STORIA DELLA MEDICINA
domande a risposta multipla 4 marzo 2026
STORIA DELL’ETICA MEDICA
Che cos’è l’etica? L’etica è un sinonimo di filosofia morale. Come sappiamo la filosofia si occupa di tantissimi
argomenti, per esempio ci sono filosofi che si occupano di capire la migliore forma di governo(filosofi politici), quelli
che si occupano di capire quando siamo davanti ad un’opera d’arte(estetica o filosofia dell’arte). Quando i filosofi si
occupano di studiare ciò che è bene e ciò che è male, i cosiddetti principi etici, siamo di fronte alla filosofia morale o
etica. Se vlessimo essere precisi c’è una differenza tra morale ed etica. Morale è ciò che è bene e ciò che è male per il
singolo mentre l’etica riguarda ciò che è bene e ciò che è male il gruppo(l’Italia, la classe, la famiglia, ecc), tuttavia sono
spesso usati come sinonimi e li useremo anche noi come sinonimi.
La filosofia morale o etica studia ciò che è bene e ciò che è male.
Il bene ed il male non esistono in natura, cono elementi empirici, per cui come si fa ad individuarli? Si riflette, sono
riflessioni/pensieri. Allora potremmo pensare che ognuno può dire la propria ed è così, non c’è una verità assoluta.
Ogni gruppo può avere i propri concetti etici di bene e male, può anche capitare che i singoli siano in contrasto con i
gruppi(ad esempio nella mia famiglia è ritenuta bene una cosa ma per me è male).
Quindi come fare ad individuare, ad esempio per un gruppo, ciò che è bene e ciò che è male? Perché se siamo da soli
non c’è problema, ma se siamo già in due è un problema. Si fa come si fa in filosofia, cioè attraverso un confronto
basato su argomentazioni logico analitiche=razionali, è il contrario dell’impulsività/delle emozioni.
Non basta dire “per me quando il professore entra in una stanza è bene che gli studenti si alzino in piedi”, questa è una
tesi etica/morale perché dico che qualcosa è bene ma non è sufficiente enunciarla, bisogna che io argomenti. Potrei
dire che per me è bene perché i ruoli sono differenti, non siamo sullo stesso piano, i professori sono superiori e gli
studenti sono inferiori a livello gerarchico nella struttura didatti e quindi alzarsi in piedi da parte degli studenti può
essere un modo di dimostrare rispetto nei confronti dell’autorità, il docente. È una provocazione. Se invece agissi di
pancia potrei dire che per me è bene perché altrimenti mi arrabbio e perché mi sento che è giusto così, non è
un’argomentazione. Possono esserci infinite motivazioni, lo studente può ribattere ma anche un altro docente può
farlo.
Nel confronto dialettico tra le varie pozioni ha la meglio colui che ha la motivazione più forte e quindi vince il dibattito.
Perché non va bene lasciarsi andare ai sentimenti e alle emozioni(etica emotiva)? Perché, se si ha la stessa sensibilità
dell’altro va bene ma se, come succede, ognuno ha la sua sensibilità non ci si trova e quindi si alzano dei muri.
Bisognerebbe sentire tutti nello stesso modo.
Vediamo che c’è scritto filosofia pratica, è vero che sono tutte riflessioni e pensieri ma se noi riusciamo ad individuare
ciò che è bene e ciò che è male mediante una motivazione riusciremo poi ad avere una ricaduta pratica molto concreta
nella vita di tutti i giorni, avremo un impatto sul comportamento. La filosofia morale o etica è provocazione, pensiero e
speculazione, astrazione ma ha un impatto pratico perché se io riesco a dire he questo è bene e questo è male avrò il
diritto. Quindi avrò i regolamenti, le leggi, le normative che mi diranno che quello che nell’etica è bene nel diritto è
giusto e che quello che nell’etica è male nel diritto è sbagliato.
Etica medica perché nell’antichità si ragionava per i medici su queste cose non per i sanitari.
Etica medica: studia ciò che è bene e ciò che è male in medicina/nella sanità.
La filosofia morale nasce con un filosofo, Aristotele, l'etica medica nasce invece con un medico, Ippocrate. Siamo
nell’antichità classica greca.
Ippocrate è un medico dell’antichità greco classica che come tutti i medici dell’epoca si riteneva discendente del dio
Asclepio, dio della medicina. Tutti i medici dell’antichità si ritenevano discendenti del di della medicina. Questo fa
capire l’alone sacrale che c’era, e c’è ancora in parte oggi, intorno ai medici. All’epoca erano convinti che il medico
avesse agito sua base della volontà del dio della medicina, se X era guarito non era solo perché il medico era bravo ma
era soprattutto perché aAsclepio che aveva voluto guarire quella persona, si vedeva il medico come esecutore della
volontà divina e braccio destro della divinità. Non è poco, altre categorie non sono associate ad un dio, la medicina
invece è sempre stata associata al divino. Pensiamo comunque al potere che hanno i sanitari, potere di vita o di morte,
il potere più importante in assoluto nella vita di una persona, il potere di guarire la malattia, cosa c’è di più importante
di stare in salute e sopravvivere, quasi per tutti è ciò che vogliamo di più. Se non si sta bene si può anche essere
miliardari ma non ci si gode niente. È un potere primario, il più importante che c’è nell’umanità di intervenire sulla
vita e sulla morte, cercare di ripristinare la salute e salvare la vita.
Asclepio era il dio della medicina e tutta la leggenda narra di una famiglia, quella di Asclepio, dedita alla medicina. Nel
mito la moglie Epione alleviava i dolori, la figlia Igea era simbolo della salute e prevenzione delle malattie, la figlia
Panacea era simbolo della terapia e il figlio Telesforo era simbolo della convalescenza.
Prima dicevamo che quando gli antichi greci guarivano da una malattia ringraziavano il loro medico ma soprattuto
Asclepio convinti che fosse stata la sua volontà a guarirli per mano del medico. Per cui si usava sacrificare un gallo per
ringraziare il dio, non è causale, perché si riteneva che la loro criniera potesse scacciare gli spiriti maligni e prevenire le
malattie. La malattia passava, si ripristinava la salute? Si ammazzava un gallo per ringraziare Asclepio. 1
Questo ci porta a parlare di Socrate, considerato il primo filosofo dell’antichità classico, “maestro” di Platone(tra
virgolette perché non volveva essere chiamato maestro) e Platone maestro di Aristotele che ha fondato l’etica, legame
didattico. Socrate, oltre a non voler essere chiamato maestro non ha lasciato nulla di scritto, tutto quello che abbiamo
del suo pensiero sono scritti riportati da Platone, il miglior allievo. Socrate non è finito bene perché è stato accusato di
empietà e di corruzione dei giovani, cioè di non credere alle divinità e di corrompere le menti dei giovani, questo
perché cercava di parlare con i giovani per aprirgli la mente, per renderli critici, dubbiosi nei confronti dell’autorità e
questo non piaceva. come non piace oggi. È finita che i giudici di Atene l’avevano condannato a morte, costretto s
suicidarsi bevendo la cicuta veleenosa. Questo lo sappiamo tramite Platone che ci riporta anche l’ultimo giorno di vita
di Socrate che accetta la condanna. Socrate, secondo Platone poco prima di morire avrebbe detto:
“O Critone, disse, noi siamo debitori di un gallo a Asclepio; dateglielo e non ve ne dimenticate.”
Socrate sta per suicidarsi, nella sua filosofia la morte non è un male perché è la liberazione da tutte le fatiche i dolori
della vita, diceva che il vero filosofo desidera morire non ha paura della morte e quando questa arriva la affronta
serenamente. In fondo c’è un lato positivo nella morte, la pace, la vita invece è sempre ansia, fatica, problemi, non si è
mai veramente felici. Ha questa visione: vita come travagliata e morte come conclusione del travaglio, pace.
Sta per morire e pensa “Io di mio non mi sarei suicidato, mi hanno costretto a farlo e lo faccio per rispetto delle leggi
ma siccome lo devo fare per me la morte non è un male ma un bene. In qualche maniera questo veleno che sto per
ingerire rappresenta la medicina che mi cura dalla malattia della vita. Bevendo la cicuta guarisco dalla malattia che è la
vita e arrivo alla salute, la morte”. Per cui nella filosofia socratica la vita è male, la morte è bene, la vita è la malattia, la
morte è la guarigione. La cicuta è la medicina/cura. Tutto questo per dire che quando Socrate sta per bere la cicuta e
curarsi dalla malattia esistenziale dice ai suoi amici “sto per morire quindi non appena sarò morto sacrificate un gallo
ad Asclepio” quindi ringraziate il dio della medicina che mi avrà curato dalla malattia.
Asclepio oltre che dio della medicina è famoso anche come dio dei serpenti. Ci
sono varie leggende della mitologia classica che associano Asclepio ai serpenti.
Perché sono importanti nella storia della medicina? Perché Asclepio era
raffigurato con un bastone ed un serpente attorcigliato che ci girava intorno, da
cui tutta la simbologia medico sanitaria anche attuale. Il collegamento tra
medicina e serpenti c’è ancora oggi ad esempio nell’ordine dei medici di Verona o
anche nel simbolo dell’OMS, se ne parla nella seconda leggenda.
Leggenda n. 1
Un giorno Asclepio ricevette in dono da Atena due fiale di sangue, una colata dalla parte
sinistra di Gorgona Medusa con il potere di resuscitare i morti, l’altra colata dalla parte
destra con il potere di dare la morte. Grazie all’utilizzo della prima fiala, Asclepio riuscì a
riportare in vita molti defunti. Ma Ade, che regnava sul mondo dei morti, chiese a Zeus di
fermare Asclepio perché riteneva stesse sovvertendo l'ordine naturale delle cose e le leggi stesse della natura. Zeus si dimostrò
d’accordo con Ade e uccise Asclepio scagliando su di lui i suoi fulmini. Per vendicare la morte di Asclepio, Apollo uccise tutti i
Ciclopi, che avevano il compito di creare i fulmini di Zeus. Ma successivamente Zeus, riconoscendo la saggezza di Asclepio, lo
elesse al rango di divinità e ne fece una costellazione: la costellazione di Ophiucus, “colui che tiene il serpente”, o Serpentario.
Leggenda n. 2
Un giorno Asclepio, mentre rifletteva su come resuscitare Glauco, figlio di Minosse e Pasifae, uccise un serpente che stava
cercando di salire sul suo bastone. Poco dopo arrivò un altro serpente, che appoggiò un’erba sulla testa di quello morto,
resuscitandolo. Allora Asclepio prese quella stessa erba e con essa riportò in vita Glauco.
Leggenda n. 3
In età romana Asclepio diviene Esculapio, il cui culto è introdotto nel 293 a.C. dalle Autorità romane. La leggenda narra che, per
far cessare una terribile epidemia, Roma inviò una richiesta di aiuto al tempio di Asclepio a Epidauro. Un serpente uscì dal
recinto, salì sulla nave romana che lo stava aspettando e quindi sbarcò a Roma sull’isola Tiberina, ponendo fine all’epidemia. Per
celebrare Esculapio, proprio sull’isola di Tiberina nel 295 a.C. venne edificato il primo tempio in suo onoreme resuscitare Glauco,
figlio di Minosse e Pasifae, uccise un serpente che stava cercando di salire sul suo bastone. Poco dopo arrivò un altro serpente, che
appoggiò un’erba sulla testa di quello morto, resuscitandolo. Allora Asclepio prese quella stessa erba e con essa riportò in vita
Glauco.”
Ippocrate è famoso come medico dell’antichità classica, si credeva 17° discendente di Asclepio, ed è noto per il famoso
giuramento di Ippocrate. Tuttavia probabilmente non l’ha scritto lui il giuramento, per vari motivi e varie ragioni tra
cui il fatto che il giuramento impone il divieto di praticare aborto mentre noi sappiamo che Ippocrate come medico
praticava l’aborto. Non solo, lui aveva fondato una scuola di medicina e insegnava medicina ed insegnava agli studenti
le tecniche per praticare l’aborto, quindi sarebbe contraddittorio che insegnasse e praticasse l’aborto e poi scrivesse
“giuro di non provocare l’aborto”. Quindi il giuramento probabilmente non l’ha scritto lui, potrebbe averlo scritto
qualche suo allievo dopo la morte del maestro. La scuola di Ippocrate, si chiama scuola Ippocratica, scuola di medicina,
sopravvive alla morte di Ippocrate e la prendono in mano i suoi allievi quindi può darsi che il giuramento sia
successivo ad Ippocrate.
Ad ogni modo è passato alla storia come giuramento di Ippocrate, forse sarebbe meglio chiamarlo giuramento
Ippocratico cioè della scuola Ippocratica.
Ad ogni modo, perché siamo arrivati a parlare del giuramento Ippocratico? Perché è possibile evincere dal giuramento
i principi tradizionali di etica medica, cioè i principi di bene e male condivisi dai greci dell’antichità classica, al tempo
di Ippocrate. 2
Intanto è interessante il fatto che i medici già dalla scuola Ippocratica in poi si siano dotati di un giuramento da
recitare prima dell’inizio della professione. Anche in questo caso fa capire il peso/il ruolo del medico nella società, la
professione del medico come una professione speciale rispetto alle altre, in fondo quali professioni giurano. È un atto
molto simbolico, i medici lo hanno da allora ad oggi e segna/simboleggia la specialità del loro lavoro. Quindi
discendenti di un dio, con un giuramento all’atto di inizio dell’esercizio, si nota ancora questa aura, questo
atteggiamnto solenne perché alle spalle ci sono secoli di queste tradizioni.
Il giuramento ci interessa perché è possibile ricavare i principi
tradizionali dell’etica medica, quindi bene e male in medicina ai
tempi dell’antica Grecia. Questi principi tradizionali dell’etica
medica sono considerati validi ancora oggi.
Quindi vediamo i principi che nascono nell’antichità ma che
servono ancora oggi perché istruiscono il lavoro dei medici e dei
sanitari. oggi sono stati aggiornati nel senso che se n’è aggiunto un
4°. Per essere un bravo tecnico di laboratorio biomedico ciò che
conta è conoscere la scienze dei TSLB ma per essere un buon
sanitario ciò che conta sono i principi. Distinguiamo il bravo dal
buono, bravo è colui che possiede la scienza, buono è colui che
agisce secondo la coscienza. Se ci si laurea a pieni voti si è bravi
TSLB perché si possiede la scienza medico sanitaria del proprio
campo, per essere dei buoni sanitari bisognerebbe seguire questi
principi.
1. giustizia ed equità, nel giuramento “astenendomi dal recar
volontariamente ingiustizia e danno”. Afferma che il buon
sanitario è colui che, innazitutto, non fa differenze tra pazienti
nella società. Il buon medico è colui che cura tutti nello stesso modo, non ci sono amici o nemici, anche in uno
scenario di guerra ad esempio, se una società h bisogno dal punto di vita della salute i sanitari sono i factotum.
Tutti hanno diritto alle cure, non ci devono esser differenze o discriminazioni. Quindi bisogna anche che i sanitari
garantiscano che tutti abbiano un equo accesso alle cure, togliere ciò che impedisce che le persone si possano
curare. È un bellissimo principio, tutti sono d'accordo solo che è un principio un po’ retorico. Retorico nel senso
che nella pratica è utopistico e non realizzabile. [Il fatto che esista un’assicurazione sanitaria, che quindi limita
l’accesso alla cura, non è etico? Noi in Italia siamo in un welfare pubblico per teoricamente dovemmo aver accesso
alle cura perché paghiamo con le nostre tasse. Ci sono paesi dove non c’è un welfare pubblico per cui i cittadini si
devono assicurare per accedere ai servizi sanitari. Sicuramente questo è una violazione del principio di giustizia ed
equità, ad esempio se una persona h una malattia cronico generativa per cui si sa già che quella persona avrà
bisogno di cure nel tempo non si trovano assicurazioni disposte ad assicurare la persona. In questi casi o si hanno
proprietà altrimenti il destino è ammalarsi e morire. Questo è un esempio di come il principio in retorica sia questo
ma non sempre venga applicato, anche da noi ci sono delle difficoltà(odontoiatrica o mancanza di interpreti)
nonostante sia abbastanza ben applicato.] [Pensiamo alla ricerca farmacologia. Le risorse sanitarie sono sempre
più limitate quindi come decidere come usarle? Perché investire sulla ricerca farmacologia nelle malattie più
diffuso invece che in quelle più rare? Perché noi investiamo di più in quelle che ha la maggioranza della
popolazione ma in questo modo non tuti hanno accesso alle cure, quindi chi ha una malattia rara di solito va da
associazioni che raccolgono donazioni da privati per far proseguire la ricerca in quel campo.] [Oppure pensiamo
alla donazione di organi. Come fare a decidere a chi vanno i pochi organi? Uno può dire di darlo al primo in lista
d’attesa, un altro di darlo al più giovane, un altro di darlo a chi è più compatibile a livello biologico, un altro può
dire di darlo a chi in vita ha dimostrato di essere una persona solidale(perché è comunque una donazione e non
tutti se la meritano).] Diciamo che i problemi sono tantissimi ed hanno il loro dibattito, per cui i principi declamati
in generale sono stupendi e trovano accordo unanime ma poi se gli andiamo ad applicare suscitano discussioni,
conflitti, problemi, perché non siamo nel mondo ideale.
2. beneficenza, afferma che