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Storia delle dottrine politiche

Introduzione

Il corso tratta della storia del pensiero politico.

Popolo

Il concetto di popolo ha molteplici significati: può essere un soggetto politico, una nazione, o un gruppo etnico privo di Stato (es. curdi, palestinesi). Le differenze tra i popoli si comprendono attraverso la storia.

Il giusnaturalismo contrappone il diritto naturale (non coercitivo, originario, spesso divino) al diritto positivo (coercitivo, stabilito dallo Stato). Nella tragedia Antigone di Sofocle, il diritto naturale è più forte della legge del re. I sofisti sostenevano la legge del più forte; gli stoici e i primi cristiani invece vedevano nella ragione universale la base dell’uguaglianza umana.

Tra i pensatori cristiani, Agostino affermava che la ragione riflette la volontà di Dio in modo incomprensibile, mentre Tommaso d’Aquino costruì una gerarchia tra leggi (eterna, divina, naturale, umana), dove la Chiesa fa da tramite tra Dio e gli uomini. Con l’età moderna, nasce l’individuo autonomo: la legge naturale diventa razionale e laica.

I giusnaturalisti moderni (Hobbes e Locke) elaborano teorie sul contratto sociale:

  • Hobbes vede lo stato di natura come una guerra permanente e giustifica lo Stato assoluto.
  • Locke crede in uno stato di natura con diritti già esistenti (vita, libertà, proprietà) e giustifica la resistenza contro lo Stato che li viola. È uno dei padri del liberalismo politico.

Contro l’assolutismo monarchico, i teorici dei diritti individuali (Locke, Rousseau) sostengono che il potere deve derivare dal popolo. Bodin giustifica il potere assoluto del sovrano, mentre Rousseau contesta la democrazia rappresentativa, proponendo una sovranità popolare diretta.

La Rivoluzione Francese (1789) rompe con l’Ancien Régime e fonda la democrazia rappresentativa, ma con suffragio limitato. Nasce la distinzione tra destra (monarchici) e sinistra (rivoluzionari). La società diventa individualista e si afferma l’idea di uguaglianza formale, poi quella politica e infine sostanziale (diritti sociali ed economici).

Civiltà greca e politica

Nel V secolo a.C., Atene si trasforma da società tribale aristocratica a democrazia grazie alle riforme di Clistene, Temistocle e Pericle. Clistene riorganizza Atene in tribù miste e istituisce l’Assemblea dei 500 (Bulè). Le cariche diventano retribuite e accessibili anche ai ceti medi.

Compare la figura del demagogo, capace di influenzare l’opinione pubblica. Il problema politico diventa filosofico con Socrate, che introduce il tema della giustizia e del bene comune. Si riflette sulla differenza tra quantità (maggioranza) e qualità (saggezza) nelle decisioni politiche.

Le forme di governo vengono classificate in monarchia, aristocrazia, democrazia e le rispettive degenerazioni (tirannide, oligarchia, demagogia/oclocrazia). Il potere perde qualità se viola la legge o il bene comune.

Attraverso le tragedie di Sofocle, Eschilo e Euripide, emerge la riflessione politica. Eschilo in “I Persiani” critica il potere assoluto, contrapponendo il re saggio Dario al degenerato Serse. Si afferma l’idea che la forza militare dipende dalla qualità del governo.

Infine, Socrate vive in un periodo di crisi: dalla vittoria sui Persiani (469 a.C.) alla dittatura dei Trenta Tiranni (404 a.C.). Le sue idee segneranno una svolta nel pensiero politico e filosofico.

Socrate

Vive durante un periodo incluso tra 2 date fondamentali:

  1. 469 a.C.---> Vittoria definitiva dei Greci nei confronti dei Persiani.
  2. 404 a.C.---> Ad Atene si instaura il governo nei 30 tiranni (filo-spartani), dura poco più di un anno, poi restaurazione democratica.

A seguito della vittoria di Sparta, Socrate viene condannato a morte da un Governo democratico (per un pugno di voti): accusato di corrompere i giovani, basata su alcuni fatti.

Alcibiade: allievo e amante di Socrate, passa dalla parte degli spartani e quindi traditore.

Clizia: zio di Platone, uno dei 30 tiranni.

La riforma di Clistene (508-507 a.C.)

La riforma di Clistene segna l'inizio della democrazia ateniese. Atene, in origine, era organizzata su base tribale, con le famiglie nobiliari che detenevano il potere. Clistene introduce una riforma che toglie il potere alle famiglie aristocratiche e lo trasferisce nelle mani del demos (il popolo).

Il modo in cui attua questa trasformazione è attraverso una radicale riforma amministrativa: Clistene divide la città di Atene in tre fasce territoriali (costiera, urbana e dell'entroterra) e ridisegna le circoscrizioni amministrative. Ogni tribù viene riorganizzata con un distretto in ciascuna delle tre zone, creando così un legame più stretto tra le diverse classi sociali e geografiche, riducendo il potere delle famiglie aristocratiche e aumentando la coesione del popolo.

Le disparità socio-economiche erano molto evidenti tra i vari distretti, ma la riforma mirava a equilibrare queste differenze mediante una nuova organizzazione politica.

Le successive riforme di Temistocle e Pericle

Dopo Clistene, altre riforme contribuiscono alla democratizzazione di Atene.

  1. Pericle, tra il 458 e il 457 a.C., estende ulteriormente la partecipazione politica, permettendo anche agli zeugiti (ceto medio) di ricoprire cariche pubbliche come quella di arconte (giudice). Pericle introduce anche il pagamento giornaliero per chi ricopre cariche pubbliche, in modo che anche i meno abbienti possano dedicarsi a tempo pieno alla politica, riducendo così il monopolio dei ricchi sulla vita politica. Tuttavia, donne, stranieri (xenos) e schiavi erano esclusi dalla partecipazione politica.

Gli organi politici di Atene

Nella struttura politica ateniese, l'assemblea (boulé), composta da 500 membri (50 per tribù), svolgeva un ruolo centrale nel processo decisionale. Accanto all'assemblea, vi era il Consiglio degli Anziani e figure politiche come i demagoghi, oratori di grande abilità retorica che cercavano di influenzare il voto dell'assemblea e delle leggi. I demagoghi venivano spesso pagati profumatamente da sostenitori privati, e il loro ruolo contribuì a creare il concetto di opinione pubblica ad Atene.

Principi fondamentali della democrazia ateniese

Concetti chiave come isegoria (diritto di parlare) e isonomia (uguaglianza di fronte alla legge) erano alla base della democrazia ateniese. Tuttavia, Socrate, con il suo approccio dialettico, invitava i cittadini a riflettere se queste libertà fossero effettivamente utilizzate per il bene della polis o se fossero manipolate da interessi privati e demagoghi. Il suo concetto di eunomia (buon governo) si basava sull’equilibrio tra quantità (numero di persone coinvolte) e qualità (sapienza e virtù di chi governa), aspetti che, se non bilanciati, portano alla degenerazione delle forme di governo.

La classificazione delle forme di governo

Socrate e i suoi contemporanei iniziarono a classificare le forme di governo sulla base del numero di persone al potere:

  • Monarchia: governo di uno (degenerazione in tirannide).
  • Oligarchia: governo di pochi (degenerazione in oligarchia corrotta).
  • Democrazia: governo dei molti (degenerazione in demagogia o oclocrazia, il governo della massa, spesso manipolata dai demagoghi).

Secondo Socrate, il fallimento di una forma di governo si verificava quando non veniva rispettata la legge o il bene comune, o quando il governo si fondava su una forza sproporzionata (psicologica o fisica).

L'opera dei tragici greci come riflesso politico

Importante è il ruolo dei tragici greci nel discutere i problemi della politica attraverso il teatro, uno dei principali mezzi di comunicazione con le masse. Autori come Sofocle (con Antigone), Eschilo (con I Persiani, che affronta il tema della corruzione e degenerazione politica) e Euripide, portarono avanti una critica della politica attraverso la drammatizzazione di questioni come la giustizia, il potere e il conflitto tra legge umana e legge divina.

La degenerazione del potere secondo Eschilo

Background storico:

Con lo scoppio delle guerre persiane, i Greci entrarono in contratto bellicoso con i Persiani.

L’autore pertanto utilizza due personaggi, due re persiani per illustrare la degenerazione del potere: Serse, sconfitto dai greci, sovrano degenerato nonché tiranno e il padre Dario, re “sano”.

Il fulcro della tragedia Persiana di Eschilo sta proprio nelle presa di consapevolezza che la forza politica si lega alla forma di governo, per cui si arriva a sostenere che “più sano” è il sovrano, qualitativamente elevata sarà una forma di governo, e più sarà forte anche militarmente/geopoliticamente.

Scenario geopolitico:

Lega ellenica che comprend

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Scienze politiche e sociali SPS/02 Storia delle dottrine politiche

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