STORIA ECONOMICA A.A. 2023-2024 - GIULIA SQUASSINA
INTRODUZIONE 2
SISTEMA ECONOMICO PRE-INDUSTRIALE 2
DOMANDA 2
TIPI DI DOMANDA 4
OFFERTA 8
LAVORO 8
CAPITALE 11
RISORSE NATURALI 12
ORGANIZZAZIONE PRODUTTIVA 13
PRODUTTIVITÀ e PRODUZIONE 16
RIVOLUZIONE URBANA 18
POPOLAZIONE 20
STORIA della TECNOLOGIA 22
PROGRESSI TECNOLOGICI nell’Europa occidentale tra VI e XI secolo 22
ALTRE INNOVAZIONI che interessano settori differenti 24
IMPRESE, CREDITO, MONETA 27
NUOVE FORME SOCIETARIE (di impresa) 28
MONETA 29
POLITICA ECONOMICA 32
L’ESPANSIONE ECONOMICA tra 1000 e 1300 35
AREE TRAINANTI 36
TENDENZE ECONOMICHE tra 1300 e 1500 37
RIBALTAMENTO EQUILIBRI ECONOMICI MONDIALI tra 1500 e 1700 39
CONSEGUENZE ECONOMICHE DELLA CONQUISTA DEI MARI 40
DECLINO ECONOMICO SPAGNOLO 44
DECLINO ECONOMICO ITALIANO 44
MIRACOLO OLANDESE 46
SVILUPPO INGLESE 47
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INTRODUZIONE
• COORDINATE CRONOLOGICHE : Il è distinto in due fasi, ossia l’Alto
periodo medievale
Medioevo (476-1000), detto primo Medioevo, e il Basso Medioevo, detto tardo Medioevo o
secondo Medioevo, che va dall’anno Mille alle soglie dell’Età Moderna (1492).
L’Età è un’epoca nuova che si apre con la scoperta di terre oltreoceano,
Moderna
permettendo di ampliare gli orizzonti commerciali, e termina con il un
lungo Settecento,
termine con cui si indica il secolo che termina con la periodo delle rivoluzioni
Restaurazione,
che hanno cambiato il mondo. Gli succede l’Età Contemporanea.
• COORDINATE GEOGRAFICHE : Si parte dal fino ad arrivare all’Europa
Mediterraneo
centro-settentrionale.
SISTEMA ECONOMICO PRE-INDUSTRIALE
Il periodo pre-industriale comprende l’epoca che precede le rivoluzioni di fine Settecento e inizio
Ottocento. domanda
Il sistema economico pre-industriale può essere analizzato tramite la (da chi
offerta
consuma) e l’ (da chi produce e vende), due aspetti distinti ma interconnessi tra loro,
infatti si determinano reciprocamente. Il luogo dove domanda e offerta si incontrano, e quindi
dove si scambiano beni (cose) e servizi (azioni che possono essere attuate per soddisfare
bisogni), è il mercato.
L’importanza della domanda è stata messa in evidenza di recente, mentre inizialmente veniva
posta l’attenzione sull’aspetto dell’offerta. Fu infatti solo dopo la crisi del 1929 che Keynes
suppose che debba essere l’offerta ad adeguarsi alla domanda, mentre in precedenza si pensava
che fosse la domanda a dipendere dall’offerta.
DOMANDA
Una proposta di definizione di domanda è: “per domanda si può intendere l’insieme di beni e
servizi che gli uomini intendono acquistare offrendo in cambio mezzi di pagamento.” (-Paolo
1995). La domanda, quindi, si basa sui bisogni/desideri e sulla possibilità degli uomini,
Malanima,
infatti dal comportamento quotidiano emerge che la domanda è soggettiva.
uomini
È fondamentale parlare di in relazione alla domanda perché senza la popolazione non
Inoltre gli uomini rientrano in
ci sarebbero bisogni umani, quindi non ci sarebbe la domanda.
una collettività, dunque avere un’idea di un insieme di persone dà un’idea sull’impatto della
domanda. L’entità di una popolazione determina i quindi
contorni quantitativi della domanda,
bisogna mettere in relazione la quantità di uomini e le dimensioni della domanda, in quanto sono
gli uomini che devono soddisfare necessità e bisogni, dunque elaborano la domanda.
In quanto a questi ultimi hanno
strumenti per censimenti e rilevazioni a scopo demografico,
iniziato a comparire nel XVIII secolo, mentre in precedenza lo scopo era fiscale, di conseguenza i
dati erano approssimativi poiché coinvolgevano solo una fetta di popolazione, ad esempio una
città. In generale ci sono maggiori a informazioni sulle popolazioni urbane. La rilevazione spagnola
si distingue per la precisione con cui sono stati raccolti i dati.
I dati riguardo le città europee tra il 1000 e il 1750 fanno emergere un mondo di società
numericamente piccolo, quindi le città erano molto meno abitate, la popolazione europea era più
sparsa e quando cresceva lo faceva a un tasso di aumento molto basso a causa dell’alto tasso di
mortalità. Poche città superavano i 100 mila abitanti, quindi se la popolazione è scarsa lo è anche
la domanda rispetto a epoche vicine alla nostra. Si stima che in Italia nell’anno Mille ci fossero 5
milioni di persone, nel 1300 10 milioni e nel 1500 11 milioni.
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intenzione
Parlando ora di volontà e di , alla base di una richiesta di un bene o di un servizio vi
è un bisogno (“needs” = bisogni-necessità, “wants” = bisogni-desideri). Wants and needs
alimentano la domanda, in particolare il bisogno cui si fa riferimento nel nostro contesto sono
bisogni che vengono desiderati e dipendono da:
ammontare della popolazione;
struttura per età (i bisogni di un bambino sono diversi rispetto a quelli di un adulto), sesso e
condizione economica della popolazione;
condizioni geo-fisiche (vestiario e viveri a seconda del luogo geografico, ad esempio in luoghi
freddi c’è domanda di combustibili e abiti caldi);
fattori socio-culturali (precetti religiosi che condizionano un regime alimentare).
I bisogni degli individui sono potenzialmente infatti le circostanze in cui vive l’uomo
illimitati,
generano stimoli diversi che portano a creare una gerarchia dei desideri, dando la precedenza ad
alcuni bisogni e mettendone in secondo piano altri (gusto, necessità, vita quotidiana, vita
domestica, comfort …). mezzi di pagamento
Per ottenere un bisogno gli uomini mettono a disposizione dei , cioè ciò
che l’uomo in questione ha da offrire. Si tratta di strumenti che rendono effettiva la domanda
che rimarrebbe trasparente senza mezzo economico che la sostenga.
sul mercato,
La richiesta viene quindi manifestata e pesata sul mercato, diviene concreta, quando il bisogno è
il quale viene fornito dal reddito corrente e il reddito cumulato,
sostenuto dal potere di acquisto,
che insieme formano il di cui un individuo dispone. Il potere d’acquisto rende desideri
patrimonio
e bisogni concreti sul mercato, per questo si parla di domanda/richiesta effettiva.
La domanda effettiva dipende dal livello del reddito corrente (entrate giornaliere
e cumulato
o mensili) (ciò che è stato risparmiato), che si formano attraverso la partecipazione
al processo produttivo, dalla distribuzione del reddito e dal livello e dall’andamento dei prezzi.
La può avvenire mediante:
partecipazione al processo produttivo
• mediante il quale si produce un reddito che prende il nome di
Lavoro manuale o intellettuale,
A seconda dell’epoca e del settore di attività il salario varia, per esempio in passato la
salario.
maggior parte della popolazione viveva del proprio lavoro, che in età pre-industriale era
soprattutto manuale. Forme miste (analoghe) del compenso del lavoro parzialmente retribuiti
erano molto diffusi in quest’epoca, il livello dei salari era molto basso, quindi consentiva un tenore
di vita molto basso e a volte al di sotto della sussistenza (scarsità, come nel caso della
popolazione). mentre noi siamo abituati a uno
L’economia pre industriale è fatta di scarsità,
scenario di abbondanza, infatti il futuro è minacciato dall’esaurimento delle risorse.
• (1) o l’erogazione (2), mediante i quali viene prodotto un
Assunzione di rischio di capitale
reddito che prende il nome di (1) o (2).
profitto interesse
• Disponibilità di mediante la quale viene prodotto un reddito chiamato
risorse naturali, rendita.
La distribuzione del reddito all’interno del quadro pre-industriale fa emergere contrasto fra miseria
della massa e ricchezza ostentata delle classi più elevate. La del era quindi
distribuzione reddito
infatti c’erano pochi ricchi che trattenevano molto e molti poveri che trattenevano
sperequata,
poco (scenario di miseria tipico dell’Europa pre-industriale).
povertà
La era una delle caratteristiche principali di quest’epoca. La massa era stratificata,
quindi vi era una gerarchia anche in questo caso. Molti artisti dell’epoca rappresentarono questa
fascia di persone, ma vi sono anche fonti scritte che utilizzavano in maniera distinta i termini
che rappresentavano a livello giuridico un livello diverso
“povero”, “mendicante”, “miserabile”,
di povertà. La massa di poveri poteva formare una quota che variava dal 5% al 20% della
popolazione urbana anche all’interno di una sola città, infatti era facile cadere in una delle fasce
della gerarchia dei poveri. Si può tracciare un identikit del povero:
- generale mancata partecipazione al processo produttivo
- il povero non gode di reddito autonomo
- la massa dei mendicanti non presenta valori costanti, ma è altamente fluttuante
- Il ruolo della città è fondamentale poiché è il luogo della povertà.
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Il reddito, formato con la partecipazione al processo produttivo, può essere trasferito.
e si dividono in:
I trasferimenti sono movimenti di parte di reddito da un soggetto a un altro
• Trasferimenti volontari : e rappresentano i casi più comuni durante
carità donazioni
Medioevo e Rinascimento, infatti la tradizione della carità era forte, era un atto ordinario che
faceva parte della quotidianità, che però si intensificava in occasione di anniversari o festività,
ma anche eventi calamitosi come epidemie o carestie per ingraziarsi una divinità e incentivare
la solidarietà.
! La carità è un atto più simile a quello dell’elemosina infatti c’è un elemento passivo che riceve
qualcosa e c’è disparità tra soggetto attivo e passivo, invece la donazione (sia dono che atti di
donazione) è più formale e può essere un trasferimento di beni tra pari.
I (trasferimento unilaterale) erano individui laici privati che
soggetti che tendevano a donare
appartenevano a estrazioni sociali differenti, ma anche soggetti attivi come la Chiesa, enti
assistenziali, ospedali e Principi. I laici non donavano solo quote del proprio reddito, ma anche
porzione del proprio patrimonio in punto di morte, mentre la Chiesa donava parte delle donazioni
a sua volta ricevute.
Il termine “carità” non indica solo il trasferimento di quote di denaro, ma anche di beni di
consumo come cibo e vestiti. Oggi i beni circolano quando c’è reciprocità, scambio, invece
all’epoca donazioni e carità avevano molto più peso. La circolazione dei beni all’epoca era legata
al modo di relazionarsi delle persone, che è diverso rispetto a quello odierno.
Sulla base dei dati a disposizione non è facile stabilire però bilanci famigliari
quanto si donava,
del Cinquecento e Seicento fanno emergere che donazioni e carità erano voci fondamentali che
dipendevano dall’estrazione sociale della famiglia (1-5%). Non sempre donazione e carità sono
state mosse da altruismo e generosità, spesso c’erano altri fini.
Vi erano poi le e il (vincita fortunata), che potevano incoraggiare l’avvio di un’attività
doti gioco
poiché erano fonte di finanziamento per intraprendere affari.
• Trasferimenti coatti (forzati): ecco una contraddizione tipica dell’Europa pre-industriale. Il
rappresentati da:
bisogno di donare si contrappone a casi di trasferimento coatto,
- (tassazione), il cui peso aumenta nel corso del tempo, è qualcosa di
prelievo fiscale
regolamentato, può essere più o meno equamente distribuito ma è normato (anche se poco
equo), al contrario degli atti violenti;
- ruberia, rapina (atti o latrocinio comune (persone spogliate dei propri beni)
violenti)
- saccheggio o bottino di guerra, riscatto imposto per la liberazione di prigionieri.
Questi atti erano molto frequenti. La società era caratterizzata da una distribuzione del reddito
sperequata ma non solo persone in preda alla fame compivano questi atti, spesso erano
signorotti locali prepotenti che desideravano accrescere i propri averi anche se ne avevano già
molti. Ruberie e saccheggi infatti erano organizzate anche da persone facoltose.
Il reddito causa delle redistribuzioni, non sempre omogenee, dai ricchi alla Chiesa, dalla Chiesa ai
poveri, dai contribuenti allo Stato (prelievo fiscale) e da chi viene derubato a chi lo deruba.
Le persone dell’epoca avevano quindi questa bisogno di
predisposizione contraddittoria:
donare e atteggiamento prepotente, due anime presenti anche in uno stesso individuo.
Il sistema si è evoluto nel tempo modificando la sua logica attraverso l’incivilirsi dei costumi.
TIPI DI DOMANDA
A. In base all'oggetto richiesto sul mercato:
• Domanda di e di beni (abbigliamento, arredo, immobili);
beni alimentari durevoli
• Domanda di (trasporti di merci e persone, la giustizia, istruzione, organizzazione
servizi
amministrativa, religiosa, attività manuale all'interno della casa da parte dei domestici (“famigli”),
sanità);
• Domanda di non vengono utilizzati per un tipo di consumo immediato, vengono
beni capitali:
impiegati per accrescere un consumo futuro (materie prime, attrezzi per svolgere un tipo di
attività, navi, edifici all'interno dei quali si sviluppa l'attività produttiva, mulini, macchinari).
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B. In base al (diverse sfumature dei bisogni che partono dal
soggetto che che la esprime
singolo fino ad arrivare alla società):
- Domanda (di beni e di servizi): interna al territorio o alla comunità, infatti è in
interna privata
contrapposizione a quella estera;
- Domanda interna pubblica;
- Domanda della può essere vista come domanda privata, ma presenta maggior affinità
Chiesa:
con la domanda pubblica (l’ente ecclesiastico fa la differenza);
- Domanda esterna al territorio o alla comunità.
estera:
DOMANDA INTERNA PRIVATA
Partendo da un bisogno primario (cibo) si nota il suo peso, a livello reddituale, su una famiglia pre-
industriale, che varia al variare dell’estrazione sociale. La quota destinata all'alimentazione, infatti,
era elevata per le famiglie poco abbienti (tutto il reddito veniva speso in cibo), mentre era inferiore
per le famiglie più abbienti, che avevano molto più capitale a disposizione dunque gli rimaneva
una porzione di reddito maggiore per impiegarla in altri acquisti.
Alla base di tutto ciò vi è la legge di Engel: più basso è il reddito maggiore è la quota di esso
Per esempio nel 1950 la spesa per l’alimentazione incideva per il
assorbita dalla sussistenza.
22% del budget per i consumi in USA e per il 46% in Italia perché in seguito alla Seconda Guerra
Mondiale i primi erano in una situazione di vantaggio economico rispetto alla seconda,
profondamente colpita dal conflitto.
(gente comune, poco abbiente): dedicava l’80% del budget per i consumi
Domanda della massa
in alimentazione ma mangiava e beveva male, anche se beveva molto —> beni di prima
necessità, A un’alimentazione povera si aggiungeva la scarsità
scarse quantità, scarsa qualità.
di abiti e i ripari di fortuna.
si distingue da quella della massa, anche se c’erano diverse gerarchie della
Domanda del ricco:
ricchezza a seconda dell’estrazione sociale, dal fatto che il ricco può spendere liberamente in
quantità e qualità.
Il modo di consumare del ricco si differenziava da quella della massa per gli ma alla
eccessi,
base ci sono tre bisogni comuni a tutti: e Il ricco era caratterizzato
sfamarsi, coprirsi ripararsi.
da una richiesta articolata di servizi, lusso e stravaganze negli arredi, nelle dimore e nel modo di
vestire. Nelle famiglie agiate prese piede il comfort a partire dal Cinquecento, e avanzò man mano
che passavano i secoli (rivoluzione dei consumi).
Tuttavia l’eccesso di consumo veniva percepito come dannoso per l’economia perché
immobilizzava la ricchezza e toglieva capitale, per questo nel XIII secolo furono introdotte le leggi
ossia dispositivi legislativi che avevano lo scopo di limitare il consumo legato
suntuarie,
all’ostentazione del lusso, quindi a spese voluttuarie, per esempio nell’abbigliamento, oppure di
regolare l’abbigliamento di determinati gruppi sociali obbligandoli a indossare segni distintivi.
L’abbigliamento in età pre-industriale, quindi, aveva un peso sociale non indifferente, in quanto
l’abito aveva valore simbolico.
+ I famigli erano la servitù che il signore finanziava.
+ Il banchetto caratterizza la festa. Grado di ospitalità e rispetto = abbondanza di cibo e
raffinatezza degli abitanti.
Strutture della spesa:
• Poveri e gente comune: la spesa coincide con la totalità del reddito, infatti il 70-80% della
spesa era destinato al vitto e il restante 20-30% a vestiario e abitazione.
• Ricchi e benestanti: la spesa consiste in una parte di reddito, quindi può esserci risparmio
(= reddito - spesa) poiché il 65-75% della spesa era destinato a vitto, vestiario e abitazione,
mentre il restante 25-35% ad altri servizi. Il risparmio dipendeva da fattori psicologici e socio
culturali, dal livello del reddito e dalla distribuzione del reddito.
Ammesso che si potessero accumulare risparmi rilevanti, non necessariamente essi alimentavano
l’investimento, una condizione necessaria affinché il ciclo economico si riproducesse. Questo
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passaggio era negativamente condizionato dallo scarso sviluppo dell
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