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CAPITOLO 1 – VARIETÀ DELLO SPAZIO LINGUISTICO ITALIANO “lingua italiana”

Il primo capitolo parte da un principio fondamentale: quando parliamo di non

dobbiamo immaginare una realtà perfettamente uniforme, parlata nello stesso modo in ogni parte

d’Italia e da ogni individuo. Lo spazio linguistico italiano è invece caratterizzato da una fortissima

variazione, dovuta alla storia della penisola, alla presenza dei dialetti, alle minoranze linguistiche

e alla diversa di usione sociale dell’italiano.

È quindi necessario distinguere tra italiano standard, italiani regionali, dialetti, lingue delle

minoranze e varietà sociali dell’italiano. Il capitolo introduce proprio questa complessità. La

“Varietà dello spazio linguistico

fotogra a iniziale del materiale presenta infatti il capitolo come

italiano” e parte dall’inquadramento dell’italiano fra le lingue d’Europa.

famiglia linguistica indoeuropea,

L’italiano appartiene alla grande alla quale appartiene la

maggior parte delle lingue parlate oggi in Europa e molte lingue dell’Asia.

All’interno dell’indoeuropeo esistono diversi gruppi. Per la storia dell’italiano è fondamentale il

lingue romanze o neolatine,

gruppo delle cioè le lingue che derivano dal latino. Fra esse

troviamo, oltre all’italiano, francese, provenzale o occitano, catalano, spagnolo, portoghese,

romeno e altre varietà romanze. La carta presente nel manuale mette infatti in relazione l’italiano

con le altre aree linguistiche europee e distingue l’area romanza da quelle germanica e slava.

deriva dal latino,

Dire che l’italiano tuttavia, richiede una precisazione che diventerà essenziale

nel capitolo 4: non deriva semplicemente dal latino letterario di Cicerone o Virgilio, ma dalla

latino parlato, latino volgare.

complessa realtà del convenzionalmente de nita Questo permetterà

di comprendere anche perché dal latino non sia nata una sola lingua moderna, ma una pluralità di

lingue romanze. storica e non

Già da questo primo capitolo, quindi, dobbiamo abituarci a una concezione

monolitica della lingua.

Un altro principio importante è che i con ni linguistici non coincidono necessariamente con quelli

politici.

Dire che una persona vive all’interno dello Stato italiano non signi ca automaticamente che la sua

lingua materna storica sia l’italiano o un dialetto italo-romanzo. All’interno dei con ni nazionali

esistono infatti comunità che utilizzano tradizionalmente lingue di erenti.

La carta delle minoranze linguistiche mostra la complessità della situazione italiana, indicando, tra

francese, franco-provenzale, tedesca, slovena, ladina, friulana, sarda,

le altre, aree di lingua

catalana, albanese e greca.

Si parla quindi di minoranze linguistiche o di comunità alloglotte.

alloglotto

Il termine signi ca letteralmente “che parla un’altra lingua”. Non dobbiamo però pensare

necessariamente a immigrazioni recenti: molte comunità alloglotte sono presenti sul territorio

minoranze linguistiche storiche.

italiano da secoli e costituiscono vere e proprie lo spazio

La loro presenza dimostra una cosa importante per tutta la storia linguistica italiana:

linguistico non può essere sovrapposto meccanicamente allo spazio politico. dialetto.

Uno dei punti che bisogna conoscere molto bene è il signi cato linguistico della parola

Nel linguaggio comune si tende talvolta a considerare il dialetto come una forma “sbagliata”,

“inferiore”, “corrotta” o “sempli cata” dell’italiano.

Dal punto di vista della linguistica storica, questa concezione è errata.

non sono deformazioni dell’italiano standard.

I dialetti italiani Sono il risultato dell’evoluzione

locale del latino parlato nelle diverse zone della penisola. Italiano e dialetti hanno dunque, in linea

comune origine latina.

generale, una

Questo punto diventa molto più chiaro se consideriamo la storia: per molti secoli dopo la

dissoluzione dell’Impero romano non esisteva un italiano nazionale già formato dal quale

sarebbero successivamente “nati” i dialetti. Esistevano invece diverse varietà romanze locali.

orentino,

Una di queste varietà, il grazie a una serie di circostanze storiche e soprattutto al

prestigio letterario raggiunto nel Trecento, acquistò progressivamente una posizione privilegiata e

divenne la base principale della lingua letteraria italiana.

La situazione, quindi, può essere schematizzata concettualmente così:

fi ff fi fi fi fi fi fi ff

fi fi

→ →

latino parlato diverse varietà romanze locali una di queste, il orentino, acquisisce

particolare prestigio su base orentina si costruisce progressivamente la lingua italiana

letteraria e poi nazionale.

Non dobbiamo dunque immaginare:

italiano dialetti,

ma una storia molto più complessa nella quale italiano e dialetti sono esiti diversi della

trasformazione del latino.

La distribuzione dei fenomeni linguistici può essere studiata geogra camente.

isoglossa.

Un concetto importante è quello di

Un’isoglossa è una linea ideale tracciata su una carta geogra ca che delimita l’area nella quale

compare un determinato fenomeno linguistico.

Può trattarsi, per esempio, di una particolare pronuncia, di un fenomeno fonetico, di una forma

grammaticale o di una parola. non sono

Le isoglosse sono fondamentali perché permettono di capire che i con ni fra i dialetti

muri netti. Una varietà linguistica può condividere un fenomeno con un’area e un altro fenomeno

con un’altra.

Per questo motivo la classi cazione dialettale viene costruita sulla base della presenza e della

sovrapposizione di numerosi tratti linguistici. dialetti italiani,

Nel manuale è particolarmente importante la carta dei che presenta due linee

linea La Spezia-Rimini linea Roma-Ancona.

fondamentali: la e la

La Spezia-Rimini

La linea rappresenta uno dei più importanti fasci di isoglosse dell’intera

Romania.

Essa distingue approssimativamente le varietà dell’Italia settentrionale da quelle toscane e centro-

meridionali.

Non signi ca che lungo una linea geogra ca perfettamente precisa, arrivati in un determinato

fascio di

punto, improvvisamente cambi l’intero sistema linguistico. Si tratta piuttosto di un

isoglosse, cioè di più fenomeni linguistici che tendono a concentrarsi in una determinata zona.

dialetti settentrionali,

A nord della linea si trovano i cosiddetti tra cui hanno particolare

gallo-italici,

importanza i dialetti mentre a sud si trovano il toscano e le varietà centro-meridionali.

Tra i fenomeni caratteristici di molte varietà settentrionali troviamo tendenze quali la

sonorizzazione delle consonanti sorde intervocaliche, degeminazione,

la cioè la riduzione

caduta delle vocali nali -a.

delle consonanti doppie, e in varie aree la diverse da

Questi fenomeni saranno importanti quando a ronteremo la grammatica storica perché mostrano

che uno stesso punto di partenza latino può produrre esiti di erenti nelle diverse aree della

penisola.

La carta del manuale mette infatti esplicitamente in evidenza la linea La Spezia-Rimini, la linea

dialetti settentrionali e dialetti centro-meridionali.

Roma-Ancona e la distinzione fra linea Roma-Ancona,

Un secondo importante fascio di isoglosse è rappresentato dalla utile per

distinguere ulteriormente le varietà dell’Italia centrale da quelle meridionali.

Otteniamo quindi una prima grande articolazione dello spazio dialettale italiano in:

dialetti settentrionali – area toscana e mediana – dialetti meridionali, cui si aggiungono realtà

dotate di caratteristiche speci che, come il sardo.

Questa classi cazione non deve però essere intesa in maniera eccessivamente rigida. Uno degli

le lingue variano nello spazio in maniera

insegnamenti della geogra a linguistica è proprio che

graduale. lingua

Un aspetto concettualmente importante è comprendere che la di erenza tra una e un

dialetto non dipende semplicemente dalla struttura interna del sistema linguistico.

Un dialetto può possedere una grammatica complessa, un lessico ricchissimo e una tradizione

letteraria. Non è linguisticamente “meno completo” di una lingua.

storica, culturale e sociolinguistica:

La di erenza è soprattutto una determinata varietà

acquisisce funzioni prestigiose, viene codi cata grammaticalmente, viene impiegata nella

letteratura, nell’amministrazione, nell’istruzione e progressivamente può assumere il ruolo di

lingua sovralocale o nazionale.

ff fi fi fi fi fi fi fi fi ff ff fi fi ff fi fi fi

Questo è particolarmente importante nel caso italiano, perché il prestigio della varietà orentina fu

letterario.

inizialmente soprattutto letteratura dialettale:

Ed è anche il motivo per cui il manuale attribuisce importanza alla l’uso

artistico dei dialetti dimostra che essi non sono sistemi linguisticamente incapaci di produrre

letteratura.

Una volta a ermatosi come lingua nazionale, l’italiano non ha eliminato immediatamente i dialetti.

Per lungo tempo – e in parte ancora oggi – italiano e dialetto sono rimasti a contatto.

italiani regionali.

Da questo contatto sono nati gli italiano,

L’italiano regionale non coincide con il dialetto. È ma presenta caratteristiche in uenzate

dall’area geogra ca nella quale viene parlato. “Gli italiani regionali”.

Il manuale dedica espressamente una sezione a

L’in uenza regionale può manifestarsi a diversi livelli:

fonetica,

nella quindi nella pronuncia;

• nell’intonazione;

• nel lessico;

• nella morfologia;

• nella sintassi;

• in determinate costruzioni fraseologiche.

La pronuncia è uno dei livelli nei quali l’origine geogra ca del parlante rimane più facilmente

riconoscibile.

Questo signi ca che una persona può parlare perfettamente italiano e, nello stesso tempo,

possedere una pronuncia regionale.

L’esistenza degli italiani regionali mostra quindi che non dobbiamo pensare l’italiano parlato reale

come una semplice riproduzione uniforme dell’italiano standard.

italiano standard italiano dell’uso comune

Arriviamo così a una distinzione importante: e non

coincidono perfettamente.

Lo standard è un modello linguistico codi cato attraverso grammatiche, dizionari, tradizione

scolastica e letteraria.

Ma una lingua viva viene e ettivamente utilizzata da milioni di parlanti diversi, provenienti da

regioni di erenti e appartenenti a gruppi sociali di erenti.

norma astratta uso concreto.

Esiste quindi inevitabilmente uno scarto fra e

Questa distinzione è fondamentale anche per evitare di giudicare la storia della lingua soltanto

con il criterio contemporaneo di “corretto/sbagliato”. Una forma che oggi è considerata non

standard può essere storicamente perfettamente spiegabile; allo stesso modo, forme oggi normali

possono derivare dalla selezione, nel corso dei secoli, di una variante fra molte altre possibili.

geosinonimi.

Uno dei fenomeni più interessanti dell’italiano regionale è quello dei lo stesso

I geosinonimi sono parole diverse utilizzate in aree geogra che di erenti per indicare

referente o concetto.

Il manuale fornisce un esempio particolarmente e cace attraverso la carta relativa alla parola

appendiabiti. appendino,

La stessa realtà può essere indicata regionalmente con termini quali

ometto, gruccia, crocetta, mazza, stanfella e altre varianti. La carta è presentata proprio come

“Geosinonimi di Appendiabiti”.

Il fenomeno è importante perché dimostra che anche quando gli italiani parlano la stessa lingua

nazionale possono mantenere nel lessico tracce evidenti della loro provenienza geogra ca.

Un altro esempio proposto nel materiale riguarda i diversi modi regionali di esprimere il concetto

“marinare la scuola”: bigiare,

di in varie zone si possono incontrare forme di erenti come

bruciare, fare forca, fare sega, fare lone e altre espressioni regionali.

variazione diatopica,

Il fenomeno non riguarda quindi soltanto la pronuncia: la cioè geogra ca,

penetra profondamente anche nel lessico dell’italiano. diatopia.

Possiamo a questo punto introdurre un termine tecnico fondamentale:

diatopica

La variazione è la variazione linguistica determinata dallo spazio geogra co.

Quando diciamo che una forma è tipica dell’Italia settentrionale, della Toscana, di Roma, della

Sicilia ecc., stiamo descrivendo una variazione diatopica.

I dialetti rappresentano la manifestazione più evidente di questa diversità geogra ca, ma anche

l’italiano possiede una propria variazione diatopica attraverso gli italiani regionali e i geosinonimi.

fl ff ff fi fi ff fi fi ffi

ff fi fi ff ff fi fi fi fi fl fi

Non è però l’unico tipo di variazione possibile.

La lingua cambia anche:

in rapporto alla società variazione diastratica;

in rapporto alla situazione comunicativa variazione diafasica;

in rapporto al mezzo utilizzato variazione diamesica;

nel corso del tempo variazione diacronica.

Queste dimensioni possono naturalmente sovrapporsi.

Un parlante, per esempio, può utilizzare un italiano con caratteristiche regionali (diatopia) e

contemporaneamente modi care il proprio registro a seconda che stia parlando con un amico o

sostenendo un esame universitario (diafasia). popolare,

Una parte particolarmente importante del capitolo riguarda l’italiano cui il manuale

dedica una sezione speci ca.

Con questa espressione la linguistica italiana ha tradizionalmente indicato una varietà di italiano

utilizzata soprattutto da parlanti che hanno come lingua primaria il dialetto e possiedono una

competenza limitata della lingua standard, spesso in relazione a una scolarizzazione ridotta.

Bisogna evitare un errore: l’italiano popolare non è semplicemente una collezione casuale di

“sbagli grammaticali”. ricorrono sistematicamente

Proprio perché determinati fenomeni negli scritti e nel parlato di

persone provenienti anche da zone diverse, l’italiano popolare è diventato un importante oggetto

di studio linguistico.

In esso possono emergere contemporaneamente:

in uenze del dialetto;

sempli cazioni morfosintattiche;

reinterpretazioni delle strutture dell’italiano standard;

gra e basate sulla pronuncia;

incertezze nella segmentazione delle parole;

regolarizzazioni analogiche. non

L’interesse dello storico della lingua per questi testi è enorme perché la storia dell’italiano

coincide con la sola storia della grande letteratura.

Per secoli una parte consistente della popolazione italiana ha avuto un rapporto molto diverso

con la scrittura rispetto agli autori colti. scritture dei semicolti.

È qui che assumono grande importanza le cosiddette

semicolti

Con si indicano individui alfabetizzati ma non pienamente padroni della norma scritta

colta.

I loro testi possono essere lettere, quaderni, diari, memoriali, libri di conti, richieste rivolte alle

autorità e altre scritture legate alla vita quotidiana.

Sono fonti preziose perché permettono allo storico della lingua di osservare una dimensione

dell’italiano che i grandi testi letterari non mostrano. libretto di conti di Maddalena pizzicarola,

Nel materiale che hai inviato compare, per esempio, il

legato all’ambiente romano e trasteverino. Il manuale ne riproduce direttamente il documento.

Perché un documento del genere è importante?

storia dell’alfabetizzazione reale.

Perché permette di entrare nella Non stiamo osservando

Bembo che stabilisce quale debba essere la lingua letteraria ideale, ma una persona che deve

concretamente servirsi della scrittura per le proprie necessità.

Nei testi di questo tipo possono emergere interferenze fra oralità e scrittura, gra e instabili, tratti

regionali, forme non conformi alla norma grammaticale e fenomeni di segmentazione.

Lo storico della lingua non deve semplicemente correggerli: deve domandarsi che cosa quelle

forme ci rivelano sulla competenza linguistica dello scrivente.

Questo cambio di prospettiva è fondamentale.

Un’altra distinzione da tenere molto chiara per l’esame è:

dialetto ≠ italiano regionale ≠ italiano popolare.

dialetto

Il è un sistema linguistico autonomo derivato storicamente dal latino locale.

regionale

L’italiano è italiano caratterizzato da tratti geogra ci.

popolare

L’italiano è una varietà di italiano storicamente associata soprattutto a parlanti

dialettofoni con limitata familiarità con la norma colta.

fl fi fi fi fi fi fi

Un parlante può quindi produrre italiano popolare con caratteristiche regionali, ma le due

categorie descrivono fenomeni di erenti. sociolinguistica.

Il capitolo porta quindi gradualmente dalla geogra a linguistica alla

Non tutti i parlanti utilizzano una lingua nello stesso modo perché di eriscono per:

età;

livello di istruzione;

professione;

ambiente sociale;

provenienza geogra ca;

grado di formalità della situazione;

rapporto con il destinatario;

mezzo scritto o parlato. varietà di erenti.

La lingua è pertanto un sistema che possiede al proprio interno

Ed è proprio questa consapevolezza che permette di a rontare correttamente anche la storia

linguistica: quando nei capitoli successivi parleremo del volgare medievale, non dovremo

un italiano unitario ancora non

domandarci soltanto “qual era l’italiano dell’epoca?”, perché

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Benedettaprioliii di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della lingua italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Colombo Michele.
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