Stomia
Stomia dal greco (stoma) bocca “abboccamento di un viscere o cavità dell’apparato digerente / urinario / respiratorio alla cute”.
Può essere temporanea o definitiva:
- Non è dotata di muscolo sfinterico.
- Stoma, ben irrorato, + cute peristomale, integra.
- Ferita psichica e ferita dell’immagine corporea.
Quando: aumento degli interventi per confezionamento di stomia
Maggiore interesse aspetto qualitativo e quantitativo della vita.
- Patologie oncologiche - Poliposi adenomatosa familiare.
- Patologie infiammatorie croniche intestinali - Megacolon tossico.
- Ostruzione delle vie aeree - Infarto intestinale.
- A protezione di una anastomosi - Neoplasie maligne.
- Scopo decompressivo - Volvolo del sigma con necrosi e peritonite.
- A protezione del moncone rettale - Perforazione intestinale.
- Traumi.
- Malattie infiammatorie croniche intestinali.
Chi è il paziente portatore di stomia?
- Paziente solitamente in età adulta, ma anche bambini.
- Paziente oncologico o giunto in urgenza in PS.
- Paziente con alterazioni dello stato emotivo.
- Negazione o rifiuto della patologia e/o della presenza dello stoma.
È importante educare all’autonomia nella gestione della stomia e fornire un costante sostegno psicologico, stimolare e incoraggiare l’autonomia.
L’evoluzione della stomia
- I primi interventi di “stomia” si hanno già nel 3° secolo a.C.
- La prima segnalazione ufficiale di una stomia risale al 1750 per opera di William Cheselden in una paziente con un'ernia ombelicale.
- Affinamento della tecnica chirurgica con il passare dei secoli e della scuola chirurgica.
- Hartmann, resezione del sigma e parte del retto con confezionamento di colostomia sinistra ed affondamento del moncone rettale. Confezionava un ano non naturale, uno stoma, attraverso il quale le feci si raccoglievano in una sacca.
Confezionamento
Chi si è occupato della gestione dello stoma e del paziente?
Elise Sorensen, giovane infermiera. Nel 1954 si avvicinò al mondo dei colostomizzati a causa della malattia della sorella più giovane. La sensibilità della Sorensen la portò ad identificare nella perdita della vita sociale dei pazienti il vero problema della colostomia: in quegli anni i presidi a disposizione dei colostomizzati erano ingombranti, antigienici, costosi e non offrivano protezione contro gli odori e le infiltrazioni, perdita della vita sociale di prima. Elise Sorensen creò quella che ora può essere considerata la progenitrice delle sacche attuali: una sacca sottile, non porosa, elastica e provvista di adesivo.
Il problema successivo fu legato alla cute peristomale che veniva lesionata durante la rimozione delle sacche. Venne utilizzato il Karaya, una resina che si ricava da un albero che cresce in Asia. Resina raffinata e miscelata a glicerina raggiunge uno stato solido ma flessibile, elastico e plasmabile. A causa della adesività da entrambi i lati il Karaya poteva essere posto tra la protesi e la pelle con il duplice risultato di favorire l’aderenza della sacca e di proteggere la cute.
Oggi placche e sacche innovative ergonomiche e utilizzo di presidi per il care dello stoma e della cute.
Enterostomista
È il professionista che, dopo aver conseguito la laurea in Infermieristica, ha continuato la formazione specializzandosi su tutto ciò che ruota intorno alle stomie. Durante il ricovero e prima della dimissione l’infermiere educa il paziente stomizzato ad eseguire l’igiene della stomia, a scegliere i giusti presidi e a seguire il corretto stile alimentare in base alla propria condizione. Dallo studio emerge infatti l’importanza di questa figura che segue i pazienti nella fase preoperatoria, disegno preoperatorio raccomandazione ministeriale n.3 del 2008, e post-operatoria, accompagnandoli durante questo cambiamento psico-fisico.
Disegno preoperatorio tecnica di posizionamento
Posizionamento della stomia: è un momento fondamentale da cui dipenderà la corretta funzionalità e la ottimale gestione dello stoma. La corretta posizione sarà lontana da:
- Margine costale - Eretta.
- Ombelico - Supina.
- Cicatrici pregresse - Seduta.
- Pieghe adipose.
- Linea della vita.
- Incisione principale.
- Cresta iliaca.
Applicando un bollino adesivo o una normale placca da stomia, si verifica l'esatto posizionamento nelle diverse posture. Individuato l'esatto punto lo si disegnerà con una matita dermografica.
Educazione stomacare al paziente e al caregiver
L’infermiere a cosa deve rispondere?
Presa in carico preoperatoria!!!
- Preparazione fisica e psicologica - Rischio elevato di alterazione dell’integrità cutanea.
- Colloquio con il paziente ed individuazione del caregiver - Mancanza di conoscenza correlata alla modificata attività eliminatoria.
- Disegno preoperatorio - Rischio elevato di disturbi dell’immagine corporea.
Alcuni interventi chirurgici
- Resezione.