Introduzione al corso
Il corso di Fisica Tecnica si basa sul concetto di energia, applicata in diverse forme. Quella meccanica e quella termica sono due forme fondamentali dell’energia, legate tra di loro dal principio dell’equivalenza della caloria (1 cal = 4186 Joule). L’energia può assumere anche altre forme: acustica (quella trasportata dall’onda acustica di pressione, la quale energia ci permetterà attraverso l’orecchio di sentire determinati suoni e rumori); luce (attraverso le onde elettromagnetiche possiamo trasportare energia luminosa che, attraverso l’occhio, possiamo trasformare in visione degli oggetti).
Le unità di misura sono importanti per “misurare” il risultato finale di una formula. Esiste il S.I. e il sistema tecnico che ci permette di semplificare alcune operazioni. Si consideri, ad esempio, il primo principio della calorimetria, il quale definisce il calore come: = ∆ Ovvero, il calore è uguale alla massa per il calore specifico c (è il calore che serve per aumentare di 1°C la temperatura di una massa di 1 kg), per la differenza di temperatura. Se si vanno ad inserire le unità di misura: = °C = °C Semplificando adeguatamente si può dedurre che il calore si esprime in cal [calorie] oppure in kcal [chilocalorie].
Unità di misura e sistemi tecnici
Di seguito alcune unità di misura previste dal S.I.: massa [kg], lunghezza [m], tempo [h], temperatura [°C], energia [J], potenza [W=Joule/s], etc.
Perché esistono i sistemi tecnici? In fisica tecnica il sistema tecnico (e non il S.I.) è usato di frequente. Ad esempio, l’unità di misura dell’energia è il Joule e non la caloria; quindi, quando parliamo di energia termica il risultato finale sarà in Joule.
Un ulteriore esempio è il caso in cui voglio esplicitare il calore specifico dell’acqua, che è uguale ad 1 solo se lo posso scrivere utilizzando le chilocalorie [kcal]. Quindi spesso, per semplificare le operazioni, inserisco le kcal e alla fine farò la trasposizione nel S.I.
Un altro esempio: si consideri la bolletta elettrica. Generalmente sentiamo parlare di energia termica ed elettrica in termini di Watt. L’utilizzo di questa unità di misura può sembrare un controsenso dato che i Watt definiscono l’energia nel tempo e, in questo caso, vengono moltiplicati di nuovo per il tempo; quindi, si torna così all’energia.
Quest’operazione si utilizza perché all’inizio c’erano dei sistemi di misura che misuravano la potenza e, per calcolarsi l’energia, prendevano la potenza e la moltiplicavano per il tempo di funzionamento del contatore.
Certificazione energetica
Quando parleremo di certificazione energetica, ci accorgeremo che dovremo andare a calcolare l’energia consumata dall’edificio nel periodo invernale. Quest’ultimo viene stabilito dalla normativa e, nel caso di Roma, inizia il 1° novembre e termina il 15 aprile. Nel calcolo dell’energia consumata da un edificio in questo periodo, la normativa, riguardo la certificazione energetica, stabilisce che dobbiamo utilizzare i . I risultati ottenuti verranno confrontati in seguito con valori standard per poi assegnare una classe energetica all’edificio.
Altro esempio importante è la pressione che, nel S.I., ha come unità di misura [atmosfera] ma sappiamo anche che può essere misurata in , oppure in , metri di colonna d’acqua, etc.; ogni applicazione tende ad utilizzare una “comoda” unità di misura.
Termodinamica classica
Affronteremo un argomento importante in cui la pressione svolge un ruolo fondamentale: i sistemi aperti nella termodinamica classica; in questo caso utilizzeremo come unità di misura i mm di colonna d'acqua, per poi arrivare alla fine e riportare il valore al .
È importante ricordare i concetti riguardo l’energia e la potenza. Quello di energia è un concetto abbastanza astratto di cui parliamo anche nella vita quotidiana, anche in riferimento ai rapporti umani: trasmettere energia positiva/negativa; avere energia per svolgere attività fisica. Effettivamente i concetti appena citati risultano essere molto astratti, che non possiamo quantificare. Nella storia evolutiva dell’uomo si è cercato di rendere operativo il concetto di energia, quindi quantificarlo.
L’unico modo più semplice per l’uomo utile a quantificare questo concetto astratto è quello di esprimerlo in riferimento al tempo. In questo modo si può parlare di energia nell’unità di tempo e quindi di potenza, che rende “pratica” l’energia.
Flusso energetico
Durante il corso parleremo di flusso energetico nell’ambito della trasmissione del calore, dell’onda di pressione acustica, dell’illuminotecnica. Ad esempio: gli esseri umani comunicano tra loro, a livello termico, attraverso un flusso di energia; la sorgente acustica trasmette un flusso di energia acustica; il sole trasmette un flusso di energia luminosa. Quindi, parlando di flusso energetico, si parlerà necessariamente di potenza, ovvero l’energia trasmessa in un intervallo di tempo. Ogni qual volta si parla di flusso bisogna ricordarsi che si fa riferimento alla potenza e non all’energia.
Se considero il flusso termico per conduzione, all’interno di un corpo, vuol dire che sto analizzando quanta potenza termica, nell’unità di tempo, attraversa un corpo. Dato un oggetto (ad esempio una sedia) ad una temperatura di ha un’energia, ad esempio, di ; cosa ci faccio con l’energia? Potrei analizzare il flusso di energia nel tempo tra due oggetti. L’unità di misura dell’energia e della potenza sono rispettivamente i e i . Il Watt [] [] definisce anche la potenza della sorgente sonora, della sorgente luminosa e così via.
Dalla formula della calorimetria , ricaviamo le che, attraverso l’equivalente = ∆ [ℎ] meccanico della caloria, sappiamo essere anche equivalente a . [] Partendo da questa formula, possiamo trovare un ulteriore formula che ci faccia capire qual è la potenza (e non l’energia) termica posseduta da un corpo di massa m con un certo calore specifico c relativa ad una variazione di temperatura . Il procedimento è il seguente:
∆ ∆ = ∆ → = Ho diviso entrambi i membri per il tempo t, quindi da un’energia sono passato ad una potenza.
Ora, considerando come potenza (per distinguerla da che è il calore); considerando il rapporto che′ / rappresenta la portata e che indicheremo con , la formula risulterà:
[/ℎ] ′ = ∆ La quantità rappresenta, quindi, un flusso termico perché è una potenza. Questa semplice formula lega la ′ potenza a tre grandezze, cioè la portata, il calore specifico e il tempo.
Relazione tra energia termica e meccanica
Esiste una relazione tra l’energia termica e l’energia meccanica proprio perché sono due forme di energia: una esprime la quantità di calore di un corpo, l’altra esprime il lavoro meccanico; una è definita, nel sistema tecnico in, l’altra in .
1 = 4186 → 1 = 4,186 Questo principio ci permetterà anche di affrontare il problema delle macchine termiche, le quali prendono calore e lo trasformano in lavoro. Quindi prendono un’energia e la trasformano sotto un’altra forma. Ad esempio, la macchina di una centrale termoelettrica prende calore che viene trasformato in lavoro per produrre elettricità. Questo è possibile proprio perché l’energia può essere o termica o meccanica equivalentemente.
Attenzione! Ma se avessi ? Non saranno ma saranno . Perché ho un’energia divisa /ℎ [] [] per il tempo che definisce la potenza. 1 1 = → 1 = 0,860 ℎ Durante la rivoluzione industriale, con la macchina a vapore, era fondamentale passare da energia a potenza.
Quantità di calore e potenza
Riguardo la quantità di calore, a volte si può sentir parlare di . Ad esempio, acquistando un condizionatore (ℎ ℎ ) non professionale, troveremo un numero espresso in ; questa quantità definisce l’energia prodotta ∙ ℎ dal condizionatore. Se si vuole parlare di potenza bisognerà dividerlo per . Il ℎ [] è, quindi, l’equivalente del . []
Parleremo di conduttività termica, quindi, di trasmissione del calore per conduzione e, in questo ambito, del coefficiente di conduzione o di conduttività termica. Spesso per definire quest’ultima quantità, troveremo un valore del tipo . In questo caso il risultato finale dovrà necessariamente essere riportato in /ℎ ∙ ℃ , perché si lavora nel S.I. []
Pressione e sistemi aperti
Parleremo di pressione in maniera approfondita quando tratteremo i sistemi aperti, ovvero i sistemi di riscaldamento, e utilizzeremo i che equivalgono a circa . [ ’] 10 []2 Si utilizza questa tipologia di misura perché, in riferimento ai circuiti di riscaldamento casalinghi, l’acqua all’interno arriva nei radiatori ed è mossa dalla pompa idraulica. Per dimensionare questo circuito, è necessario capire quanti riesce a sopperire. Ovviamente, alla fine, si dovrà riportare tutto in . [ ’] 2
Scale termometriche
Per quanto riguarda le scale termometriche: troveremo meno frequentemente i ; spesso utilizzeremo i ℎℎ [℉] che adottano l’intervallo tra l’ebollizione e la solidificazione dell’acqua, dividendola in ; più di frequente si utilizza la temperatura assoluta, ovvero . 100 [ ] Quest’ultima consiste nella trasposizione dello zero nella scala Celsius, a . 273,15 ℃
È chiaro che nella formula del flusso termico per conduzione, per convezione, per irraggiamento etc. avremo sempre un , ovvero una differenza di temperatura. Sappiamo, infatti, che il calore, quindi l’energia, si ∆ sposta grazie ad una differenza di temperatura; altrimenti, conseguenza ovvia, il calore non si sposta.
È importante quando compariamo una misura in temperatura e un risultato relativo ad una forma matematica. Ad esempio, se la misura della temperatura sarà , il ragionamento matematico porta ad un risultato 293 di . Ovviamente questi due risultati sono approssimativamente molto simili; anche dal punto di vista 290 percentuale l’errore è molto piccolo, come è evidente di seguito:
293 - 290 = 0,01 293
Ma se considero il valore iniziale, ovvero , in ; mentre il secondo valore, ovvero , sarà 293 ° 20° 290 . A questo punto andiamo a calcolare l’errore 17° 20 - 17 = 0,15 20 Come si può vedere l’errore è più grande. Quindi apparentemente sembrano due scale simili ma in realtà non lo sono. Pertanto, in termodinamica e in trasmissione del calore utilizzeremo sempre la scala di temperatura assoluta. Infatti, è bene ricordare che il principio zero della termodinamica si basa sulla temperatura assoluta. Sia nella termodinamica, sia nella trasmissione del calore utilizzeremo come grandezze la , ilà , il , etc.
Termologia
La misura della temperatura, in generale, è una misura sempre indiretta: si utilizza, ad esempio, la dilatazione del mercurio per misurare la temperatura del corpo; si considera la differenza di tensione tra due materiali per misurare il calore prodotto da un corpo.
In edilizia misurare la temperatura di un edificio, grazie alla termografia ad infrarossi, è diventato molto semplice che tutti possono fare. La termografia ad infrarossi è la valutazione dell’energia infrarossa emessa da un corpo ad una certa temperatura. Nel caso di una facciata di un edificio in cui ci saranno tanti elementi (intonaco, marmo, etc.) ognuno dei quali emetterà una certa radiazione infrarossa, attraverso una specifica telecamera si effettua una foto e verrà rilevata la temperatura in tutti i punti. Attraverso questo procedimento sarà possibile verificare i ponti termici (è un punto in cui c’è trasmissione di calore e quindi un punto freddo), le muffe, i distacchi di intonaco e tutto ciò che riguarda la manutenzione di un edificio.
La termologia riguarda la valutazione, ovvero la misura della temperatura e, di conseguenza, del calore.
Principio zero: legge dell’equilibrio termico
Se due corpi e si trovano in equilibrio termico con un terzo corpo, allora essi sono in reciproco equilibrio termico. Cioè, la temperatura, inizialmente diversa, a seguito delle interazioni tra i corpi, tenderà ad un valore di equilibrio, ovvero ad un certo valore che arresta il fenomeno della trasmissione del calore, quindi del trasferimento di energia. Questi fenomeni però non sono infiniti. Tutte le trasformazioni tenderanno sempre all’equilibrio. La termodinamica classica che affronteremo tenderà sempre alla valutazione dell’equilibrio: una trasformazione di tipo isoterma, o isocora, o isobara sarà una trasformazione di punti di equilibrio e come questi si evolvono. L’equilibrio termico, il bilancio energetico, sono concetti molto diffusi nell’ambito del corso.
L’esperimento effettuato per definire il principio zero consiste nel prendere tre recipienti tutti isolati, termicamente tra di loro, in modo da essere indipendenti tra loro. Il corpo ha una certa temperatura, il corpo una temperatura e il corpo una temperatura. Questi corpi vengono poi messi in comunicazione in questo modo: e e si è dedotto che le rispettive temperature tendevano all’equilibrio.
→ →
Per concludere, tratteremo l’energia interna. Ogni corpo possiede energia interna, ovvero la somma di più energie: energia cinetica, energia potenziale, etc. Il afferma che dato un corpo che, lungo una trasformazione, scambia calore e lavoro con l’ambiente esterno, esisterà una relazione che legherà questi scambi di calore e il lavoro (che sono energie) con la differenza di energia interna iniziale e finale.
= − =
Cioè, gli scambi energetici durante una trasformazione sono esattamente identici alla variazione di energia interna del corpo. Per la prima volta si parla di bilancio di energia (o energetico) all’interno di un corpo: l’energia entrante è pari a quella uscente. Infatti, l’energia né si crea né si distrugge ma si trasforma.
= − = − , .
Nell’ambito del primo principio si parla, per convenzione, di calore positivo se il sistema/corpo assorbe calore dall’ambiente, negativo se il sistema/corpo cede calore. Questo avviene anche in un edificio: nel periodo invernale la temperatura interna è maggiore della temperatura esterna; quindi, il calore viene disperso all’esterno e quindi sarà negativo; nel periodo estivo la temperatura esterna è maggiore rispetto a quella interna quindi, il calore viene acquisito e sarà positivo.
Trasmissione del calore: Conduzione
La conduzione, la convezione e l’irraggiamento sono tre modalità di trasmissione del calore. In natura è possibile unire due o più di questi processi e, quindi, faremo riferimento anche a fenomeni complessi. La trasmissione del calore per conduzione avviene all’interno di un corpo necessariamente solido; essendo costituito da un reticolo cristalli.
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