Teorie e tecniche del LINGUAGGIO GIORNALISTICO
Primo semestre da integrare con Libri: “il medium siamo noi”, “slow journalism”. (+ Long form su argomento a scelta)
Fino all'avvento della televisione esisteva il modello della carta stampata intesa come sistema di
informazione. Giornale è sempre stato un mezzo modello, cerca di dare differenti e variegate
informazioni che la gente non può sapere senza di esso. (Film Deadline Usa 1952. Trama: Il direttore si
oppone alla cessione del suo giornale dopo la morte dell'editore, cercando di portare a termine la
campagna contro un'organizzazione criminale guidata da un boss mafioso. Riuscirà nell'intento proprio
all'ultimo numero del quotidiano con la sua direzione)--> idea del giornale come colui che fa da
contraltare a quelli che possono essere dei poteri forti. Finché una cosa rimane privata si può cercare di
contrastarla, ma quando diventa una questione di opinione pubblica può diventare difficile gestirla.
Giornalista e giornalismo Differenti sfere e modi di lavorare con l’informazione. Il fare giornalismo si
è espanso tantissimo, ma si è perso il ruolo specifico iniziale del giornalista con l’avvento di internet e i
media
Giancarlo Siani: a 23 anni nel 1970-80 ha iniziato a fare il cronista nelle prime edizioni locali del giornale di
Napoli, occupandosi di fatti di cronaca del paese. Finisce per imbattersi in storie di cronaca nera e criminalità
organizzata. Purtroppo la sua attività lo portò a scrivere di notizie scomode al punto da ricevere minacce che
portarono alla sua uccisione (Podcast il coraggio di scrivere: tratta della storia di Siani) (Film Fortapàsc di
Marco Risi racconta la storia di Giancalo Siani)
Definizione giornalismo = lavoro che si preoccupa essenzialmente di scoprire notizie e di renderle
note attraverso tutti i mezzi di comunicazione di massa: la carta stampata, la radio, la TV e
internet. Secondo la definizione di Roger Blum, ex presidente del consiglio svizzero della stampa, il
giornalismo è l’attività di persone che raccolgono, scelgono e redigono criticamente materiale per
l’informazione e l’intrattenimento, ed eventualmente lo precisano, lo commentano e lo comunicano al
pubblico in forma comprensibile, attraverso un mezzo quotidiano o periodico.
Cosa NON è il giornalismo:
-letteratura: è invenzione, il giornalismo invece è ricostruzione dei fatti ed è rivolto all’attualità.
-una scuola, ci sono infatti più modalità di lavorare nel giornalismo
-pubblicità: che promuove (prodotti, persone, cose); il giornalismo fa esame critico delle informazioni
-relazioni pubbliche: le relazioni pubbliche presentano personaggi e organizzazioni secondo una
prospettiva propria e positiva; il giornalismo dà ricostruzione equilibrata dei fatti.
-show business: è la forma moderna del teatro, il giornale non fa spettacolo.
Mestiere giornalista= dare informazioni a un lettore che non sa nulla di quello che viene detto, nel
modo più esaustivo e completo possibile. Informare vuol dire dare informazioni su un argomento
preciso, il giornalista si documenta a 360 gradi. Iniziare da argomenti semplici e fondamentali, il
giornalista non nasce commentatore, deve essere un’informazione oggettiva, meglio evitare le proprie
opinioni personali. Ci sono regole e modelli a cui si deve attenere, non andare fuori tema. Il giornalista
per professione racconta i fatti che avvengono selezionandoli dal grande flusso di informazioni che ogni
giornata produce in tutto il mondo e in tutti i settori dell’attività umana: dalla politica al tempo libero,
dalle scienze allo spettacolo e dalla cronaca alla cultura. Ogni individuo è inserito in una comunità, ha più
passioni e argomenti di notizie che gli interessano. Ogni caratterizzazione si porta dietro modi di fare
informazione
Tanti modi di fare il giornalista ---> viviamo in un mondo dove non necessariamente si fa il giornalista
nei giornali e dove non necessariamente si fanno i giornali con i giornalisti. Si stanno separando due
funzioni essenziali: quella dell'informare e quella della professionalità giornalistica, che erano
indissolubilmente legate. Le redazioni oggi sono sempre più svuotate ma sono entrate sempre più figure
differenti con competenze varie
Prima---> Modello classico del giornalismo: copie vendute in edicola e anche abbonamenti, inserzioni
pubblicitarie vendute in base al numero del lettori e della distribuzione, l'obiettivo era attirare e
raggiungere quante più persone possibili
Adesso---> giornalismo nell'era digitale: disintermediazione e sovraccarico informativo per i
consumatori, le news si sono trasformate in commodity indifferenziate (questione prezzo) e non
pagate, tutti contro tutti ma la quantità di attenzione del lettore non è infinita.
Oggi i giornali non si fanno più prevalentemente con i giornalisti e più informazione non comporta l’avere
più giornalisti ---> Per entrare nel mondo dell’informazione, si devono aggiungere figure con delle
competenze nuove rispetto a quelle delle generazioni precedenti: web system manager, social media
manager, data mini reporter, video news and message design manager, crowdsourcer e viral manager.
Funzioni del giornalismo:
-informare: assicurare la completezza dell’informazione affinché sia data la possibilità ai cittadini di
prendere decisioni con maggior consapevolezza.
-diffondere notizie e costruire cornici di senso
-tematizzare: i media tematizzano e focalizzano la nostra attenzione. Questa capacità dei media di
attrarre l’attenzione dei rispetti pubblici è definita effetto di agenda setting, proprio perché attraverso
questo processo viene determinato l’ordine del giorno della vita pubblica. Come funziona? Se i media
coprono una notizia (epidemia di influenza aviaria), questo sarà anche tema rilevante per il pubblico. Allo
stesso tempo, è probabile che diventi prioritario per un esponente politico. Quando i media riescono a
sollecitare la classe politica su determinati temi, si parla di agenda building: capacità di imporre alla
politica l’ordine del giorno.
-criticare e controllare: la Democrazia come ordinamento dello Stato è soprattutto un sistema complesso
attraverso cui i tre poteri si controllano e compensano tra loro. Ma, laddove vige la libertà di stampa,
questi poteri sono a loro volta controllati da un quarto potere: i media > ecco perché si è assistito e si
assiste tutt’oggi a persecuzioni contro i giornalisti, se non omicidi (es. Walter Tobagi, ucciso durante gli
anni del terrorismo e della mafia degli anni Ottanta in Italia).
-intrattenere: è diventata una funzione sempre più importante negli ultimi anni, per lo meno da quando,
con la penny press, nel XIX secolo, i media stampati hanno raggiunto il pubblico di massa.
-formare: anche i media contribuiscono alla formazione, acquisiamo una parte considerevole della
cultura generale proprio attraverso i media.
-socializzare: i media favoriscono la socializzazione tra le persone, lo scambio di idee. Sono molte le
ricerche scientifiche che dimostrano come i media esercitano influenza profonda anche su opinioni e
comportamenti.
-integrare: i media costituiscono ponti tra mondi diversi in una società che diventa sempre più
multietnica.
-scrivere per gli altri: quando si fa il mestiere di giornalista non si sta scrivendo per se stesso ma per un
pubblico più vasto possibile di fruitori e spettatori. Non si sta facendo qualcosa di personale ma un
lavoro che si mette al servizio di un Lettore. (Differente da forma letteraria e artistica come romanzi o
poesie). Il fine di un articolo è quello di informare. Occorre quindi utilizzare un linguaggio accessibile alla
maggior parte delle persone, semplice, chiaro, privilegiando l’uso delle coordinate e limitando le
subordinate. In particolare, nel caso della cronaca, occorre evitare il più possibile i commenti e le opinioni
personali, cercando di essere, se non completamente oggettivi e imparziali, almeno il più possibile
aderenti alla realtà.
Bisogna avere ben chiaro in mente il pubblico, a chi state scrivendo e perché. (Scrivere per il Sole24Ore è
diverso da scrivere per un quotidiano generalista). Mai usare parole di cui non si conosce il significato.
Mai usare un termine inglese se esiste una parola italiana dallo stesso significato.
Davanti a una platea di lettori, quando si scrive bisogna sempre mettersi al livello di coloro che hanno il
livello culturale più basso per rendere massima la comprensione -->“You are writing for the Kansas City
milkman”: slogan di una delle più grandi agenzie del giornalismo anglosassone, intende che quando si
scrive per una persona bisogna tenere conto che la popolazione media è molto vasta e che ha bisogno di
un’informazione non difficile da interpretare ma attendibile per tutti. La capacità di farsi capire è
fondamentale, lavoro di divulgazione e semplificazione. Caratteristiche pubblico che legge notizie:
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hanno poco tempo, sono curiose, non amano la complessità, ma allo stesso tempo apprezzano la
precisione e i dettagli (completezza).
5 fasi lavoro giornalistico:
1.capire la categoria di notizia che si intende scrivere: politica interna, estera, cronaca, cultura e
spettacolo, sportiva, economia e finanza ecc
fonti:
2.prendere le Il rapporto con le fonti è uno degli aspetti cruciali e più delicati della professione
giornalistica. Sono ciò con cui viene a contatto un giornalista che ha a disposizione per costruire una
notizia, sono più o meno attendibili, hanno bisogno a volte di qualche verifica. Solo in misura ridotta il
giornalista è testimone diretto di ciò che accade, esso non può essere presente ovunque, buona parte del
suo lavoro consiste nel analizzare e rielaborare quello che gli arriva senza essere testimone diretto. Le
fonti da cui i giornalisti traggono le informazioni sono le istituzioni, le forze dell’ordine, le aziende, un
comunicato stampa inviato da una società, da un comune, un mandato al giornalista. Molte notizie
vengono raccolte anche dalle agenzie di stampa, ma per approfondire l’argomento il giornalista deve
svolgere ricerche, inchieste, investigazioni.
Gerarchia delle fonti. Esistono 2 tipi di fonti:
-fonti primarie: danno a una notizia un fondamento certo. Secondo Sergio Lepri forniscono informazioni
di prima mano, non filtrate, come interviste a protagonisti o testimoni oculari, documenti ufficiali, verbali,
istituzioni. Offrono una prospettiva diretta e non elaborata su un evento. Es: un atto di un processo è
attendibile se emesso da un istituzione affidabile
-fonti secondarie: interpretano, analizzano o riassumono le fonti primarie, offrendo analisi, commenti o
reportage basati su di esse, ad esempio agenzie di stampa, studi e report contattati dal giornalista per
riferire su un evento: è il giornalista a garantire sulla loro attendibilità. È essenziale valutare l'affidabilità e
la correttezza delle notizie, le fonti secondarie vanno sempre verificate per l'attendibilità. Si può
rispettare l'anonimato della fonte ma senza abusarne
Fonti giornalistiche
Fonti istituzionali
Fonti documentali
Fonti confidenziali
Fonti online partecipative
Banche dati
Anche i social possono essere delle fonti: negli ultimi anni tutti i canali social sono esplosi, ci danno
valanga di informazioni. Se voglio sapere di certi fatti di tendenza twitter, instagram, tiktok ecc sono un
posto privilegiato per trovarli perché la gente ne parla, anche i politici non utilizzano i giornali ma
scrivono i loro pareri sui social e questi vengono presi come fonti che usa il giornalista. Dall’altra parte,
magari in un incidente, dopo 10 minuti qualcuno pubblica su questi canali la notizia, e attraverso un
canale il giornalista viene a sapere chi era, si va a cercare il profilo social per sapere qualcosa su quella
persona
Quando si scrive una notizia la regola generale è citare la fonte. Tenerla nascosta diventa un’eccezione
costituita dalle fonti confidenziali per le quali è il giornalista a farsi garante della veridicità di quanto
riferito a seguito di una verifica rigorosa. Nel giornalismo inglese e americano si suddividono 4 gradi di
attribuzione delle fonti:
On the record —> la fonte viene identificata e le sue affermazioni vengono esplicitamente attribuite
tramite virgolette.
On the background —> la fonte accetta di essere citata direttamente ma non di essere identificata
personalmente.
On deep background —> è il caso che riguarda la fonte confidenziale nel senso più appropriato del
termine, cioè quando la notizia viene riportata senza alcun riferimento alla fonte stessa se non in termini
estremamente generici.
Off the record —> il caso nel quale il giornalista è vincolato a tenere la notizia per se, per mettere in
prospettiva i fatti dare un resoconto più completo e chiaro.
3.fare una scaletta per stendere la notizia: a) Attacco o introduzione dell’argomento: esposizione degli
elementi utili a riassumere il senso e ad evidenziare la rilevanza dell’argomento trattato. L’introduzione
dovrebbe indurre il lettore a provare interesse al tema e a proseguire nella lettura. È necessario che le
prime frasi siano chiare, accattivanti e capaci di presentare l’argomento in modo sintetico. b) Sviluppo del
tema: è la trattazione vera e propria dell’argomento, che deve mettere il lettore in grado di conoscere
tutte le vicende
4.svolgimento dell’articolo: Esporre i fatti. secondo il modello classico, l’articolo deve contenere, fin
dall’inizio, le risposte alle cinque W: Who? (chi?),What? (che cosa?), Where? (dove?), When? (quando?) e
Why? (perchè?)
titolo:
5.dare il è la più sintetica e la più efficace risposta alla domanda “Qual è la notizia?”, è il nocciolo
della notizia, si sviluppa su più righe. Deve incuriosire, attrarre l ‘attenzione del lettore. Deve essere un
riassunto della notizia e deve riportare parole che facciano capire i fatti più rilevanti. Si sviluppa su una
riga. La prima funzione è quella di fornire un’estrema sintesi del corpo dell’articolo. Nella titolazione si
gioca buona parte della probabilità che il lettore si soffermi sul contenuto e sul corpo. Costituisce un vero
e proprio testo parallelo. Viene scritto da una persona diversa da colui che ha redatto l’articolo, nei quali
si definisce buona parte dell’identità della testata giornalistica, e per questo è necessario uno stile che si
mantenga nel tempo e che segua linee ben definite. Non si limitano a informare, ma cercano di stuzzicare
l’interesse con frasi ad effetto, che fanno leva sugli stati d’animo del lettore.
Si può così fare una distinzione tra titoli freddi, puramente informativi e titoli caldi, che suscitano
sentimenti ed emozioni. Tra i titoli caldi troviamo anche quelli cosiddetti «gridati», pensati per incuriosire
e attirare l’attenzione.
Nella scrittura del titolo, bisogna innanzitutto tenere conto dello spazio limitato, che richiede una buona
capacità di sintesi, questo si ripercuote sulle scelte lessicali. Il titolo gioca una funzione di richiamo per
l’attenzione del lettore, e va dosata la sua forza espressiva per evitare forzature e ripetizioni. Vanno
evitati tutti i casi in cui una frase si spezza, che riconierebbe la coerenza testuale, ogni riga dovrebbe
avere la sua compiutezza sintattica. Nella lettura, si comincia dal titolo, si passa poi al catenaccio e si
finisce poi con il sommario.
Nei giornali italiani, il titolo si compone di 3 elementi, non sempre tutti presenti:
-Occhiello —> Si colloca sopra al titolo, e fornisce il contesto della notizia.
-Sottotitolo --> spiega meglio il titolo e quello che si dice nell’articolo
-Catenaccio o sommario —> Posto sotto al titolo, ne completa le informazioni. Aggiunge qualcosa a cui
si fa riferimento nel titolo, usato spesso nei titoli di prima pagina. È su una o 2 righe
I titoli nel giornalismo di agenzia: Il titolo di lancio di un’agenzia è soggetto a vincoli ancora più
stringenti rispetto a quello del giornale classico. Il numero massimo di caratteri è fisso, generalmente
inizia con una o più parole seguite dai due punti, si tratta della cosiddetta chiave, che identifica il settore
generale o l’avvenimento di giornata al quale sono già stati dedicati lanci precedenti.
I titoli nel telegiornale e nel giornale radio: Nelle radio e nei telegiornali, il concetto di titolo è
differente, questi vengono letti nei telegiornali all’inizio dell’edizione, subito dopo la sigla. Ogni titolo
consiste in un breve testo accompagnato da immagini e da solitamente un breve titoletto in
sovrimpressione.
I titoli nel giornalismo web: Sul web, in generale non esiste una norma specifica, ogni social, così come
ogni mezzo mediale consente l’uso di forme diverse, in termini di linguaggio e lunghezza. La
multimedialità genera una grande varietà di stili possibili. Sui giornali web, la funzione di attrazione del
titolo è ancora più forte, questo però spesso sfocia nei cosiddetti titoli “clickbait”, acchiappa click, che
traggono in inganno il lettore pur di attirare la sua lettura. Questi sono spesso incompleti e presentano
una forzatura eccessiva e un sensazionalismo esagerato. Nel web, quello che viene messo al centro è
l’uso di parole chiave, che permette anche una ricerca semplificata da parte degli utenti.
Giornalismo digitale Il modello classico di informazione della stampa è diventato completamente
differente dagli anni 90-2000, fino ai giorni d'oggi---> grazie all'avvento dei social network e social media si
parla di informazione online, trattata su più dispositivi. L'accesso all'informazione è diventato pi&ugrav
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