La scienza economica e l'importanza dell'economia nella vita quotidiana
Sentiamo parlare ogni giorno di salari, disoccupazione, disuguaglianza, profitti, marketing, inflazione, crisi economica. Cercheremo di acquisire gli strumenti per valutare le interrelazioni che caratterizzano il complesso contesto economico e sociale. Studiare economia significa comprendere i processi decisionali in diversi contesti valutando come agiscono le persone, le aziende, le istituzioni, i mercati e i governi rispondendo a minacce e opportunità.
Lo studio dell’economia aiuta a sviluppare il pensiero critico, le abilità di problem-solving e le capacità analitiche necessarie per analizzare i dati a supporto delle decisioni.
La scienza economica e l’economia
L’economia si definisce come l’organizzazione dell'utilizzo di risorse scarse, intese come limitate o finite.
- Risorse = manodopera, struttura, materie prime che dipendono dal territorio (es. petrolio vs acqua)
La scienza economica o economia studia i processi attraverso i quali le società decidono che cosa, come e per chi produrre beni e servizi.
- Si dividono in: tangibili = visibili (mobili, contanti, ecc.) e non tangibili: non visibili
I beni sono oggetti utili o produttivi. I servizi sono prestazioni consumate o utilizzate nel momento in cui vengono erogate.
- SOLDI: risorse limitate per il singolo individuo
Una risorsa è scarsa quando, a un prezzo pari a zero, la sua domanda supera l’offerta.
- Domanda: chi chiede un prodotto
- Offerta: chi offre il prodotto
L’economia studia come le risorse vengono distribuite o allocate. Gli economisti sviluppano teorie del comportamento umano relativamente all’uso delle risorse scarse e le sottopongono alla verifica della realtà empirica.
Esempi di analisi economica
Attraverso due esempi, si comprende come l’economista analizza le scelte sociali:
- Crisi del 2007: crisi finanziaria e poi diventata reale. Il 'cosa produrre' è cambiato, generando la disoccupazione in tante industrie e ridistribuendo il reddito nazionale.
- Storia prezzo del petrolio, risorsa scarsa utilizzata in molte produzioni (cosa produrre), con il supporto di tecnologie ad hoc (dalla trivellazione alla raffinazione), per il guadagno dei pochi produttori di petrolio esistenti al mondo.
Crisi del 2007
Con la crisi del 2007 il Prodotto Interno Lordo è diminuito. È diminuito tanto il PIL nominale quanto quello reale, ovvero il valore nominale corretto in base al tasso di inflazione.
La crisi del 2007 nasce negli USA. Da allora molti sistemi economici sono entrati in recessione (periodo di tempo durante il quale la produzione di beni e servizi di un sistema economico – PIL – diminuisce).
Prima del 2007, il prezzo degli immobili USA cresceva costantemente. Con il prezzo degli immobili in crescita, il rischio di perdita sul credito concesso ai sub-primer (prestiti concessi a chi acquista una casa) era limitato. Questo perché questi prestiti venivano quasi sempre restituiti siccome dopo un periodo di tempo che non si pagavano i mutui, chi otteneva i prestiti perdeva gli immobili.
Se i crediti diventano insolventi, chi prestava il denaro (il sistema creditizio e finanziario USA specializzato nei mutui immobiliari) poteva rivendere l’immobile a un prezzo elevato. Per rendere i sub-prime più redditizi, il sistema finanziario cominciò ad aggregare queste formule di prestito in pacchetti obbligazionari da rivendere ad altre imprese finanziarie, creando un ulteriore mercato.
Il Mercato dei sub-prime negli USA pur essendo relativamente piccolo, circa il 10% del mercato dei mutui ipotecari, ha generato un effetto di shock sulle economie mondiali.
Ci fu così, col tempo, un calo dei prezzi delle case: chi compra casa rimase senza, chi vendeva fallì nel giro di poco. Dal 2002 fino al 2006 vi fu un’esplosione di pacchetti, che si trasformò in una crisi (prima solo in USA, poi nel resto del mondo) che si prolungò fino al 2008.
Quando i sub-prime non furono più in grado di pagare, le vendite all’asta degli immobili aumentarono con effetti drammatici sul prezzo delle case. Sempre più case approdarono al mercato e il boom dei prezzi immobiliari si arrestò per poi trasformarsi in un forte calo. I mutui sub-prime cominciarono a perdere il loro valore con la diminuzione dell’indice dei prezzi delle case e gli investitori che detenevano le obbligazioni garantite da tali mutui incominciarono a registrare gravi perdite.
Alla fine del 2007 molte banche annunciarono perdite per un valore di circa 60 miliardi di dollari generate dal segno negativo riferito ai mutui sub-prime. Dato che gli operatori finanziari di tutto il mondo sono connessi attraverso i mercati borsistici e una serie di accordi e partnership, la crisi si è diffusa rapidamente in tutto il mondo.
Le banche ridussero i prestiti e si mostrarono diffidenti anche verso il prestito interbancario. Il credito divenne una risorsa scarsa. A fronte di un credito modesto o inesistente, molte imprese si sono ritirate dal mercato, la disoccupazione è aumentata, la fiducia dei consumatori è diminuita, con un aumento del risparmio e una contrazione drastica dei consumi.
Per concludere:
- Cosa: Lo scoppio della crisi ha provocato la recessione che ha causato un rallentamento della produzione in tanti settori e un crollo dei consumi.
- Come: La crisi ha determinato una riallocazione delle risorse. Il fattore produttivo lavoro ha subito forti ripercussioni. La disoccupazione è aumentata.
- Per chi: Banche e intermediari finanziari hanno registrato perdite elevate. La ricchezza mondiale si è trasferita a nuovi ricchi e in generale, la povertà è aumentata.
La crisi del 2007 ha ridotto il PIL statunitense e, propagandosi ad altre economie, ha avuto un impatto negativo tanto sul PIL europeo quanto su quello italiano (tendenza di sofferenza più ampia rispetto a quello complessivo dell’Europa).
La crisi ha cambiato le tecnologie della produzione. Molti profili professionali non sono stati più necessari e la disoccupazione è cresciuta (come produrre).
Gli shock del prezzo del petrolio
Il petrolio fornisce combustibile per il riscaldamento, il trasporto e gli impianti industriali ed è una risorsa essenziale per il settore petrolchimico e per le industrie che realizzano prodotti come gli utensili in plastica e i capi di abbigliamento in poliestere.
Fino al 1973, il petrolio era disponibile in abbondanza e a prezzi bassi e il consumo mondiale cresceva in modo continuo e rilevante. Tra il 1973-74 a seguito del conflitto tra Israele ed Egitto e il conseguente blocco del canale di Suez qualcosa è cambiato.
I principali paesi produttori di petrolio hanno costituito l’OPEC (Organization of Petroleum Exporting Countries). L’OPEC ha fissato le quote produttive di petrolio dei paesi aderenti e ha ristretto l’offerta mondiale del petrolio triplicandone il prezzo.
Nel breve periodo l’uso del petrolio si è ridotto in misura modesta a causa dell’assenza di sostituti capaci di garantire le stesse qualità materiche funzionali alla produzione in molteplici settori. La contrazione dell’offerta è risultata profittevole per i paesi dell’OPEC che hanno ottenuto notevoli ricavi dall’esportazione.
I mercati hanno trovato una soluzione alle restrizioni produttive dell’OPEC. Con il tempo i consumatori hanno cominciato a ridurre il consumo del petrolio e i paesi produttori non-OPEC sono stati in grado di aumentare le vendite.
Dal 2001, in coincidenza con l’attacco terroristico alle torri gemelle di New York e poi con l’intervento degli USA e UK in Iraq, il prezzo del petrolio ha raggiunto di nuovo i livelli del 1973-74. Dal 2003 l’aumento delle quotazioni è stato del 140%. Nella seconda metà del 2006, l’allentamento delle tensioni internazionali e la debolezza della domanda nelle economie avanzate hanno favorito una riduzione dei prezzi.
Dal gennaio 2007 il prezzo del petrolio è ritornato a crescere. L’Arabia Saudita ha ridotto la produzione seguita dagli altri paesi OPEC. La crescita di economie come Cina e India, bisognose di materie prime, continua ad alimentare gli shock.
Le variazioni di prezzo dipendono da diversi fattori: conflitti interni negli stati africani mediterranei, nuove tecniche estrattive negli USA, innovazioni di prodotto e processo che limitano l’impiego di derivati del petrolio.
Nel lungo periodo, l’alto prezzo del petrolio induce gli utilizzatori a ridurne l’impiego ricorrendo a fonti alternative di energia o materie prime.
- Come: quando il prezzo del petrolio cresce, le imprese tendono a ridurre l’utilizzo di prodotti derivati.
- Che cosa: riguardo all’influenza dell’aumento del prezzo su cosa debba essere prodotto, imprese e famiglie riducono l’uso di prodotti basati sul petrolio. L’aumento della domanda di sostituti dei beni e servizi basati sul petrolio fa aumentare i loro prezzi e stimola la loro produzione.
- Per chi produrre: i ricavi dei paesi OPEC sono aumentati e la maggior parte di questi viene spesa nell’acquisto di beni prodotti nei paesi dell’occidente industrializzato.
I paesi importatori sono stati costretti a cedere una quota maggiore della propria produzione in cambio di petrolio importato. Il potere d’acquisto dei paesi OPEC è aumentato. Gli shock del prezzo del petrolio inducono il sistema economico a ripensare le tecnologie della produzione, limitando l’impiego di petrolio (come produrre) e incoraggiando i consumi di beni sostitutivi.
Le società riescono a reagire a bruschi aumenti del prezzo del petrolio solo nel lungo periodo quando riescono a contrarre il consumo del petrolio e a sostituirlo con altre risorse.
La scarsità obbliga alla scelta
- Se le risorse sono scarse, gli attori di un sistema economico devono fare delle scelte su come distribuirle tra produzioni alternative.
- La frontiera delle possibilità produttive è la possibile rappresentazione del grande tema economico della scarsità.
- Il costo opportunità è la quantità di un bene o servizio cui si deve rinunciare per avere un’unità addizionale di altro bene o servizio.
Supponiamo un’economia che disponga di 4 lavoratori in grado di produrre cibo o spettacoli cinematografici. La tabella mostra le quantità massime producibili di ognuno dei 2 prodotti con l’impiego totale ed efficiente dei lavoratori disponibili. La combinazione di cibo e spettacoli dipende dal modo in cui i lavoratori sono allocati. Dividendo i lavoratori nei due reparti è > dei due singoli.
Al crescere del numero dei lavoratori impiegati aumenta la quantità totale di prodotto ottenibile. La produzione in ciascuna delle 2 attività è condizionata dalla legge dei rendimenti decrescenti: ogni lavoratore addizionale fa aumentare la produzione totale di un ammontare minore rispetto a quello prodotto dai precedenti lavoratori addizionali.
Trasferendo i lavoratori da un’attività produttiva all’altra, l’economia può accrescere la produzione di un bene, ma solo attraverso il sacrificio della produzione dell’altro. Vi è un trade-off tra produzione di cibo e produzione di spettacoli cinematografici.
La frontiera delle possibilità produttive
La frontiera delle possibilità produttive mostra le combinazioni che il sistema economico è in grado di produrre efficientemente attraverso l’impiego di tutte le risorse disponibili. La pendenza della frontiera esprime il rapporto tra i 2 prodotti. Per ogni livello di produzione di un bene, la frontiera mostra la massima qualità di un altro bene che il sistema economico è in grado di produrre.
- Punti al di sopra della frontiera rappresentano combinazioni producibili con un ammontare di risorse superiore a quello disponibile.
- Punti al di sotto della frontiera rappresentano combinazioni inefficienti: infatti, utilizzando più efficientemente le risorse disponibili, il sistema può aumentare la produzione avvicinandosi alla frontiera.
Che cosa determina l’operare della legge dei rendimenti decrescenti?
Si è implicitamente ipotizzato che i lavoratori impiegati nell’industria cinematografica abbiano a disposizione una dotazione fissa di cineprese, studi per le riprese e altre attrezzature. Il primo lavoratore ha a sua disposizione l’intera dotazione di attrezzature, mentre dal secondo in poi si riducono le quantità di attrezzature disponibili per addetto.
Il grafico rappresenta le massime combinazioni di cibo e spettacoli cinematografici che il sistema economico è in grado di produrre.
- Il punti A, B, C, D, E corrispondono alle righe della tabella sopra
- La curva del grafico, invece, è la frontiera delle possibilità produttive.
- Il punto G è inefficiente: la società potrebbe impiegare le risorse a disposizione in maniera più efficiente, stando su un punto della frontiera.
- Il punto H corrisponde ad una combinazione produttiva irrealizzabile
La frontiera delle possibilità produttive è una curva che rappresenta la massima quantità di un altro bene che un sistema economico è in grado di produrre. La particolare forma, ossia la sua concavità verso l’origine degli assi, è dovuta all’operare della legge dei rendimenti decrescenti. Ogni spostamento lungo la frontiera implica il trasferimento di un lavoratore dalla produzione di cibo a quella di spettacoli cinematografici.
- Ogni trasferimento riduce la produzione per addetto nell’industria cinematografica ma accresce la produzione per addetto nell’industria del cibo.
- Ogni trasferimento di lavoro comporta un incremento via via minore nella produzione di spettacoli cinematografici e un sacrificio crescente di produzione di cibo.
Il costo opportunità
Il costo opportunità marginale di un bene o servizio è la quantità di altri beni o servizi a cui si deve rinunciare per produrre un’unità addizionale del primo. La pendenza della frontiera per una determinata combinazione produttiva esprime il costo opportunità marginale di un bene in termini di sacrificio dell’altro.
L’efficienza produttiva implica che l’aumento della produzione di un bene può essere realizzato solo con il sacrificio della produzione di altri beni. I punti al di sotto della frontiera sono inefficienti perché la società sta sprecando le risorse. L’aumento della produzione di un bene può essere realizzato senza ridurre la produzione dell’altro.
La scarsità delle risorse limita le possibilità di scelta e perciò occorre scegliere una tra le combinazioni produttive che si trovano sulla frontiera delle possibilità produttive. Così la società decide «che cosa» produrre e «come» produrre.
Un individuo o una società ha un vantaggio comparato quando la produzione di un bene è caratterizzata da un costo opportunità inferiore rispetto alla produzione di altri.
- Un paese ha un vantaggio comparato nella produzione di un bene se il costo-opportunità di produrre quel bene è inferiore rispetto agli altri paesi.
Calcolo del costo opportunità Δ produzione 2.
Il ruolo del mercato
I mercati sono istituzioni che mettono in relazione acquirenti e venditori di beni e servizi. Nel mercato le decisioni delle famiglie circa il consumo di beni e servizi diversi, delle imprese circa che cosa e come produrre e vendere e dei lavoratori circa quanto e per chi lavorare sono rese compatibili attraverso aggiustamenti di prezzi.
I prezzi dei beni e servizi e delle risorse (lavoro, impianti, terra) si modificano continuamente in modo da garantire che le risorse scarse siano impiegate per produrre i beni e servizi che la società richiede.
L'allocazione delle risorse scarse
L’allocazione delle risorse è cruciale per una società e può essere organizzata in modi diversi, a seconda del grado di intervento dello Stato:
- Economia dirigistica, con un massiccio intervento dello Stato. In un’economia dirigistica, c’è uno spazio ristretto per la libertà economica individuale. Gran parte delle decisioni sono prese dall’autorità pubblica.
- Economia mista, dove il Governo ed il settore privato interagiscono nella soluzione dei problemi economici fondamentali. Il Governo controlla una quota significativa della produzione nazionale e la fornitura di servizi come la difesa nazionale e la polizia. Inoltre, condiziona gli individui nel perseguimento dell’interesse privato.
- Economia di libero mercato, dove domina la Mano Invisibile di Adam Smith (1776). In un sistema economico basato sul libero mercato, gli individui perseguono l’interesse personale senza alcun condizionamento governativo.
La mano invisibile
I mercati in cui non c’è intervento del Governo o di altre autorità sono detti mercati liberi. In un libero mercato gli individui perseguono i propri interessi senza direttive o interferenze imposte da qualche autorità.
L’economista Adam Smith intuì che gli individui orientati al perseguimento dell’interesse personale sarebbero stati guidati a prendere decisioni nell’interesse della società da una «mano Invisibile». La mano Invisibile è l’azione del libero mercato che mediante i prezzi, spinge gli individui, orientati al perseguimento di interessi privati, a compiere scelte economiche efficienti per la società.
Esempio: se una persona in un sistema di libero mercato, desidera arricchirsi, deve darsi da fare e inventare un nuovo bene o servizio. Anche se motivata da un interesse personale, questa persona agisce anche nell’interesse della società creando nuove opportunità di lavoro.
Secondo Smith il perseguimento dell’interesse...
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