, costituite da cellule immerse in una matrice più o meno consistente, nel sangue questa logica generale viene portata a una forma estrema e singolare: la matrice extracellulare è infatti liquida ed è rappresentata dal plasma.
Anche il sangue, dunque, appartiene a pieno titolo alla grande famiglia dei connettivi di origine mesenchimale, ma lo fa in una modalità del tutto speciale, perché la sua matrice non serve a sostenere meccanicamente i tessuti, bensì a trasportare sostanze e cellule in tutto l’organismo.
Dal punto di vista fisico, il sangue è un fluido il cui colore varia a seconda del grado di ossigenazione: appare rosso vivo quando è ricco di ossigeno, come nel circolo arterioso sistemico, mentre tende a un rosso più scuro, con riflessi bluastri, nel circolo venoso sistemico.
In un individuo adulto di corporatura media, il sangue costituisce circa il 7% del peso corporeo, il che corrisponde approssimativamente a 5 litri.
Un’altra caratteristica essenziale è la capacità di coagulare rapidamente quando esce dai vasi; proprio per questo, se lo si vuole studiare in vitro nella sua forma fluida, è necessario trattarlo con anticoagulanti, come per esempio l’eparina.
Il suo pH è lievemente alcalino e la sua osmolarità è paragonabile a quella di una soluzione fisiologica di cloruro di sodio allo 0,9%. La densità è molto simile a quella dell’acqua, ma è importante non confondere densità e viscosità: il sangue è infatti nettamente più viscoso dell’acqua, e questa sua proprietà ha ovvie conseguenze emodinamiche.
Una volta impedita la coagulazione, è possibile analizzare il sangue con una procedura classica e molto istruttiva: la centrifugazione.
Se un campione di sangue anticoagulato viene centrifugato, esso si separa in tre frazioni in base alla densità. Sul fondo si deposita la massa rossa degli eritrociti; superiormente si raccoglie una fase giallo-citrina relativamente trasparente, il plasma; tra queste due si interpone un sottile strato biancastro, detto buffy coat, costituito da leucociti e piastrine.
- Plasma
- Buffy coat
- Piastrine
- Leucociti e piastrine
- Eritrociti
L’altezza della colonna eritrocitaria rispetto al volume totale del sangue prende il nome di ematocrito e in condizioni normali si aggira intorno al 45%.
Questo dato ha grande rilievo clinico: aumenta, per esempio, negli stati di disidratazione o nelle condizioni in cui aumenta il numero di globuli rossi circolanti; diminuisce invece nelle anemie.
Il plasma, che costituisce la matrice extracellulare del sangue, è composto per circa il 90% da acqua, ma contiene una quantità enorme di sostanze biologicamente rilevanti: proteine plasmatiche, elettroliti, nutrienti, cataboliti, ormoni, mediatori dell’infiammazione, gas disciolti e moltissime altre molecole.
La sua funzione è quindi essenzialmente quella di veicolo di trasporto: il sangue distribuisce ai tessuti ossigeno, nutrienti e segnali chimici, raccoglie prodotti di rifiuto del metabolismo, partecipa ai processi di difesa e trasporta anche cellule che possono rimanere nel circolo solo temporaneamente prima di uscire nei tessuti, come i leucociti, oppure che devono essere eliminate al termine della loro vita, come gli eritrociti senescenti.
Osservazione microscopica
In questo contesto si distinguono i cosiddetti elementi figurati del sangue, espressione che comprende eritrociti, leucociti e piastrine.
Quando si passa all’osservazione microscopica del sangue, la tecnica di riferimento è lo striscio di sangue periferico, una preparazione in cui il sangue viene disteso in un film sottile su un vetrino e successivamente colorato.
Il termine “elementi figurati” è utile perché non tutti questi componenti sono vere cellule nel senso classico del termine: le piastrine, per esempio, sono frammenti citoplasmatici derivati dal megacariocita, e anche l’eritrocita maturo è una cellula profondamente atipica, priva di nucleo e di organelli.
Gli eritrociti, o globuli rossi, sono di gran lunga gli elementi figurati più numerosi del sangue.
Nello striscio appaiono come strutture discoidali con una colorazione più intensa alla periferia e una zona centrale più chiara. Questo pallore centrale riflette la loro tipica forma di disco biconcavo: il citoplasma, infatti, è più sottile al centro.
- Eritrociti
- Colorazione più intensa alla periferia
- Più chiara centrale