Estratto del documento

Teoria e prassi della comunicazione e dell'interpretariato

Traduzione

Cosa vuol dire tradurre? Il termine deriva dal latino "trans ducere" = condurre oltre (da una parte all'altra). Cosa si conduce? E cosa è una parte e cos'è l'altra?

  • Avvicinare due diverse realtà, quindi da una realtà all'altra,
  • Anche due realtà cronologicamente distanti, attraverso la parola.
  • Riportare qualcosa da una lingua all'altra.
  • Esprimere un concetto in diverse lingue che talvolta non può essere espresso parola per parola (tipo modi di dire).
  • Si traduce una cultura.
  • Riportare la stessa emotività che sta dentro il linguaggio.

Differenza fra tradurre e interpretare

A fine del 500 si inizia a distinguere l'interpretare dal tradurre:

  • Interpretare = tradurre da una lingua all'altra. È l'azione che avveniva sia su lingua orale che su lingua scritta. È una pratica orale.
  • Tradurre è una pratica scritta.

Differenza fra lingua e linguaggio

  • Il linguaggio ha a che fare con un qualcosa di settoriale es. linguaggio tecnico; linguaggio scientifico. È unico, identico per tutti i membri delle specie.
  • Lingua è un grande contenitore che al suo interno contiene vari linguaggi es. la lingua italiana comprende vari dialetti. Varia in base a condizionamenti ambientali, sociali e culturali.

Origine della differenziazione delle lingue

Secondo il mito, all'inizio dell'umanità la lingua era comune, vi era una lingua pura/primordiale condivisa da tutti gli uomini.

Mito: Un giorno uomini vogliono decidono di costruire una torre, la torre di Babele, per raggiungere il divino. Il divino se ne accorge e dice che, essendo uomini mortali, non gli era concesso raggiungere il cielo. Per questo motivo, Dio distrugge la torre e comanda agli uomini di non rifarlo mai più. Inoltre, li sparpaglia su tutta la terra e dà a ognuno di loro una lingua diversa.

Per secoli, ciò viene visto come una maledizione e condanna alla incomunicabilità e intraducibilità. Il francese del '900 Antoine Berman cambia questo pensiero, dicendo che invece di vederla come condanna, bisogna vedere questo avvenimento come ospitalità linguistica e vedere ciò come un dono. Il diverso e l'interazione con il diverso ci apre la visione del mondo in modo diverso e ci aiuta a crescere. Le lingue sono traducibili perché nel profondo hanno tutte un fondo comune che permette la traduzione.

Epoche

Riflessioni sulle traduzioni.

  • Periodo prescientifico: La prima testimonianza di esistenza di traduttori risale al terzo millennio avanti Cristo (5mila anni fa) a delle iscrizioni tombali in Egitto dove dei geroglifici rappresentano un capo interprete e i suoi traduttori. L'origine delle diverse lingue viene associata alla divinità Tot = dio della magia e patrono degli scribi. Geroglifici erano considerati incisioni sacre → coloro che non parlavano una lingua d'Egitto venivano considerati come "barbari" (=coloro che balbettano). Culture che si ritengono superiori alle altre traducono pochissimo (egiziano considerato dagli egizi come lingua sacra e quindi superiore) (in Italia si traduce il 30% delle opere e il 70% viene tradotto dall’inglese; in America si traduce il 3% delle opere). La prima fase di riflessione sulla traduzione va dall’epoca classico-romana (tempi di Cicerone - 49 a.C.) fino ai primi del ‘900 (20esimo secolo). Riflessioni sul tradurre. Non vera e propria teoria ma riflessioni sparse. Non si può parlare di studi con una teoria articolata e non esisteva una vera e propria disciplina che nasce nel 20esimo secolo.
  • Periodo scientifico: periodo che inizia dalla seconda metà del ‘900, in cui iniziano a nascere veri e propri studi sulla traduzione che poi diventa disciplina. Da questa disciplina nasce un’esigenza di trovargli il nome: TRANSLATION STUDIES = traduttologia/scienza della traduzione/teoria e della traduzione.

Prime traduzioni della storia

In ordine cronologico

  • Egitto: Primi traduttori. Origine delle diverse lingue associate alla divinità Tot= dio della magia e patrono degli scribi. I geroglifici erano considerati incisioni sacre → coloro che non parlavano una lingua d’Egitto venivano considerati come "barbari" (=coloro che balbettano). Culture che si ritengono superiori alle altre traducono pochissimo (egiziano considerato dagli egizi come lingua sacra e quindi superiore) (in Italia si traduce il 30% delle opere e il 70% viene tradotto dall’inglese; in America si traduce il 3% delle opere).
  • Sumeri: Prime traduzioni. I sumeri furono conquistati e i conquistatori improntano la propria scrittura su quella sumera. I sumeri erano una civiltà evoluta e i conquistatori capiscono che devono tradurre ciò che i sumeri già sapevano → i conquistatori inventano i primi "dizionari/glossari" a noi conosciuti. Erano dizionari bilingui sumero-accadici. Vi era scritta la pronuncia, ideogramma sumero e talvolta sinonimi.
  • Epoca alessandrina: Prime traduzioni in greco → Bibbia, storia dell’Egitto scritta dal sacerdote egiziano Maneton e Stele di Rosetta.

Stele di Rosetta

Lastra di basalto rinvenuta a Rosetta nel 1799. Reca due tipi di scritture diverse (egiziano geroglifico (lingua sacra degli scribi non utilizzata da tutti) e egiziano demotico (versione utilizzata dal popolo)) e la traduzione in greco. Servì per tradurre i geroglifici nel 1822.

Figura di interprete

Interprete = tra i prezz inell’antichità vista come colui che mediava tra i prezzi. Più celebri a noi quelli tra Egitto e Grecia. Interpreti visti come mediatori linguistici, culturali e commerciali.

Antica Roma

I romani si sentono come satelliti della cultura greca → prime opere della letteratura latina scritte su modello greco. Nasce la letteratura latina.

Livio Andronico

  • La prima opera della letteratura latina di cui abbiamo testimonianza "Odusia" di Livio Andronico (schiavo greco che possedeva conoscenze culturali e lavorava presso famiglie nobili romane). III secolo a.C Livio traduce l’Odissea in latino almeno, in modo che potesse avere un testo con cui poteva svolgere la sua professione di insegnante presso i patrizi.
  • Non tradusse pari pari, ma alla romana. Utilizza un rapporto etnocentrico. Traduce solo quello che fa comodo a lui. La sua è un’opera pedagogico.
  • Traduce divinità greche con divinità romane (camena invece di musa) e anche metafore.
  • Si preoccupò della leggibilità del testo nella lingua e cultura di arrivo. Il linguaggio lo prese dai pochi testi già presenti in latino.
  • Prima traduzione artistica della storia romana poiché ripropone lo stile dell’opera originale → crea così una poesia latina e non una poesia greca in latino.
  • È originale perché ha interpretato l’opera di un altro con le sue parole. Ciò era definito originale e geniale nell'antichità.

Ennio

  • Egli disse di aver sognato Omero che l’uomo (Omero) si fosse reincarnato in lui (Ennio). Disse che avrebbe portato gli uomini alla conoscenza di un’altra tradizione. Con Ennio si ha un “rinnovo della tradizione".
  • Le divinità greche rimangono divinità greche.
  • Usa l’esametro greco.
  • Suo scopo non era di essere fedele alla tradizione romana, ma di rinnovarla.
  • Contaminatio: metà fra imitazione e traduzione. Si prendono personaggi o scene di opere straniere con l’intento però di creare un’opera originale.

Cicerone

  • È la sua prima testimonianza sul tradurre si trova nel “Libellus de optimo genere oratorum”, 46 a.C. dove spiega come ha tradotto lui. “Non ho tradotto parola per parola, ma in maniera libera. Non ho tradotto da oratore e non da interprete”. È una traduzione libera e non letterale. Questa è la più antica forma di riflessione sul tradurre.
  • Fa distinzione tra interprete = traduzione alla lettera; oratore = una traduzione bella. Di conseguenza ora si ha una prima fase interpretativa e una fase da oratore.
  • Traduce dal latino a latino per cercare di migliorare il latino = traduzione intralinguistica (parafrasi).
  • Traduzioni sono target oriented/verso il testo di arrivo.

Le prime traduzioni bibliche

Dalla Torah alla Vetus Latina

  • La Bibbia è stata tradotta e ritradotta. Tutt’ora la traducono ogni 25 anni. Anche le preghiere e i vangeli vengono ritradotti.
  • Bibbia → dal greco bibliam = antico testamento e nuovo testamento.
  • Nuovo testamento: scritto in greco antico dopo la nascita di Cristo; Vecchio testamento: prima tramandato oralmente poi scritto in antico ebraico prima della nascita di cristo.

Antico testamento

Viene tradotta in greco nella versione conosciuta come Septuaginta = la Bibbia dei settanta. Si narra che la leggenda vuole che per tradurre per la prima volta dall’antico ebraico al greco le sacre scritture ci lavorarono 70 saggi traduttori che però tradussero in una maniera bizzarra: si dissero ognuno di noi traduce da solo, poi ci incontriamo e confrontiamo le nostre versioni. Si accorsero che le traduzioni erano tutte uguali. Questo perché era il volere di Dio. Questa leggenda per rendere più credibile la traduzione e per dare maggiore autorevolezza. + se solo uno traduce la bibbia e sbaglia poteva essere ucciso = non potevano uccidere 70 persone. Ci misero 150 anni.

Traduzione collaborativa

In realtà più traduttori nell’arco di 150 (275-100 a.C.) anni hanno tradotto la Bibbia si pensa perché coloro che vivevano in Palestina all’epoca fossero vicini alla cultura greca e la traduzione fu volta a diffondere l’ebraismo.

A questo punto circolavano il vecchio e il nuovo testamento in greco.

  • Nel III secolo una nuova traduzione in greco = traduzione di aquila, II a.C (no molte tracce).
  • Vetus Latina = traduzioni in latino contemporanea a quella dell’aquila. Anche qui si ipotizza un lavoro collettivo. A questo punto sono partite le traduzioni della Bibbia.

San Girolamo (400 d.C.)

  • Definito il padre della Vulgata = traduzione della Bibbia dal greco e dall’ebraico al latino. La sua traduzione delle bibbia prende il nome di VULGATA perché il latino era la lingua del popolo = lingua volgare.
  • Nato in Illiria e studiato a Roma. Vive a cavallo del 400.
  • A Roma incontra un gruppo di mistici e si allontana con loro per poi ritornare a Roma e prendere i voti. Va a vivere nelle grotte sulle montagne e successivamente parte per l’oriente → la leggenda vuole che visse nel deserto per due anni. Si sposta a Costantinopoli e intraprende lo studio dell’ebraico e del greco, anche se conosceva già bene il latino. Tornato a Roma, diventa segretario e consigliere spirituale del papa, fino a quando il papa gli dice di tradurre la Bibbia (nuovo e antico testamento) per la prima volta in latino (non da solo ma con un team). Fino a 70 anni fa, la sua versione era ancora quella che si recitava nelle chiese. Per 1500 anni è la Bibbia più diffusa in Europa.
  • Quando si mise a tradurre il vecchio testamento partì dalla Septuaginta che, essendo una versione già tradotta, è andato a controllare se fosse stata tradotta correttamente: secondo lui era imprecisa e in un greco non convincente, quindi traduce il vecchio testamento in latino direttamente dall’originale.

Sant'Agostino

  • Accusa San Girolamo di avere tradotto in volgare la Septuaginta e afferma che “nessun autore può essere anteposto all’autorità di tanti uomini” (i 70).
  • Insiste sulla natura divina della traduzione → le diverse traduzioni dei 70 erano tutte così simili che per forza ci doveva essere stato uno spirito (Dio) comune in tutti loro.
  • Girolamo si difende con la “De optimo genere interpretandi”, ovvero una lettera destinata a Pammacchio dicendo che il suo maestro era Cicerone, ma va anche oltre a ciò e afferma che secondo lui servono più modi per tradurre: “per le sacre scritture rimango fedelissimo all’originale; per le lettere degli amici basta che restituisco il senso”.

Il Medioevo

Periodo che va dal 300 al 1400 (dal 4 secolo al 15esimo)

Traduzione del medioevo parte dalla fase che va dalla “Vulgata” di Gerolamo e finisce con la traduzione della Bibbia di Lutero.

Ruolo fondamentale della traduzione in questo periodo:

  • Nascita delle lingue neolatine/romanze e volgari.
  • Nascita di alcune letterature (per le civiltà che già avevano i loro alfabeti) e alfabeti.
  • Nuova definizione del ruolo del traduttore.
  • Nascita di scuole di traduzione.
  • Cristianizzazione delle popolazioni pagane.

Le traduzioni erano importanti per catechizzare i pagani. Sono importanti vari contributi. Queste traduzioni aiutano la nascita di nuovi alfabeti e per coloro che avevano già degli alfabeti hanno aiutato a far nascere le letterature nazionali.

Incontro fra civiltà ebraica, araba e cristiana

L'approccio alla traduzione varia in base al rapporto di traduttori dei centri di potere:

  • Per la chiesa si tradusse verso il latino
  • Per i centri di potere laici si traduce verso i vernacoli (vernacolo = lingua locale comunemente parlata all’interno della comunità). Per i traduttori verso il vernacolo era differente perché loro non erano considerati allo stesso livello di un lettore colto. Il vernacolo era considerato come un limite perché non era una lingua importante come il latino. Per questi traduttori di vernacolo si parla di patriottismo perché spesso dipendevano dal proprio sovrano e non erano una figura libera.

Il ruolo della ricezione dell’opera tradotta di per sé crea una traduzione. Il fatto che un nuovo popolo stia ricevendo una traduzione vuol dire traduzione. Il traduttore lavora soprattutto tenendo conto del recettore dell’opera. La traduzione può essere letta solo da coloro che sanno il proprio volgare.

Tradurre nel medioevo era un mestiere complicato perché era difficile reperire i testi originali e questo limita la scelta di testi → talvolta i traduttori si spostano fuori dal loro paese alla ricerca dei testi originali.

Creazione di nuovi alfabeti

Ulfila (311-384 DC)

  • Era un vescovo.
  • Evangelizzò i visigoti e autore della bibbia gotica.
  • Si rende conto della necessità di realizzare un alfabeto per evangelizzare le popolazioni di origine gotica. Non esisteva per loro un alfabeto scritto. La loro tradizione era solo orale. Con alcuni suoi collaboratori avvia la traduzione della bibbia in greco al quale si attiene fedelmente e si dice che tradusse anche con lo stesso ordine di parole → primo testo scritto in dialetto germanico.

Mesrop Mashtots (IV secolo)

  • Fa nascere l’alfabeto armeno.
  • Si accorge che la predicazione del vangelo in greco tra gli armeni rendeva difficile la liturgia per gli armeni. Una volta terminato l’alfabeto armeno, lo usa per tradurre la Bibbia in armeno partendo dal greco. Una volta tradotta, i personaggi politici importanti avviarono un piano di acculturamento: crearono scuole pubbliche per alfabetizzare la popolazione con il nuovo alfabeto e rafforzare la cultura armena. Con altre traduzioni fatte con il nuovo alfabeto si forma la letteratura armena.

Cirillo e Metodio (IX secolo dc)

  • Creatori dell’alfabeto per tradurre la Bibbia.
  • L’imperatore convoca Cirillo per inventare un nuovo alfabeto. Lui avrebbe accettato solo se di questo alfabeto già esistevano delle lettere. Questo perché sapeva che se avesse tradotto male i testi sacri sarebbe stato giustiziato. Crea il glagolitico = corsivo del greco medievale lettere orientali = alfabeto slavo. Traducono così la Bibbia e i vangeli a seguire.

Scuole, circoli e collegi

Scuola di Baghdad

  • La cultura islamica ebbe un grande impatto.
  • IX e X secolo il greco venne tradotto anche in islamico.
  • Le biblioteche ebbero un grande ruolo, Una delle più importanti: “la casa della sapienza” si trova a Baghdad. Qui ci fu una figura di maggior rilievo: lo sceicco dei traduttori: Ishaq → è colui che tradusse il maggior numero di opere, conosceva il greco, l’arabo, il siriano e il persiano.
  • Per rendere più accessibili le traduzione venivano parafrasate per spiegare meglio il senso della traduzione stessa. → approccio che verrà utilizzato anche nella Spagna islamica.
  • La grande eredità della cultura araba verrà accolta dall'occidente grazie a traduttori di diversa provenienza che si stanziarono nei punti di contatto fra mondo Islamico e l’Europa: Spagna e Italia del sud.

Scuola di Toledo

  • Non un vero e proprio istituto didattico, semplicemente un gruppo di traduttori.
  • Uno dei più importanti centri di traduzione dell'occidente.
  • Tantissimi traduttori si spostavano anche alla ricerca di testi originali come l’Almagesto di Tolomeo (tipo Gerardo da Cremona).

Gerardo da Cremona

  • Si sposta a Toledo alla ricerca dell’Almagesto in versione ebraica.
  • Il più produttivo traduttore dell’epoca: tradusse dall’arabo opere di geometria, astrologia, aritmetica, algebra, filosofia e medicina.

Scuola Salernitana

La più importante scuola di medicina dell’occidente.

Costantino l’Africano

  • Si ferma nel centro di medicina di Salerno, il più importante, per tradurre opere di medicina. I testi di Costantino erano testi di riferimento per la scuola medica salernitana.
  • Criticato per il suo metodo di traduzione: si “appropriava” del testo tradotto riassumendolo, parafrasandolo e omettendo parti dell’originale.

Tradurre il sacro nel medioevo

La traduzione della Bibbia è vista come trasgressione, a maggior ragione se quest’ultima...

Anteprima
Vedrai una selezione di 11 pagine su 50
Teoria e prassi della traduzione dell'interpretariato di conferenza  Pag. 1 Teoria e prassi della traduzione dell'interpretariato di conferenza  Pag. 2
Anteprima di 11 pagg. su 50.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Teoria e prassi della traduzione dell'interpretariato di conferenza  Pag. 6
Anteprima di 11 pagg. su 50.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Teoria e prassi della traduzione dell'interpretariato di conferenza  Pag. 11
Anteprima di 11 pagg. su 50.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Teoria e prassi della traduzione dell'interpretariato di conferenza  Pag. 16
Anteprima di 11 pagg. su 50.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Teoria e prassi della traduzione dell'interpretariato di conferenza  Pag. 21
Anteprima di 11 pagg. su 50.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Teoria e prassi della traduzione dell'interpretariato di conferenza  Pag. 26
Anteprima di 11 pagg. su 50.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Teoria e prassi della traduzione dell'interpretariato di conferenza  Pag. 31
Anteprima di 11 pagg. su 50.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Teoria e prassi della traduzione dell'interpretariato di conferenza  Pag. 36
Anteprima di 11 pagg. su 50.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Teoria e prassi della traduzione dell'interpretariato di conferenza  Pag. 41
Anteprima di 11 pagg. su 50.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Teoria e prassi della traduzione dell'interpretariato di conferenza  Pag. 46
1 su 50
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ElisaCanevarolo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia e teoria della traduzione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Zangrandi Silvia.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community