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Storia e critica del cinema: dalle origini all’età contemporanea

Sara Castellammare

Indice

  • Origini del cinema (Fratelli Lumière) …………………………………………………………….. 2
  • Georges Méliès (“Le Voyage dans la Lune”) ………………………………………………………. 4
  • Cinema narrativo …………………………………………………………………………………….. 5
  • …………………………………………………..Espressionismo tedesco 7
  • “Il gabinetto del dottor Caligari” - Robert Wiene (analisi del film)…………………………... 9
  • Anni ’20: le avanguardie e il surrealismo ……………………………………………………….. 11
  • “Un chien andalou” – …………………..Luis Buñuel e Salvador Dalí (analisi del film) 12
  • …………………………………………………….Cinema classico hollywoodiano 13
  • “Accadde una notte” – ………………………………….Frank Capra (analisi del film) 15
  • ………………………………………………………..……Scuola sovietica del montaggio 18
  • ………………………………………………………………Neorealismo italiano 19
  • “Roma città aperta” – ………………………………Roberto Rossellini (analisi del film) 21
  • ………………………………………………………………………Cinema noir 22
  • Cinema giapponese: “Rashomon” – ……………...Akira Kurosawa (analisi del film) 27
  • ………………………………………………………………..Nouvelle Vague 32
  • “Cléo dalle 5 alle 7” – .………………………………Agnès Varda (analisi del film) 34
  • – “8 (analisi del film) …………………………………..Cinema di Federico Fellini ½” 37
  • …………………………………………………….Fattori di crisi della Old Hollywood 38
  • ……………………………………………………………….New Hollywood 40
  • “Easy Rider” – ………………………………….Dennis Hopper (analisi del film) 41
  • “Star Wars” – ………………………………………..George Lucas (analisi del film) 44
  • “Todo sobre mi madre” – …………………………...Pedro Almodóvar (analisi del film) 49
  • “In the mood for love” – Wong Kar-wai (analisi del film) .……………………………….. 53
  • L’universo di David Lynch ……………………………………………………………….. 56
  • Mind Game Film: “Mulholland Drive” (analisi ………………………………del film) 59
  • …………………………………………………….<Roma> e la situazione contemporanea 64
  • “Roma” – ………………………………………..Alfonso Cuarón (analisi del film) 65 1

Storia e critica del cinema

Cinema Lumière

Il cinema Lumière nasce il 28 dicembre 1895 a Parigi con i fratelli Lumière, prima proiezione pubblica a pagamento del “Cinématographe Lumière” - cinema come arte di massa. In realtà, l’invenzione del cinematografo è un fenomeno internazionale dal greco “scrittura in movimento”. L’immagine in movimento è composta da 24 fotogrammi, ossia immagini fisse per ogni secondo.

Precinema

Precinema nel 1891, Edison e Dickson mettono a punto il Kinetoscopio --> dispositivo che consente la visione di un brevissimo film a un solo spettatore per volta. Il rapido declino di questo visore individuale conferma che il futuro del cinema è legato alla proiezione collettiva: l’apparecchio dei Lumière risponde maggiormente a questa esigenza perché richiede la proiezione su un grande schermo, pellicola su supporto flessibile, trascinamento regolare della pellicola a 16 fotogrammi al secondo, movimento intermittente della ripresa. Il cinematografo sintetizza molte delle innovazioni elaborate da altri ricercatori; per esempio, le tecniche di proiezione dovevano molto alle esperienze della lanterna magica (1659)-> apparecchio che proiettava immagini; poi c’era il panorama (1784)-> proiezione di panorami/paesaggi che a volte erano a 360°; infine, abbiamo lo stereoscopio che proiettava immagini dello stesso luogo a distanza ravvicinata che creavano una sorta di profondità.

  • La prima fotografia fu scattata da Niénce (1826)--> si trattava di una “Veduta dalla finestra a Le Gras”: vista dalla sua finestra. Il supporto per fissare la foto fu il vetro e non la carta. Il primo essere umano fotografato è stato Douguerre (1839) mentre si sta facendo lustrare le scarpe.
  • Nel 1851, Muybridge e Marey studiarono e svilupparono la cronofotografia, fotografia in movimento, in sequenza che poi porterà al cinema.

Quindi, il 1895 non segna l’inizio della storia del cinema MA per la prima volta il cinematografo esce dai confini ristretti della novità tecnica e aspira a diventare uno spettacolo per un pubblico pagante.

I film dei L. sono conosciuti come vedute principalmente urbane: “Le Pont Neuf”(1896) mostra una folla urbana poco numerosa e una veduta tranquilla (ripresa documentaria anonima); “Napoli”(1898) è una veduta urbana e un panorama; “L’incoronazione dello zar Nicola II”(1896). I fratelli inaugurano anche il cinema di finzione: “L’arroseur arrosé” in cui il giardiniere si preoccupa di portare il ragazzo al centro della scena/campo - macchina da presa era fissa.

I protagonisti dell’immagine sono il corpo o l’oggetto in movimento e le traiettorie delle folle. I film dei Lumière già sono in recessione dal 1898.

Fine ’800: proiezioni allestite in caffè, sale da ballo o integrate all’interno di spettacoli come il circo.

Inizio ’900: cinema come la forma di spettacolo più popolare, nascono le prime sale cinematografiche permanenti --> negli USA nascono i “nickelodeon”, locali dedicati al cinema che attirano un pubblico popolare. L’aumento della domanda di film sollecita un passaggio alla produzione di massa; intorno al 1905 nascono, infatti, le prime grandi industrie produttive. Il paese più forte è la Francia, ma anche l’Italia dove il cinema arriva in ritardo, e la Danimarca che esporterà film ovunque.

Caratteristiche del cinema delle origini

Caratteristiche del cinema delle origini: è un sistema relativamente stabile. Noel Burch propone di definirlo “Modo di Rappresentazione Primitivo” o MRP per distinguerlo dal “Modo di Rappresentazione Istituzionale” o MRI, che coincide con il cinema narrativo classico hollywoodiano. L’elemento fondante dell’ MRP è l’inquadratura:

  • Non c’è un rapporto tra una inquadratura e un’altra, quindi vediamo spazi diversi casuali e montaggio non continuo (concezione autonoma dell’inquadratura);
  • Non esistono inquadrature oblique - cinepresa fissa e in posizione frontale;
  • C’è una certa distanza per prendere il più possibile l’oggetto;
  • Nessun lavoro su contrasto tra luce e ombra, no effetti emotivi perché l’importante è Vedere, la spettacolarizzazione - mostrare il funzionamento degli apparecchi;
  • Persone entrano ed escono dall’inquadratura ignare di essere soggetto di una rappresentazione;
  • Scene singole una dopo l’altra (si presume che il pubblico già sapesse come si svolgeva l’azione);
  • Personaggi non ben costruiti;
  • Per ogni film c’erano più versioni che non corrispondono (rimontaggio, pezzi tagliati...).

Due cineasti, Gunning e Gaudreault parlano di due differenti modalità di organizzazione del discorso cinematografico:

  1. Sistema dell’attrazione mostrativa fino al 1908 ca.--> priorità di attrarre facendo vedere. Attrazione da circo.
  2. Sistema dell’integrazione narrativa dal 1908 al 1917 ca.--> cinema ha ancora una valenza spettacolare, ma il modo di coinvolgere il pubblico è diverso: il racconto diventa l’elemento portante del sistema. Cinema che si avvicina al teatro e si allontana dal circo.

[Dicotomia racconto-spettacolo attraversa tutta la storia del cinema]

Linguaggio cinematografico

Linguaggio cinematografico: l’inquadratura è da quando premiamo play a stop, una successione di fotogrammi continua, più unità formano un montaggio.

  • Campo: ciò che è compreso nell’inquadratura.
  • Fuori campo: ciò che si trova fuori e crea generalmente suspense.
  • Campo lunghissimo: inquadratura più lontana dei personaggi e incentrata sul paesaggio.
  • Campo lungo: riconosciamo i personaggi.
  • Totale: inquadratura ampia di interni.
  • Campo medio: vediamo bene gli attori, l’azione e lo spazio.
  • Figura intera: definizione attraverso il corpo umano.
  • Piano americano: fino alle ginocchia (western di Clint Eastwood).
  • Mezza figura.
  • Mezzo primo piano: tipico dei conduttori del TG.
  • Primo piano.
  • Primissimo piano.
  • Dettaglio.

= Capiamo che il corpo umano è la vera misura dell’inquadratura che ha lo scopo di narrare.

Identificazione primaria: desideriamo che la narrazione vada avanti; identificazione secondaria: più specifica, ci identifichiamo con i personaggi.

I movimenti della macchina da presa

I movimenti della macchina da presa: il primo modo di farla muovere fu quello di collocarla su un mezzo di locomozione come fece Alexandre Promus.

  • Panoramica: movimento della macchina da presa da destra a sinistra.
  • Carrello: il primo fu utilizzato da Giovanni Pastrone per un film del 1913. Per esempio, “Orizzonti di Gloria”(1957) dove c’è un carrello a precedere che indietreggia e un carrello a seguire che avanza (idea di momento shoccante).
  • Dolly e Gru: macchina montata su un braccio meccanico, più piccolo dolly, più grande gru (x es nella scena di “Via Col Vento” quando Rossella O’Hara cerca un medico - Battle of Atalanta Injuries -).

Lumière e Méliès

La tradizione storiografica attribuisce a Lumière e Méliès il ruolo di padri fondatori del cinema in posizioni contrapposte: L. --> cinema della realtà, non narrativo, vita colta sul fatto e riprese in esterna; M.--> promotore di un cinema più spettacolare, fondato sugli effetti speciali, trucco e manipolazione della realtà dentro gli spazi chiusi del teatro di posa. MA nonostante questo, lavorano entrambi a un cinema della ‘mostrazione’, fotografia animata della realtà e trucco sono i due aspetti di uno stesso regime spettacolare che prima di raccontare, vuole <<far vedere>>.

Georges Méliès è tra i primi a concepire la produzione di film nei termini dell’invenzione artistica e del lavoro della messa in scena. Teatro illusionistico abbastanza popolare all’epoca. Fonda una casa di produzione, la “Star Film” (1896), e costruisce nel giardino della sua villa a Montreuil il primo teatro di posa moderno - struttura in vetro per sfruttare la luce solare, studio dotato di una scena molto simile a quella di un teatro. Esempi delle sue messe in scena: in “Escamotage d’une dame chez Robert Houdin”(1896) usa il trucco del fermo macchina; in “L’homme orchestre”(1900) usa il fermo macchina e un’esposizione multipla (o sovrimpressione è fotogramma esposto più volte).

Le Voyage dans la Lune” Il capolavoro di M. è (1902) viaggio immaginario. Vengono presentati vari quadri (interesse per il contenuto delle singole scene), lo sfondo è disegnato di carta pesta, fatto un lavoro sul colore (a mano), è tutto molto caotico, non riusciamo ad identificare i personaggi, costumi stranissimi che ricordano i quadri quattrocenteschi, rappresentazione della luna come una faccia e in generale personificazione degli astri/pianeti, graduale passaggio tra una scena e l’altra, dissolvenza incrociata (due inquadrature insieme). I procedimenti più usati sono l’arresto/sostituzione e la sovrimpressione.

La Star Film entra in crisi già dagli anni ’10, la produzione è ormai strettamente industriale e non più artigianale; per cui M. perde l’interesse da parte delle persone.

Scuola di Brighton

Tra il 1896-1906 si sviluppano le possibilità tecniche e spettacolari del trucco, ma al tempo stesso si elaborano alcune soluzioni di montaggio. All’interno di questa dinamica il primo cinema inglese si distingue: nella “Scuola di Brighton” alcuni registi come Smith e Williamson lavorano sul montaggio.

George Smith --> “Grandma’s Reading Glass”(1900) in cui c’è l’uso della soggettiva, ossia del punto di vista di un personaggio (orologio, uccellino in gabbia, vista nella lente, gattino). Ci sono diverse inquadrature una dopo l’altra; la macchina da presa viene usata come una lente di ingrandimento che ci permette di essere coinvolti nella scena.

Bauforth Company --> “Ladies’ Skirts Nailed to a Fence”(1900) in cui per due volte c’è uno spostamento della macchina da presa, prima dal lato davanti la staccionata e poi dietro - inquadratura frontale e posteriore (ci fa credere di essere dalla stessa parte). Questo viola la regola dei 180° del montaggio che non deve superare la linea che segna la quarta parete immaginaria -> errore che si chiama ‘scavalcamento di campo’.

La Scuola di B. diventa famosa grazie ai film di inseguimento - chase films come il cortometraggio “Rescue by Rover”(1905) di Fitzhamon e Hepworth--> si montano una serie di inquadrature di un cane che corre per salvare la bambina - raccordo sul movimento.

L’importanza a questa scuola viene restituita negli anni ’80.

Queste innovazioni vengono attribuite agli americani che iniziano a dominare il mercato agli inizi del ’900.

L’affermazione del cinema narrativo [parte 1] (USA)

I punti di forza dell’industria cinematografica americana sono:

  • Rete di sale: strategia di concentrazione verticale. Le case di produzione seguono tutte le fasi della realizzazione di un film, controllano i film dall’inizio alla fine (negli anni ’40 ci sarà una protesta contro questo controllo);
  • Divisione del lavoro: tutti erano impiegati della casa di produzione (catena di montaggio e sistema fordista);
  • Modello oligopolistico: il numero di case di produzione è limitato;
  • Organismo di tutela morale: ci sarà la censura perché non è possibile che le case di produzione siano anche proprietarie delle sale;
  • Produzione di lungometraggi: si passa da film brevissimi - corti a colossal lunghissimi (influsso del cinema italiano);
  • Trasferimento degli studi a Hollywood nei primi anni ’10: luogo che si prestava alle esigenze dei registi perché città che aveva a disposizione una quantità di paesaggi molto diversi;
  • Nascita dello star system: divismo (la prima attrice nota americana fu Florence Lawrence). L’attore diventa veicolo di promozione del film;
  • Sistema di generi;
  • Linguaggio codificato.

Prima del trasferimento ad Hollywood, Edwin S. Porter, considerato il primo vero regista, realizza “Uncle Tom’s Cabin or Slavery Days”(1903) dove utilizza delle didascalie, con la produzione di Edison. Il suo lavoro più importante è sicuramente “The Great Train Robbery”(19

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

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