Antonio Moro 1519-1575
23/09/2020 Antonio Moro 1519-1575 è stato un pittore e ritrattista olandese.
Dei suoi primi anni di vita sappiamo che la sua educazione artistica iniziò sotto Jan van Scorel e la sua prima opera fu probabilmente il ritratto di Stoccolma, datato 1538.
Probabilmente visitò l'Italia nel 1550 dove a Roma imitò alcuni lavori di Tiziano.
Ritratto del Marchese Giambattista Castaldo
Ritratto del Marchese Giambattista Castaldo 1550 Thyssen-Bornemisza Museum.
Fu un nobil uomo che si distinse per la Battaglia di Pavia e la Battaglia di Roma.
Il protagonista si trova in un ambiente indefinito e scuro.
Il taglio scelto è tipico della ritrattistica del 500 dal ventre, figura si taglia a 3/4 ed è rivolta verso destra e lo sguardo si rivolge allo spettatore/osservatore.
Abbigliamento che sottolinea il ruolo e il prestigio personale e sociale, presenza del giustacuore con simbolo della croce Cavaliere dell'Ordine di Santiago.
Concilio di Trento e Paleotti
Durante il Concilio di Trento, ogni aspetto della fede venne affrontato dal punto di vista teologico che dottrinale che pratico: cardinale di Bologna, pubblica “discorso intorno alle immagini sacre e profane”.
1582 Il cardinale Gabriele Paleotti, un trattato che analizza la produzione artistica affermando cosa nella pittura e nella tradizione figurativa dovesse essere bandito e cosa no ma non si tratta di una vera e propria censura.
Dedica attenzione anche ai ritratti, tuttavia, non condanna totalmente la produzione ritrattistica perché bisogna considerare il fine/intenzione che porta alla realizzazione di un ritratto per ricevere lode e merito e dunque è il fine che ne determina la qualità e non nella qualità o nel messaggio che vuole trasmettere.
Il ritratto secondo Paleotti deve perseguire un fine edificante evitando di raffigurare dei dettagli inutili. Inoltre, si chiamano ritratti dal naturale vuol dire che attraverso questa critica non viene tralasciata la fedeltà alla natura a meno che il pittore non sia capace di dissimulare alcuni difetti che non vuol dire idealizzare ma nascondere.
D’Italia d’Europa.
Il ritratto nell'arte figurativa e dai Carracci al barocco
Slide 1: Il ritratto nell'arte figurativa e dai Carracci al barocco.
Scipione Pulzone
Scipione Pulzone (1550-1598): nasce a Gaeta svolgerà gran parte della sua attività a Roma dove morirà.
Pittore che crea una formula che mette insieme la pittura primo 500entesca creando un linguaggio sintetico: Andrea del Sarto ma anche Agnolo Bronzino ma anche termini di confronto con la ritrattistica fiamminga come quella di Antonio Moro (Probabilmente visitò l'Italia nel 1550 dove a Roma).
Era uno degli artisti più richiesti, è uno dei più richiesti ed ebbe la fortuna di ritrarre ben 4 pontefici.
➔ Lomazzo: decoro, vuol dire che chiunque venisse raffigurato doveva farlo emergevano le sue doti.
Ritratto di Cardinale Giovanni Ricci da Montepulciano
Ritratto di Cardinale Giovanni Ricci da Montepulciano (slide 3/1) Galleria Nazionale D'Arte Antica.
Il Cardinale è ritratto in un ambiente indefinito ed è seduto di 3/4 mentre osserva/rivolge lo sguardo all’osservatore.
Indossa una papalina e mozzetta rossa che certificano la capacità di dare resa materica e attenzione ai dettagli quali risentono di uno influsso dalla pittura fiamminga.
Ritratto del Cardinale Antoine Perrenot de Granvelle
Ritratto del Cardinale Antoine Perrenot de Granvelle Musee du temps.
Il ritratto è inserito in un ambiente indefinito e scuro. L’unico dettaglio che si nota è un drappo blu davanti al quale si taglia a mezzo busto mentre poggia il braccio sx su un basamento in primo piano e trattiene un volume. Indossa una mozzetta rossa da cui esce un colletto bianco.
Il volto si dirige verso l’osservatore: notare la qualità materica della morbidezza della barba e dell’incarnato (così anche nella mozzetta) → Si nota il dettaglio dell’anello elemento che indica il ruolo e il prestigio della figura.
Ritratto di Bianca Cappello
Ritratto di Bianca Cappello (fu prima amante e poi moglie del granduca di Toscana Francesco I de' Medici) 1584, Kunsthistorisches Museum, Vienna.
Realizzato durante il suo soggiorno Fiorentino.
Ritratto di Marco Antonio Colonna
Ritratto di Marco Antonio Colonna Galleria Colonna.
È stato un nobile, condottiero, ammiraglio e mecenate italiano I principe di Paliano, III duca dello stesso e di Tagliacozzo.
Federico Barocci
Federico Barocci: (1528/1535) è originario di Urbino, fu un pittore ricercatissimo ma rimase sempre ad Urbino e da qui mandava le sue pitture. Ebbe un soggiorno romano. Fu uno dei massimi rappresentanti della pittura della controriforma, scegliendo uno stile raffinato: pose composte, colori accesi e non stridenti e impasto morbido che rende vivo l’incarnato ed esalta il tratto psicologico dei ritrattati diventando anche una linea parallela e alternativa a quella di Pulzone.
Ritratto di Francesco Maria della Rovere
Ritratto di Francesco Maria della Rovere: 1572 (aveva 23 anni e vittorioso dalla battaglia di Lepanto) attualmente si trova agli Uffizi.
È stato un nobile e condottiero italiano rinascimentale, duca di Urbino e Sora.
L’opera giunse nel 1631 per via ereditaria nella città di Firenze passando prima dalla famiglia dei Montefeltro e poi a Della Rovere. Essa entrò a far parte delle collezioni medicee insieme all’intera collezione Della Rovere, ereditata da Vittoria andata in sposa a Ferdinando II de’ Medici.
Già era stato ritratto da Tiziano nel 1538 che poté studiare nelle raccolte del Palazzo Ducale di Urbino.
La figura si trova in un ambiente scuro e poco definito su cui si taglia la figura di 3/4 rivolta verso dx e con lo sguardo rivolto all’osservatore.
Volto giovanile e roseo, attenta verità fisiognomica.
Descrizione accurata dell’armatura e cura della qualità del lustro metallico e impreziosita cromaticamente da questa fascia rossa.
➔ Gian Pietro Bellori, fu uno dei biografi più importanti degli artisti del Barocco Italiano nel XVII secolo: nel 1672 Le vite de' pittori, scultori et architetti moderni, descriveva che quando tornava da battaglie o missioni diplomatiche si fermava proprio presso la bottega di Barocci; gli concesse anche una stanza nel Palazzo abitato dalla famiglia delle Rovere.
Ritratto di donna o Marchesa del Vasto
Ritratto di donna o Marchesa del Vasto (giovinetta non identificata o forse sia la sorella di Francesco Maria della Rovere) Uffizi.
Rigido abito con corsetto damascato con abbondante gorgiera a lattuga.
Fisiognomia delicata e non priva di un’apparente ingenuità: e la morbidezza dell’incarnato e anche frutto di un’esperienza disegnativa è tipico di Barocci di rendere la delicatezza.
Disegni che evidenziano la sua capacità di inserire le figure nell’atmosfera infatti una pratica che svolgerà per tutta la vita numerosissimi.
Testa di uomo con barba
Testa di uomo con barba: disegno a pastello: 1579-1582.
Il disegno raffigura il volto di un uomo con una folta barba. Tecnicamente il disegno è molto sfumato ma non perde di qualità e forza realistica con una connotazione naturalistica che rappresenta una vera e propria alternativa all’austera ritrattistica ufficiale.
Autoritratto
Autoritratto: fine 1596-1600 Uffizi che segnano anche il progresso della fisiognomia dell’autore.
Aveva poco più che 60 anni: Barocci è autore di numerosi autoritratti lo stesso della barba, segna l’età avanzata. Il volto è lasciato in penombra e c’è un abile uso della luce dato dal gioco di chiaroscuri ed esaltano i segni del tempo.
La figura si taglia dalle spalle in su, su uno fondo scuro dando focus al volto: capelli sono molto radi e il colore grigio. In particolare, le rughe intorno agli occhi e le occhiaie; gli stessi sono fissi sull’osservatore e abilissimo nel rendere la qualità materica. Il naso non è perfetto e la barba connota l’età avanzata quale nasconde leggermente la bocca.
Sono /ideale.
Ritornando a Bologna
Ritornando a Bologna, 2 città per importanza pontificia, incontriamo degli esempi di ritrattistica lontana da quale aulica e decorosa tipica di Roma. Una ritrattistica che sottolinea l’immediatezza familiare, momenti di vita quotidiana con intendi di rappresentazione più affettuosa.
Giovan Battista Moroni
Giovan Battista Moroni è stato un pittore italiano, nasce ad Albino, città bergamasca e dunque lombarda. Moroni, formatosi presso il Moretto, da cui riprende l'intonazione severamente devozionale nei dipinti di soggetto religioso, è famoso soprattutto per la sua attività di ritrattista definiti «ritratti in azione», presentando personaggi nell'attimo in cui stanno compiendo un gesto, in modo da evitare l'arida fissità del ritratto ufficiale.
Ritratto di Antonio Navagero
Ritratto di Antonio Navagero 1565 Pinacoteca di Brera.
Fu quindi podestà, di Bergamo, nel biennio 1564-1565 anni in cui la faida tra la famiglia Albani e quella dei Brembati fu più violenta, e che causò l'allontanamento del Moroni da Bergamo per rifugiarsi un decennio ad Albino.
Il dipinto raffigura un uomo che con la mano sinistra poggia sulla base di una colonna dove è presente la scritta CUM BERGAMO-PREATURAM SUSTINERET M.D.LXV, data in cui rettore di Bergamo era il veneziano Antonio Navagero. Si scorge dietro il soggetto un cielo plumbeo.
Il Navagero indossa un soprabito scuro profilato in pelo di lince dalle striature biancastre, grigie e nere. Il soprabito, completamente aperto sul davanti, lascia vedere un completo rosa pesca molto acceso, con un piccolo spacco poco sopra la braghetta molto attillata, qui eccessivamente esibita e pronunciata.[6] L'abito è quello della carica che il Navagero ricopriva. Il Moroni ponendo il soggetto in un atteggiamento molto confidenziale nonché molto differente dalle raffigurazioni tipiche internazionali, che l'artista aveva studiato, anticipa quella che sarà la novità del Caravaggio con la sua raffigurazione del vero.
Il sarto
Il sarto: 1570 olio su tela National Gallery (1862 comprato da Charles Lock Eastake in Italia per la National Gallery essendone il primo direttore).
Non conosciamo la committenza e si presume un rappresentante della famiglia Marioni di Desenzano al Serio: originariamente il quadro faceva parte della famiglia per poi passare a quella dei Frizzoni che da quel momento in poi entra a far parte della collezione privata nel Palazzo di Famiglia.
L’opera testimonia l’attività di Moroni di dipingere persone importanti all’usanze del tempo caratterizzate →
In un ambiente spoglio si nota la figura di un giovane ragazzo dai capelli e la barba scura, osserva l’osservatore ma è colto nell’atto di iniziare a tagliare un tessuto di lana → l’uomo non come un sarto ma come un venditore di panneggi stoffe pregiate di ottima qualità ciò potrebbe classificare infastidito dall’osservatore.
Sembra infatti poggia le forbice e volge uno sguardo che sottolinea il disturbo arrecato al suo lavoro = scena piena di veridicità e intensità.
Indossa un vestito molto elegante dagli ampi pantaloni a sbuffo di moda spagnola, una giacca chiamata farsetto dal quale spunta una gorgiera bianca pieghettata e la stessa che esce dalle maniche → → Marco Boschini nel volume “Carte del navigar pittoresco” designa il quadro con l’attività rappresentata ossia la sartoria Il sarto.
Carracci
Slide 2 Carracci: tre parenti bolognesi, città che risente delle istanze della controriforma. Annibale (1560-1609), Agostino (1557-1602) e il cugino Ludovico (1555-1619).
Pittura che ha contribuito con il distacco dal manierismo cercando una pittura basata sull’osservazione dell’uomo nella sua naturalezza e legato alla fedeltà delle cose.
Primo piano era riservato all’uso del disegno come strumento preparatorio insegnato presso la loro accademia inaugurata nel 1582 come Accademia dei Desiderosi e nel 1590 come degli Incamminati (ma stesso anno in cui Ludovico se ne distacca). Disegno, naturalezza, gesti, pose, sguardi (rappresentazione degli affetti) sono gli elementi che rendono la loro cifra stilistica.
Ludovico Carracci
Ludovico Carracci:
Ritratto famiglia Tacconi: 1589/90 circa - Pinacoteca Nazionale, Bologna.
Un dipinto molto anticonvenzionale rispetto ai generi consueti che evidenzia in maniera significativa cosa sia la pittura di ritratto in questo periodo.
Taglio inconsueto, le figure sono al lato della tela quasi incastrate le une sulle altre.
Tra i soggetti anche la sorella Prudenzia con la famiglia (Francesco Tacconi che aveva sposato la sorella di Ludovico) insieme ai due figli immersa in un sentimento intimo e quotidiano = rara intensità psicologica.
Ritratto di giovane con cappello
Ritratto di giovane con cappello: Roma messo di sbieco ma che comunque ne caratterizza l’eleganza.
Indossa un cappello conico con larga tesa.
Il giovane si posiziona frontalmente ma guarda all’esterno del dipinto attirato da qualcosa che noi non vediamo e che non coincide con lo sguardo dell’osservatore.
Questa affettuosa intimità è espressa con assoluta sintesi e degli strumenti pittorici: tratto disegnativo molto marcato che segna la giubba e il colletto dell’abito.
Madonna dei Bargellini
Madonna dei Bargellini 1588 Cappella Buoncompagni.
Committente appartiene alla famiglia Bargellini, famiglia bolognese, legata al defunto papa, Gregorio XIII.
- In basso a sx: la vedova Cecelia Bargellini avvolta nel panno scuro con le mani giunte è la committente affiancata da alcuni santi: Santi Domenico, Francesco e la Maddalena.
- In alto dx: madonna con il bambino, non sono centrali.
- Sullo sfondo: in alto si trovano degli angeli musicanti + la città di Bologna riconoscibile dalle torri.
Si percepisce l’influenza delle pale veneziane come quelle di Tiziano, creare una composizione simmetrica con il protagonista centrale e la sacra famiglia laterali ma anche con la cultura parmense e con Correggio data la morbidezza degli incarnati.
La luce proviene da destra ed ha una valenza divina ed accende i colori e la resa materica delle stoffe.
Sacra famiglia con donatori
Sacra famiglia con donatori (la carraccina), Pinacoteca Civica di Cento.
Ambientazione architettonica ridotta all’essenziale, punto di vista ravvicinato mettendo focus sui committenti in basso in basso: i committenti del dipinto ma rappresentati a mezzo busto: posizione defilata rispetto alla presenza sacra ma che non manca per testimoniare il ruolo della committenza.
Linguaggio immediato dei gesti e degli sguardi: occhi di San Francesco rivolti alla vergine e il Bambino che si protende con spontaneità verso il Santo così come Giuseppe osserva con intimo amore verso la Vergine, piedi incrociati con naturalezza e gesto naturale e giochi di sguardi e gesti tra gli angeli sulla destra.
Annibale Carracci
Annibale Carracci: 1560-1609 Tipica della sua ritrattistica sono soggetti occasionali colti in atteggiamenti molto molto quotidiani ma con grande partecipazione emotiva.
1588 si spostò a Roma.
Ragazzo o giovane che beve
Ragazzo/Giovane che beve, Collezione privata senza arrivare all’estremizzazione realistica dell’atto.
È un dipinto di genere che coglie un momento di vita quotidiana ma pieno di dinamicità e forza vitale.
Il ragazzo porta il corpo/collo, dal taglio monumentale ed il volto scorciato in maniera precisa, leggermente indietro per accompagnare il bicchiere trattenuto dalla mano dx mentre l’altra trattiene una brocca di vetro.
Notare la qualità materica data dalle stoffe e i panneggi nonché al vetro e ai riflessi delle finestra sul vetro stesso.
Mangia Fagioli
Mangia Fagioli 1585, galleria di Palazzo Colonna a Roma anche questo è un dipinto di genere in cui è possibile cogliere l’influenza.
Si tratta verosimilmente del dipinto di genere più noto eseguito dal maestro del suo maestro. La scena è ambientata in una locanda o anche all’interno di una casa dunque umile e quotidiano. Non ci sono elementi/dettagli per dare una precisa ambientazione della scena dove si trova il soggetto seduto ad una tavola particolarmente imbandita di cibo e altri cibi frugali e le maioliche e terrecotte nonché una zuppa di fagioli che dà il titolo all’opera e che il soggetto si appresta a mangiare anche una certa avidità.
Inoltre, il soggetto è trattato in modo semplice umile e dal suo abbigliamento al suo volto segnato dalla fatica che segnala un probabile condizione sociale molto povera/umile. In primo piano si trova natura morta.
Finire anni ’80 del 500.
Ritratti di ragazzini con gatto
Ritratti di ragazzini con gatto: MET.
Dopo un lungo percorso collezionistico nel 1944 si trova in un mercato di antiquariato e poi al MET.
All’interno di uno spazio indefinito ci sono due bambini intenti a giocare forse in maniera dispettosa con il gatto. Il ragazzo sulla dx stuzzica il povero animale con un gambero provocando la particolare reazione del gatto mentre sulla sx una bambina, forse, sua sorella ride con gusto condividendo un momento scherzoso.
Evidenzia l’attenzione alla verità quotidiana che A.C. porta durante gli anni di attività Bolognese.
Un esempio di curiosità aneddotica e osservazione scherzosa della realtà. Non sappiamo chi sono i soggetti ma chiaramente sono persone con cui ha chiaramente familiarità.
Disegno di Sofonisba Anguissola
➔ Metà degli anni ’50 del ‘500 ed è conservato a Capodimonte: disegno di Sofonisba Anguissola: è una pittrice che in tempi recenti è stata riscoperta potrebbe essere un precedente di un ragazzo morso da un gambero provocando l’espressione di dolore sul volto mentre la seconda figura cerca di consolarlo.
Disegno può rappresentare un precedente dell’opera appena vista che a sua volta la fonte potrebbe essere Caravaggio.
Ritratto di mestieri
Ritratto di mestieri (spazzacamino).
Evidente attenzione alla realtà, allo spazio esterno e pubblico, testimoniata da una serie di disegni che servivano ad illustrare i diversi mestieri che aveva corso a Bologna in quegli anni. Una vera e propria saga popolare i cui rappresentati sono le figure del ceto umile bolognese. Testimonianza anche dei mestieri della Bologna del tempo. In questo caso vediamo lo spazzacamino ed è per altro quello riconosciuto come certo autografo e si collega meglio alle incisioni del libro di Simon Guillai.
Ebbero molto successo e vennero pubblicati da Simon Giullain che pubblicò nel 1846 che realizzò un volume sulle arti bolognesi e illustrato con queste incisioni di da Rime e l’ortolana-venditore di aglio e cipolle e Brentatore di Vino; -Stagnaro e Tripparolo; -Cieco.
Con temi mitologici legami all’amore dalla 1595 Annibale dopo si sposta a Roma chiamato da Odoardo Farnese per decorare la Sala Grande del Palazzo Farnese metamorfosi di Ovidio per celebrare il matrimonio politico tra Ranuccio (fratello di Odoardo con Margherita Aldobrandani. Viene completata nel 1601.
29/09/20 Cristo in Gloria, 1597–1598 (da po
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