Oltre il ritratto
Il ritratto nasce a Roma come una legittimazione familiare, come un’eredità. Riferimento alle maschere come un rituale. Genere fondamentale per la costruzione del potere, in qualsiasi ambito. Si possono ricavare le caratteristiche fisiche di tale persona. Verrà politicizzandosi soprattutto durante il periodo fascista. Artisti ritrattisti: Leonardo, Tiziano.
Ritratto introspettivo
Coniugi Arnolfini, olio su tela, 1434 Jan van Eyck. Pittore di corte. Specchio rotondo convesso che rispecchia l’artista nel momento della realizzazione dell’opera, intorno ci sono 10 piccoli medaglioni che raffigurano la passione di Cristo. Dallo specchio vediamo questo spazio domestico. Rimando cosmico della figura tonda. Erano una coppia di commercianti di stoffe, vengono ritratti in un ambiente domestico. Riflessione sulla coppia, lei incinta (sposalizio) rimanda allo specchio con i 10 medaglioni.
Autoritratto, uomo con il turbante, 1433, olio su tavola di quercia. Siamo sicuri che sia l’autoritratto di Jan van Eyck. Comunica con noi. La cornice in oro presenta una scritta che cita: «Als ich can» -> «Come solo io posso / come meglio posso», «Jan van Eyck mi dipinse il 21 ottobre 1433». (io interiore) Lo sguardo è dritto verso di noi. Si nota il lungo periodo in cui ha realizzato l’opera. Probabilmente usava quest’opera come esempio del suo lavoro ai committenti. Sfondo molto scuro tipico dell’arte fiamminga, contrasto con il volto dai colori brillanti e accesi. Ritrae sé stesso in abiti eleganti, dimostrano eleganza per quell’epoca (orgoglio).
Leon Battista Alberti, medaglia in bronzo, Washington, National Gallery. Alberti impone la figura di Narciso che si specchia nella fonte come riferimento del ritratto. Narciso visto come il primo artista, rappresentato come modello da cui prendere spunto. Da questo punto tutto girerà attorno all’artista. Gli artisti precedenti avevano associato l’immagine di Narciso ai vizi mentre l’Alberti è il primo che associa il mito di Narciso al mito medievale dello specchio. Mito dello specchio: possono educare l’osservatore per migliorarsi (aspetto positivo). Narciso era un giovane che rifiuta Leon Battista Alberti, l’amore della ragazza e verrà fatto innamorare, dalla Dea, del suo rifletto si lascerà morire nello specchio d’acqua.
L'artista esorcizzato
Busto intero di Mantegna. Fine del 1400 Mantova, Mantegna. Posto in un tondo marmoreo nella quale si trova la dicitura «Tu che vedi le fattezze di Enea Mantegna sappi che egli è uguale se non superiore ad Apelle». Parla dell’Eneide di Virgilio, Enea era riuscito a salvare alcuni paesani dall’incendio di Roma e che i discendenti avrebbero fondato la città di Roma. Apelle era il pittore preferito di Alessandro Magno. Mantegna si pone da una parte come nuovo Enea e dall’altra i Gonzaga vengono associati ad Alessandro Magno. Il busto ha fattezze romane e il corpo sembra farsi armatura, il viso è torvo fascino eroico, si paragona ad un eroe.
Adam Kraft, scultore, a Norimberga si raffigura come un eroe che sorregge un intero edificio, un tabernacolo alto 20 m. Progettato per la chiesa di S. Lorenzo a Norimberga realizzato in pietra arenaria. Ha in mano gli strumenti del mestiere ed è accovacciato a terra insieme ai suoi compagni (2). Le altre sculture della chiesa sono più piccole di queste. Norimberga era una città commerciale, luogo molto attivo a livello artistico, tutti gli artisti potevano aprire la propria bottega.
Albrecht Dürer, autoritratto a 13 anni, puntasecca su carta. Albrecht Dürer era famoso per la bellezza dei suoi capelli e delle mani e che incarna la bellezza nordica. In totale vi sono 16 autoritratti dell’artista, 3 dei quali documentano le 3 tappe dell’artista.
Albrecht Dürer, autoritratto, olio su tavola, 1498. Autoritratto con i guanti: si dipinge come un nobile, aspetto particolare poiché all’epoca in Germania la pittura era artigianale. Lui non agisce con le sue mani ma con la sua mente (mani coperte dai guanti).
Albrecht Dürer, autoritratto, olio su tavola, 1500. L’artista si rappresenta come una divinità, Cristo pantocratore. Siamo nel periodo in cui Leonardo diceva che l’uomo era il padrone di tutte le cose. Invece per Leon Battista Alberti un dipinto era una finestra aperta sul mondo, e non si sarebbe mai dipinto come fa Durer. Durer amava ritrarre il suo corpo nudo, che va oltre la produzione artistica (ossessione). Scrive una lettera al suo medico perché stava male e per argomentare questa cosa disegna il suo corpo nudo indicando il punto specifico. Si ritrae nelle varie epoche della sua vita, nella decadenza del corpo. Introspezione, pelle che crolla davanti a lui.
La donna artista
Properzia de Rossi (1490-1530), artista italiana donna. Ammirata da Vasari il quale le scrive una biografia. Si ritrae propensa a tirare verso di lei questo giovanetto che non si curava di lei, prendendosi ciò che vuole. Con il seno in primo piano. È privilegiata grazie al marito, per cui accede ai cantieri. Questa biografia dopo la nascita della figlia di Fontana avrà un’influenza importante.
Sofonisba Anguissola (1532-1625), autoritratto alla spinetta. Fa dell’autoritratto il suo biglietto da visita, era l’unica artista a non essere figlia d’arte che riceve una dote da spendere in ambito culturale. Diventa ancella della regina spagnola. Sempre accompagnata dal padre nei suoi percorsi. Autoritratto alla spinetta: emblema di ciò che voleva dimostrare di essere, tutte dovevano saperla suonare. Alla fine della vita si trasferisce a Palermo.
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