ROMEO CASTELLUCCI & THOMAS OSTERMEIER
● Entrambi si rifanno a dei testi, ma dandogli una chiave di lettura molto personale ed
eversiva con il fine di scioccare lo spettatore.
● Entrambi sono connotati da una predisposizione autoritaria con l’attore.
Si distinguono perché Ostermeier va verso una regia interpretativa mentre
Castellucci va verso una regia creativa, dove si lavora per decostruzione.
● Entrambi vivono lo spettacolo come una scrittura scenica ed è essenziale la relazione
con lo spettatore che deve costruire quello che vede, poiché non è ovvio.
● Entrambi sono mossi da un bisogno che caratterizza l’artista contemporaneo:
rispondere ad una crisi tramite la provocazione: si provoca lo spettatore per
generare in lui un senso d’indagine e quesito.
● Permane una traccia di personaggio in entrambi i registi ma gli viene data una
connotazione reale, umana e contemporanea.
● In entrambi ci sono aspetti di Brecht:
- Teatro epico e politico: rendere poetico anche ciò che non lo è;
- Teatro metaforico e simbolico di forte impegno sociale
- Rivoluzione della scrittura scenica, la prima azione non viene solo dall’attore
- Luce e musica hanno un ruolo importante ed acquisiscono una funzione
diegetica;
non parlano ai personaggi ma agli spettatori di cui evocano uno stato d’animo
● I due registi portano a teatro il tempo reale e violento della vita quotidiana e a loro
contemporanea
● Vedono lo spettacolo come un evento: la differenza la fa lo spettatore che c’è davanti,
il suo background => l’importanza è la provocazione dello spettatore
● Riprendono anche il realismo che sfocia nell’astrazione, una recitazione autentica =>
si vede anche l’attore e non solo il personaggio
THOMAS OSTERMEIER
Si definisce il figlio dei grandi padri della regia.
Dal 1999 è direttore dello Schaubuhne, teatro statale di Berlino.
Si parla di:
● Medialità: dato che il regista stesso è ossessionato dalla presenza della live camera
sul palco, perché consente di dare più punti di vista
● Materialità: in ogni suo spettacolo si individua un elemento materiale e concreto.
Tratti distintivi del suo teatro:
- Gioca con elementi come acqua, terra e liquidi;
- È un teatro rimodulabile, non riconducibile al teatro all’italiana, a causa dell’assenza
della quarta parete;
- Porta in scena i contemporanei inglesi degli anni ’90, con scene di pornografia e
raffiguranti stupri;
- Filologicamente lascia sempre la traccia dell’opera originale senza appropriarsi di
sensi che non ci sono;
- Ammette di essere prepotente nella messa in scena; per lui è una cura mettere in
scena spettacoli in chiave sociale e politica.
OPERE:
Hamlet (2009)
● Il fondale è fatto di tripolina, cioè di metallo e tessuto;
è un materiale plasmabile dove si può proiettare bene.
Il regista passa dal proiettare filmati dell’infanzia, a video in bianco e nero, fino a
video normali:tecnica che rende bene gioco alle riprese live sul palco;
● Lo spettacolo si apre con la scena della sepoltura del padre di Amleto, per dare
senso al palcoscenico che è ricoperto da kg di terriccio fresco: ci si trova in un
cimitero;
● Tutta l’opera è ambientata in un cimitero, più precisamente sopra un
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Teatro
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