Storia medievale – 2022/23 – UniPd
Secondo semestre – Prof. Maria Teresa Dolso.
Lezioni: Sala Giotto, Multisala Pio X - Lunedì, Giovedì, Venerdì 12:30-14:00.
27/02 Lezione 1
Parte generale --: manuale Il Medioevo si va per tematiche. ‘200.
Parte monografica libro della prof, sul basso Medioevo, secolo del e ordini mendicanti, parti di lettura di fonti --: libro di Antonio Rigon.
23 marzo non c’è lezione, 5 lezioni prof Lombardo, dal 24/03 lezione rinascita culturale, poi –31/03, 3/04, 14/04 papato duecentesco, università, rivoluzione culturale e Bonifacio VIII, –predicazione --: mezzo principale di comunicazione medievale ordini mendicanti forieri di modo per mettere in contatto l’Europa mettendo principi formativi per la religione questo, cristiana.
Tutto da studiare sull’università.
Lezioni con ospiti: con prof Donato Gallo 30/03, prof finlandese il 4/05, in inglese sulla predicazione, il 5 seminario suo su arte e predicazione. Forse anche un altro, lezione sull’epistolario di Caterina.
Università più antica dell’Italia è Bologna, del 1088 specializzata nel diritto. Quella di Padova è la seconda. –Mercoledì da 26/04 6 lezioni 12:30-14:30 laboratorio sulla Legenda Aurea dei Santi, scelta dei vari episodi nell’arte, in via degli Obizi.
Lezioni fino alla terza settimana di maggio.
Esame scritto su i volumi (non solo appunti), materiali su Moodle.
Slide con asterisco * sono importanti.
Introduzione alla storia medievale
- Pluralità delle opzioni possibili (storia non è solo una successione cronologica di eventi, ma posso seguire diversi percorsi).
- Carattere non preordinato degli eventi.
- Molteplicità dei percorsi (casata, istituzioni).
- Natura aperta delle vicende umane.
Fatti del passato poco ‘oggettivi’: è lo storico a ’prelevarli’ dal passato e farne oggetto di storia Fonti documento, base sulla quale si fonda il lavoro dello storico, ma è necessario riconoscere che ci sono delle zone grigie, zone che non ci lasciano vedere ma solo intuire.
Chi le ha scritte? Per volere di chi?
Res gestae/historia rerum gestarum*
- La storia, intesa come (i fatti), non può mai essere scissa dall’historia res gestae rerum gestarum, cioè dalla storia di quei fatti. Diverse interpretazioni sugli stessi fatti.
- La domande storiche non hanno mai, per definizione, una risposta univoca, ma corrispondono a diverse possibili ricostruzioni, a differenti percorsi possibili. (risposta agli interrogativi posti dallo storico, in base a questi si possono avere risposte diverse).
Medio Evo = età di mezzo*
Definizione nata successivamente.
- Definizione elaborata per individuare una fase del passato storico – nel nostro caso si tratta di – dell’Impero Romano 1000 anni considerata sostanzialmente come omogenea! Dalla caduta d’occidente a quella di Costantinopoli.
- Concetto venuto a maturare nel tempo.
- Periodizzare è un’operazione artificiale tesa a conferire un ordine artificiale al continuo fluire del tempo, per cercare di comprendere meglio il passato, creando non solo una cronologia che un ‘prima’ e un ‘dopo’ per singoli eventi, ma anche che sia suddivisibile in fasi stabilisca progressive.
Si può parlare di pluralità di Medioevi, ma è anche costruzione artificiale, non è cambiamento radicale della società, sono cambiati padroni e istituzioni. Ma c’è anche scorrere lento. Difficile pensare ad un’unità.
Concetto di lungo Medioevo, cambiamenti sostanziali che determinano la divisione.
Dall’età antica al Medioevo
- Rispetto alla situazione dell’impero romano, erano intervenuti moltissimi fatti nuovi, ma due soprattutto eclatanti:
- 1- Prima la capitale era stata traslata da Roma a Costantinopoli-Bisanzio; poi in Occidente vi era stata una discontinuità di oltre tre secoli della sede imperiale, fino a Carlo Magno (800). Il suo impero fu visto dai contemporanei e fortemente propagandato dai Carolingi come un ripristino di un ordine passato. --: riferito ai Romani.
- 2- Definizione cristiana dell’autorità pubblica, che comportò l’intolleranza verso le altre religioni e il ruolo fondamentale di ‘tutore’ della cristianità attribuito all’imperatore.
C’è stato un cambiamento l’autorità impone una religione di Stato e si fa garante della religione. Il potere politico garante di un’unità religiosa, con cui costruire la sua identità. Essa.
Quando si comincia a parlare di Medio Evo?
Inizia e finisce in momenti diversi nelle diverse parti d’Europa.
I medievali si consideravano membri della fine dell’età romana, padri della chiesa e anche eredi di Troia. Cronache ed eventi strutturati tra quest’idea.
Gli Umanisti alla fine del Trecento percepiscono una divisione netta. Ritennero che ciò che era stato prima di loro non fosse un’eredità classica, ma un periodo in mezzo.
- Nonostante le forti discontinuità col passato, gli uomini del Medio Evo avevano un’idea di una continuità dell’era romano-cristiana (come ben si evince dalle cronache cittadine, così come universali, che prendono le mosse dall’antichità romana).
- Tale idea cambia con l’umanesimo. La sensibilità verso il mondo classico conduce a percepire i secoli precedenti come una rottura rispetto a quel mondo. Si sviluppa un dualismo antagonistico tra classicità e non classicità.
Perché il giudizio negativo sul Medioevo? *
- Gli Umanisti individuano nel millennio medievale un’interruzione traumatica rispetto alla classicità che essi avevano ‘riscoperto’ e ‘ripristinato’.
- A ciò si aggiunge la Riforma luterana, che giudicava negativamente il Medioevo per il peso che vi aveva avuto la Chiesa di Roma. Portava a differenziazione tra le chiese, giudicano negativamente il periodo in cui la chiesa di Roma era stata al centro dell’Europa.
- Il Medioevo era così ‘anticlassico’ per gli Umanisti, ‘papista’ e ‘feudale’ per i riformati e i teorici degli stati ‘moderni’. Anche l’Umanesimo vede negativamente il Medioevo, anche se poi inizia a rivalutarlo.
I due volti dell’Illuminismo*
- Secondo Voltaire (1758), le ‘invasioni barbariche’ e il potere della Chiesa avevano promosso un’epoca di rozzezza, di violenze e di superstizione, imponendo una società fondata sul privilegio e sull’oppressione da cui l’Europa aveva iniziato a liberarsi solo nel secolo XVIII seguendo la ragione e la giustizia.
- Gibbon (1776) interpreta il millennio medievale come la storia di un lungo declino e della caduta dell’Impero Romano d’oriente (1453). Declino di costumi, morale, lingua.
- Dall’altra parte il XVIII secolo fu il periodo della grande erudizione storica: Ludovico Antonio Muratori, tra il 1723 e il 1751, diresse un imponente raccolta di cronache cittadine relative al periodo medievale (Rerum Italicarum Scriptores). Ma non si limitò alle cronache, approfondendo vari aspetti della cultura, della lingua, delle leggi e delle istituzioni medievali (Antiquitates italiciane Medii Aevi) Inizia la valorizzazione storiografica del Medioevo.
I due volti del Romanticismo*
- Nella nuova sensibilità e nel clima culturale del Romanticismo, si diffonde una nuova idea, fortemente ‘mitizzata’ del Medioevo. Rivalutazione e apologia del ruolo del primo cristianesimo, successo dei romanzi storici, ma anche Medioevo come periodo nel quale rintracciare le radici dello ‘spirito nazionale’, soprattutto nella cultura tedesca, ma anche in Italia grande interesse per le ‘libertà comunali’ (interpretazione nazionalistica).
- Medioevo degli storici: ricostruzione basata sulle fonti e sui documenti: nel 1826 compaiono i primi volumi di una grande e ancora oggi fondamentale collana: i Monumenta Germaniae Historica, che avrebbero pubblicato e continuano e pubblicare un’enorme quantità di cronache, leggi, diplomi, lettere e altri documenti relativi a tutta l’area europea.
Tra civiltà: romana, ‘barbarica’, cristiana.
Storia medievale come incontro
- In Europa la storia medievale è innanzi tutto la storia del lungo periodo in cui si incontrarono e scontrarono cultura e tradizioni romane, cristiane e barbariche, e in cui l’Europa venne altresì a contatto con la civiltà bizantina e con quella islamica in ambito mediterraneo.
Il Medioevo non è unitario, è un incontro di civiltà visto come continuo della civiltà romana, come sovrapposizione dell’entità barbarica, per quanto riguarda il diritto civile, nei nomi, toponomastica, creazione di città e civiltà cristiana. Si aggiunge anche la civiltà bizantina. Non sempre scontro, ma lunghi periodi di convivenza.
Parliamo di Europa medievale, questo concetto nasce per l’Europa poi si è espanso per dare contemporaneità ideologica in altri luoghi, che però non hanno cose in comune. Gli stati attuali non esistevano, si parla di aree: area tedesca/penisola iberica.
Come deve essere affrontato lo studio della storia medievale? *
- Considerazione dei diversi aspetti: storia sociale, religiosa, culturale, politica, economica, demografica.
- Cosa si intende per ‘storia politica’ nel Medio evo? La storia delle forme di convivenza fra gli uomini, dei contrasti/confronti con le forze in campo, delle strutture di governo. Si intende altresì la definizione dei poteri universalistici, dei poteri regionali e di quelli locali, di quelli ‘nazionali’.
Vari livelli di potere che convivono e si scontrano in alcuni posti: Impero con regioni e comuni all’interno/papato. Convivono, si sciolgono, cambiano.
- Attenzione alla compresenza di esperienza religiose unificanti, di organismi variamente ‘statuali’, di svariate sperimentazioni politico-sociali.
La religione era pervasiva dell’intera vita dei medievali. Rapporto tra la religione e la città. Intreccio a tutti i livelli e le istituzioni religiose erano anche politiche.
- Attenzione al quadro di informalità, divergenze tra normativa e prassi, prevalenza di consuetudini e comportamenti locali.
La compresenza di istituzioni fa sì che le norme sono diverse dalla realtà, perché ci sono diverse norme e poteri e consuetudini.
Perché è importante l’aspetto della storia religiosa nel Medioevo? *
- Il cristianesimo è fondamentale nella caratterizzazione del Medio evo tutti i livelli:
- Presenza fisica delle chiese (dalle pievi alle chiese cattedrali).
- Ruolo del vescovo. Fin dai primi secoli cristiani vennero attribuite al vescovo importanti competenze nell’amministrazione civile e giudiziaria della città.
- Ricchezza fondiaria delle chiese, che favorì l’interesse crescente della autorità pubbliche alla nomina del vescovi.
- Problema della tolleranza e della coercizione (a cominciare dalla coercizione a credere).
- Dissidi all’interno del mondo cristiano, tra la parte greca e quella latina.
I concili e il papa decidono i comportamenti nei confronti dei cittadini.
Spaccatura tra Roma e Grecia, oriente e occidente, data dalla religione.
2/03 Lezione 2
Uno dei filoni della storiografia medievale sono le grandi cronache. La storia è però problematizzazione, bisogna capire snodi e problemi es. Riforma chiesa, ragioni, motivi e ricadute su breve e lungo periodo.
Fonti nel libro di Rigon.
Fonti, molto importanti, qualsiasi testimonianza del passato giunta fino a noi.
Parte monografica di 20h.
Parte a domande chiuse su argomenti presenti nei PPT, non date precise; poi 3 definizioni con domande aperte; poi domande aperte partendo da una fonte: uno a scelta tra 3 testi con domande a cui rispondere. – –Importanti le vite dei Santi e identificarli. San Francesco stigmate, San Giorgio Drago.
Sant’Antonio membro dei Francescani, secondo canonizzato dopo Francesco. Cronache come di Antonio canonizzato dopo meno di un anno dalla sua morte, Francesco dopo 2 anni nel 1228.
Processo di canonizzazione per far divenire qualcuno santo. Inizia a esserci riconoscimento formale da parte della Chiesa. Anche queste molto importanti.
‘Scritture’ della storia: un viaggio tra le fonti documentarie e i loro autori
Fonti PPT Le della storia: un viaggio tra le fonti documentarie e i loro autori.
Le fonti*: La materia prima del lavoro storiografico, ogni prodotto della vita passata degli uomini che è rimasto a noi. Le fonti non sono i fatti, ma interpretazioni dei fatti.
Tipologia: fonti scritte e fonti materiali.
Carattere frammentario delle fonti*
- Scarsa diffusione della scrittura: crescendo dell’esigenza di alfabetizzazione che si realizzò su un arco plurisecolare, con impulso decisivo fra XII e XIII secolo.
- Problemi di conservazione: importanza del materiale di supporto (papiro pergamena-carta); sede di conservazione e impegno posto in essere a tale fine.
Due grandi filoni: fonti scritte e materiali. Le fonti medievali sono tutte scritte in latino.
Tipi di fonti scritte: serie di testi di destinazione pubblica, trattati, opere filosofiche o ecclesiastiche; atti amministrativi e giudiziari, notarili. –Tutte manoscritte, poi molto copiati filologi sistemano le varie copie e cercano di ricostruire l’originale. Molte fonti poi sono state edite, fatte edizioni critiche.
Fonti scritte*
- Narrative.
- Documentarie.
- Legislative e normative.
- Giudiziarie, amministrative e fiscali.
- Corrispondenza privata ed ufficiale.
- Agiografiche.
- Liturgiche.
- Letterarie e dottrinali.
Fonti letterarie
Altra fonte sono le lettere, fonti fiscali importanti nel medioevo, fonti agiografiche con vite dei – –santi, importanti anche per la medicina malati venivano curati, fonti liturgiche liturgie in base al periodo dell’anno.
Fonti materiali
- Archeologiche.
- Numismatiche.
- Sigilli e stemmi.
- Epigrafi – tutte le iscrizioni su pietra.
- Artistiche o iconografiche.
Fonti documentarie* ovvero
- Documenti pubblici emanati da re, papi, o altri vertici di potere, politico o ecclesiastico.
- Scritture stipulate tra privati allo scopo di trasferire proprietà di beni, crediti, diritti.
- Documenti semi-pubblici.
- Documenti del comune, in particolare libri iurium e statuti.
- Redazioni scritte di parlamenti, consigli comunali, sedute giudiziarie, testimonianze processuali ecc.
- Si tratta di scritture diversissime, ma che hanno in comune il fatto di essere redatte da un tecnico (notaio, funzionario).
La maggior parte delle cosiddette fonti documentarie sono quelle che si riferiscono a contratti tra privati. Alcuni hanno definito il notariato la più grande invenzione dell’Italia medievale – i notai hanno peso fondamentale nell’Italia dei comuni, con indipendenza politica essi hanno conoscenze giuridiche.
Essi avranno anche funzioni politiche nella città e padroneggiavano molto bene la scrittura, anche grazie all’università e a necessità commerciali/economiche inizia a diffondersi la scrittura anche tra i laici, prima era presidio dei religiosi.
Diventano anche scrittori di cronache cittadine che raccontano la storia del comune. Grandi protagonisti anche nella storia dei comuni.
Fonti documentarie
–Libri iurium dei diritti che può esercitare il Comune, relativi alle consuetudini.
–Insieme agli statuti che comprendono le leggi dei vari comuni testi chiusi ma soggetti a revisione, cambiano in base alle esigenze del comune.
Un evento che segna una cesura nella storia dei comuni è la pace di Costanza.
Ogni istituzione nel medioevo tende ad avere degli statuti, come le confraternite, di laici, legate ad alcune attività, es. quella della buona morte che dava funerali a chi non se li poteva permettere. C’è ricchezza che crea però anche povertà di alcune fasce. Statuti regolano l’attività di certi enti.
Quando ci sono necessità essi possono venire modificati, es. a Padova introduzione di un articolo Sant’Antonio nello Statuto di Padova relativo alle pene degli insolventi. Interventi anche molto concreti degli ordini mendicanti.
Saranno anche alla base dei Monti di pietà, origine delle attuali banche, Medioevo all’origine del nostro sistema creditizio.
IV-V sec - VIII-IX sec*
Tarda età imperiale - pieno consolidamento del dominio longobardo e avvento carolingio: vuoto documentario generale e clamoroso ≠ tracollo generale della produzione scritta.
I secoli dal IV all’VIII conobbero una ricca produzione legislativa*.
Ma.
- Vi fu un generale decadimento delle scritture correnti (sia di quelle di natura amministrativa, sia di quelle redatte da persone private).
2 fenomeni:
Concentrarsi delle scritture presso i vertici istituzionali della Chiesa*.
Clericalizzazione della produzione letteraria e narrativa.
Tenere presente il carattere frammentario delle fonti dato dalla scarsa diffusione e produzione della scrittura e dalla sua conservazione. Osserviamo una crescente esigenza di alfabetizzazione che cambia il volto della scrittura, questa esigenza nell’evolversi della vita sociale ed economica fa sì che molti laici vengano iniziati alla scrittura, a partire dal 12° sec.
Le narrazioni storiche altomedievali
Historia Langobardorum - Virgilio Vaticano - Codex Purpureus Rossanen.
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