Storia della Cina
Cultura e civiltà cinese
Mai come nel caso della Cina è importante distinguere tra cultura e civiltà. In presenza di lingua scritta, la Cina vede apparire presto importanti fonti scritte. La cultura è il modo di essere uomini, indipendente dalla lingua scritta. La civiltà cinese ha il primato della continuità culturale. Come antichità è paragonabile a quella egizia ma è più viva la continuità culturale: gli ideogrammi antichi, sebbene modificati, rimangono ideogrammi cinesi.
La storia cinese è stata più volte reinterpretata: essendo la filosofia cinese mai metafisica ma rivolta alla politica e alla moralità, in essa e nel governare la dimensione culturale discende e dà origine alla necessità di formare sempre nuove congruenze tra il presente e la storia. In relazione alla Cina arcaica abbiamo fonti scritte (incisioni su ossa, iscrizioni fuse in bronzi rituali, scritture incise su listarelle di bambù). A parte i bronzi, i bambù, così come la carta e la seta come supporti di scrittura, non essendo resistenti nel tempo si sono deteriorati nelle tombe o bruciati in incendi. La pergamena (pelle dello stomaco di pecora) è il supporto più duraturo. Le fonti storiche primarie sono quindi poche anche perché i documenti ufficiali venivano riassunti e distrutti.
La Cina ha irradiato civiltà in tutta l'Asia orientale, per la sua posizione nel corso dell'800 sarà particolarmente vulnerabile alle navi moderne nonostante l'estensione dei confini di terra, sui quali si muovono popolazioni nomadi con cui l'Impero cinese dovrà confrontarsi. Contrapposizione naturale tra popolazioni sedentarie (agricoltura evoluta, cinese) e i nomadi delle steppe centrali e dei confini orientali (allevamento). Sono popolazioni che non praticano l'agricoltura, in primo luogo allevano cavalli, ma con cui quando si instaureranno rapporti pacifici avverranno degli scambi. Nei periodi di siccità le città più vicine ai confini saranno soggette a razzia. Sarà molto difficile il rapporto con queste culture fluide:
- Montanari del complesso Himalayano (attuale Tibet), zone in cui l'agricoltura è povera, le culture sono chiuse e anche i monasteri buddhisti hanno una conformazione guerriera.
- Culture miste della Cina meridionale/Sud-est asiatico. Il popolamento cinese avverrà lentamente ed incontrerà popolazioni diverse, su palafitte e meno erudite.
- Sedentari, commercianti dell'Asia centrale, lungo cui correrà la via della Seta. Zone localizzate dove la vita è consentita dove c'è acqua, snodi cosmopoliti dove la Cina avrà della guarnigioni.
In Cina non esistono gli assoluti (bene, male, bello, brutto), non esiste nemmeno un verbo essere assoluto, molto difficilmente traducibile. Non esiste il senso della tragedia, così come non esiste il concetto di peccato originale: ciò comporta una sorta di ottimismo di fondo, un'umanità che non si fa abbattere dalle difficoltà, che tenta costantemente la resilienza. Contribuisce alla creazione dell'identità di continuità, una tendenza a una visione a lungo termine, l'eroe di spicco nella cultura cinese non è muscolare, è lo stratega.
L'importanza del Fiume Giallo
La Cina settentrionale è attraversata dal Fiume Giallo da ovest verso est e la meridionale dal Fiume Azzurro. Il bacino del Fiume Giallo viene ritenuto la zona nucleare della civiltà cinese ed è chiamato così anche in cinese perché trasporta un sedimento che nasce sotto i ghiacciai (una specie di limo) straordinariamente fertile, detto loess. Tende ad accumularsi verso la foce del fiume, causando alluvioni, necessiterà quindi molto presto di lavori collettivi di manutenzione quali dragazioni e dighe, che ne modificheranno il suo sbocco al mare. È un fiume non navigabile a causa delle forti rapide.
Neolitico cinese
Inizia verso il X millennio a.C. e si estende fino al III millennio a.C. quando ha inizio l'età del bronzo. La zona di riferimento è il bacino del Fiume Giallo. Si caratterizza in particolar modo per:
- La levigazione della pietra
- La produzione di ceramica
- Forme primitive di agricoltura
Inoltre la cultura di Longshan (nello Shandong, pron. Shantung) sviluppa l'uso del tornio a rotazione rapida e vi erano già in uso pratiche divinatorie caratterizzate dall'esposizione al calore del fuoco di ossa di animali.
Età del bronzo
Compare in Cina più tardi, nella seconda metà del III millennio a.C., ma rapidamente raggiunge un livello di perfezione sconosciuta altrove. Probabilmente i ceramisti di Longshan riuscivano a costruire dei forni in cui si raggiungevano temperature tanto elevate (1500°C) da raggiungere la fusione e quindi erano in grado di produrre oggetti di bronzo. Fortificazione di siti con mura di terra pressata (a difesa ma anche a protezione dalle esondazioni del Fiume Giallo): i villaggi si presentavano come isole, i magazzini per le scorte alimentari erano sotterranei. I resti architettonici rinvenuti in Cina sono pochi, bruciati o deteriorati perché costruiti con terra pressata, mattoni morbidi o legno.
Dinastie ereditarie della Cina arcaica: Xia, Shang, Zhou
Fa riferimento all'apparizione di forme di potere strutturate e di controllo del territorio in cui i meccanismi di trasmissione di ruoli di comando cominciando ad essere ereditarie.
- Dinastia Xia – fine III millennio a.C. - 1600 a.C.
Risulta entrare più nella sfera leggendaria che nella storicità. Questi riferimenti cronologici sono risultati di un progetto avviato tra 1996/2000 in Cina relativamente alla cronologia Xia-Shang-Zhou per cercare di arrivare a una decisione univoca in relazione alla datazione di queste tre dinastie ereditarie della Cina arcaica, le culture dominanti che coesistevano con rapporti più o meno pacifici con altre popolazioni ai confini che non sono però imperi unificati. - Dinastia Shang – 1600 – 1046 a.C.
Importantissime fonti storiche di questa dinastia in piena età del bronzo dimostrano la comparsa della scrittura: si trovano infatti iscrizioni, fusioni all'interno di contenitori di bronzo, incisioni su ossa oracolari usate per pratiche divinatorie, pratiche preesistenti ma divenute più importanti in epoca Shang. Le ossa oracolari sono ossa piatte, scapolari di bovini o piastroni ventrali delle tartarughe. All'epoca apparteneva alle coordinate culturali il ritenere che l'oltretomba potesse avere diretta influenza sulle vicende umane: era una ritualità molto sentita rivolta agli antenati, prima celebrata dai vari clan, successivamente solo dal sovrano, che chiedeva loro di fare da mediatore nei confronti di Shangdi (= che sta in alto, supremo antenato, capostipite degli Shang, che sarà uno dei temi che i primi missionari cristiani utilizzeranno per rendere il concetto di Dio). All'oltretomba ci si rivolgeva mediante sacrifici e per avere responsi sulla caccia, guerra o il raccolto, formulati e incisi da scribi sulle ossa precedentemente lavorate (prima ammollate, poi venivano praticati dei fori e successivamente esposte a fonti di calore) dalle cui crepe formatesi si traeva una risposta al quesito. Se si verifica la risposta, essa veniva poi incisa sulle ossa, che furono rivenute ordinate in archivi, dandoci un'idea di un tipo di sensibilità attenta alla burocrazia, alla sistemazione, all'organizzazione delle fonti. Nel corso di queste cerimonie aveva un ruolo importante il capo Shang, ritenuto in possesso di capacità di tipo magico/religioso: arrivava mediante l'assunzione di bevande alcoliche in uno stato di trance, o comunque in uno stato alterato di coscienza, ed entrava in contatto con l'oltretomba, che era favorito dall'utilizzo di tamburi e dall'assistenza di animali in forma totemica. Nel corso di queste cerimonie venivano offerti agli antenati bevande calde e cibo in contenitori di bronzo. Irrompe sulla scena cinese la presenza molto importante di animali (animali guida) traspositati anche negli oggetti, che emanavano una suggestione potente (bronzi rituali Shang), importantissimi per la cultura cinese. Sembra accertato il fatto che le popolazioni dell'America settentrionale l'abbiano popolata attraversando lo stretto di Bering e vi sono alcuni parallelismi tra il mondo degli indiani d'America e quello cinese come le strutture totemiche, l'uso della giada, l'immagine del drago/serpente, dei glifi/ideogrammi. All'epoca il sovrano Shang che aveva questi poteri, non poteva delegare ad altri la sua autorità, perché il suo potere non poteva essere trasmissibile: doveva occuparsi personalmente anche di peregrinazioni reale, alleanze e cacce comuni. Caratteristiche peculiari della civiltà Shang includono l'importanza della divinazione mediante il fuoco, importanza del culto dei re antenati, fastosità dei sacrifici, anche umani, tradizione funeraria e attenzione alla comunicazione con Shangdi. Ad un certo punto subentra un'altra dinastia predominante con cui si pensa gli Shang convivessero, ma poi sconfitti e conquistati dagli Zhou (1045 – 256) /221 a.C. fondazione del primo impero unificato. - Dinastia Zhou – 1045 – 221 a.C.
Il concetto di Shangdi era estraneo agli Zhou che vi sovrappongono quello di Tian (cielo), (concetto che attirerà l'attenzione dei primi missionari cristiani anche se i rispettivi cieli sono concezioni parallele). Gli Zhou rivendicheranno, rafforzando il loro dominio, il diritto di governare e giustificheranno il loro subentro affermando di aver ricevuto un mandato a governare, Tianming (= mandato celeste). Mentre il sovrano Shang esercitava il suo potere in quanto ritenuto lo sciamano più importante, incorporante nella sua persona unici poteri di tipo magico/religioso, un'esclusività che gli impediva di delegare il suo compito ad altri, il Tianming degli Zhou introduce una dimensione protopolitica, cioè che ha implicito nella sua stessa concezione il fatto che come assegnato possa essere revocato in caso di cattivo governo. Non si tratta più di un potere eterno e assoluto, nasce in epoca Zhou la possibilità di delegare: nascono così anche le figure di collaboratori, ministri, consiglieri del sovrano il cui ruolo sarà comunque trasmesso per via ereditaria. Durante questa fase si ha una decadenza delle pratiche divinatorie in particolare l'utilizzo delle ossa oracolari; è sempre più importante la ritualistica, ma verso il cielo. Yi Jing: testo molto antico che fa riferimento alle pratiche divinatorie attuate con steli di Achillea millefoglie, significa letteralmente “Classico dei mutamenti” (in origine, “camaleonte”) della ritualistica Zhou. Viene fatta risalire all'epoca Zhou un tipo di coltivazione della terra definita “campi a pozzo”, una struttura a scacchiera divisa in 9 sezioni di identiche dimensioni, le 8 esterne coltivate privatamente da ciascuna famiglia, mentre la sezione centrale coltivata collettivamente e il cui ricavato sarebbe andato al signore. Il suo nome viene dal carattere cinese jing (= pozzo); questa tecnica presuppone una dimensione comunitaria del lavoro che tuttavia non è certo esistesse davvero, ma potrebbe essere stata idealizzata in seguito, in quanto questa prima fase Zhou verrà ricordata come una sorta di età dell'oro.
Primo periodo Zhou (degli Zhou occidentali) 1045 – 770 a.C.
Gli Zhou avevano ai confini popolazioni con cui avevano rapporti instabili, visti come barbari, è possibile avessero anch'esse centri urbani e quindi rapporti di alleanza alternati a rapporti conflittuali. Esiste la possibilità di delegare. Venne messo a punto il sistema Zongfa, che regolava e registrava le linee di discendenza all'interno del lignaggio Zhou (principali e secondarie/collaterali); in base ad esse venivano assegnati i territori. Vi è un uso del bronzo rituale, con presentazione di offerte al cielo. Il sovrano è definito Tianzi (= figlio del cielo) e con lui la ritualità diventa sempre più sofisticata. Nel 770 a.C. la capitale (Hao) deve essere trasferita perché conquistata; sarà spostata più a oriente nell'attuale provincia dell'Henan, nella città di Luoyang.
Secondo periodo Zhou (degli Zhou orientali) 770 – 221 a.C.
Periodo delle primavere e degli autunni 770 – 454 a.C. Il trasferimento della capitale indebolisce gli Zhou innanzitutto militarmente, devono quindi cominciare a considerare i lignaggi meno importanti e trascurati della dinastia, che avevano in questa zona i loro territori. Comincia un lento processo dove l'autorità del sovrano Zhou non sarà più riconosciuta automaticamente che, in aggiunta alla crescente instabilità nei rapporti di alleanza fra casate diverse, metterà tutto in discussione. Rispetto ai secoli precedenti rappresenta qualcosa di nuovo, un momento di riflessione politica, dove il tianming cominciava a venire messo in discussione. In questa fase storica così complessa visse Confucio (Kong Fuzi, o grande maestro Kong, Confucio è l'italianizzazione della latinizzazione dei primi missionari). Originario dello Shandong, vissuto tra il 551 e il 479 a.C. - in qualche modo contemporaneo di Socrate e del Buddha storico – pensatore morale/politico importantissimo, darà vita al Confucianesimo che diverrà l'ideologia imperiale.
Vivendo in un'epoca storica di inquietudine e di crisi politica, dove cominciano le dispute di confine e i tentativi di annessione (si affaccia la concezione della guerra come annessione territoriale) e diversi casati vogliono svincolarsi dall'autorità del sovrano e gestirsi in proprio, le figure importanti saranno i funzionari formati all'interno dell'impianto culturale confuciano. Confucio scrisse un'opera a carattere storico relativo al suo stato di nascita “Primavere e autunni dello stato di Lu” anche detta “Annali dello stato di Lu”, unica opera sicuramente scritta da lui, integrata da dialoghi composti dai suoi allievi. Questa figura ha girato tra diverse casate importanti offrendo servizi come consigliere politico (all'epoca esistono molte di queste figure itineranti che si pongono il problema di come uscire da questo stato di crisi). Ha sicuramente curato la revisione critica di testi importanti dell'epoca degli Zhou occidentali perché di fronte al caos del cambiamento prende a modello la fase antecedente (ritorno al passato), dove il mondo era in ordine, l'autorità del sovrano non era messa in discussione e per questo ritiene fondamentale lo studio dei testi dell'epoca su cui si formava l'aristocrazia (Yi Jing). C'è una grande attenzione alla filologia (“io trasmetto, non creo”), e un non incoraggiamento al cambiamento e alla creatività. Questo guardare al passato e collocarvi un'età dell'oro certamente non implica un'idea di progresso; diventa importante il rispetto della tradizione. Secondo Confucio la società è attraversata da 5 tipi di rapporti umani: (padre/figlio, sovrano/suddito, marito/moglie, fratello maggiore/fratelli minori, amici). A parte quello fra amici sono tutte relazioni di tipo gerarchico, non paritario. Il pensiero confuciano è però attraversato da un concetto importantissimo, “ren”, benevolenza: questi rapporti sono attraversati dalla necessità da entrambe le parti della presenza della benevolenza umana. Dà un'impronta di umanesimo importantissima, che insieme allo stoicismo sono aspetti notevolissimi della civiltà cinese. L'interesse di Confucio riguarda il mondo umano e si discosta dal mondo degli spiriti.
Periodo degli Stati Combattenti 453 – 221 a.C.
Definito così a causa del non riconoscimento del sovrano Zhou e delle guerre fra entità territoriali. Importanti innovazioni:
- Fra il VI e V secolo a.C. si giunge alla fusione del ferro, partendo dalle capacità dei ceramisti, farà fare un salto di qualità alla produzione agricola. Fondendo importanti quantitativi di ferro, poi colati in stampi di materiale refrattario è possibile la produzione in serie di strumenti agricoli: da questo momento la Cina produce spade e strumenti in ferro su vasta scala.
- Appaiono le prime leggi e norme di comportamento necessarie, fuse su recipienti di bronzo.
Nei secoli successivi emergono stati periferici e un segno della progressiva crisi è che nel VII secolo a.C. il signore dello stato di Qin, nello Shandong, viene nominato Ba (“egemone”, specie di grande mediatore che deve agire tra i vari casati per cercare di mantenere l'ordine). Nel periodo degli Stati Combattenti si è arrivato ad avere fino a 3000 entità territoriali indipendenti. Dal IV secolo a.C. i signori di questi territori cominciano ad assumere il titolo di Wang (“re”, fino a prima prerogativa del sovrano Zhou). È un periodo straordinariamente fecondo dal punto di vista del pensiero, perché questo stato di guerra continua rende necessaria la riflessione, la ricerca di un nuovo e diverso ordine. In questa situazione acquisisce forza sempre maggiore il ruolo della fanteria e della cavalleria a discapito di quelle che erano le contrapposizioni militari delle epoche precedenti (aristocratici con carro e auriga). Alla fine di questo periodo rimangono 7 regni fino alla conquista (256 a.C.) da parte della casata Qin, del territorio di Zhou. Il regno di Qin, portando avanti una serie di riforme più efficiente, riesce a conquistare anche gli altri 6 e nel 221 a.C. il re del regno di Qin, Ying Zheng, assume il titolo di Qin Shi Huangdi.
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