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Tecniche espressive dell’ita

1 concetto: espresso in + modi.: codice linguistico numeroso + modi.

Es: x è intelligente = è un’aquila (acutezza d'ingegno)”, “Ha molto sale in zucca” → espressione figurata di un linguaggio di tipo popolare, colloquiale  un’immagine figurata della zucca e le si aggiunge il sale: ma perché? Il sale è qualcosa che dà sapore, e sapidità, quindi l’idea di avere sapore, di essere sapido, = dire qualcosa di profondo, di essere interessanti.

 La zucca invece viene per indicare la testa = luogo dove sta il cervello. Per un’analogia morfologica, la zucca è uno di quegli elementi della natura utilizzati per rappresentare la testa, la sua forma tonda (ma anche per indicare una testa dura, una persona testarda: “ma che zuccone che sei!”).

Ma, non tutti i testi sono adeguati a ogni tipo di situazione comunicativa: in quei casi si attueranno delle traduzioni endolinguistiche.

Senso e testo: “Un senso = tanti testi”

Langue e parole vengono utilizzati in concezione saussuriana.

Interazione com: intenzione comunicativa =: intentio dicendi: globale, perché si compone di 2 intenzioni:

  • Semantica = ciò che si vuole dire
  • Pragmatica = perché lo si vuole dire

Ma il mittente può realizzare il senso in + modi: una stessa cosa può essere detta attraverso una scelta amplissima di str linguistici, che mediano lo stesso senso in testi div fra loro.

“ho sete”: + intenz prag: si vorrebbe fermare/ si allontana/invito per andare al bar, / semplicemente non vuole ottenere niente. L’interlocutore deve capire la mia vera intenzione.

= SPETTA AL DESTINATARIO DECODIFICARE IL SENSO IN 1 TESTO (realizzato dal mittente).

Ma nello scritto la comunicazione potrebbe non avvenire/ comprensione di 1 senso div: lo legge e lo filtra attraverso la sua sensibilità, cultura, competenze linguistiche, capacità di ragionare, modalità di pensiero ecc. (CONTESTO).

IL TESTO È DIVERSO DA SENSO. C’è un'oscillazione tra il polo del mittente e il polo del destinatario.

1 senso mediato in + testi e 1 testo ha + sensi sul piano pragmatico (intenzioni pragmatiche diverse).

Es: "Sei tornato tardi ieri sera.” → Frase detta da una madre al figlio che è tornato tardi 

  • Problema interpretativo laddove il figlio coglie una sfumatura di rimprovero perché la madre è stata male, si è preoccupata
  • La madre non si è per nulla preoccupata e pronuncia questa frase pour parler, per attaccare bottone = ci possono essere + interpretazioni = ambiguità comunicative.

Il testo non è lo specchio del senso, ma è UNO DEI POSSIBILI SPECCHI DEL SENSO.

Dal senso al testo

Fattori interni al locutore

  1. L’intenzio dicendi  strutt del testo
  2. Capacità espressiva del locutore  istruzione, età, competenze specialistiche di vario tipo, carattere, (fattore interno al mittente, gli altri sono esterni).

Fattori esterni

  1. Condizionamento del codice: le lingue non sono tutte uguali: ci sono lingue + o meno ricche sul piano sintattico-morfologico: ciò può incidere allo stesso modo della storia di una stessa lingua. Ci sono lingue in grado di coprire uno spettro di dicibilità estremamente ampio, e altre che ricoprono un campo di dicibilità + limitato. Alcune lingue hanno parole per esprimere l’astratto/ parole della filosofia. Ogni lingua ha una sua NATURA (fatta strutturalmente in un certo modo) e ha certe CARATTERISTICHE: dunque l’uso di un codice linguistico condiziona il passaggio dal senso al testo. (:lingua limitata/no)
  2. Condizioni esterne oggettive: dove avviene la comunicazione o richieste nella comunicazione:
    • Spazio / tempo = posso dire un contenuto concettuale nello spazio di una cartella (foglio dattiloscritto): es. testata giornalistica in cui ci sono concesse solo 2 colonne da riempire → può quindi essere uno spazio limitato ma non deve cambiare il senso di ciò che voglio dire. Allo stesso modo il tempo: bisogna calibrare il passaggio dal senso al testo con il tempo che si ha a disposizione.
    • Situazione sociale della comunicazione = registri linguistico-espressivi. La tipologia di destinatari comunicazione. Es. la prof sta parlando a noi: c’è quindi una docente mittente e gli studenti riceventi. Il mittente si rivolge a noi per emettere dei contenuti culturali/didattici. Bisogna trasmettere dei contenuti di una certa disciplina, il cui sapere magari lo conosciamo solo in parte / per nulla: noi capiamo in base alla nostra esperienza di parola. Allora questa situazione sociale ha a che fare col modo in cui la docente elabora il suo testo, cioè la sua lezione (questa elaborazione cambia se la docente stesse facendo lezione a una classe di 5 elementare rispetto a degli studenti universitari del 2 anno). = COSTRUZIONE DI UN TESTO IN MODO CHE SIA ADEGUATO AI RICEVENTI = loro situazione sociale-comunicativa.
    • Bisogna parlare sempre in modo rispettoso del pubblico: importanza del rispetto del “tu” nella comunicazione = retorica classica.
    • Canale = se la comunicazione avviene in modo scritto / orale = varietà diamesica, → L’Ita, nel corso della storia, ha avuto dei problemi grandissimi a livello della comunicazione scritta e orale. Quindi il canale influisce molto sul passaggio dal senso al testo.

Il senso si media attraverso una pluralità di testi: chiamiamo tecniche espressive i vari modi in cui uno stesso senso può essere elaborato testualmente, tenendo presente che tutte le elaborazioni tendono allo stesso fine: la massima efficacia dell’atto comunicativo.

La traduzione

  • Non sempre è esistita, basti pensare alla volgarizzazione dei testi latini durante il Medioevo. La traduzione intesa come “parola-per-parola” (traduzione ad verbum) è nata dal Rinascimento, poi fortificata dalla fine del 700.
  • Tradurre: trasporre un testo da una lingua ad un’altra. (idea limitata, sia dal punto di vista storico che culturale.) Storico, ‘tradurre’ da trans ducere = ‘condurre al di là’, ‘portare da una lingua all’altra’. Ma il concetto di traduzione o come comunemente viene intesa è moderno: non esisteva nella cultura classica, nella cultura medioevale, nelle quali la traduzione era concepita come rifacimento, o interpretazione, di un testo in un’altra lingua: ciò che veniva tradotto era il ‘nucleo’ non le singole parole una di seguito all’altra. Rinascimento/16 sec: problematica consapevolezza della complessità del procedimento traduttivo e si dibatte, ad ESo, sulle prerogative, i limiti e i vantaggi della traduzione ad verbum (parola per parola) o della traduzione libera, ‘a senso’. Risale comunque all’incirca alla fine del 700, per svilupparsi nel secolo successivo soprattutto nell’ambito della filologia tedesca, il concetto di traduzione come trasposizione speculare da una lingua all’altra, parola per parola. Ma si tratta di un concetto privo di valore scientifico: la traduzione è un meccanismo estremamente fluido, schematizzabile nei termini di un = percorso che parte da un testo A in lingua A (testo di partenza), risale al senso e realizza questo senso in un nuovo testo B in lingua B (testo di arrivo): il traduttore deve risalire al senso dal testo A e riportarlo nel testo B. Nella traduzione è sempre necessario, quindi, risalire al senso.

Questo vale per le 3 tipi di traduzioni: interlinguistiche, endolinguistiche (passando da un registro A a un registro B), semiotiche testo A → senso → testo B.

Processo alla base dei principali tipi di traduzione

  • Interlinguistica = da una lingua all’altra. + diffuso: passaggio tra d cod linguistici ma stesso senso. L’osservazione preliminare circa l’impossibilità della traduzione parola per parola si giustifica con il fatto che ogni codice usa strutture intermedie diverse.

ES: il valore delle parole è sintattico, a motivo della scarsa morfologia; all’opposto, nelle lingue a flessione nominale, come la maggior parte delle lingue indoeuropee, il valore delle parole è morfologico. Esiste, 1 solo modo di tradurre: interpretare il senso di un testo e ricomporre il testo nell’altra lingua tale da produrre lo stesso senso.

I nomi alterati danno un ESo della complessità della traduzione interlinguistica: mangiucchiare non esiste in francese. Il contesto può suggerire, nel codice ita, quale sia il senso: “mangiare svogliatamente”, “distrattamente” o altro; raggiunto il senso del testo è possibile ricomporre il testo francese su quell’idea, secondo gli str del francese, che non comprendono i nomi alterati.

  • (Inter)Semiotica = da un’opera letteraria a un’opera cinematografica (importante il ruolo dello sceneggiatore, capace di effettuare questo atto traduttivo). Nell’atto di descrizione di un’opera d’arte si compie un atto semiotico (dal linguaggio dell’arte figurativa a linguaggio verbale). È una traduzione in cui si passa da un codice di linguaggio ad un altro: da un testo A in un certo codice comunicativo al testo B con lo stesso senso, ma in un altro codice comunicativo. Lo stesso tipo di passaggio avviene dal linguaggio prossemico al testo linguistico (e viceversa): “ha fatto segno che non gliene importa” può essere la traduzione verbale di un gesto come l’alzata di spalle.
  • Endolinguistica = da un testo A in lingua A ad un testo B sempre in lingua A.

Es. parafrasi di un testo, le sintesi//amplificazione/ dal servizio del telegiornale al testo dei titoli (striscia delle notizie che hanno lo stesso contenuto concettuale ridotto a poche parole, le + significative).

= “cioè, volevo dire, per meglio dire, per così dire, … = si riduce un testo già detto in un altro modo attraverso queste formule tipiche della funzione metalinguistica del linguaggio (metalinguistico = lingua che parla della lingua). Le forme di traduzione endolinguistica di cui normalmente facciamo uso sono moltissime, : div modi e costrutti sintattici, stesso senso la variazione sinonimica e perifrastica; la varietà di registro, per cui un enunciato espresso in un registro formale può essere tradotto in un registro familiare-colloquiale e viceversa; la comunicazione fonetica, per cui posso tradurre un testo prosastico in versi / esprimere un qualsiasi concetto attraverso strutture rimiche e ritmiche (è spesso il caso dei proverbi e degli slogans…); le figure retoriche (tropi e figure propriamente dette) per cui posso tradurre l’espressione ‘Mario è intelligente’ ‘Mario è un’aquila’, / ‘Mario è un cervellone’, / ‘Mario è un Einstein’ ecc ecc.

Nozione saussuriana di langue e parole

Langue = patrimonio mnemonico virtuale (potenziale) di una lingua; è una struttura fissa: insieme di tutti i meccanismi (regole, che non dipendono dal singolo individuo) che fanno funzionare una lingua; è un fenomeno sociale: comune alla comunità dei parlanti di una data lingua. Chomsky ha preferito definire la langue una competence, quindi una competenza linguistica.

Parole = attualizzazione (messa in pratica) della langue, atto concreto, individuale della comunicazione, è l’aspetto creativo variabile del linguaggio: soggetta a oscillazioni a livello fonetico, semantico, stilistico. Chomsky = performance, dove c’è un aspetto di messa in pratica.

Schema della comunicazione (R. Jakobson, 1960)

Jakobson in un famoso congresso ha rinnovato uno schema della comunicazione. Lo schema di Bühler aveva individuato 3 componenti dall’interno dell’atto comunicativo. Jakobson elabora uno schema della comunicazione che si compone di 6 fattori ai quali corrispondono 6 funzioni.

Funzione = le funzioni comunicative si stabiliscono sulla base del peso che ciascuno di questi elementi ha dentro un messaggio. In base al peso maggiore su cui cade la comunicazione io avrò diverse funzioni assolte dal messaggio.

  1. Mittente → Funzione EMOTIVA (espressiva/soggettiva) = un messaggio ha una funzione emotiva quando il peso della comunicazione, il suo intento, cade sul mittente. Pertanto il messaggio sarà caratterizzato dalla comunicazione ricca della soggettività e reattività rispetto a un dato della realtà (pareri, propria interpretazione, idee, pareri, …): in primo piano c’è l’io che dice qualcosa rispetto alla realtà.

ES: Oddio! È il 12 Ottobre! = Sto mettendo in evidenza la MIA REAZIONE in merito a una data di calendario → il messaggio è incentrato sulla soggettività del mittente. È quindi un messaggio emotivo.

  • Interiezioni (ahimè!); aggettivi e avverbi che segnalano il punto di vista soggettivo (Mario ha arredato splendidamente la sua casa; Che bel panorama!).
  • 1 persona (non è che se un testo è in prima persona è necessariamente di funzione emotiva), dall’uso di pronomi o aggettivi possessivi (mio, mia...).
  • Modo Congiuntivo → è il modo della soggettività, è la messa in rilievo della mia soggettività. (penso sia simpatico)
  1. Contesto (Referente) → Funzione REFERENZIALE = la comunicazione è incentrata sul contesto/referente: realtà oggettiva.

Es: testi di cronaca/storici/informativi/verbali = riferire intorno a un dato oggettivo e in modo neutrale. 3 persona, modo indicativo (modo della realtà). Oggi piove.

  1. Destinatario → Funzione CONATIVO (conor = sforzarsi) - SUASORIA (suadere, PERSUASIONE): testi pubblicitari/d’istruzione/ricettari/comizi elettorali/leggi.
  • 2 persona: il destinatario, x fargli fare o non fare qualcosa.
  • Comandi/divieti, è meglio fare (= ti suggerisco di …), è preferibile; bisogna; ti consiglio, conviene, occorre, …
  • Imperativo (non necessario né esclusivo per conferire al messaggio una funzione suasoria).
  • Vocativo e i pronomi di seconda persona.

Prime 3 funz quasi sempre copresenti, ma c’è sempre 1 F DOMINANTE.

  1. Codice → Funzione METALINGUISTICA = il codice riguarda la lingua in cui il messaggio è comunicato (= codice linguistico). :la lingua stessa.

Libri di grammatica, vocabolario traduzione endolinguistica (cioè, vale a dire) stiamo attivando un messaggio metalinguistico, così come quando parliamo dell’etimologia.

  1. Messaggio → Funzione POETICA = riguarda il testo stesso nella sua interezza, il messaggio. (i n t e r e s s ò d i + J a k o b s o n) = proiezione del principio di equivalenza dall’asse della selezione (PARADIGMATICO) all'asse della combinazione (SINTAGMATICO).

Es. forma idiomatica (= modi di dire).

Andare dalle stelle alle stalle (alto e basso) 

Per un richiamo di coesione fonetica → stelle e stalle hanno solamente un fonema diverso (e-a), così come dalle-alle. C’è un ritmo e una rima. Il criterio della scelta è tutto interno alla linea sintagmatica, in modo che ci siano rapporti EUFONICI, ARMONICI, MELODICI = tutto ciò che in un certo senso crea poesia. La costruzione del messaggio avviene attraverso scelte determinate dai rapporti (ritmici, fonetici….) che intercorrono tra un sintagma e un altro presente sulla linea sintagmatica, per un testo caratterizzato da armonia, eufonia, effetti ritmici e rimici…

  • Mitsubishi mi stupisci → il messaggio non ha contenuto, la campagna pubblicitaria ha utilizzato il verbo “stupisci” perché foneticamente richiama il nome del brand Mitsubishi.
  • Volere è potere.
  • Detto fatto.
  • Sano e salvo → 2 aggettivi bisillabi, quasi uguali foneticamente.
  • Veni vidi vici → tramandato da leggende storiche, risalente al periodo di Giulio Cesare: io sono venuto, ho visto come stavano le cose, ho portato a compimento la mia missione. La funzione dominante è indubbiamente quella poetica: 3 bisillabi allitteranti. La funzione pragmatica invece non corrisponde alla poetica: la ragione per cui Cesare ha inviato questo telegramma è infatti diversa dal contenuto, è un avviso mandato al senato in cui esprime come agisce lui → c’è una funzione referenziale perché si tratta di un testo che informa, un annuncio. La funzione ultima pragmatica è pertanto referenziale. Era un messaggio indubbiamente suasorio, era un monito = un avvertimento. La funzione sul piano della costituzione verbale del testo è poetica, mentre sul piano pragmatico prevale la funzione SUASORIA.
  • I like Ike (Dwight Eisenhower) → ci troviamo in un contesto di elezioni elettorali, e il soprannome di Eisenhower era Ike: pertanto sul piano della costituzione del testo prevale la funzione poetica che funge da slogan.

Le forme idiomatiche si fondano su dei richiami fonetici e metrici, che generano una vicinanza ritmico-fonetica.

  1. Canale o contatto → Funzione FÀTICA (dal latino for-faris, parlo, dico) = il canale definito da Jakobson come mezzo/strumento fisico-materiale e/o psicologico = messa in contatto tra il mittente e destinatario → es. Caro …/ Gentili Studenti /1, 2, 3 prova prova…/mi capisci? ci siamo? attenzione prego! Mi sentite?

I due grandi canali sono la scrittura e l’oralità. Messaggio il cui contenuto cade sul canale/contatto.

Compresenza e gerarchia delle funzioni: il concetto di funzione dominante

La funzione dominante  struttura verbale di un messaggio e corrisponde all’intenzione pragmatica del locutore: scopo per cui invia un messaggio, la finalità per cui dice una determinata cosa.

  • ES: Oh che bella giornata oggi! FUNZIONE DOMINANTE EMOTIVA: oh! = stato d’animo positivo rispetto alla realtà di una giornata serena, di bel tempo, / di una giornata in cui sono successe delle cose belle. + dico (informo, riferisco) che la giornata odierna è serena, di bel tempo…, per cui il mio enunciato assolve anche una funzione referenziale; e ancora, invito il destinatario a considerare, a convenire con me della bellezza della giornata…, per
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lizdit di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecniche espressive dell'italiano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Girardi Maria Teresa.
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