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Storia dell'arte moderna

Arte moderna – 15–18 secolo, coincide con il periodo della storia moderna (scoperta stampa/America fino alla rivoluzione francese 1789). Arte – distacco con il passato e recupero di esso = neoclassicismo.

Giovanni Morelli – medico, riconoscere l’anatomia, scienza storica. Prima cattedra a Roma 1988 – Adolfo Venturi e Gustavo Frizoni. Cultura occidentale, eurocentrica. Fenomeni storici visivi.

Disegno e prospettiva alle origini della rappresentazione dello spazio

Prospettiva = strumento che dà luogo alla formazione della cultura moderna e contemporanea, definita come l’invenzione più importante dell’età moderna. Cambia il modo di porre l’uomo rispetto allo spazio. Studioso americano, la razionalizzazione della visione è l’evento e l’invenzione più importante che dà avvio alla civiltà moderna.

Metà 400 fino alla metà 600.

(Foto) Casa di Gertrude Stein a Parigi 1914-15: inizio della cultura contemporanea. Specchio della casa borghese rivitalizzata dalla presenza di quadri appesi ai muri di Picasso, Cézanne, Matisse. I rappresentanti della fondazione dell’arte del '900. Quadri di avanguardia che sono contestualizzati in una casa con i moduli in stile neorinascimentale (mobili, cassettoni, tavoli). Lei era la prima critica d’arte a scoprire il genio di Picasso fin dalle Demoiselle d’Avignon 1907. È presente anche il suo ritratto fatto da Picasso, oggi al Metropolitan NYC.

Firenze toscana rinascimentale – Antonello da Messina: San Gerolamo nello studio 1474 Londra National Gallery. Emblema, rappresentazione in interno con uno spazio al di là delle finestre. Incorniciatura in un portale in pietra = primo accenno all’uso della prospettiva, trompe l’oeil = inganno dell’occhio. Arco di pietra arenaria con pavone e quaglia, dopo cubo prospettico in cui è inserito lo studio di San Gerolamo, in un ambiente chiesastico, si vedono le arcate, oltre le quali si vede la campagna. Cannocchiale prospettico. Saper disegnare e sapere la prospettiva.

Conoscenza del disegno: Cennino Cennini, autore di un libro dell’arte, sottolinea che è fondamentale conoscere il disegno per fare pittura ma anche per tutti i lavori manuali. L’arte è un valore umano, albori cultura moderna. (dopo un secolo: disciplina liberale non più meccanica). Lorenzo Ghiberti riprende questa teoria “il disegno è fondamento e teoria di pittura e scultura”. Nel ‘500, Benvenuto Cellini, scrive un trattato in cui presenta e discute le varie tecniche del disegno. Lui era un orafo abilissimo, nel trattato crea una sorta di gerarchia delle tecniche, spiegando quali sono le più e le meno difficili. Afferma che la conoscenza del disegno richiede qualità anche di tipo tecnico, disegnare in bianco e nero è difficile. È più semplice l’uso del carboncino rispetto all’uso della penna, è più difficile il chiaroscuro.

Tommaso d’Antonio Finiguerra detto Maso (gallo 1450), fa parte di quegli artisti fiorentini che si specializzano nella tecnica del contorno lineare. Tendenza pratica ma uso intellettuale della linea. Il contorno nella realtà non esiste, definizione di qualcosa che non c’è. Leonardo da Vinci dirà che non esiste il contorno ma l’essere del nulla, entità che riveste tutte le cose visibili in natura, irrappresentabile se non attraverso l’astrazione della linea.

Storia del disegno fiorentino, basilare per la scoperta della prospettiva.

Antonio Pollaiolo Adamo: fa della linea il centro della loro poetica. Piero Pollaiolo, studio per la testa della fede, contorno del volto e del velo è puntinato (guance, collo, spalle). Spolvero: tecnica che permette di tradurre il disegno preparatorio in pittura. Buchi con ago, passarci sopra la polvere di carbone per trasferirsi sulla superficie della tavola. Antonio, battaglia dei 10 nudi. Si trasferiscono in opere in cui è il contorno che suggerisce l’immagine.

I fratelli Pollaiolo utilizzano la linea come elemento di contorno, astratta. L’uso della linea mette in atto un processo di razionalizzazione del mondo naturale e della visione umana. Leonardo teorizza che la linea è il moto di un punto nello spazio. Essa però è assolutamente irrealistica in quanto in natura non esiste e perché è troppo netta. (Ritratto di dama, 1475, Pollaiolo -> l’uso del colore è sapiente ma la netta linea di contorno lo rende irrealistico).

Sandro Botticelli e la pittura disegnata

Sandro Botticelli, crea una pittura disegnata, agli antipodi della rivoluzione operata poi da Leonardo e Raffaello che cerca di annullare il profilo delle opere d’arte. Nascita di Venere 1483-85, rappresentazione del naturalismo ma in realtà è pittura astratta del ‘400. Il paesaggio è il risultato di una razionalizzazione di elementi naturali. Le onde, sembrano farfalline, sono dei segni appena accennati. Rappresentazione canonica che gli artisti prendono dagli altri modelli che avevano nelle botteghe.

Prospettiva

Disegno come base strumentale per la messa in prospettiva degli oggetti nello spazio. Prospettiva inventata da Brunelleschi con due tavolette prospettiche con fondo specchiante e un buco al centro che fa vedere l’immagine riflessa nello specchio. Leon Battista Alberti, racconta in De pictura 1435 – riconosce quell’invenzione come uno dei fondamenti dell’arte moderna. Invenzione di uno schermo su cui tradurre, far rappresentare con delle linee diagonali le intersezioni di cui si hanno segnati punti della piramide visiva che convergono al punto f ovvero l’occhio.

Paolo Uccello crea corpi prospettici unici e raffinatissimi, inizialmente solo di oggetti ma poi anche di esterni. Es: vaso in prospettiva. Prospettiva centrale come fondamento delle loro rappresentazioni pittoriche. (Mazzocchio in prospettiva 1435-45, fermaglio per i mantelli da mettere in testa. Solido a 70 facce.)

Battaglia di San Romano, Paolo Uccello 1435-1440. Inizia a sfaccettare il paesaggio. Prospettiva entra in gioco nella rappresentazione del paesaggio. Seconda battaglia 1456, le colline si addolciscono nello sfondo.

Storie di Noè (Paolo Uccello), dipinte nel Chiostro Verde di Santa Maria Novella. Coppia di affreschi composti da due episodi sovrapposti. Nella lunetta il Diluvio e recessione delle acque 1447: sfondamento totale delle pareti dipinte attraverso effetti scenografici, caricati quasi alla non verosimiglianza ottica, rappresentazione della natura in chiave quasi surrealista. Nel riquadro sottostante è affrescato il Sacrificio ed Ebbrezza di Noè.

Ambrogio Lorenzetti, effetti del buongoverno. Rappresentazione della natura in quanto tale ma anche in funzione di una simbologia, in questo caso si vogliono sottolineare gli effetti della buona politica che si riflette sulla vita dei cittadini ma anche sullo spazio. Rappresentata come se fosse il risultato del lavoro dell’uomo.

Leonardo da Vinci, disegno di paesaggio 1473. Primo paesaggio autonomo ma non era vero. Natura selvaggia sulla parte destra, paesaggio ante legem e post legem, diverso da destra a sinistra.

Piero della Francesca, ritratto di Federico da Montefeltro 1470, applicazione della teoria degli effetti del buongoverno. Alle sue spalle laghetti, coltivazioni = equilibrio tra natura e lavoro, bontà del suo governo.

Piero della Francesca, proiezioni di una testa: trattato De Prospectiva Pingendi 1490, codifica le regole rappresentative e la prospettiva diventa uno strumento di razionalizzazione della visione del mondo. Con questo trattato l’uso della prospettiva si espande anche nel resto d’Europa. Flagellazione di Cristo, 1450/60, attualizza il sacrificio di Cristo con il tradimento del duca Federico da parte dei consiglieri. Uso della prospettiva spaziale, mantiene una visione ancora tradizionale dello spazio non rappresentandolo come nel Polittico della Misericordia, ma unifica il piano d’appoggio delle figure. Madonna in trono con figlio, santi e Federico da Montefeltro: si può risalire a come l’artista ha messo in pianta e in alzato i personaggi, verifica della spazialità degli spazi interni.

Annunciazione 1475/80, diminuzione prospettica delle arcate, espediente per dare la sensazione illusionistica dello spazio tridimensionale nella superficie bidimensionale.

Il trattato si propaga al nord attraverso Fra Luca Pacioli (ritratto di Jacometto Veneziano, 1490), personaggio autore di una versione truffaldina del De Prospectiva che richiama De divina proportione che copia i trattati di Piero della Francesca, ne fa tre versioni corredate da disegni di Leonardo. Insegna la geometria a Leonardo. Dipinti di solidi usando il velo di Leon Battista Alberti di interporre tra l’oggetto che si vuole disegnare. Disegno al servizio della rappresentazione, che per Leonardo diventa uno strumento di conoscenza, utile per la rappresentazione artistica ma anche scientifica. Tre diversi punti di vista usando la prospettiva.

Escher, il camaleonte, arte surrealista: rappresentazione fantastica di corpi solidi, risultato di una rielaborazione. Relatività, 1953, rappresentazione apparente di una realtà altra. Anche Vasarely usa l’idea del corpo regolare per degli effetti ottici. Anche Getulio Alviani, testrura vibrantile.

Figura e spazio nell'arte cristiana

Continuità e novità nel rinascimento. Visione dell’arte del rinascimento attraverso il filtro della religione. Aspetto rilevante perché mette a punto il pregiudizio dell’arte come evoluzione, ovvero arte come processo che parte da 0 e arriva a 10 in una progressione verso il meglio. Idea ereditata da Vasari, scrive la vita dei più illustri artisti, dà una visione della storia dell’arte gerarchica con confronti tra arte che parte da zero come il gotico, per arrivare a Raffaello e Michelangelo che sono il top. “Profilo di gabbia” ci sono sempre rimandi e collegamenti tra gli artisti, che parlano alla loro epoca in relazione con la storia e il normale sentire dell’arte.

Arte cristiana, nel rinascimento c’è una grande produzione di opere. Nel momento in cui si pone a servizio della religione, l’arte ha una sua funzione: arte e ambito della liturgia (chiesa che sposa le arti in funzione della propria liturgia) e un’arte per la devozione (privati che nella vita hanno un collegamento con la propria fede). L’arte per la liturgia, teologicamente c’è continuità della rappresentazione per immagine (le altre religioni sono aniconiche, immagine legata segni, simboli o elementi decorativi), nella chiesa cristiana si arriva a stabilire principi (nei concili), l’immagine è accettata e importantissima, è lo strumento per rappresentare l’incarnazione. Il linguaggio del rinascimento si propone a servizio dell’arte cristiana. Nel cristianesimo esistono tre filoni rappresentativi:

  • Rappresentazione narrativa (racconto storie di Cristo);
  • Rappresentazione del simbolo (rappresentare in un’immagine la figura del santo);
  • Rappresentazione di concetti teologici (traduzione teologia in immagini).

‘400, la chiesa d’occidente inizia a separarsi da quella d’oriente, che rimane quasi invariata. In occidente si unisce al potere.

Chiesa di San Francesco ad Arezzo, Piero della Francesca: arte cristiana con funzione narrativa, si accompagna nelle storie legate ai libri canonici o a delle tradizioni, vite dei santi, narrazioni leggendarie che compongono un apparato di narrazione che entra nella vita della chiesa attraverso le predicazioni. Piero della Francesca rappresenta la storia della vera croce, scene molto convincenti.

Piero della Francesca, Polittico di Sant’Antonio, 1460. Immagine della pala d’altare, dipinto di corredo all’altare con diverse dedicazioni. Stabilisce una sua gerarchia di immagine organizzata all’interno del polittico, nella parte inferiore ci sono riquadri con scene narrative, rappresentazione centrale ossia quella del personaggio a cui è dedicato l’altare, ai lati figure di santi, nella parte cuspidale c’è una rappresentazione legata a Dio. Costruzione con un potente senso narrativo, i devoti trovano l’elemento di racconto, di ispirazione che li aiutano nella preghiera. Rappresenta qualcosa che non è esattamente umano ma trascendente, attraverso l’uso del fondo oro, tipico delle scene con rilevanza teologica.

Novità nella cuspide, dove è rappresentata l’annunciazione collocata in uno spazio creato con senso di tridimensionalità, utile per mettere qualcosa di nuovo ma anche per sfruttare le conoscenze matematiche dell’artista a livello teologico. L’occhio dell’osservatore si muove in modo triangolare. Raffigurazione dei due santi che rappresenta in modo reale, il fondo oro è mantenuto e mantenuti sono anche gli elementi caratteristici dell’iconografia dei santi riconoscibili dai devoti. (Esempio Sant’Agata) permanenze che vanno avanti nei secoli che sono accettate come linguaggio comune.

Polittico della misericordia 1445-62 (Piero della Francesca, immagine pag precedente), Madonna con il manto aperto sotto cui si riparano alcuni devoti. Guardandolo interamente, la novità è nel crocifisso. La figura della Vergine, continua una tradizione forte che mette a confronto la figura di Maria con quella iconologica della chiesa, Maria è uguale alla chiesa che accoglie tutti. Parola – scrittura – immagine.

Pala Montefeltro (Piero Della Francesca) 1472. Uovo di struzzo appeso al soffitto. I personaggi sono irreali, Maria è con le mani giunte, il bambino sembra morto, personaggi intorno che non si sa cosa facciano insieme. Rappresentazione tradizionale che Piero reinventa con il suo linguaggio, ma è quello della sacra conversazione. Il rapporto tra i personaggi e lo spazio è risolto attraverso l’uso della prospettiva centrale. I protagonisti abitano la scena. Donato Bramante viene fortemente influenzato da queste prospettive, tanto che si presume la chiesa alle spalle sia stata disegnata da lui.

Uomo come misura del mondo, concezione che nel rinascimento diventa fortissimo.

Leonardo, Uomo vitruviano 1490, nelle sue partenze è un uomo vero e perfetto, in relazione però con la geometria, inserito all’interno di cerchio e quadrato che lo mettono in relazione con gli studi geometrici. Si vede anche in Francesco di Giorgio (studi su proporzioni) che inserisce una figura di un volto in un capitello o di un corpo nella pianta di una chiesa.

Necessità di tradurre in immagine dei concetti difficili da spiegare perché fanno parte di una trascendenza che l’uomo non può toccare -> rappresentazione della copertura delle volte.

1480, cappella Sistina con soffitto decorato con cielo stellato, piuttosto comune nelle volte delle chiese ma non è una semplificazione dell’immagine. L’idea iconologica è quella di essere all’interno di uno spazio concreto che però è sacro (luogo dove il mondo profano si incontra con la divinità, luogo speciale), che rappresento con la volta celeste. Preziosità: fondo oro, materiale molto pregiato. Pigmento dell’azzurro per il cielo è molto costoso (ad esempio cappella degli Scrovegni), pigmenti di lapislazzulo e oro.

Rappresentazione di concetti legati alla teologia: elementi che riconducono a concetti difficili da spiegare. La teologia è presente nella storia dell’arte cristiana si divide in arte orientale e arte occidentale. Linguaggi che viaggiano in parallelo, con elementi comuni: l’icona è codificata secondo delle immagini eterne e sono paragonabili al mondo terreno solo perché sono riconoscibili. Iconografia riservata a chi ha fatto studi teologici.

Trinità di Masaccio (1425-28), perfettamente rinascimentale. Opera dove si vede la novità data dalla modalità di rappresentazione. Spazio fittizio, che inganna l’occhio, formato da una volta che chi lo guarda pensa di vedere uno spazio vero: nicchia con diversi personaggi: scheletro, sopra le due figure di due devoti e in terzo piano la croce con Giovanni e la Madonna. Ultimo piano si colloca lo spirito santo e Dio. Inganno dell’occhio che colpisce molto. Concetto teologico: rappresentazione della trinità, primo mistero della fede. In questo caso è dato dal trono di grazia, racconto di una visione con Dio padre seduto in trono con una croce e la colomba. Masaccio mette dentro Dio padre in carne ed ossa. (Aspetto cronologico: rinascimento italiano del 400, in Europa è molto più tardo, inizia dal 1520). Trinità ignoto maestro austriaco, iconologia più forte dell’iconografia, il trono è come una architettura.

Masaccio, Madonna col bambino e Sant’Anna Metterza. Rappresentazione che si diffonde in Toscana. Vangeli apocrifi raccontano di lei, colei da cui deriva la figura di cristo, Anna è vera nonna. Masaccio porta novità: robusto bambino con una sua fisicità e bellezza nel volto. Anche la Madonna ha una sua fisicità, pur mantenendo nel contorno la tradizione.

Mistero trinitario: Andrei Rublev, trinità 1411. Tavolino con tre angeli, si rifà ad un momento dell’antico testamento. Trinità – Sacro Monte di Ghiffa, tre figure identiche messe vicino. Modi di rappresentare la trinità. Triplicare, idea ripresa anche da Leonardo (Salvator Mundi).

Giotto, Madonna con il bambino in trono: Maria con fattezze di donna, santi con una loro dimensione.

Madonna con bambino, Santa Caterina, San Nicola – Gentile da Fabriano. Relazione tra la donna più importante dell’umanità e il suo essere ancorata ad una realtà di obbedienza. Umiltà rappresentata dall’essere seduta per terra. Artista ottimo, gestione della materia di utilizzare materiali preziosi con maestria.

Filippo Lippi, Madonna Trivulzio (umiltà): sacra conversazione idealizzata.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/02 Storia dell'arte moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessiasrn di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di fondamenti di storia dell'arte moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Marani Pietro.
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