La microeconomia
La microeconomia è lo studio delle modalità con cui singoli agenti economici, quali consumatori, lavoratori, imprese o manager, allocano risorse scarse tra usi alternativi.
Ogni istituzione deve rispondere alle seguenti domande connesse alla microeconomia:
- Quali beni e servizi produrre, e in quali quantità?
- Chi produrrà i beni e servizi, e come?
- Chi fruirà dei beni e servizi prodotti?
I modelli economici sono come mappe: semplificano l’elaborazione e la comprensione di concetti complessi.
Un modello economico deve:
- Fornire una chiara rappresentazione della realtà
- Evidenziare le forze fondamentali alla base di un fenomeno
Variabili esogene e variabili endogene
Le variabili esogene sono fisse, date, a livello matematico si mette stanghetta sopra alla lettera, vuol dire che è esterna: una variabile è esogena se il suo valore è dato in un certo modello, ossia se il suo valore è determinato da processi esterni al modello.
Mentre, una variabile endogena è una variabile il cui valore è determinato internamente al modello. Sono date e fisse.
Nei nostri esercizi di fisso, quindi, avremo il reddito e le variabili esogene endogene saranno prezzo e quantità.
La funzione obiettivo
La funzione obiettivo è la funzione che il soggetto decisore deve ottimizzare, cioè massimizzare o minimizzare. Per esempio, un consumatore può voler acquistare alcuni beni con l’obiettivo di massimizzare il proprio benessere. -> la funzione obiettivo del consumatore è l’utilità. Mentre per il produttore la funzione obiettivo è massimizzare il profitto. -> questo non vale per le imprese nonprofit: non guardano direttamente al profitto, perché non lo distribuiscono. 1
I ricavi sono le vendite (PxQ)=fatturato.
Costi ACxQ.
Max profitto = ricavi-costi.
La teoria del consumatore e la teoria del produttore
Parliamo di minimizzazione dei costi soprattutto quando dobbiamo scegliere la tecnologia -> vuol dire che noi dovremo scegliere quanto capitale-quanto lavoro? -> per scegliere questo mix cerchiamo la scelta della tecnologia che minimizza i costi per unità di prodotto.
Per il consumatore dobbiamo fare la scelta del paniere ottimo: cioè quanto di un bene e !1!2 -> quanti di un altro: la scelta dei due beni per scegliere tra i due massimizza utilità sotto il vincolo del reddito (tendenzialmente abbiamo risorse scarse, cioè budget prefissato).
Invece, il produttore ha due scelte:
- Tecnologia: quanto K (capitale) e quanto L (lavoro)
- La quantità di prodotto ottimo: quanto produco? Qual è la mia Q (quantità) $. ottima? -> quella che mi massimizza il profitto (che indichiamo con
La massimizzazione dell’utilità e del profitto è la scuola neoclassica di cui abbiamo parlato che viene anche chiamata marginalista: perché si guardano le variabili al margine (qui entrano in gioco le derivate).
I vincoli
I vincoli rappresentano le restrizioni o i limiti imposti ai decisori.
- Tempo
- Budget: il nostro sarà sempre il reddito.
- Altre risorse
- Capacità tecnologiche
- Il mercato
- Leggi e regolamentazioni
Esempi
Esempio: × ')1. vogliamo fare il recinto del pastore e vogliamo massimizzare l’area (% per le pecore. Vogliamo massimizzare area sotto il vincolo dei metri di steccato disponibile. In questo problema di massimizzazione: le variabili esogene (quantità nota): metri di steccato disponibili), variabili endogene: lunghezza (L) e ampiezza del recinto (W); l’obiettivo è scegliere L e W in modo da massimizzare l’area del recinto. (slide 9)
2. Scelta ottima del consumatore: quella che mi massimizza U (funzione di utilità) -> è un esempio di funzione che useremo, è un prodotto tra i due beni che ho (cibo e vestiti) -> io devo scegliere tra 2 beni e la mia utilità è data dal prodotto tra quantità di cibo e numero di vestiti e devo massimizzare questo. 2
FC è un prodotto: 2 variabili, 2 quantità: massimizzare prodotto delle 2 quantità perché quel prodotto mi dà funzione di utilità.
U (F,C) = FC -> la forma di questa funzione ha prodotto quantità di cibo x quantità di vestiti.
La massimizzazione di una funzione di solito si fa f’=0, ma non sarà così facile, perché sarà sotto il vincolo.
Il vincolo in questo caso mi dice che il prezzo del ≤ cibo per il cibo (cioè quanto ho speso in cibo= PfF)+PcC (il prezzo del vestito per quanti vestiti) ≤, del reddito che ho a disposizione (I: income) -> non fare mai ma = cioè come se spendessimo tutto.
Scuola marginalista
Scuola marginalista: impatto marginale che va a vedere l’ del cambiamento di una variabile esogena è l’impatto incrementale dell’ultima unità della esogena sulla variabile endogena.
Quando facciamo un prodotto marginale, profitto marginale ecc.…, cioè derivata di una variabile è come dire quanta utilità mi dà l’ultima unità di bene consumato. Studieremo tanti concetti che avranno l’aggettivo marginale: è sempre lo stesso meccanismo: utilità marginale di un bene (derivata prima dell’utilità), ma concettualmente è l’utilità dell’ultima unità di bene che consumo.
Il profitto marginale (derivata profitto), ma è il profitto dell’ultima unità che vendo.
Esempio dell’impatto del cambiamento di una variabile esogena
B: barili di birra.
T: spesa in pubblicità in tv.
R: spesa in pubblicità in?
? massimizzare B (T,R): vendite di birra derivano da quanta pubblicità facciamo, sotto il vincolo (T,R). -> voglio massimizzare la vendita in funzione di quanto spendo in pubblicità in tv e radio. 3
La 2 e la 3 colonna sono vendite generate in ettolitri dalla pubblicità, perciò la tabella ci dice che se noi investiamo 0 in tv e radio, le vendite generate da questa pubblicità aggiuntiva sono 0.
Se investo 100.00 in tv ho nuove vendite di 4750 all’anno e se investo 100.000 in radio ho 950 nuove vendite.
Se investo tutto il 1.000.000 in tv ho nuove vendite di birra di 25.000; se investo tutto il milione in radio ho 5.000 nuove vendite -> da questo capiamo che ha più impatto la tv. Ma mi conviene spendere tutto in tv o c’è un mix dei due che mi fa vendere di più?
Se spendo 900.000 in tv ho 24.750, mi restano 100.000 -> se li investo in radio la somma mi dà =25.700 -> che è già meglio del milione tutto in tv.
Proviamo 800.000 in tv e 200.000 in radio= 25.800 -> ancora meglio (è il migliore) -> lo proveremo facendo i calcoli così via con 700.000 in tv e 300.000 in radio ecc…
La quantità di investimenti: devo scegliere un mix tra due scelte che mi dà il totale massimo delle vendite: il marginale sono questi scarti da 100,200,300 ecc.
L’equilibrio di un sistema
L’equilibrio di un sistema è uno stato o una condizione che permane indefinitamente finché un fattore esogeno al sistema rimane costante, ovvero fintanto che un agente esterno non sposta il sistema dall’equilibrio. L’equilibrio è un punto stabile, quando si va nell’equilibrio è l’“ottimo” di un mercato competitivo è quello che eguaglia domanda e offerta, in cui la domanda e l’offerta si integrano. Slide 15: 4
La statica comparata
La statica comparata esamina come un cambiamento in una variabile esogena influisce sul livello di una variabile endogena. Essa consente di effettuare un’analisi del prima e del dopo comparando due istantanee di un modello economico.
Ad esempio: se cambia la politica della Russia (variabile esogena), mi cambia tutto nel mercato del gas (sia prezzo che quantità). Analisi prima e dopo comparando: com’era prima e dopo della crisi della Russia, il prezzo del gas. Vale lo stesso per il petrolio: variabili esogene sono crisi in medio-oriente, la guerra; ma anche altre, come per esempio, il fatto che stiamo andando verso energie rinnovabili: quindi è chiaro che le centrali diminuiranno un po’.
Ad esempio: nel caffè le variabili esogene possono essere i cambi climatici (caffè dell’Africa cambia se ci sono carestie, allagamenti ecc.) -> per quanto riguarda le materie prime le variabili esogene problematiche sono proprio quelle legate all’ambiente, ma possono essere anche crisi politiche: se Costa d’Avorio vive una rivoluzione/guerra, cambia tutto.
Un’altra variabile esogena importante è quella legata ai gusti: se dalla consumazione di caffè passiamo a quella del tè, chiaramente il mercato ne risente. -> sono tutte variabili endogene di cui possiamo calcolare prima e dopo: un altro esempio può essere il mercato del turismo pre e post covid. 5
Di statica comparata perché ci sono variabili esogene che sono cambiate (clima), hanno prodotto di meno, quindi l’offerta si riduce e il prezzo di equilibrio sale (da Q1 va a Q2) e la quantità di equilibrio diminuisce.
Analisi positiva e analisi normativa
- Analisi positiva: spiega cosa è accaduto o fa previsioni su ciò che potrebbe accadere a seguito di una certa politica economica. L’analisi vera e propria, guardiamo la realtà del mercato: come funziona? Spiega cosa accade, o al limite fa previsioni su ciò che potrebbe accadere.
- Analisi normativa: è l’analisi di ciò che andrebbe fatto. L’analisi normativa è la politica economica: ciò bisogna fare -> (più macro) -> esempio per le imprese: per aumentare profitto cosa bisogna fare?
Esempio: “Dovremmo migliorare la distribuzione del reddito piuttosto che concentrarci 1. sull’efficienza economica?” -> scelta più sul normativo. “Per migliorare la distribuzione del 2. reddito dovremmo imporre un’imposta sul reddito progressiva o una tassa sulle vendite?” “È 3. necessario implementare un programma di controllo degli affitti o un programma di buoni-casa?” 6
Mercati perfettamente competitivi e perfetta concorrenza
17/02/2022
*Importante perché c’è elasticità*
Mercati perfettamente competitivi/ perfetta concorrenza (≠:≠: oligopolio e da monopolio) mercati perfettamente competitivi: sono quei mercati in cui i venditori e i compratori sono così numerosi e le transazioni così piccole da far sì che ciascuno di essi, quando effettua le sue scelte, “prenda” come dato il prezzo di mercato. -> Quando abbiamo la perfetta concorrenza, abbiamo molti compratori e venditori e soprattutto si prende come dato il prezzo e si dice che le imprese, ma anche i consumatori sono pricetaker (cioè prendono il prezzo).
Quando diciamo che il prezzo è dato: intendiamo dire che abbiamo tante imprese di piccole dimensioni e tanti consumatori, per cui nessuno è in grado di influenzare il prezzo del mercato. -> ci sono tante imprese piccole e nessuna può definire il prezzo. -> diversamente dal caso di monopolio: perché in questo caso abbiamo una sola azienda che produce, quindi per definizione non è pricetaker, perché può influenzare il prezzo di mercato.
Nel caso dell’oligopolio abbiamo alcune, poche imprese produttrici e possono influenzare il prezzo. Esempio di oligopolio: energia elettrica (negli anni 70-80 era monopolio pubblico: solo Enel), oggi è un oligopolio perché ci sono alcuni produttori sia pubblici che privati; settore automobilistico; carburante; telefonia. -> oggi sono quasi tutti oligopoli.
Di concorrenza vera abbiamo pochi prodotti: materie prime o prodotti di base (pane) -> qui è sempre dato, ma prezzo non è fisso, si può definire prezzo superiore. La concorrenza perfetta in natura esiste raramente, diciamo però che un mercato è perfettamente competitivo quando abbiamo migliaia e migliaia di produttori, dobbiamo ricordarci che queste sono pricetaker -> prendono il prezzo com’è dato e metteremo una stanga sul prezzo per definire che non cambia. P
Un mercato può essere descritto lungo tre dimensioni: bene, spazio geografico, tempo.
La curva di domanda di mercato
La curva di domanda di mercato indica la quantità aggregata di un bene che i consumatori sono disposti ad acquistare ai vari prezzi, tenendo fissi gli altri fattori che influenzano la domanda stessa, quali prezzi degli altri beni, reddito del consumatore, qualità. -> ci dice quanto di un bene i consumatori sono disposti ad acquistare ai vari prezzi -> quanto si compra ai vari prezzi? -> la quantità che vogliamo ai vari prezzi. Anche il prezzo degli altri beni incide allo spostamento della domanda.
d =Q Q(P)
Domanda derivata e domanda diretta
Domanda derivata: domanda di un bene derivante dalla produzione e vendita di altri beni. -> la domanda di benzina dipende anche dalla produzione e vendita di gas.
Domanda diretta: domanda di un bene derivante dal desiderio dei compratori di consumare direttamente il bene stesso.
Legge della domanda
Alla base abbiamo la legge della domanda: la legge della domanda afferma che la quantità domandata di un bene diminuisce all’aumentare del prezzo del bene. -> curva inclinata negativamente -> all’aumentare del prezzo (da P1 a P2) -> la quantità domanda da Q1 scende a Q2. 7
Eccezioni alla legge della domanda
È quasi sempre inclinata negativamente, ma non sempre: per esempio, i beni di status simbolo possono essere con domanda crescente anche se aumenta il prezzo: anche se aumenta il prezzo di un bene di lusso lo compro, anche di più, perché è un bene simbolico. Al contrario, possono essere così anche i beni molto scarsi: se diminuisce il prezzo ne posso comprare anche di meno, perché risparmio e ne compro degli altri. * !
La legge dell’offerta
La legge dell’offerta afferma che la quantità offerta di un bene aumenta all’aumentare del prezzo del bene. La all’ del P. Più è alto il prezzo, più le imprese sono disposte a produrre. La legge dell’offerta -> è quanto le imprese sono disposte a produrre ad ogni prezzo. Quando ragioniamo sulla curva di domanda e offerta, partiamo sempre dalla quantità (grandezza sulle ascisse) -> ad ogni prezzo che Q c’è di domanda o di offerta.
Equilibrio di mercato
L’equilibrio di mercato è un prezzo tale che la quantità domandata (* ) e la quantità offerta (* ): (S: supply) sono uguali. =
Per indicare la grandezza di equilibrio di solito mettiamo * -> prezzo di equilibrio -> situazione dove se non succede niente (se non ci sono variabili esogene che cambiano), non ci si muove.
∆ L’equilibrio è stabile, ma se ci sono variazioni: variabili esogene, può cambiare l’equilibrio:
- ∆S: varia l’offerta: la fanno aumentare o diminuire
- Cambiamenti climatici (in positivo o in negativo)
- Crisi politiche
- ∆ della domanda
- ∆ dei costi di produzione
- Gusti ∆D: varia la domanda: la fanno aumentare o diminuire
- Reddito/potere di acquisto
- Tasse incidono sul reddito reale
∆ lungo la curva: vuol dire spostare la domanda, non lungo la domanda.
C’è reddito nominale (lo stipendio che uno ha) e poi reddito reale (potere di acquisto): l’inflazione per esempio, aumenta i prezzi, quindi a parità di reddito, ho meno soldi reali. Se invece a parità di stipendio, diminuiscono i prezzi, il mio potere di acquisto aumenta. -> Una cosa che cambia la domanda è legata al potere d’acquisto reale, che può essere legato all’inflazione, ma può essere legato anche alle tasse o agli incentivi (politiche: esempio del bonus 110: aumenta la domanda di ristrutturazione, perché ci sono incentivi da parte dello stato).
Eccesso di offerta
Eccesso di offerta: se i venditori non possono vendere tanto quanto vogliono al prezzo corrente, si ha un eccesso di offerta.
Ciò crea una pressione al ribasso del prezzo. Quando il prezzo diminuisce, la quantità domandata aumenta, la quantità offerta si riduce e il mercato si sposta verso il prezzo di equilibrio. 8
Se il prezzo è più alto del prezzo di equilibrio ho eccesso di offerta -> quando c’è eccesso di offerta c’è un meccanismo nel mercato di perfetta concorrenza (perfettamente competitivi) ho una tendenza del prezzo a ridursi. Quando ci sono molti beni sul mercato rispetto alla domanda, pur di vendere, tendenzialmente deve abbassare i prezzi e così si cerca di tornare al punto di equilibrio -> è quasi automatico questo abbassamento, aggiustamento dei prezzi, nei mercati perfettamente competitivi (no oligopolio e monopolio). Questo modello ha fiducia nel mercato, perché dice che il mercato automaticamente si aggiusta -> non c’è uno che decide di abbassare i prezzi, lo devono far tutti per raggiungere l’equilibrio domanda=offerta.
Eccesso di domanda
Eccesso di domanda: se i compratori non possono acquistare tanto quanto vogliono al prezzo corrente, si ha un eccesso di domanda.
Ciò crea una pressione al rialzo del prezzo. Quando il prezzo aumenta, la quantità offerta aumenta, la quantità domandata si riduce e il mercato si sposta verso il prezzo di equilibrio.
Con l’eccesso di domanda: se la domanda è più alta dell’offerta -> tutti vogliono un bene, ma non ce n’è tanto e chiaramente i prezzi salgono. Per esempio, il legname risente moltissimo dell’eccesso di domanda.
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