Estratto del documento

Teorie e tecniche delle comunicazioni di massa di Erika Chiara Forini

“Trasferimento di informazioni codificate da un emittente a un ricevente attraverso un canale”

Comunicazione

Emittente: produce il messaggio

Ricevente: decodifica il messaggio

Contesto: situazione ambientale dove avviene lo scambio comunicativo

Proprietà, risorsa, uno stato che viene trasmesso da un soggetto a un altro ➔ ogni comportamento di un essere vivente che ne influenza un altro, rappresenta una forma di ➔ comunicazione

Definizioni dal dizionario di Gallino

  • Scambio di valori sociali condotto secondo regole predefinite nelle società umane
  • Passaggio e trasferimento di info da fonte a ricevente per mezzo di veicoli di varia natura
  • Comunicazione = interazione sociale
  • Una formazione di unità sociale che parte da individui simili, tra un linguaggio, grazie all'esistenza di un insieme di regole (On Human Communication di Colin Cherry ‘74)

Modello di Lasswell

Il modello di Lasswell è il primo modo di sistematizzare i dati di ricerca e le riflessioni teoriche sviluppate nella fase iniziale della Communication Research. Questo modello supera la teoria ipodermica dello stimolo risposta di Lasswell ‘48 (questa teoria diceva che un dispositivo di connessioni che lega l'emittente al destinatario annulla ogni variabile e contesto, ovvero l'iniziativa della comunicazione è in mano all'emittente e gli effetti sono da riferirsi al pubblico).

Il modello di Lasswell dice:

  • Chi dice = Emittente
  • Che cosa = Messaggio (focus su emittente e intenzionalità)
  • Canale = Mezzi tecnici
  • A chi = Destinatario
  • Con quale effetto = Effetti

Su questo modello sono state mosse molte critiche in quanto implica un limite conoscitivo poiché le pratiche di mash-up (inclusione di contenuti e informazioni diverse) possono modificare il messaggio al punto di stravolgerne il significato. Occorre prestare attenzione a chi il messaggio viene rivolto.

Teorie discordanti

Wolf ‘85: ha sottolineato che il processo comunicativo ha origine solo dall'emittente e il destinatario entra in gioco solo alla fine; emittente e destinatario non entrano in contatto tra di loro e i messaggi hanno un'intenzionalità verso il destinatario che parte dall'emittente.

Modello di Shannon e Weaver ‘49

Sono due ingegneri della telefonia che analizzano come ridurre i livelli di criticità di ricezione del messaggio causati dal rumore, riducendo in 3 livelli:

  • Livello A: Tecnico - il messaggio arriva?
  • Livello B: Semantico - di comprensione, B comprende?
  • Livello C: Efficacia - B risponde come vuole A?

Vengono analizzati i concetti di ridondanza e entropia.

  • Ridondanza: ciò che è prevedibile nel messaggio
  • Entropia: messaggio poco prevedibile e molto informativo. Infatti, quando succede un avvenimento poco prevedibile, questo provoca sorpresa e alza il significato comunicativo. Anche il canale scelto rende il messaggio più o meno ridondante.

Modello ABX di Newcomb

  • A & B: Soggetti della comunicazione
  • X: Contesto e situazione sociale

La comunicazione deve mantenere l’equilibrio nel sistema sociale. Se cambia il contesto devono anche cambiare le modalità di comunicazione tra A e B. Presta attenzione alla rilevanza sociale delle comunicazioni di massa. Ci deve essere un campo di esperienza comune tra fonte e destinatario per potersi capire.

Modello di Schramm ‘54

Feedback: emittente e destinatario possono scambiarsi i ruoli. È un ampliamento del modello di Shannon e Weaver e prende in considerazione il significato del processo di comunicazione.

Modello di Gerbner ‘56

Evento (E) - che viene percepito da - M (destinatario, essere umano o un dispositivo). L’evento può essere percepito da M in modo diverso (E1: selezione dell’evento). E1 può essere diverso da E perché percepito in modo diverso sulla base di più fattori (cultura, lingua ecc). La selezione passa dai canali di comunicazione (radio e TV). È il mittente che decide a chi inviare il messaggio e attraverso quale mezzo di comunicazione. Identifica gli elementi che possono essere trovati in ogni comunicazione linguistica.

Modello di Jakobson ‘56

  • Contatto
  • Messaggio
  • Emittente
  • Codice (che deve essere condiviso con gli interlocutori)
  • Destinatario
  • Contesto

Funzioni del linguaggio:

  • Emittente: emotiva (espressiva) (più alta nella poesia ad esempio e più bassa nei giornali)
  • Contatto: fatica (mantenimento della relazione tra emittente e destinatario)
  • Messaggio: poetica
  • Codice: linguistica
  • Contesto: referenziale
  • Destinatario: connotativa

Ognuna di queste funzioni prevarrà su un’altra.

Modello di Wesley & Maclean ‘57

  • A & B: Soggetti
  • X: Situazione
  • C: Struttura organizzativa della comunicazione di massa

I mass media estendono l’emozione percettiva dell’audience, ma ne condizionano le modalità percettive (c’è un distaccamento tra A e B). Emittente e ricevente nei processi di invio, ricezione e scambio dei messaggi, sono influenzati dai gruppi primari della struttura sociale e dal sistema sociale nel suo insieme. Il pubblico non è isolato ma inserito in un determinato contesto sociale.

Modello di Berlo ‘60

  • S: Sorgente
  • M: Messaggio
  • C: Canale
  • R: Ricevente

Evoluzione della teoria della comunicazione, evidenzia l'impatto della cultura e del sistema sociale in cui avviene la comunicazione.

Società, comunicazione e cultura di massa

Massa e società di massa

Massa: è un’aggregazione in cui l’individualità sparisce. Massa, società di massa: la sua nascita avviene a causa del forte aumento demografico, della nascita dei grandi centri urbani, della scolarizzazione di tutti i ceti sociali, della produzione di massa standardizzate e dalla nascita di sistemi di comunicazione di massa.

Metropoli

Aspetto omologante e manipolatore: i mezzi di comunicazione di massa si rivolgono a un pubblico automatizzato, in cui gli individui non comunicano tra di loro. Avviene dunque un annullamento delle culture sociali. I mezzi di comunicazione di massa vengono controllati da alcuni monopoli in modo unidirezionale, da un emittente a più ricevitori e crea dipendenza nel pubblico che costruisce la sua identità di consumatore.

Metropoli: la progressiva crescita delle città in cui si convertono le attività di consumo in cui le folle diventano un tema centrale. Londra, Parigi, New York sono al centro dei processi di massificazione e dei primi mercati delle masse. Rappresenta “Lo studio in rosso” di Conan Doyle.

Letteratura sulle folle

L’aspetto quantitativo delle grandi città si affianca all’opzione di sparire tra la folla. Il disordine crea il presupposto che l’individuo si annulli.

“La psicologia delle folle” di Gustave Le Bon 1885

L’individuo è un automa che la volontà non può guidare, assume un’anima collettiva e diventa controllabile e manipolabile. Le folle si fanno guidare da un capo, quindi soggiogare. Gli individui delle folle sono conservatori e hanno paura del cambiamento, portando l’individuo a uno stadio primitivo.

“Psicologia delle masse” di Freud 1921

Nelle masse ci sono componenti primordiali con necessità di avere un capo che li comanda. La massa viene dominata da una violenza senza confini, avida di autorità. Volontà di sottomissione.

Opinioni di rilievo

Weber introduce il tema del ruolo dello Stato. La violenza deve essere controllata e identifica 3 tipi di autorità: tradizionale, legale e carismatica (carisma personale del capo).

Hitler: le azioni delle grandi masse sono determinate da sensibilità emotiva. La propaganda deve essere popolare, esaltare e accentuare la sua ragione.

Marx, Engels: sottolineano un aspetto migliore delle masse che hanno capacità di crescere e promuovere cambiamenti sociali.

Liebknecht: “Sapere è potere, potere è sapere” manifesto - le folle hanno la possibilità di emanciparsi.

Cultura di massa

Alberto Abruzzese

  • 1 aspetto: Cultura alta e cultura bassa si uniscono. Massa e cultura creano lo stesso ambiente culturale.
  • Riesman 2 aspetto: Gli individui delle masse non hanno una loro identità, individualità, ma si collegano ai comportamenti dei coetanei.
  • 3 aspetto - dimensione legata al consumo collettivo: I destinatari sono un gruppo molto ampio e indistinto che si lascia condizionare da questi messaggi. La cultura di massa è il serbatoio dei miti della società quotidiana come unione, felicità e divertimento.

Processo di comunicazione dei mass media

La società mediale è caratterizzata da due elementi:

  • Società dell'informazione: consente ai cittadini di costruire una visione della realtà circostante.
  • I mezzi di comunicazione di massa: che forniscono tutte le informazioni dell’attività quotidiana.

Gli individui diventano grandi informati (Marino Livolsi), soggetti che ricevono una enorme quantità di informazioni, maggiore dei nostri antenati il cui unico mezzo era confrontarsi tra di loro. La quantità di informazioni ricevute è spesso maggiore della sua capacità di lettura.

Alluvione comunicazionale

Il grande informato viene travolto da più informazioni di quelle che può comprendere. Il consumo reale è dunque inferiore all’offerta multimediale, aumenta quindi la possibilità di selezionare cosa è importante (Marino Livolsi).

Ruolo dei media

I media competono per attirare l’attenzione degli individui, insistendo sui contenuti spettacolari e facilmente consumabili, attirando un vasto pubblico. In questo influisce anche il linguaggio con cui vengono proposti certi argomenti, anche importanti.

  • Infotainment: informazione + intrattenimento = linguaggio leggero per esprimere temi importanti.
  • Edutainment: formazione + intrattenimento

Processo di comunicazione mediale

Emittenti e riceventi non sono più singoli individui ma soggetti collettivi. Riprendendo la teoria di Lasswell del ‘48:

  • Who: broadcaster, redazioni, ecc
  • What: contenuti mediali complessi (news, format ecc)
  • Whom: pubblici radiofonici, televisivi ecc
  • Where: controllo economico politico delle grandi emittenti
  • What effect: effetti a breve o a lungo termine (ci sono ricerche e analisi che studiano gli effetti di queste fasi)

Livolsi, operativizza gli elementi del modello di Lasswell in questo modo:

  • Emittente: chiunque lavora in una struttura produttiva di una qualsiasi emittente. Può essere un soggetto collettivo, l’unione di più figure professionali.
  • Messaggio: il risultato di un processo ideativo e produttivo. Narrazione di contenuti, una trama con dei protagonisti principali e secondari. Si progetta sempre un contenuto per un determinato mezzo di comunicazione con determinate caratteristiche, estetiche ecc.
  • Mezzo: il messaggio viene concepito sulla base del mezzo di comunicazione per il quale passerà.
  • Pubblico: può essere reale o potenziale, che può essere costante nel numero o vederlo aumentare. Gli strumenti che possono analizzare le caratteristiche del pubblico sono le ricerche sociali (età, sesso, istruzione), e le ricerche culturali (studiano il livello di competenza). È importante capire il valore percepito del prodotto.
  • Efficacia, effetti: Gli effetti a breve termine sono gli effetti immediati tra emittente e destinatario (il successo di una trasmissione). Gli effetti a lungo termine sono la creazione degli atteggiamenti, modelli culturali, valori. Sono l’influenza che i prodotti mediali hanno nel tempo sull’individuo.

La creazione di un testo mediale

Si affida la produzione ad un team di produttori.

Idea —> Coinvolgimento di un team di produzione —> Encoding (trasformazione dell’idea in testo) —> Decoding (fruizione da parte del pubblico) —> Effetti a breve termine —> Effetti a lungo termine (il patrimonio dell’individuo si accresce).

Trasformazione dell’idea in un testo mediale che possiede delle caratteristiche che guidano la fruizione del consumatore.

  • Marcatori: passaggi in cui appare evidente l’intenzione degli autori e che invitano alla loro interpretazione (scene in cui ci sono le vicende chiave della storia, passaggi di tensione in cui si crea clima emotivo, ad es. le colonne sonore).
  • Cues: suggerimenti impliciti che guidano il processo interpretativo (ad es.: il carattere di un personaggio)

Decoding

Il processo di comunicazione mediale è costituito da encoding e decoding. Il ricevente sceglie su quale ambiente mediale orientarsi. La decodifica del messaggio deve rispettare le aspettative del pubblico.

Processo interpretativo

Avviene dall’incontro tra testo e lettore:

  • Processo interpretativo —> Incontro testo e lettore —> Consumo
  • Processo interpretativo —> Incontro testo e lettore —> Ricerca e costruzione di un significato (ciò che vi legge il lettore).

Il lettore attinge alle sue precedenti esperienze sociali. È esperto, interpreta il testo e ne costruisce il suo significato.

Making sense

Processo nel quale il lettore aggiunge al testo ulteriori significati rispetto a quelli pensati dall’autore, interpretandolo a livello personale. Molti contenuti mediali modificano l’identità e la personalità del lettore che interiorizza i messaggi:

  • Rinforzano le acquisizioni precedenti, fornendo una conferma o una nuova sfumatura di un significato.
  • Mettono in crisi con letture devianti o divergenti rispetto a quelle del soggetto lettore che può cambiare visione del mondo.

Processo interpretativo

Comprensione interpretazione

Processo interpretativo

Testo semplice ➔ utilizzo di schemi semplici e comuni ➔ lettore comune ➔ ciò che si vuole dire è facilmente compreso.

Testo complesso ➔ schemi complessi ➔ lettore competente ➔ il lettore legge altro rispetto all’intenzione ➔ textual constraints ➔ extratextual constraints (conoscenze acquisite)

Nel processo di decodifica non tutti gli elementi vengono letti allo stesso modo dal lettore, alcuni passaggi possono essere proprio rimossi.

Sviluppo della comunicazione umana

La capacità di comunicare è trasmettere concetti, informazioni, tramandare e diffondere e ha consentito all’uomo di costruire ed evolvere, in principio grazie a regole, creazione di miti e leggende, invenzioni, tecnologia. La storia della cultura può essere spiegata in fasi dello sviluppo della comunicazione umana.

Teoria delle transizioni

Ogni fase importante sia per il singolo sia per la collettività avviene tramite l’uso di segnali, scrittura, stampa ecc. Ogni fase è parte di un processo di accumulo, non riguarda solo un certo periodo. La nascita di un nuovo sistema di comunicazione non porta all’annullamento del precedente, ma lo integrano. Avviene un cambiamento del quotidiano, più si ha capacità di comunicare, più è facile accrescere il proprio sapere ed evolversi.

Età dei segnali

  • Insieme di suoni, grugniti, grida, linguaggio del corpo. Gli ominidi non potevano produrre un linguaggio e non parlavano a causa di una predisposizione anatomica, potevano solo emettere suoni. Di conseguenza a questa particolarità non pensavano, non ragionavano in quanto il pensiero è legato alla capacità di parlare, ciò impedisce progresso e innovazione.

Età della parola

35,000/40,000 anni fa - Uomo di Cromagnon. La sua struttura fisica gli permetteva di parlare in quanto il teschio e la laringe erano simili ai nostri. Hanno lasciato molti dipinti raffiguranti scene di caccia e quotidianità. Sono i primi passi verso immagazzinare informazioni e trasmettere. I vantaggi del linguaggio sono:

  • Elaborare piani e concetti
  • Socializzare
  • Tramandare
  • Evolversi (tessitura, ruota ecc)
  • Nascita dei villaggi

Età della scrittura

Passaggio da rappresentazioni grafiche a sistemi fonetici, lettere per produrre suoni, disegni più astratti, standardizzati. Le forme di scrittura erano:

  • Pittogrammi: 4000 a.C. in Mesopotamia ed Egitto, davano la possibilità di comunicare tra grandi distanze, registrare vendite e creare confini.
  • Geroglifici: 4000 a.C.: vasta gamma di simboli, per pochi, solo gli scribi sapevano utilizzarli e decifrarli. Si inizia ad usare papiri e ficus per rendere trasportabile la scrittura.
  • Cuneiforme: 1700 a.C. I Sumeri usavano strumenti come un bastoncino e scrivevano sull’argilla. Non raffiguravano mai oggetti ma i simboli erano standard e associati a un suono (simbolo = sillaba)
  • Fonetica: 500 a.C. in Grecia, ogni carattere è associato a una vocale e a una consonante.

Età della stampa

- Manoscritti - Carta - Stampa

  • XV secolo: i libri erano prodotti a mano, vere opere d’arte, ci voleva molto tempo per produrli, limitati e per pochi, in quanto molto costosi.
  • XII secolo: nel mondo islamico si sostituisce la pergamena con la carta.
  • XV secolo: con la stampa e il processo di alfabetizzazione la stampa inizia a diffondersi anche se ci vorranno secoli.
  • 800 in Cina: fu stampato il primo libro della storia su blocchi di legno intagliati e premuti su fogli di carta.
  • 1455 Gutemberg: un orafo tedesco inventa la stampa a caratteri mobili e di metallo rendendo tutto molto più veloce creando stampi in acciaio per ogni lettera e stampò una prima forma elaborata della Bibbia con 42 righe.
  • XVI secolo: la stampa è molto diffusa. L’impatto sociale della lettura della Bibbia e la nascita del protestantesimo. Nasce la Penny Press = il quotidiano di massa (penny perché costava 1 penny).

Età delle comunicazioni di massa

Anteprima
Vedrai una selezione di 8 pagine su 31
Teorie e tecniche delle comunicazioni di massa, per argomento  Pag. 1 Teorie e tecniche delle comunicazioni di massa, per argomento  Pag. 2
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Teorie e tecniche delle comunicazioni di massa, per argomento  Pag. 6
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Teorie e tecniche delle comunicazioni di massa, per argomento  Pag. 11
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Teorie e tecniche delle comunicazioni di massa, per argomento  Pag. 16
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Teorie e tecniche delle comunicazioni di massa, per argomento  Pag. 21
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Teorie e tecniche delle comunicazioni di massa, per argomento  Pag. 26
Anteprima di 8 pagg. su 31.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Teorie e tecniche delle comunicazioni di massa, per argomento  Pag. 31
1 su 31
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher E.Fori88 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e tecniche delle comunicazioni di massa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Guglielmo Marconi di Roma o del prof Morreale Domenico.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community