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Tessuti connettivi

I tessuti connettivi sono la tipologia di tessuto più varia.

  • Per definizione, il tessuto si definisce "connettivo" proprio perché connette gli altri tessuti e, a seconda del tessuto che connette, le sue caratteristiche saranno molto diverse da un tipo all'altro.

Tutti i connettivi hanno una derivazione embrionale di origine mesodermica. Oltre alla funzione principale di connettere, i tessuti connettivi hanno un ruolo importante nel proteggere e sostenere gli altri tessuti. Ciò che distingue i connettivi è il fatto di essere formati da una componente cellulare che si trova immersa in una matrice extracellulare secreta dalle cellule stesse, che solitamente è costituita da una sostanza fondamentale gelatinosa e da fibre collagene ed elastina, di natura proteica.

Connettivi propriamente detti

"Propriamente detti": Vi sono due tessuti connettivi detti:

  • Tessuto connettivo lasso: è il connettivo più diffuso, presente tra un organo e l'altro. È caratterizzato dalla presenza di cellule molto distanti fra loro immerse in una matrice gelatinosa povera di fibre, poco densa. Un esempio di connettivo lasso è il derma della cute.
  • Tessuto connettivo denso: è caratterizzato da numerose fibre formate da collagene, organizzate in fasci e orientate in diverse direzioni dello spazio. Lo troviamo soprattutto nei tendini e nei legamenti.

Connettivi specializzati

Tessuto adiposo

  • Il tessuto adiposo è un connettivo specializzato, che ha una funzione di riserva energetica, protezione e anche isolamento termico. Il tessuto adiposo è formato da particolari cellule, gli adipociti, che hanno il compito di accumulare i grassi, sotto forma di trigliceridi, in vacuoli citoplasmatici, formando delle gocce lipidiche. Esistono due tipi di tessuto adiposo:
    • Il tessuto adiposo bianco, con funzione di riserva energetica, costituito da gocce lipidiche uniloculari;
    • Il tessuto adiposo bruno, con funzione termogenetica, ossia come risposta al freddo per l'organismo, di produrre calore, caratterizzato dalla presenza di numerosi mitocondri e da gocce lipidiche multiloculari.

Tessuto cartilagineo

  • È un tessuto connettivo con funzione di sostegno specializzato costituito da particolari cellule, i condrociti, circondate da una matrice extracellulare allo stato di gel con fibre. Si trova spesso alla fine delle ossa, in quanto permette di creare meno attrito durante un'articolazione nel momento in cui un osso scivola su un altro, ma serve anche da impalcatura per il tessuto osseo che si formerà durante lo sviluppo dell'organismo.
  • Esso è l'unico tessuto connettivo sprovvisto di vasi sanguigni e terminazioni nervose, infatti riceve sia gli stimoli sia il nutrimento dai tessuti circostanti. La cartilagine è, infatti, rivestita da un tessuto connettivo fibrillare denso, detto pericondrio, che ha la funzione di nutrire le cellule del tessuto connettivo per diffusione. Il pericondrio è costituito da cellule staminali unipotenti, dette cellule condroprogenitrici; da queste cellule deriva l'accrescimento della cartilagine secondo due differenti modalità:
    • Accrescimento interstiziale, che avviene all'interno della cartilagine, per divisione dei condroblasti e dei condrociti, questi ultimi già differenziati nelle loro lacune;
    • Accrescimento per apposizione, che avviene dall'esterno verso l'interno della cartilagine, ad opera del pericondrio, ed inizia con il differenziamento delle cellule condrogeniche in condroblasti.

Tipologie di tessuto cartilagineo

Esistono tre tipologie di tessuto cartilagineo sulla base della quantità e qualità relativa di fibre e di sostanza fondamentale:

  • Cartilagine ialina: Prende il nome dal suo aspetto vetroso, traslucido e dal suo colore bianco bluastro. Presenta fibre collagene di tipo II. È la più abbondante, ed è distribuita principalmente:
    • Nei modelli cartilaginei delle future ossa,
    • Nella piastra metafisaria (tra epifisi e diafisi),
    • Nella trachea e nei bronchi,
    • Nel setto nasale e nella laringe,
    • In alcuni punti del canale uditivo esterno,
    • Nelle cartilagini costali,
    • Nelle superfici articolari.

I condroblasti sono cellule che derivano dalle cellule mesenchimali, le quali subiscono un processo di differenziamento che porta alla perdita di alcuni prolungamenti citoplasmatici e all'assunzione di una forma circolare. A questo punto si formerà un blastema protocondrale che, nel momento inizia a produrre la matrice extracellulare (fibre e sostanza fondamentale amorfa), prenderà il nome di condroblasti. I condroblasti possono poi, a loro volta, trasformarsi in condrociti, ossia lo stato quiescente dei condroblasti, i quali si trovano circondati dalla sostanza intercellulare prodotta dai condroblasti in modo tale da impedire che i condrociti possano spostarsi. I condrociti, conservando la capacità di proliferazione, costituiranno un gruppo di cellule uguali circondate dalla sostanza intercellulare, e in questo modo si formano delle zone definite lacune cartilaginee oppure possono disporsi in piccoli gruppi.

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Scienze biologiche BIO/17 Istologia

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