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Storia della pedagogia

Educazione

Educazione: dal latino “educo”.

  • Faccio crescere, allevo.
  • Conduco fuori, tiro fuori.
  • È un percorso di tutta la vita.
  • Garantiva che gli apprendimenti venissero trasmessi di generazione in generazione.
  • Pratica antica, non si sa con precisione quando è nata.

Ci sono due tipi di educazione:

  • 1) Formale: fornisce insegnamenti con un’esplicita finalità pedagogica, es. la scuola.
  • 2) Informale: insegnamenti che non sono “dichiarati”, es. so che non devo uscire in pigiama.

Insegnamento

Insegnamento: “in segno”, lascio il segno, trasmetto.

  • Prima significava lasciare il segno in modo concreto sull’argilla, sulla cera.
  • Dopo ha significato trasmettere contenuti, norme, ecc.

Pedagogia

Pedagogia: pais = bambino, ago = conduco. Il pedagogo portava il bambino a scuola.

→ → → “gia”, logos, discorso, discorso sul bambino.

  • Discorso sulle teorie educative e su come si formano le persone.
  • Nasce nell’antichità: Socrate insegnava, Dante faceva riflessioni pedagogiche.
  • È diventata una scienza autonoma a fine ‘800 - inizio ‘900, in un momento in cui si inizia a riflettere sui confini epistemologici delle scienze.

Differenza tra educazione e pedagogia: l’educazione sono fatti, azioni, la pedagogia è una riflessione, un discorso sui fatti e sulle azioni dell’educazione.

Formazione

Formazione: formare, verbo latino degli artigiani, formare i vasi.

  • Processo che consente all’individuo di conoscere sé stesso e di definirsi.
  • È più ampio dell’educazione e contiene tutti gli accadimenti e gli avvenimenti che portano ad un cambiamento nelle persone.

Istruzione

Istruzione: “instruo”, metto in ordine l’accampamento, la cavalleria, verbo militare.

Poi è diventato mettere in ordine nozioni, competenze.

  • Ha a che fare con l’ambito dell’educazione formale.
  • Ha più a che fare con una trasmissione rispetto che all’educazione: attraverso l’educazione si ridefiniscono valori e significati culturali, mentre con l’istruzione si trasmettono conoscenze, nozioni e competenze.
  • L’educazione presuppone una relazione tra adulti e giovani, adulti e bambini o tra pari, l’istruzione può avvenire tra pari o generazioni diverse, ma non prevede nessuna relazione, es. guardare un tutorial su YouTube.

La nascita della scrittura

La nascita della scrittura ha cambiato la storia dell’educazione.

È nata per l’esigenza di avere memoria dei conti.

Esempi:

  • 1) Tavoletta antica 3100 – 3000 a.C.: tiene il conto delle vendite delle birre e dei dati sulla produzione dei vasi di birra.
  • 2) Papiro matematico Rhind 1550 a.C.: contiene dei problemi matematici e geometrici riguardo alla divisione dei campi, delle aree che dovevano essere risolti; senza la scrittura non sarebbe stato possibile fare questi conti.
  • 3) Tavoletta del Diluvio 700 – 600 a.C.: aveva la funzione di scrittura creativa, si chiama così perché racconta di una divinità che si rivolge ad un uomo dicendogli di distruggere la sua casa per costruire un’arca per proteggersi dal diluvio, metterci dentro tutti gli esseri viventi e le piante e di salvare tutti → controversie con la Bibbia.

Perché la nascita della scrittura è così importante?

Con la trasmissione orale non si riesce ad arrivare a tante persone, la scrittura invece permette di arrivare a più gente, e di conseguenza a più culture.

La scrittura “fissa” il testo, non consente nessuna modifica, come succedeva con la trasmissione orale.

→ → La civiltà orale è fondata sull’esempio, civiltà dell’angoscia, paura di perdere informazioni, valori, conoscenze e competenze.

Con la scrittura l’angoscia viene meno.

La scrittura ha avuto un processo di diffusione molto lento.

Testimonianze sulla diffusione della scrittura

Testimonianze sulla diffusione della scrittura:

Erodoto: racconta dell’invasione persiana nel V secolo a.C.

Temistocle, capo dei greci, sprona le città della Grecia a resistere all’invasione scrivendo sulle pietre che c’erano nelle strade e quindi spronando la gente ad imparare a leggere.

Nel V secolo in Grecia la scrittura era abbastanza diffusa: sapevano scrivere solo gli uomini di un ceto sociale più abbiente.

La scrittura inizia a legarsi alla democrazia, parola che compare per la prima volta in una tragedia di Eschilo: “Le supplici”.

Racconta di queste donne egiziane che prendono un barcone partendo dall’Egitto perché perseguitate, arrivano fino in Grecia, dove chiedono al re diritto d’asilo.

⇒ Lui dice che bisogna votare in quanto sono una democrazia, si va a votazioni e accettano la permanenza delle donne.

Perché la democrazia è legata alla scrittura?

Perché con il passaggio alla scrittura arrivano le leggi scritte, si passa quindi da una legislazione orale ad una scritta.

La legislazione orale non faceva sì che la legge fosse uguale per tutti, e faceva sì che la legge venisse interpretata e tramandata, quindi veniva modificata in continuazione.

→ Il passaggio alla legge scritta causa isonomia: la legge è uguale per tutti.

Legame scrittura – votazione

Legame scrittura – votazione:

Ad Atene votavano per alzata di mano, ma l’ostracismo prevedeva la scrittura.

↓ Richiama la scrittura su un coccio.

Si andava in parlamento e ad ognuno veniva consegnato un pezzo di coccio, sul quale bisognava scrivere il nome di un politico disonesto.

⇒ Il voto era segreto.

Si contavano poi i voti, e chi era stato votato in maggioranza veniva esiliato.

⇒ Tutti dovevano saper scrivere.

Scuola

Scuola: “tempo libero”.

  • Solo chi aveva tempo libero poteva andare a scuola, perché se la famiglia fosse stata povera anche i bambini avrebbero dovuto lavorare.
  • Era un lusso e lo è tuttora.

Anche in Grecia andavano a scuola a 6-7 anni.

Perché si va a quell’età?

⇒ Dai 6 anni si iniziano a cambiare i denti, si cresce e si diventa grandi.

VI – V secolo a.C.

VI – V secolo a.C.: iniziano riflessioni importanti.

  • Nasce la medicina occidentale con la scuola di Ippocrate.
  • Si fissa un metodo scritto:
  • 1) Il medico deve ascoltare → anamnesi.
  • 2) Valuta i sintomi → segnali.
  • 3) Fa la diagnosi.
  • 4) Valuta cosa fare → prognosi.

Nasce la storiografia: studia i fenomeni umani.

→ Diffusione testi scritti: c’erano luoghi in cui venivano letti in pubblico.

Il mondo greco

La cultura greca, con la sua filosofia, l’arte e la letteratura, la nascita della democrazia, ha influenzato profondamente il mondo occidentale.

→ → La sua visione del mondo, centralità dell’uomo, una delle novità più importanti del mondo antico.

→ Per questo motivo, l’educazione in Grecia assume un ruolo importante, riflessione sull’educazione del tutto innovativa.

→ III millennio a.C.: si sviluppa la civiltà minoica a Creta, la raffinatezza dei prodotti artistici e la diffusione di un sistema di scrittura fanno pensare ad una civiltà ricca e articolata.

→ Questa civiltà vide la fine nel II millennio a.C.: l’esplosione dell’isola vulcanica di Santorini ebbe conseguenza disastrose.

→ Successivamente alla civiltà minoica arrivò la civiltà micenea o egea, formata da popolazioni greche provenienti da Micene che occuparono Creta.

Si trattava di popolazioni achee formate nel II millennio a.C. che ricorrevano alla guerra come mezzo di espansione territoriale e di acquisizione di materie prime.

Le civiltà egee conoscevano la scrittura, avevano una buona struttura amministrativa e praticavano l’agricoltura, la lavorazione dei metalli e il commercio marittimo.

→ XIII secolo a.C.: furono travolte dai Dori provenienti da una regione danubiana.

Omero

Omero:

È stato definito da Platone “l’educatore della Grecia” per la qualità letteraria ma soprattutto per il contenuto etico ed il valore storico dell’“Iliade” e dell’“Odissea”, utilizzate per molto tempo come strumento educativo.

→ Iniziano a circolare in forma orale intorno al IX secolo a.C. tramite poeti e cantori che memorizzavano i versi e a seconda del luogo e del pubblico che avevano davanti aggiungevano delle varianti.

Iliade

Iliade:

→ Traccia un ritratto ben preciso della Grecia arcaica: descrive le culture, la religione, la morale, ma anche come si costruiscono le navi e come si decora lo scudo di Achille.

→ Autobiografia di un ceto nobile e guerriero che narra sé stesso.

→ → Ideale di uomo: virtù del guerriero unita a quella del saggio. L’uomo ideale conosce la forza, il coraggio e il valore nel combattimento, ma allo stesso tempo è giudizioso, ascolta i consigli prudenti, sa parlare e farsi ascoltare → idea arcaica.

Odissea

Odissea:

→ L’uomo ideale nell’Odissea ha dei tratti aggiuntivi oltre a quelli descritti nell’Iliade: uomo nobile e valoroso, ma anche ribaldo, occupato in attività che non hanno più nulla di regale, non inseribile nella seduzione femminile, smemorato → laicizzazione della concezione dell’uomo → visione classica.

L’educazione nella Grecia arcaica

L’educazione nella Grecia arcaica:

Era riservata ai giovani delle migliori famiglie.

Comprendeva molte attività:

  • → Esercizi fisici attraverso il combattimento, pugilato, lotta.
  • → Uso delle armi, spada, lancia, arco.
  • Pratica del carro da guerra.
  • Musica.
  • Poesia.
  • Danza.
  • Canto.
  • Religione.

→ La formazione era affidata a più soggetti: al padre, in primo luogo, ma anche a sapienti ed anziani appartenenti allo stesso ambiente aristocratico.

La poesia, oltre che una fonte di istruzione letteraria, era anche una galleria di modelli di etica dell’onore, di esaltazione del valore, accettazione della morte in battaglia in nome di un ideale.

→ Gli eroi omerici sono esempi che acquistano una grande valenza educativa.

→ → Altro riferimento educativo per i giovani: “Le opere e i giorni” di Esiodo, storie di eroi proposti come modelli di vita.

→ → Prometeo, punito dagli dèi per aver rubato il fuoco e averlo dato agli uomini.

→ → La sua punizione fu quella di lavorare per Esiodo, infatti, il lavoro è sia un castigo divino che la possibilità offerta all’uomo per migliorare sé stesso e perseguire ideali di giustizia.

L’educazione nella Grecia classica

L’educazione nella Grecia classica:

A partire dal VIII secolo a.C. i regni dell’età arcaica cambiano il loro modello di organizzazione sociale e politica.

→ La polis del periodo classico è una città-stato più vasta territorialmente, presenta forme diverse di organizzazione del potere: monarchie, oligarchie, regimi tirannici e le prime forme di democrazia.

→ La scrittura fu una delle eredità più ricche che la Grecia classica ci ha lasciato: aggiunta delle vocali, direzione scrittoria da sinistra a destra, basi per la scrittura europea.

La Grecia classica riprese il concetto di centralità dell’uomo della Grecia arcaica, ma con una prospettiva diversa: prima l’uomo era un eroe-guerriero, adesso è un cittadino che partecipa alla vita della comunità, contribuisce al governo, combatte nel suo nome → idea laica, tutt’altro che felice.

Concezione degli dèi

Concezione degli dèi:

→ Diversa rispetto ai modelli orientali, alla natura divina si aggiunge una concezione più umana.

→ Gli dèi sono uomini e donne con passioni e debolezze terrene.

La tragedia come momento educativo

La tragedia come momento educativo:

→ Porta l’uomo alla consapevolezza dei limiti insiti nella condizione umana: la sapienza si raggiunge tramite la sofferenza.

→ Il dolore non nasce solo dalla natura, ma è una conseguenza delle azioni dell’uomo.

→ La scelta implica la possibilità dell’errore o della colpa.

→ Hybris, empietà, azione che rompe l’equilibrio tra l’uomo, la divinità e la natura, merita la vendetta degli dèi per ristabilire la giustizia.

La polis come comunità educante

La polis come comunità educante:

La polis presuppone delle conoscenze iniziali condivise e di idealità che accomunano i cittadini.

→ Fin dall’infanzia devono essere introdotti alla cultura della propria comunità, affinché ne rispettino le leggi e i divieti.

È educativa la partecipazione dei cittadini ai diversi momenti di vita della polis:

  • 1) Assemblee: luoghi di discussione nei quali si confrontano diverse opinioni, si contano i voti e si prendono decisioni in base alla maggioranza. In questi luoghi cresce l’importanza della dialettica e della retorica come arte di persuasione.
  • 2) Rappresentazioni teatrali: possono essere tragedie che fanno riflettere l’uomo riguardo a problemi etici presenti ancora oggi oppure commedie che prendono di mira i difetti dell’agire umano.
  • 3) Agonali: giochi ginnici maschili e femminili che si svolgevano in palestra.

→ Erano vere e proprie gare finalizzate a vincere una sfida.

Funzione educativa:

  • Mobilita le energie fisiche, contribuendo alla crescita armonica del corpo.
  • Richiede concentrazione mentale e la volontà di eccellere, sostenendo lo sviluppo del carattere.

→ Ideale del “bello e buono”: stretto rapporto tra le qualità fisiche e morali che l’uomo deve perseguire.

→ Negli agonali la dimensione ludica si univa a quella religiosa: gli spettatori erano come dei fedeli che partecipavano ad una festa religiosa.

→ I vincitori, infatti, venivano onorati con statue, e la loro fama arrivava in tutta la Grecia, portandoli a diventare eroi immortali.

  • 4) Cerimonie religiose: la religione ha una dimensione sociale, comunitaria e statale.

Le divinità erano sempre più umane e ora anche cittadine.

L’educazione familiare

L’educazione familiare:

→ Anche nello spazio privato la funzione educativa è centrale: la donna è protagonista all’interno dell’oikos, la casa, è moglie, madre e guida dei lavori domestici.

L’uomo, invece, è il kyrios, il signore della casa.

→ Nella prima infanzia la madre introduce i figli alle funzioni fondamentali: linguaggio, socializzazione, relazioni con la comunità domestica.

  • → La bambina viene educata alla dipendenza prima dal padre, poi dal marito; diventata sposa e madre, le competono l’allevamento e l’educazione dei figli, sempre sotto l’autorità del kyrios.
  • Il bambino, raggiunti i sei anni, affronta fuori casa un percorso formativo affidato ad altri soggetti e istituzioni educativi, sempre sotto la guida della figura paterna.

L’educazione ateniese

L’educazione ateniese:

→ A partire dal VI secolo a.C. Atene diventa una delle città più potenti della Grecia.

→ Mutamento processuale che richiede una popolazione capace di leggere e scrivere, accresce l’importanza dell’istruzione.

→ Il bambino a sei anni viene avviato al gymnasion, scuola diffusa in tutta la Grecia gestita dalla polis.

⇒ → I caratteri variano da una città all’altra; ad Atene era aperto a tutti, compresi gli schiavi e le donne.

Il gymnasion assicurava:

  • 1) La formazione fisica di bambini e bambine che svolgono le prime attività ginniche e ludiche. Man mano che vanno avanti, queste attività diventano più impegnative: corsa, salto, uso del giavellotto, lancio del disco → attenzione per lo sviluppo fisico dei giovani.
  • 2) La formazione intellettuale mediante lo studio della musica: strumenti musicali, canto, danza e conoscenze letterarie, poesia e poemi omerici. La conoscenza di Omero non è più affidata soltanto alla memoria, ma passa attraverso alla lettura.

→ → Al compimento dei 20 anni il giovane diventa efebo, raggiunge la maggiore età.

⇒ Il padre lo porta ad una cerimonia di iniziazione che gli conferisce lo status di cittadino: può votare nella polis e viene iscritto alla leva militare, affianca l’educazione letteraria e musicale.

Chi vuole, poi, può continuare lo studio della filosofia.

L’Accademia e il Liceo

L’Accademia e il Liceo:

  • L’Accademia era un luogo in cui si studiava la filosofia insieme ad alcune materie scientifiche e si curava la formazione politica del filosofo.
  • → Il Liceo tendeva ad un’istruzione enciclopedica: fisica, metafisica, logica ed etica.
  • In entrambi si praticava una vita comunitaria tra maestro e discepoli, e l’insegnamento si svolgeva in forma colloquiale passeggiando.

I sofisti

I sofisti:

Erano dei filosofi esperti nella tecnica della retorica e nella persuasione utili a chi volesse affermarsi nella vita politica.

Introdussero delle novità che hanno prodotto delle conseguenze significative sull’educazione:

  • 1) Si pongono come nuovi soggetti educativi, in concorrenza con la famiglia, la religione e la polis in quanto comunità educante.
  • 2) Diffondono un messaggio filosofico che lascia in secondo piano i valori e i principi morali, per privilegiare un sapere pratico che rispettasse gli interessi dell’uomo, essendo “misura di tutte le cose”, si sposta al centro del discorso educativo.

L’educazione spartana

L’educazione spartana:

È un’educazione dai caratteri opposti rispetto a quella di Atene.

→ Sparta è uno stato totalitario: ha un’organizzazione di tipo militare, è divisa in classi ed è chiusa verso l’esterno, ha una posizione geografica che favorisce l’isolamento.

I bambini erano allevati dalle madri fino

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ariannadb01.12 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della pedagogia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Seveso Gabriella.
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