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Storia dell'economia dell'impresa

"La storia economica è la storia dei fatti e delle vicende economiche a livello individuale o aziendale o collettivo" Carlo Maria Cipolla.

"L'economista deve studiare il presente alla luce del passato per fini che hanno a che fare con il futuro" John Maynard Keynes.

Grandi economisti e scuole di pensiero

Adam Smith, Karl Marx, John Maynard Keynes sono i tre più grandi economisti della storia. Ricardo, Malthus, Smith appartengono alla scuola classica. L'economia come scienza sociale nasce con la scuola classica, con Smith nella seconda metà del '700. Prima non esisteva la figura dell’economista, la prima cattedra di economia in Italia fu istituita a Napoli da Antonio Genovesi.

Perché nella seconda metà del 700?

Dalla seconda rivoluzione industriale si avvia un processo dal quale nascerà il capitalismo. La storia dell'economia cura quattro aspetti:

  • Fatti economici
  • Istituzioni economiche
  • Teorie economiche
  • Economisti

Concorrono tutti e quattro al cambiamento della base materiale (ricchezza) della società. Il PIL è la somma di tutti i beni e servizi di una nazione calcolati in un determinato periodo. È un indicatore molto affidabile per la valutazione dell’affidabilità di una nazione. Non si evince dal calcolo del PIL l’economia sommersa (attività illecite, o lecite ma non dichiarate al fisco). L’economia sommersa è fondamentale, in Italia, poiché è uno dei principali motori di sviluppo del nostro paese, infatti coinvolge alcune fasce della popolazione che altrimenti resterebbero prive di reddito.

  • Lordo: perché è a lordo ammortamenti degli apparati produttivi. L’ammortamento è una quota che un’azienda abbandona per l’obsolescenza degli apparati produttivi.
  • Interno: perché si attiene a tutto ciò che è prodotto in Italia, senza preoccuparsi della nazionalità del produttore.

Esiste anche il PIN (prodotto interno netto). PNL e PNN: invece dell’interno abbiamo il nazionale (prodotto nazionale lordo/netto, dove si considera la nazionalità del produttore).

Problemi dell'economia reale

  • Produzione
  • Distribuzione
  • Consumo

La BCE è l’istituzione economica deputata alla gestione della politica monetaria nell’eurozona. La BCE gestisce i tassi ufficiali di sconto che determinano il costo del denaro.

I mutui sono composti da una parte fisica, dallo spread e dal tasso Euribor. Il tasso Euribor rappresenta quanto costa alle banche scambiare il denaro. Il tasso di interesse variabile sui mutui è composto da una quota fissa e dal tasso Euribor. La variazione sui tassi di sconto influenza il tasso Euribor e ciò influenza i mutui. 100 punti base corrispondono all'1%.

La pandemia ha accentuato la distribuzione ineguale della ricchezza a livello globale: l'1% della popolazione mondiale detiene il 46% della ricchezza mondiale.

Trattato di Maastricht del 1992

Il trattato istitutivo europeo fissa le tappe per il processo di unificazione monetaria. Da un lato stabilisce due parametri qualitativi: i paesi che avrebbero abbracciato l’euro dovevano rispettare parametri come inflazione, tasso di interesse e tasso di cambio; due parametri quantitativi di tipo fiscale: il rapporto debito pubblico e PIL non doveva eccedere il 60%, mentre deficit pubblico e PIL dovevano essere al 3%, poi ridotto fino al pareggio di bilancio quasi a 0%.

  • Deficit: indebitamento nell’arco di un anno
  • Debito: sommatoria di deficit dalla nascita dello stato

Oggi si discute di riformare le norme europee, con il "patto di stabilità sospeso", cioè sospesi i parametri appena elencati, ad esempio durante la pandemia a causa delle spese improvvise, per la sanità, i sussidi ed adesso anche per la crisi energetica.

Politiche economiche degli stati

Due politiche diverse attuate dagli stati:

  • Falchi: premono per un contenimento della spesa, politiche di austerità. Intendono agire sul deficit. Tuttavia, se si riducono le spese potrebbe ridursi anche il PIL.
  • Colombe: paesi che aderiscono ad una teoria economica di approccio Keynesiana. Keynes sostiene che se la spesa pubblica ha finalità di investimento produttivo è invece in grado di influire sul PIL ovvero il denominatore.

Prima della nuova crisi energetica, si discuteva in Europa se riabilitare questi parametri così come sono o modificarli.

Ruolo della BCE

Le viene attribuita la politica monetaria dell’eurozona, nasce il sistema europeo delle banche centrali. La politica monetaria prima dell’ingresso dell’euro era competenza delle banche centrali nazionali. Lo scopo della politica monetaria è gestire la quantità di moneta in circolazione. La BCE può adottare una politica monetaria espansiva, ovvero aumentare la moneta in circolazione, oppure restrittiva, ovvero ridurre progressivamente la moneta in circolazione. Tutto ciò dipende dall’andamento economico, le Banche Centrali dovrebbero attuare politiche monetarie anti-cicliche che compensano l’andamento economico.

La Banca Centrale ha diverse modalità d’azione:

  • Per aumentare l’espansione monetaria, la BCE utilizza lo strumento tasso di sconto ufficiale, che ha delle ripercussioni sul costo della moneta e su quanto costa prendere in prestito una moneta. Esiste una relazione inversamente proporzionale tra tasso di interesse, tasso ufficiale di sconto e investimenti. Riducendo il tasso di interesse si stimolano investimenti e conseguentemente dovrebbe aumentare il PIL, che indica entro certi limiti lo stato di salute dell’economia del paese.
  • Se il PIL aumenta tanto, c’è anche una spinta inflazionistica: Redditi +, Domanda +, Prezzi +. Se i prezzi corrono troppo non è un bene, bisogna preservare il valore d’acquisto della moneta. Allora la BCE aumenta il tasso ufficiale di sconto, aumenta il tasso di interesse, e frena gli investimenti.

Tutto ciò perché le Banche Centrali devono seguire una politica anti-ciclica.

Distribuzione della ricchezza e crescita economica sostenibile

Oggi c’è un modello di crescita economica sostenibile, attento non solo alla sola crescita del PIL ma anche all’inclusione sociale, ovvero il grado di distribuzione della ricchezza o di concentrazione della stessa e alla riduzione di povertà. Anziché accentuare meccanismi di diffusione, ci sono meccanismi di polarizzazione. Inoltre, il modello di crescita economica sostenibile è attento all’ambiente, alla sostenibilità dal punto di vista ambientale.

Con il processo di globalizzazione iniziato negli anni '70, si accentua il divario sociale, le diseguaglianze nella distribuzione delle ricchezze. In Cina c’è stato negli ultimi decenni un tasso di crescita del PIL molto alto, addirittura durante la pandemia è aumentato dell’8%. Le ultime stime pre-pandemia prevedevano che il PIL cinese supererà quello statunitense nel 2033, dopo la pandemia invece nel 2028.

BRICS: Brasile, Russia, India, Cina.

Povertà estrema

Cos’è la povertà estrema? Si intende la possibilità di un individuo di avere 1,90$ al giorno usando la parità del potere d’acquisto del 2011 (nel 2005 era 1,25$); questa è la poverty line, ovvero la definizione di povertà estrema. Si vuole alzare la soglia a 5$, perché non è sufficiente soltanto la quantità calorica a cui si può avere accesso ma anche la qualità.

L’obiettivo dell’agenda 2030 è la riduzione della povertà al 3% (quantitativo), oggi siamo all’8/9%, si partiva negli anni '90 dal 35%. L’ONU considera che nel 2050 la popolazione raggiungerà i 9,2 miliardi di persone. C’è una correlazione positiva tra l’incremento demografico e la povertà, infatti proprio nelle zone più povere si ci aspetta un grande aumento demografico. Questi paesi con basso reddito sono stati maggiormente esposti alla pandemia, che ha messo in luce la correlazione tra le diseguaglianze reddituali e le diseguaglianze sanitarie.

Il 21,9% della popolazione europea è a rischio di povertà ed esclusione sociale.

Fattore povertà relativa

Rappresenta il valore monetario a prezzi correnti di panieri di beni e servizi considerati essenziali per ciascuna famiglia, non è un valore assoluto ma bisogna considerare altri fattori: età, collocazione geografica, numerosità, comune di residenza. In Italia, la povertà relativa è all’11,1% con maggiore influenza nel Mezzogiorno.

Populismo: laddove ci sono tensioni sociali che derivano dai dati prima elencati, c’è maggiore tensione a livello politico e i maggiori partiti tradizionali hanno perso peso. Lo possiamo vedere anche dalla composizione del Parlamento Europeo negli ultimi 15 anni.

Rapporto Stern-Stiglitz: identificare una crescita inclusiva? Progressione verso una nuova concezione dello sviluppo sostenibile (intergenerazionale) come la capacità di soddisfare i bisogni oggi, ma stando attenti alle generazioni future, che non intacchi le loro capacità di sostentamento. Con il tempo si passa ad una concezione olistica (pluralità di obiettivi e coinvolgimento di più soggetti) considerando altri pilastri, quelli citati nel rapporto. Non è un obiettivo demandato solamente agli stati, ma vengono coinvolte anche altre figure, altri soggetti come le imprese (responsabilità sociale dell’impresa): azienda attenta anche alle necessità dei propri lavoratori. Il modello di sviluppo sostenibile riguarda anche i cittadini.

Si parla per la prima volta a livello internazionale di sviluppo sostenibile nel 1972, durante la conferenza ONU a Stoccolma. Negli anni successivi ci sarà la prima critica mossa dal Club di Roma, tramite la pubblicazione di un rapporto con il titolo "I limiti dello sviluppo": questa crescita avrebbe esaurito le risorse della Terra e avrebbe danneggiato l’economia. Va ad accusare i modelli predominanti dello sviluppo, con un approccio politico che aveva come finalità quella di accrescere solamente il PIL.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vincenzo.iadevaia.vi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'economia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università internazionale degli studi sociali Guido Carli - (LUISS) di Roma o del prof Di Donato Francesca.
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