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Storia delle relazioni internazionali

Introduzione

La storia delle relazioni internazionali nasce a giurisprudenza come storia dei trattati → capire come nascono i trattati; si analizzano le carte che testimoniano come una vicenda viene trattata.

Le relazioni internazionali sono fenomeni non di natura interna, ma che vanno oltre i confini nazionali: sono una disciplina politologica, ovvero usano la storia per esemplificazione e propongono letture che si riconducono a delle teorie che dovrebbero aiutare a spiegare il presente.

L’analisi del processo decisionale mette in primo piano il fattore umano → aspetto che differenzia la storia delle relazioni internazionali dalle relazioni internazionali. In storia contemporanea si studia cosa succede sul palco; in storia delle relazioni internazionali quello che succede dietro. Per farlo, vengono usati alcuni strumenti:

  • Dichiarazioni e discorsi → riportano le prese di posizione di un governo. Es. discorso sulla pace di Kennedy → bisognava iniziare a guardare ai sovietici come interlocutori e non come nemici. Discorso di Hitler del 1935 → pronunciato alla vigilia di militarizzare la Renania. I discorsi danno un primo affaccio, ma vanno presi con cautela: le vere ragioni delle scelte ci svelano la strategia comunicativa e la concezione che il governo ha dei suoi interlocutori.
  • Memorialistica → nei paesi anglosassoni c’è la tradizione dei leader di pubblicare le proprie memorie: qui forniscono dati del dietro le quinte, perché, raccontando le loro azioni, ci forniscono dati che non conoscevamo. Anche le memorie, come le dichiarazioni, sono fonti che vanno prese con cautela.
  • Libri di colore → sono pubblicazioni di documenti diplomatici che affondano le loro origini nell’800. Sono legati a una fase in cui i parlamenti iniziano ad affermare il proprio potere nei confronti del governo: servono ai parlamentari per avere un affaccio sulle scelte di governo → sono potenzialmente strumentalizzati, perché scelti dal governo.

Oggi abbiamo a disposizione i documenti diplomatici: i governi liberal-democratici pubblicano delle raccolte di documenti diplomatici, che sono selezionati da storici e non dai governi come succede per i libri di colore. Gli storici scelgono i più significativi e li raccolgono in volumi. Gli archivi sono aperti secondo la regola dei trent’anni: si possono consultare i documenti dopo trent’anni dalla loro pubblicazione.

Date e attori della storia delle relazioni internazionali

Data quo = data a partire dalla quale. La storia delle relazioni internazionali copre un periodo degli eventi che hanno luogo a partire dal 1919. La storia contemporanea comincia prima, ovvero nel 1848-1870. È stato scelto il 1919, perché è un anno che rappresenta uno spartiacque netto: viene firmato il primo trattato di pace che è il trattato di Versailles (firmato il 28 giugno 1919 fra la Germania e le potenze alleate e associate).

La prima guerra mondiale è un evento che segna una cesura netta nella storia: ridisegna la gerarchia delle potenze e gli assetti. Ridisegna la concezione stessa della politica estera e delle relazioni internazionali: dopo la prima guerra mondiale non è più pensabile considerare la guerra un fatto della vita quotidiana degli stati. Dopo la prima guerra mondiale cambia la forma dei governi e il rapporto tra governo e opinione pubblica.

La prima guerra mondiale è un conflitto in cui la propaganda ha un grande peso: in questo strumento eccellono due soggetti diversi, Wilson e Lenin. All’indomani della Rivoluzione di Ottobre, Lenin emana il Decreto sulla pace: documento ufficiale dove si auspica una pace giusta, si ripudia l’imperialismo e la diplomazia segreta → il fatto che i governi facciano accordi segreti è qualcosa da cambiare. Wilson risponde con un discorso al Congresso dove illustra il suo piano per il dopoguerra e lo fa in quattordici punti → il rilancio della propaganda da parte di Wilson sono i suoi quattordici punti: basi sulle quali vuole rifondare l’ordine internazionale. Alcuni dei punti:

  • Rifaceva suo il ripudio della diplomazia segreta e l’obiettivo del disarmo → disarmo per evitare la guerra.
  • Principio di autodeterminazione dei popoli → non era una novità, ma questo concetto era espresso nei confronti delle popolazioni delle colonie.
  • Assoluta libertà di navigazione per mare, fuori dalle acque territoriali, così come in pace e guerra. A ciò si aggiunge la soppressione di tutte le barriere economiche.

Un altro aspetto che modifica il rapporto tra stati e opinioni pubbliche dipende dagli sviluppi sociali → la guerra comporta la necessità di favorire un avvicinamento tra i soggetti protagonisti dell’attività economica. Tutto ciò comporta dopo la fine della guerra una sorta di esplosioni: le libertà compromesse durante la guerra, non possono più essere limitate (es. libertà delle donne). Questo ha un impatto sugli sviluppi del primo dopoguerra e definisce il modo di fare politica internazionale.

Il 1919 e il trattato di Versailles

1919 convocazione a Parigi della Conferenza di Pace → la scelta di Parigi non era condivisa da tutti: Parigi era una città che veniva da anni di guerra, infatti la Francia aveva subito più devastazioni della Germania. Il governo francese insiste e ottiene di poter ospitare la conferenza di pace, che era sinonimo di prestigio. La conferenza si protrae a lungo, durante la quale vengono negoziati tutti i trattati di pace con le potenze sconfitte.

Prima fase gennaio - giugno → riunisce i capi di stati di governo. Essi negoziano i trattati con la Germania (trattato di Versailles). Chiuso questo trattato, iniziano quelli con le altre potenze sconfitte. Il trattato con la Germania è il principale per il peso che la Germania ha avuto, ma anche perché questo trattato è al centro di una controversia storiografica: è all’origine dell’ascesa del nazismo, perché è un trattato punitivo per la Germania. Viene firmato dalla Germania dopo aver ricevuto un ultimatum.

A partire dagli anni ‘70 si è imposta una lettura diversa: il trattato di Versailles non era esageratamente punitivo. Il trattato di Versailles non garantisce stabilità perché non è mai stato attuato e non perché è troppo punitivo: fa parte di un progetto che non si è mai realizzato. Il trattato di Versailles ha contribuito all’ascesa del nazismo, ma perché è stato oggetto di una distorsione: anche il trattato di Versailles ha subito gli effetti della propaganda, in quanto è stato comunicato in modo sbagliato.

Il trattato di Versailles presenta al suo interno delle contraddizioni → secondo Kissinger (consigliere di Nixon) il trattato di Versailles è il frutto del compromesso tra due versioni:

  • Realpolitik → vecchio modo di intendere le relazioni internazionali.
  • Principi → l’affermazione dei principi non fa che alimentare delle aspettative che solo in parte vengono soddisfatte, provocando quindi una diffusa insoddisfazione che, a sua volta, è alla base di una grossa instabilità. Questi due modi di intendere le relazioni internazionali collidono nel trattato di Versailles.

Principali attori

A Parigi sono chiamati i rappresentanti di Francia, Giappone, Gran Bretagna, Italia e Stati Uniti:

  • Lloyd George, primo ministro britannico → promette ai britannici che, alla fine della guerra, la Germania pagherà in termini economici (la Germania ripagherà alla Gran Bretagna la ricostruzione). George negozia sulla scorta della fedeltà alla difesa degli interessi permanenti della Gran Bretagna: la difesa dell’impero fa entrare in guerra la Gran Bretagna contro la Germania. George sa che la Gran Bretagna dovrà continuare a difendere l’impero, ma sa anche che la Germania non sarebbe stata più un pericolo per la Gran Bretagna. A determinare le scelte di Lloyd George è il principio dell'equilibrio tra potenze (balance of power): disegnare un assetto in Europa in cui ci sia un bilanciamento tra le principali potenze per garantire la stabilità. George vuole evitare un rafforzamento eccessivo della Francia a fronte di un indebolimento della Germania. Per garantire questo assetto, George deve ridurre la portata punitiva del trattato di Versailles → non può esserci troppo squilibrio tra Francia e Germania, perché è controproducente per gli interessi britannici.
  • Woodrow Wilson, presidente americano → ha in mente il progetto dei suoi 14 punti.
  • Georges Clemenceau, esponente conservatore → aveva vissuto due occupazioni tedesche (1870 e prima guerra mondiale). Ha un progetto preciso, teso a scongiurare il rischio che la Germania torni a minacciare la sicurezza della Francia. Clemenceau ha un’idea che si può far risalire a Richelieu: assicurarsi che intorno alla Francia non esistano grandi potenze → smembramento della Germania. Clemenceau aggiusta questo disegno, adattandolo ai tempi, e ricava due richieste:
  1. Richiede la Sahr (regione tedesca) → importante dal punto di vista produttivo, perché si concentrano attività di estrazione mineraria. Questa regione apparteneva alla Francia nel periodo del Re Sole e di Napoleone I.
  2. Richiede la Renania → regione di confine tra Francia e Germania. Regione vitale, perché attraverso la Renania i tedeschi possono accedere al territorio francese. Clemenceau chiede che la Germania perda la Renania e che la regione diventi una sorta di stato cuscinetto, con lo scopo di proteggere la Francia.

Di queste richieste, gli interlocutori di Clemenceau (Wilson e George) come rispondono?

  • Il governo britannico è contrario, perché togliere la Renania andrebbe a creare uno sbilanciamento.
  • Il governo americano è contrario, perché sottrarre i territori alla Germania va contro il principio di autodeterminazione dei popoli.

Il compromesso che si raggiunge prevede:

  • La Sahr viene internazionalizzata, sotto il controllo della nascente società delle Nazioni per 15 anni. Dopo i 15 anni si prevede che si terrà nella Sahr un plebiscito: la popolazione deciderà se restare con la Germania o con la Francia.
  • La Renania viene smilitarizzata e rimane alla Germania: non ha piena sovranità, in quanto la Germania non può stanziare truppe o costruire fortificazioni (= smilitarizzazione).
  • È previsto che, per vigilare che nella Renania non ci siano truppe o fortificazioni, rimangano in Renania le truppe vincitrici. Inoltre, era previsto che le truppe avrebbero evacuato la Renania in tre momenti successivi da nord a sud, dopo 5 - 10 - 15 anni (1925 Colonia; 1930 Coblenza; 1935 Magonza) → ciò sarebbe stato vincolato al rispetto della Germania al trattato di Versailles = se la Germania non rispetta il trattato, le truppe non vengono evacuate.

Clausole del trattato di Versailles

Clausole territoriali

  • Alsazia e Lorena restituite alla Francia. La Francia ottiene che la cessione avvenga secondo una procedura eccezionale: essa avrebbe avuto effetto a partire dalla data dell’armistizio (11 novembre 1918) e non dalla data di entrata in vigore del trattato (10 gennaio 1920).
  • La Germania perde Eupen e Malmedy a vantaggio del Belgio.
  • La Germania perde Schleswig a favore della Danimarca.
  • La Germania perde la Danzica e altri territori che vengono ceduti alla Polonia = corridoio di Danzica. Si chiama corridoio perché separa la Germania: la Prussia orientale è staccata dal resto della Germania. La Polonia in seguito annette altri territori: la Francia aveva chiesto che la Polonia potesse annettere tutta l’alta Slesia, un territorio molto vasto. A questa richiesta si oppone George, che porta alla decisione di tenere ⅓ di Alta Slesia in Germania. Perché la Gran Bretagna si oppone? George vuole evitare di alimentare eccessivamente il nazionalismo polacco, che potrebbe diventare motivo di conflittualità in Polonia. Si teme anche che, in un domani, la Polonia potrebbe essere un ostacolo per la ripresa dei rapporti tra Francia e Russia.
  • La città di Memel, sul Baltico, nel 1923 viene annessa alla Lituania attraverso un’operazione illegale.
  • Divieto di anschluss = annessione dell’Austria alla Germania. Questo è contenuto nel trattato di Versailles e St. Germain.

Il trattato di Versailles tratta anche del destino delle colonie: le colonie tedesche devono essere spartite tra Francia, UK e Belgio. Non partecipa alla spartizione l’Italia, anche se ne aveva diritto secondo il patto di Londra. La Germania aveva colonie nel Pacifico:

  • Quelle a nord dell'equatore vengono annesse, nella forma del mandato, dal Giappone.
  • Quelle a sud dell'equatore vengono annesse dall’Australia e dalla Nuova Zelanda. Australia e Nuova Zelanda sono dominios, ovvero NON sono pienamente indipendenti: gli vengono date le colonie perché hanno partecipato alla guerra, ma soprattutto perché si cerca di limitare la supremazia giapponese nel Pacifico → creare un contrappeso al Giappone, che fa paura. Il Giappone si vede riconoscere dal trattato anche i diritti economici della Germania nella regione dello Shantung in Cina. In questo modo il Giappone contiene la Russia: in ragione di questo contributo viene rafforzato significativamente.

Clausole economiche

  • Riparazioni della guerra → la Germania viene sottoposta a vincoli riguardo il commercio e perde dei brevetti, come quello dell'aspirina.

Rispetto alle richieste di UK e Francia, che vogliono spremere la Germania, si oppone Wilson, spinto dalla volontà di non piegare eccessivamente la Germania. In Versailles non c’è scritto quanto la Germania dovrà pagare, ma è indicato nell’articolo 231 il motivo per il quale la Germania dovrà pagare → non si dice la cifra, ma il motivo (scontro tra realpolitik e idealismo).

L’articolo 231 contiene un principio: la responsabilità → la Germania è responsabile dello scoppio della guerra e quindi deve pagare i danni. Questo articolo è concepito come un modo per giustificare, ma anche per contenere le richieste di Francia e UK → gli USA cercano di dare un aiuto alla Germania. L’autore dell’articolo è John Foster Dulles: diventerà il segretario di Eisenhower. Secondo il principio, la Germania è chiamata a pagare in proporzione ai danni causati. Il paradosso è che questo articolo introdotto per cercare di aiutare i tedeschi viene totalmente travisato: l’articolo diventa la clausola che attribuisce alla Germania la colpa della guerra → diventa l’articolo più odiato dai tedeschi, in quanto viene interpretato come un articolo che sancisce una sorta di condanna morale.

  • Divieto imposto alla Germania di produrre armi.

Clausole militari

  • Consegnare la flotta alle potenze vincitrici → la flotta tedesca si autoaffonda per evitare di farsi consegnare.
  • 100 mila uomini al massimo come esercito → no coscrizione militare obbligatoria.

Reazioni al trattato di Versailles

Il trattato viene rifiutato dal popolo tedesco, in quanto lo considera un trattato ingiusto: in parte perché ci sono degli equivoci, in parte perché conteneva clausole odiose. Inoltre, il trattato di Versailles non era stato negoziato dalla Germania, che è un aspetto nuovo → il trattato è un diktat, in quanto non negoziato e imposto con un ultimatum (7 maggio). Ciò contribuisce a far diventare il trattato come un elemento di malcontento.

Neanche la Francia è soddisfatta: aveva chiesto la Renania e la Sahr e non le ottiene. Clemenceau firma il trattato, solo perché Versailles è parte di un progetto più ampio, che bilancia il mancato riconoscimento della Francia della richiesta che aveva avanzato. Al trattato viene allegato un trattato di garanzia anglo-americana: Stati Uniti e Gran Bretagna si impegnano a entrare in difesa della Francia se dovesse essere aggredita. Inoltre, negli altri trattati di pace il governo francese dispiega un disegno chiaro: usare i trattati con le potenze sconfitte per creare nella zona dell’est Europa una cintura di stati che dovranno essere potenziali alleati della Francia → vengono creati stati nuovi, ricreato uno stato e ingrandito un altro. Sono alleati della Francia in funzione duplice:

  • Contenere la Germania.
  • Contenere il contagio del bolscevismo → cordone sanitario.

Questi stati alleati sono:

  • Romania → stato che si ingrandisce, in quanto annette territori dalla Bulgaria; annette la Transilvania (abitata da popolazione ungherese); annette extra-legem (per effetto di colpo militare) la Bessarabia dalla Russia. La Bessarabia corrisponde alla Moldavia di oggi.
  • Polonia → viene ricreata. Annette territori dall'ex impero austro-ungarico e dalla Germania e diventa il principale alleato francese in quell’area. Rimane indefinito il confine orientale della Polonia, che verrà tracciato dalla Polonia dopo l’aggressione alla Russia nel 1920 → 1921 pace di Riga, la Polonia ottiene territori dell’Ucraina e della Russia.
  • Cecoslovacchia → viene creato. È uno stato disomogeneo dal punto di vista etnico. La Cecoslovacchia è la negazione dell’autodeterminazione dei popoli, infatti dopo si scinde in due territori autonomi e separati (Repubblica Ceca e Slovacchia).
  • Iugoslavia → stato etnicamente composito. Nasce come somma di vari stati → negazione principio di autodeterminazione dei popoli, ma risponde al desiderio di sicurezza della Francia.

La Francia crea stati che non hanno senso dal punto di vista nazionale, ma solo da quello della realpolitik, ovvero a difesa della Francia. Il fatto che il principio di autodeterminazione dei popoli non venga rispettato crea problemi: gli anni ‘20 e ‘30 saranno gli anni del nazionalismo.

Trattato istitutivo della società delle nazioni (Covenant)

Già nei 14 punti, Wilson aveva citato di...

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Scienze politiche e sociali SPS/06 Storia delle relazioni internazionali

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gaiasolda di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle relazioni internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Vignati Daniela.
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