Tesina Architettura dei Calcolatori
Elettronici
Sileo Leonardo
Matricola: 69133
A.A. 2024/2025
-
Corso: Architettura dei Calcolatori Elettronici
-
Docente: Marco Carpentieri
Indice
1 Introduzione 1
1.1 Gli insiemi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1
1.2 Simbologia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3
1.3 Relazioni tra insiemi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3
1.4 Le funzioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4
2 Aritmetica binaria e le codifiche 5
2.1 Aritmetica binaria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
2.2 Sistemi di numerazione in base fissa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
2.3 Conversione da decimale a binario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6
2.3.1 Conversione da binario a decimale . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7
2.3.2 Numeri negativi e complemento a due . . . . . . . . . . . . . . . . 7
2.4 Aritmetica binaria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9
2.5 Numeri in virgola mobile, notazione scientifica e standard IEEE 754 . . . 9
3 Circuiti e algebra di Boole 11
3.1 Le porte logiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11
3.2 L’Algebra di Boole . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12
3.3 Minterm e Maxterm . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12
3.4 Circuiti logici digitali elementari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13
3.4.1 Circuiti integrati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13
4 Memorie 15
4.1 Latch e Flip-flop . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15
4.1.1 Latch SR temporizzato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15
4.1.2 Latch D temporizzato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
4.1.3 Flip-flop . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
4.2 Registri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17
4.3 RAM e ROM . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18
4.3.1 Memorie RAM . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18
4.3.2 Memorie ROM . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19
ii iii
INDICE
5 CPU e bus 20
5.1 ALU (Arithmetic Logic Unit) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20
5.1.1 Funzioni principali dell’ALU . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20
5.1.2 Struttura dell’ALU . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21
5.2 CPU . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22
5.2.1 Chip della CPU . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22
5.3 Bus . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23
5.3.1 Ampiezza del bus . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24
5.3.2 Linee di bus sincrone e asincrone . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25
6 Architetture Hardware 27
6.0.1 Architettura di Von Neumann . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27
6.0.2 Architettura Harvard . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29
7 Input e output 31
7.1 Scheda madre e bus . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 31
7.2 Terminali I/O . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 33
7.2.1 Tipologie di terminali I/O . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 33
Capitolo 1
Introduzione
1.1 Gli insiemi
Si definisce insieme una detti con una
collezione di oggetti, elementi dell’insieme,
o più caratteristiche in comune.
Rappresentazione
Gli insiemi possono essere rappresentati in diversi modi:
• Elencazione:
Si indicano tutti gli elementi elencandoli uno ad uno. (1.1)
{1,
A = 2, 3}
• Caratteristica:
Per elencare gli elementi a tutti
si definisce una caratteristica in comune
gli elementi (1.2)
{x
A = : 1 <= x <= 3}
1 2
CAPITOLO 1. INTRODUZIONE
• Rappresentazione Grafica:
Per rappresentare graficamente un’insieme si utilizza il diagramma di Eulero-
Venn
Insiemi numerici
Gli insiemi numerici si dividono in:
• l’insieme di tutti i numeri interi positivi. Si indica con
Insieme N, N.
• l’insieme di tutti i numeri interi positivi e negativi. Si indica con
Insieme Z, Z.
• l’insieme di tutti i numeri interi, decimali limitati, periodici e frazioni.
Insieme Q,
Si indica con Q.
• l’insieme di tutti i numeri razionali e irrazionali, ossia decimali illimi-
Insieme R,
tati non periodici. Si indica con R.
Figura 1.1: Rappresentazione mediante diagramma di Eulero-Venn degli insiemi numerici
3
CAPITOLO 1. INTRODUZIONE
1.2 Simbologia
I simboli utilizzati per gli insiemi sono i seguenti:
Simbolo Significato
Per ogni
∀ Esiste
∃ Appartiene
∈ Non appartiene
∈
/ Sottoinsieme
⊂ Sottoinsieme o uguale
⊆ Sovrainsieme
⊃ Sovrainsieme o uguale
⊇ Unione
∪ Intersezione
∩
1.3 Relazioni tra insiemi
Le relazioni tra insiemi aiutano a comprendere le e le tra gli
connessioni interazioni
elementi di diversi insiemi. Alcuni concetti chiave in questo ambito includono:
• Dati due insiemi e il prodotto cartesiano è
×
A B, A B
Prodotto Cartesiano:
l’insieme di tutte le coppie ordinate dove appartiene ad e appartiene a
(a, b) a A b
Questo concetto è fondamentale per definire e tra insiemi.
B. relazioni funzioni
• Una relazione binaria tra due insiemi e è un sottoinsieme
A B
Relazioni Binarie:
del loro prodotto cartesiano, cioè Le relazioni binarie descrivono come
⊆ ×
R A B.
gli elementi di un insieme sono collegati agli elementi di un altro insieme. Per
esempio, la relazione di "maggiore di" tra due insiemi di numeri.
• Una relazione binaria su un insieme è una relazione
A
Relazioni di equivalenza:
di equivalenza se soddisfa tre proprietà: (ogni elemento è in relazione
riflessività
con sé stesso), (se un elemento è in relazione con un altro, allora que-
simmetria
st’ultimo è in relazione con il primo) e (se un elemento è in relazione
transitività
con un secondo, e il secondo è in relazione con un terzo, allora il primo è in rela-
zione con il terzo). Le relazioni di equivalenza partizionano un insieme in classi di
dove ogni classe contiene elementi che sono tutti equivalenti tra loro.
equivalenza, 4
CAPITOLO 1. INTRODUZIONE
1.4 Le funzioni
Siano e due insiemi non vuoti. Una funzione da a è una che associa ogni
X Y f X Y legge
elemento uno ed un solo elemento (detto anche
∈ ∈
x X y Y corrispondenza univoca).
→
f : X Y
→
x y = f (x)
Figura 1.2: Esempio considerando due insiemi generici A e B
Considerando i due insiemi sorpacitati e definiamo come
A B, A insieme di defini-
di oppure L’insieme prende il nome invece di
f B
zione dominio. codominio.
Funzioni totali e parziali
Una è una funzione che dell’in-
→
f : A B
funzione totale associa ogni elemento
sieme di partenza ad un elemento dell’insieme di arrivo In altre parole, per ogni
A B.
esiste un unico tale che
∈ ∈
a A, b B f (a) = b.
Consideriamo l’insieme e l’insieme Una possibile funzione
{1, {4,
A = 2, 3} B = 5, 6}.
totale potrebbe essere definita come:
f f (1) = 4, f (2) = 5, f (3) = 6
Una è una funzione che (ma non
f : A ⇀ B
funzione parziale associa alcuni
necessariamente tutti) gli elementi dell’insieme di partenza ad un elemento dell’insieme
A
di arrivo Non tutti gli elementi di devono avere un’immagine in
B. A B.
Consideriamo l’insieme e l’insieme Una possibile funzione
{1, {4,
A = 2, 3} B = 5, 6}.
parziale potrebbe essere definita come:
f f (1) = 4, f (3) = 6
In questo caso, non è definita per ∈
f 2 A.
Capitolo 2
Aritmetica binaria e le codifiche
2.1 Aritmetica binaria
L’aritmetica dei calcolatori è un po’ diversa da quella a cui siamo abituati. La differenza
principale sta nel fatto che i calcolatori eseguono operazioni su numeri che hanno una
precisione finita e prefissata. Quando si fanno calcoli aritmetici, in genere non si da
Numeri a precisione finita
particolare importanza al numero di cifre decimali utilizzate per rappresentare i numeri.
Le cose sono molto diverse nei calcolatori. Per molti di loro, la quantità di memoria
disponibile per la memorizzazione di un numero è al momento della progettazione.
fissata
La natura finita di un calcolatore ci costringe a trattare solo numeri rappresentati per
mezzo di un numero limitato e costante di cifre, cioè numeri a precisione finita.
2.2 Sistemi di numerazione in base fissa
Un numero decimale consiste in una sequenza di cifre decimali più, eventualmente, una
virgola decimale. In informatica conviene spesso usare basi diverse da 10. Le più impor-
tanti ed utilizzate sono 2, 8 e 16 ed i sistemi di misurazioni si chiamano rispettivamente
ed
binari, ottali esadecimali.
Un sistema di misurazione in base richiede simboli diversi per rappresentare le cifre
k k
da 0 a k - 1.
• I numeri in decimali si scrivono con le 10 cifre decimali
Base decimale:
0123456789
• I numeri binari si usano le sole due cifre binarie 0 e 1
Base binaria: 5 6
CAPITOLO 2. ARITMETICA BINARIA E LE CODIFICHE
• I numeri ottali si costruiscono a partire dalle otto cifre ottali
Base ottale:
01234567
• I numeri esadecimali richiedono 16 cifre, cioè 6 nuovi
Numeri esadecimali:
simboli. Per convenzione si usano le lettere maiuscole dalla A alla F
0123456789ABCDEF
2.3 Conversione da decimale a binario
In questo elaborato vedremo solamente la conversione tra decimale e binario, poichè è la
più importante e l’unica che ci servirà in seguito.
Per svolgere la conversione decimale binario basta calcolare il quoziente ed il resto della
divisione tra il numero considerato e 2, ripetendo l’operazione fin quando abbiamo come
quoziente 0. I passaggi da eseguire sono i seguenti:
1. Dividere il numero da convertire per 2, calcolando il quoziente ed il resto della
divisione.
2. Se il quoziente è diverso da 0, ripetere l’operazione fin quando non si ottiene 0 come
quoziente
3. Scrivere i resti delle divisioni in ordine inverso rispetto a come sono stati calcolati,
l’uno di seguito all’altro,
Il numero così ottenuto è l’esatta conversione in base due.
Convertire in base 2 il numero 14.
Esempio: Con resto = 0
14/2 = 7
Con resto = 1
7/2 = 3 Con resto = 1
3/2 = 1 Con resto = 1
1/2 = 0
Invertendo il resto "0111" avremo 1110 che sarà quindi il numero decimale 14 convertito
in binario. In notazione matematica si scriverà (14) = (1110)
10 2 7
CAPITOLO 2. ARITMETICA BINARIA E LE CODIFICHE
2.3.1 Conversione da binario a decimale
Per convertire un numero da binario a decimale si scrive il numero in forma polinomiale
per poi moltiplicarne le cifre per potenze di 2.
Convertire il numero in base dieci.
11011
Esempio:
• 0
×
1 2 = 1
• 1
×
1 2 = 2
• 2
×
0 2 = 0
• 3
×
1 2 = 8
• 4
×
1 2 = 16
• 1 + 2 + 0 + 8 + 16 = 27
2.3.2 Numeri negativi e complemento a due
Per rappresentare un numero negativo ci sono due modalità:
• Modulo e segno
• Complemento a due
Per il primo metodo si identifica il segno di un numero guardando la cifra più a sinistra:
nel caso il numero sia positivo si aggiunge "0" davanti il numero, in caso contrario si
aggiunge 1. Numero in base 10 Numero binario puro Modulo e segno Per
numero
14 0111 00111 binario
-14 -0111 10111 puro si
23 10111 010111 intende il
-23 -10111 10111 binario del
valore
assoluto
Nel caso della rappresentazione in complemento a due si inver-
Complemento a due con - o +
tono i singoli bit e si aggiunge infine 1 al valore del numero trovato con questa operazione. davanti
Generalmente si utilizzano 8 bit per effettuare questa operazione. 8
CAPITOLO 2. ARITMETICA BINARIA E LE CODIFICHE
Esempio
Rappresentare il numero -5 in complemento a due.
1. Convertire 5 in binario
→
(5) (0000 0101)
10 2
2. 0 diventa 1 e 1 diventa 0.
Invertire tutti i bit:
→
0000 0101 1111 1010
3. Sommare 1 al numero ottenuto dall’operazione precedente
1111 1010 + 0000 0001 = 1111 1011
Alla fine di queste operazioni abbiamo finito, avremo quindi .
→
(−5) (1111 1011)
10 2
9
CAPITOLO 2. ARITMETICA BINARIA E LE CODIFICHE
2.4 Aritmetica binaria
La somma di due addendi binari inizia dal bit meno significativo e procede sommando
i bit che si trovano nelle posizioni corrispondenti. Se c’è un riporto, lo si somma nella
colonna successiva a sinistra, proprio come nell’aritmetica decimale. Nel complemento a
2 l’eventuale riporto generato dalla somma dei due bit più significativi viene scartato.
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