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Cosa intendiamo per “sviluppo”?

Lo sviluppo è costituito dalle dinamiche di quel processo di cambiamento che comincia con il concepimento e si dipana lungo tutto l’arco della vita.

Prospettive storiche sull’infanzia

  • Prospettiva del peccato originale: sostenuta nel Medioevo, consiste nell’idea che i bambini appena venuti al mondo siano creature malvagie e che l’educazione abbia lo scopo di rimuovere il peccato dalla loro vita.
  • Prospettiva della tabula rasa: l’idea, proposta da Locke, sostiene che i bambini siano come delle “tavolette raschiate” su cui agisce in maniera determinante l’educazione e l’esperienza.
  • Prospettiva della bontà innata: l’idea, presentata dal filosofo Jean-Jacques Rousseau, sostiene che i bambini siano innatamente buoni.

Nel corso dei secoli la nostra visione dell’infanzia è cambiata sostanzialmente: oggi noi concepiamo l’infanzia come un periodo molto ricco di avvenimenti che pone le basi della vita adulta ed è completamente distinta da essa.

Lo studio moderno dello sviluppo infantile

L’approccio alla psicologia umana passa da una prospettiva strettamente filosofica a osservazioni ed esperimenti sistematici.

Alfred Binet

  • Compiti per studiare l’attenzione e la memoria.

Arnold Gesell

  • La cupola fotografica permette di fare osservazioni non intrusive; lo sviluppo dipende da fattori biologici e maturazionali.

G. Stanley Hall

  • Lo sviluppo si dispiega attraverso stadi qualitativamente diversi.
  • Sigmund Freud e Jhon Watson predominano la prima metà del ventesimo secolo. Tra il 1920 e il 1930, la teoria comportamentista di John Watson (1928) influenza il modo di pensare l’infanzia. Egli sosteneva che il comportamento dei bambini possa venir trasformato in qualunque cosa la società a cui essi appartengono desideri, attraverso l’osservazione e la modificazione dell’ambiente.

Epistemologia genetica

  • Il termine, coniato da James Mark Baldwin e ripreso da Jean Piaget, sta ad indicare lo studio dei modi in cui le conoscenze dei bambini cambiano nel corso del loro sviluppo.

L’immagine dell’infanzia e la cura del bambino

Salute e benessere, parenting e educazione sono influenzati dal contesto socio-culturale.

Contesto: i setting nei quali avviene lo sviluppo e che sono influenzati da fattori storici, economici, sociali e culturali nei quali avviene lo sviluppo.

Contesti fondamentali

Cultura: i tipi di comportamento, le credenze e tutti gli altri prodotti di un gruppo che sono trasmessi da una generazione all’altra, gli studi cross-culturali confrontano due o più culture e forniscono informazioni sul grado con cui lo sviluppo dei bambini è simile tra le culture o il grado con cui, invece, è cultura-specifica.

Etnicità: caratteristica basata su eredità culturale, nazionalità, razza, religione e linguaggio.

Status socioeconomico: si riferisce alla condizione sociale della persona e cioè della sua posizione all’interno della società, sulla base delle caratteristiche occupazionali, educative ed economiche.

Categorizzazione: basata sull’insieme di caratteristiche occupazionali, educative ed economiche della persona.

Genere: si riferisce alle caratteristiche delle persone come maschi e femmine.

I meccanismi del cambiamento agiscono dal concepimento e per tutta la durata della vita, lo sviluppo è il risultato dell’interazione di diversi processi – biologici, cognitivi e socio-emotivi.

Periodi di sviluppo

  • Periodo prenatale: il lasso di tempo compreso tra il concepimento e la nascita, della durata di circa 9 mesi.
  • Prima infanzia (infancy): il periodo evolutivo che va dalla nascita ai 18-24 mesi d’età circa.
  • Seconda infanzia (early childhood): il periodo evolutivo che va dalla fine della prima infanzia fino ai 5-6 anni d’età circa; talvolta è chiamato periodo prescolare.
  • Fanciullezza (middle and late childhood): il periodo evolutivo che va dai 6 agli 11 anni d’età circa; talvolta è chiamato periodo scolare.
  • Adolescenza: il periodo evolutivo che segna la transizione dall’infanzia all’inizio della vita adulta; comincia intorno ai 10-12 anni e finisce tra i 18 e i 22 anni.

Questioni relative allo sviluppo

Natura vs cultura (Nature/Nurture): implica il dibattito che cerca di stabilire se lo sviluppo è influenzato prima di tutto dalla natura o dalla cultura (Kagan & Herschkowitz, 2005; Lippa, 2005).

Nature: l’eredità biologica di un organismo.

Nurture: le influenze ambientali a cui è esposto un individuo.

I sostenitori della “natura” ritengono che l’influenza più significativa sullo sviluppo sia quella esercitata dall’eredità biologica; i sostenitori della “cultura” ritengono che siano le esperienze derivate dall’ambiente le più importanti.

Continuità vs discontinuità: questo dibattito è volto a determinare se lo sviluppo è costituito da cambiamenti graduali e cumulativi (continuità), o da fasi distinte tra loro (discontinuità).

Processi e periodi di sviluppo

Prime esperienze vs esperienze successive: il dibattito si concentra sulla misura in cui le prime esperienze (specialmente durante la prima infanzia) o le esperienze successive sono fattori-chiave nello sviluppo infantile. Le culture occidentali tendono a supportare l’idea che le prime esperienze siano più importanti di quelle successive, la maggior parte delle altre culture, invece, crede che siano più importanti per lo sviluppo le esperienze successive alla prima infanzia.

Dominio-generale vs dominio-specifico: dominio generale, lo sviluppo coinvolge simultaneamente e uniformemente tutto il sistema cognitivo mente: mela, mentre con il dominio-specifico, lo sviluppo avviene secondo modi e ritmi diversi nelle diverse aree della conoscenza mente: arancia.

Valutazioni sulle questioni legate allo sviluppo: molti studiosi dello sviluppo riconoscono che sarebbe poco saggio mantenere una posizione estremista nei confronti di questioni quali natura e cultura, continuità e discontinuità e prime esperienze ed esperienze successive. Lo sviluppo non può essere ricondotto unicamente alla natura o alla cultura, alla continuità o alla discontinuità, alle prime esperienze o alle esperienze successive (Gottlieb, 2004; Overton, 2004).

Le teorie dello sviluppo

Teorie psicoanalitiche: il significato reale di gran parte di ciò che pensiamo, sentiamo e facciamo è determinato in modo inconscio. Lo sviluppo è prevalentemente inconscio e influenzato dalla sfera emotiva, i comportamenti non sono altro che caratteristiche di superficie e per comprenderli è necessario analizzare i significati simbolici che la mente dà loro, vengono enfatizzate le prime esperienze con i genitori.

Lo sviluppo della personalità

Prima di S. Freud, si pensava che il comportamento dell’individuo fosse sotto il controllo delle sue facoltà coscienti e razionali, Freud ha sovvertito questa concezione: egli considera la personalità umana a un iceberg, di cui solo la parte superficiale è visibile. L’uomo nella concezione freudiana, è un essere in continua tensione verso il soddisfacimento dei propri impulsi.

Nell’ambito della psicologia dinamica lo studio dello sviluppo del bambino o della formazione della personalità poggia su alcuni presupposti teorici: la psiche è costituita da:

  • Inconscio: sede dei desideri, pulsioni inaccettabili o ripugnanti dal punto di vista morale.
  • Preconscio: inconsapevole o con uno sforzo cosciente di pensieri e ricordi accessibili ma che si attivano in maniera (avere sulla punta della lingua).
  • Conscio: stato di consapevolezza opera attraverso il pensiero logico e il linguaggio.
  1. Il sistema topografico (1 TOPICA) di descrizione della psiche.
  2. Il modello strutturale (Il TOPICA) di descrizione della mente.
  3. Tendenze libidiche e tendenze aggressive.
  4. Fasi dello sviluppo psicosessuale.

Il primo modello elaborato da Freud per descrivere l’apparato mentale è il modello topico: inconscio, preconscio e conscio. Presto Freud si scontra con i limiti del modello topografico: alcuni ricordi non possono essere riportati alla coscienza a causa dell’azione delle resistenze, determinate dall’utilizzo di meccanismi di difesa inconsci e pertanto inaccessibili.

Il modello topico risulta insufficiente a rappresentare il conflitto; i desideri e gli impulsi non sono in conflitto con il preconscio e il conscio, ma con le difese, inconsce anche loro. Il modello strutturale (Es, Io e Super-Io) si rivela più efficace nella descrizione del conflitto psichico fondamentale, che risulta essere tutto inconscio tra difese e pulsioni. Il conflitto è intrapsichico e tra istanze diverse, ma comunque inconsce. L’Io è composto allora sia da elementi consci che inconsci. Questo porta Freud ad elaborare il modello strutturale tripartito di Io, Es e Super-Io. (L’Io e l’Es, 1922).

  • IO Conscio: organo esecutivo della psiche: prende decisioni ed integra i dati percettivi.
  • IO Inconscio: responsabile dei meccanismi di difesa, utilizzati per contrastare le pulsioni istintuali che albergano nell’Es, quali sessualità e aggressività.
  • ES Inconscio: sede delle pulsioni istintuali tende esclusivamente alla scarica della tensione, è controllato sia dall’Io che dal Super-Io.
  • SUPER-IO: sia conscio che inconscio.
  • Coscienza morale: prescrive (cosa non fare).
  • Ideale dell’IO: prescrive (cosa fare).

La sessualità infantile

La sessualità infantile: formazione del sintomo in due tempi i conflitti attuali ed i sintomi erano invariabilmente legati ad eventi della prima infanzia, ad episodi traumatici avvenuti prima dei 6 anni, ed in particolare episodi traumatici di carattere sessuale.

Teoria della seduzione infantile: alla radice di ogni nevrosi c’è l’introduzione prematura della sessualità nell’esperienza del bambino; questa però acquista significato solo con la pubertà; le nuove intense sensazioni adolescenziali riaccendono i ricordi creando una forte pressione che produce sintomi nevrotici.

Dalla teoria del trauma reale alla teoria della sessualità infantile (1897)

Freud si accorge che trauma all’origine dei sintomi non doveva essere necessariamente avvenuto: gli impulsi, le fantasie ed i conflitti alla base dei sintomi nevrotici non derivavano da eventi reali e da influenze esterne, ma dalla mente del bambino stesso. Nell’infanzia di tutti gli uomini e di tutte le donne domina una sessualità conflittuale; in quella dei futuri nevrotici la sessualità si avvicina molto alle perversioni. Ma perché la sessualità costituisce una causa così importante di difficoltà? Per rispondere a questo sviluppa la teoria delle pulsioni e la teoria della sessualità infantile (Tre saggi sulla teoria sessuale, 1905) si fonda sul concetto di pulsione: l’evoluzione della sessualità può essere descritta come una sequenza di fasi psicosessuali, attraverso le quali diverse parti del corpo e le fasi libidiche associate ad esse diventano dominanti descritte in 5 fasi:

  1. Fase orale: il piacere del neonato si concentra nella bocca (nascita- 1 anno).
  2. Fase anale: il piacere del bambino si concentra nell’ano (1 anno- 3 anni).
  3. Fase fallica: il piacere del bambino si concentra nell’area genitale (3 anni- 5 anni).
  4. Fase di latenza: il bambino reprime i suoi istinti sessuali e sviluppa abilità sociali e intellettuali (5 anni- inizio pubertà).
  5. Fase genitale: un periodo di risveglio sessuale, la fonte del piacere diventa qualcuno al di fuori della famiglia (adolescenza).

La sessualità adulta, matura, non inizia come genitalità, ma segue il percorso descritto ed appare inizialmente come sensualità diffusa, collocata in diverse parti del corpo, stimolata dalle molte, diverse attività dei primi anni di vita. Gli impulsi, le forme della sessualità infantile permangono anche in quella matura in forma camuffata (sintomi), non camuffata (perversioni), preliminari o, infine, in forme di gratificazione sublimate, inibite nella meta.

Il conflitto psichico

Freud diede una fondamentale importanza nella strutturazione della personalità a tutto ciò che rimane escluso dalla coscienza: quella che consideriamo la nostra mente non è che una piccola parte di essa. Il significato reale di gran parte di ciò che pensiamo, sentiamo e facciamo è determinato in modo inconscio. La sostanza della personalità è fatta di pulsioni e di difesa contro queste; il nostro comportamento è il risultato del gioco dialettico tra impulsi e difese.

La scienza e lo studio dello sviluppo infantile

L’importanza della ricerca sullo sviluppo infantile

  • Il ruolo degli approcci prescientifici o pseudoscientifici.
  • L’approccio basato sulla ricerca scientifica (il metodo scientifico): concettualizzare il problema, raccogliere dati, trarre conclusioni, rivedere i risultati della ricerca e la teoria.

L’approccio basato sulla ricerca scientifica

Teoria: un insieme di idee legate tra loro in maniera coerente, che aiuta a spiegare un fenomeno e a fare previsioni.

Ipotesi: una supposizione o una previsione specifica che può essere verificata per determinarne l’accuratezza.

Teorie psicoanalitiche

Lo sviluppo è prevalentemente inconscio e influenzato dalla sfera emotiva. I comportamenti non sono altro che caratteristiche di superficie e per comprenderli è necessario analizzare i significati simbolici che la mente dà loro. Sono enfatizzate le prime esperienze con i genitori.

Teoria psico-sessuale di Freud

La personalità ha tre strutture:

  1. ID (Es): consiste di istinti che rappresentano la riserva individuale di energia psichica.
  2. Ego (Io): ha a che fare con le esigenze della realtà.
  3. Superego (Super Io): il lato morale della personalità.

Ascoltando, interrogando e analizzando i suoi pazienti, Freud si convinse che i loro problemi erano il risultato delle prime esperienze di vita. L’individuo passa attraverso cinque fasi di sviluppo, nelle quali il piacere è legato ad una parte del corpo piuttosto che ad altre (bocca, ano, genitali). La personalità adulta è determinata dal modo in cui risolviamo i conflitti tra queste prime fonti di piacere e le esigenze imposte dalla realtà.

Fasi dello sviluppo

  • Fase orale: il piacere del neonato si concentra nella bocca.
  • Fase anale: il piacere del bambino si concentra nell’ano.
  • Fase fallica: il piacere del bambino si concentra nell’area genitale.
  • Fase di latenza: il bambino reprime i suoi interessi sessuali e sviluppa abilità sociali e intellettuali.
  • Fase genitale: un periodo di risveglio sessuale; la fonte del piacere sessuale diventa qualcuno al di fuori della famiglia.

Molte teorie psicanalitiche contemporanee si concentrano più sulle esperienze culturali, in quanto determinanti per lo sviluppo dell’individuo, che sugli istinti sessuali. L’inconscio rimane un elemento fondamentale, ma molti psicanalisti contemporanei sono convinti che il pensiero cosciente sia più importante di quanto Freud credesse.

Teoria psico-sociale di Erikson

Stadi psico-sociali (non psico-sessuali) riflettono la natura sia sociale che sessuale dello sviluppo. Erikson enfatizza il cambiamento nell’arco della vita attraverso otto fasi di sviluppo, ciascuna delle quali mette l’individuo di fronte ad una crisi che deve essere risolta. Freud vede le prime esperienze come più importanti rispetto a quelle successive. Erikson enfatizza l’importanza tanto delle prime quanto delle esperienze successive.

  • Fiducia di base/sfiducia di base: 1º anno di età, il senso di fiducia richiede un senso di benessere fisico e l’assenza di paura e apprensione nei confronti del futuro. Provare fiducia nei primi mesi di vita consente all’individuo di credere che il mondo sia un luogo buono e piacevole in cui vivere.
  • Autonomia/vergogna o dubbio: 2-3 anni di età, i bambini cominciano a capire di essere i fautori del proprio comportamento. Iniziano a far valere la propria autonomia e indipendenza, se puniti o limitati sviluppano un senso di vergogna o dubbio.
  • Iniziativa/senso di colpa: anni prescolari, in questa fase viene chiesto ai bambini di essere responsabili. Lo sviluppo del senso di responsabilità aumenta l’iniziativa. In questa fase, è possibile che si manifesti il senso di colpa se il bambino non riesce ad essere responsabile.
  • Industriosità/senso d’inferiorità: anni della scuola elementare, la fine dell’infanzia è il momento in cui i bambini sono più entusiasti verso l’apprendimento. Il rischio durante gli anni delle elementari è che il bambino sviluppi un senso d’inferiorità, sentendosi incapace e poco produttivo.
  • Identità/confusione di identità: anni dell’adolescenza, gli adolescenti si trovano ad affrontare molti nuovi ruoli e status propri dell’età adulta. L’adolescente svilupperà un’identità positiva nel momento in cui riesce ad esplorare questi ruoli in maniera sana. Sarà invece confuso sulla propria identità nel momento in cui i genitori lo forzino ad assumere una particolare identità, in cui non riesca ad esplorare adeguatamente certi ruoli o a cui non venga definita una strada positiva per il futuro.
  • Intimità/isolamento: prima fase dell’età
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mi1234567890000000000000000 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di L'Aquila o del prof D'Amico Simonetta.
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