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Sociologia generale

La sociologia è lo studio dei fenomeni sociali che utilizza l’osservazione del comportamento umano rispetto a un determinato contesto, rispetto a determinati usi e costumi. Affinché ci siano meno variabili che incidano sullo stesso studio fatto da studiosi diversi ci deve essere un metodo, standardizzato, che porta meno bias (errori). C’è più oggettività nello studio.

La sociologia nasce come disciplina autonoma nel diciannovesimo secolo come riflessione sui cambiamenti sociali legati al processo di modernizzazione. Infatti, passa diverse fasi (Rivoluzione industriale, Rivoluzione francese e Rivoluzione scientifica). In quest’ultima c’è il distacco della sociologia dalla filosofia per acquisire autonomia teorica e meno teologica. Con la Rivoluzione industriale, dopo una serie di fenomeni tecnologici, economici e industriali, ci sono riflessioni sulla società in quel momento. Il salto che avviene dalla Rivoluzione scientifica a quella industriale è, dal punto di vista sociologico, l’alienazione del lavoratore. Durante la Rivoluzione francese c’è una destrutturazione dell’ordine politico sociale classico che porta a riconsiderare la natura, il legame sociale e la strutturazione della società.

Cosa impedisce il caos permettendo l’esistenza della società? Per dare un metodo, si danno delle regole. Quali sono le cause del mutamento? L’adattamento degli individui alle regole (Darwin). Quali sono e su che cosa si fondano le relazioni tra individui nella società? Su una regola delle relazioni, approccio al lavoro.

Ci sono diverse scuole di pensiero che si focalizzano su diversi fenomeni sociali. C’è la socialità nel suo divenire o totalità, le relazioni interne al sistema sociale e gli aspetti strutturali comuni a tutti i fenomeni sociali, le forme nella vita associata, sistemi e processi di produzione culturale e interpretazione delle differenti realtà sociali.

Ricerca fenomeni osservabili

La sociologia ha come oggetto, utilizzando strumenti che consentono la loro osservazione, comprensione e sistematizzazione, che consentano anche la comprensione dell’agire sociale nella sua uniformità. Tutto il pensiero sociologico oscilla tra due tradizioni: l’olismo (Durkheim) → dominio della sociologia: fatti esterni all’individuo e dotati di un potere di coercizione in virtù del quale si impongono ad esso.

L’individualismo (Weber) → dominio della sociologia: interpretare l’agire sociale (senso soggettivo), e quindi di spiegarlo causalmente nel suo corso e nei suoi effetti, influenzando la società.

Non sono due estremi ma uno è in comunicazione con l’altro e interdipendenti (Archer). L'individuo non è un mero esecutore passivo di norme sociali (come nell'olismo) né un agente perfettamente razionale e isolato (come nell'individualismo). Attraverso la "conversazione interiore" (internal conversation) e la riflessività, gli individui deliberano sui propri interessi e progetti, scegliendo quali proprietà del contesto attivare, contribuendo così al cambiamento sociale.

Le metodologie di ricerca più usate possono essere: quantitative (numeriche, atte a quantificare fenomeni e fornisce misura del fenomeno studiato, i dati ottenuti sono oggettivi e standardizzati, il campione deve essere ampio e rappresentativo) e qualitative (non numeriche, atte a rilevare caratteristiche strutturali dei fenomeni, fattori utili per la comprensione alla motivazione sociale e questa viene circoscritta a termini numerici, offre informazioni disomogenee ma ricche di senso esplicative compiuto e prevede due fronti: intervistatore e intervistati); esplicative (Ricerca finalizzata a stabilire relazioni tra le variabili entro una logica e secondo modelli di tipo causale (causa – effetto); descrittiva (descrive le caratteristiche della popolazione studiata).

La metodologia è una regola formale a carattere generale. Le tecniche sono le singole procedure operative. Gli strumenti sono singoli mezzi relativi alle tecniche. C’è la scelta del problema e delle ipotesi del fenomeno che si vuole studiare. C’è l’oggetto di studio, la metodologia, la raccolta di dati documentati e sistematizzazione di dati, l’analisi e l’interpretazione risultanze e rapporto della ricerca.

Intervista strutturata e non strutturata e campionamento

In sociologia, l'intervista strutturata usa domande fisse e standardizzate, simile a un questionario orale, per ottenere dati comparabili da molti soggetti (ideale per grandi campioni). L'intervista non strutturata è una conversazione libera, guidata solo da temi, senza domande predefinite, per esplorare a fondo esperienze e significati, tipica della ricerca qualitativa e delle storie di vita.

Il campionamento è la tecnica di selezionare un sottoinsieme (il campione) da una popolazione più ampia per studiarlo, al fine di trarre conclusioni generalizzabili sull'intera popolazione, data l'impossibilità di analizzare tutti i suoi membri, bilanciando costi, tempo e precisione dei risultati.

Tipologie di modernità

Ci sono diversi scenari: modernità (è la fase di consolidamento degli stadi della nazione quindi il capitalismo e strutturazione sociale, quindi c’è il primato della razionalità, quindi la fiducia illimitata nei confronti della ragione, alla quale va tutto assoggettato, che porta a secolarizzazione, che prevede durata. Ha una concezione monolineare della storia, i mezzi di comunicazione di massa sono i giornali, c’è il trionfo delle ideologie); tarda modernità (c’è declino Stato, crisi razionalità e frammentazione esperienza, cultura del presente e fine alle ideologie); modernità liquida (sviluppo tarda modernità secondo Bowman. Si sono liquefatti rapporti sociali (diventano più effimeri) che si hanno in diversi ambiti della vita della società come lavoro, comunità, individuo, rapporti sociali. La liquefazione produce un individuo afflitto dalla solitudine, è egoista ed egocentrico e vive in un tempo liquido. Cancella fiducia, compassione, pietà, gli uomini e donne si scoprono immersi tra vuoto esterno e svuotamento interno. Si tratta di un’ulteriore disgregazione del senso di appartenenza che porta all’individualismo sfrenato portato dalla mancanza di punti di riferimento); globalizzazione (combinazione fenomeni politici, economici, sociali e culturali che hanno come effetti la formazione di un mercato finanziario globale e l’aumento incidenza delle nuove tecnologie. C’è iperconcorrenza, ovvero accentuata competitività agevolata dai processi di liberismo economico. Ciò porta allo sviluppo di un sistema che, insieme al progresso dei mezzi di trasporto, unifica il mondo per ridurlo alle dimensioni di un villaggio. C’è la formazione di una cultura globale, culture in cui il peso dei singoli accordi riflette la capacità di influenzare le varie nazioni componenti. C’è perdita di rilevanza dello Stato e del sistema nazionale come punto di riferimento fondamentali).

Società

È un sistema organizzato di individui che vivono in un territorio e collaborano in gruppi e parti interdipendenti per il soddisfacimento dei bisogni sociali e si riconoscono in una comune cultura. Per parlare di sistemi sociali bisogna vedere l’approccio di Luhann. Nella modernità si è verificata una maggiore differenziazione funzionale della società in sottoinsiemi che hanno acquisito autonomia che Marx definisce sovrastrutture (economia, politica, scienza e mass media). Questi sistemi sono schemi interpretativi, atti a semplificare la realtà.

Cosa cos’è che differenzia ogni sistema sociale dall’ambiente di riferimento? È il sistema autoreferenziale o autopoietico (autodeterminazione) che ridefinisce l’individuo rispetto a condizioni esterne, che si sostiene e si riproduce, avendo come criterio distintivo il mantenimento della società. Questa strutturazione autoreferenziale si realizza tramite processi autopoietici, ossia reazioni di se stesso ed è indifferente all’ambiente stesso. Gli stimoli esterni sono solo significativi per il sistema se riportabili nello stesso sistema con il proprio linguaggio e codice, ci danno nuovi codici per autopoieitarci.

Azione e attore sociale

Si ci può riferire o ai singoli attori o collettivi che compongono società. L’azione sociale è una sequenza di atti sociali forniti di senso che vengono compiuti scegliendo tra diverse alternative possibili per perseguire scopo. L’azione sociale per Weber è razionale rispetto allo scopo, al valore, alla tradizione e all’affettività. Questa razionalità illimitata secondo Simon presenta limiti che consistono in informazioni incomplete, una limitata capacità di elaborare informazioni, tempo limitato disponibile, la comprensione a molte problematiche e le emozioni contrastanti in base all’ambito di riferimento, quindi le variabili che possono incidere.

Teoria dei bisogni

La società si presenta come struttura articolata per la soddisfazione dei bisogni per via di una mancanza che porta a cambiamento per autodeterminazione. La vita sociale può definirsi come un insieme di relazioni sociali che si concretizzano in interazioni sociali che hanno vincoli ossia contesto, dinamiche situazionali, condizionamenti e vincoli a priori, ossia impossibilità di cogliere l’altro nella sua totalità ma nel suo status. L’altro non è veramente sociale quando si relaziona perché ha filtri.

Interazione sociale

Relazioni cooperative svolte tra due o più attori detti soggetti agenti che costruiscono le loro relazioni in riferimento e in reazione al comportamento degli altri attori. Queste relazioni sono caratterizzate da intensità, durata, e ripetitività nel tempo.

Cultura

È tutto ciò che vede la sua creazione da quella che è l’azione cosciente e libera dell’uomo. È il patrimonio intellettuale immateriale che può essere condivisa tra membri della collettività e i suoi presupposti sono, segni, modelli di comportamento, simboli, valori, norme, definizioni, linguaggi e oggetti materiali. Secondo la concezione olistica c’è una cultura immateriale (etica, valori, norme, conoscenze, comunicazione), sociale (strutturazione sociale, sistemi di relazione e comportamenti dovuti dal sistema di relazione) e materiale (tecniche produttive, tecnologiche e il loro prodotto).

La cultura secondo la prospettiva di assunti di base

Gli assunti di base della cultura organizzativa sono le convinzioni profonde, spesso inconsce e date per scontate, che guidano le decisioni e i comportamenti all'interno della società. Costituiscono il livello più profondo della cultura, sono difficili da individuare e modificare, e influenzano automaticamente come i membri dell'organizzazione percepiscono e interagiscono con la realtà, anche senza che ne siano pienamente consapevoli. Si parla quindi di costruzionismo sociale.

Secondo il costruzionismo sociale, la conoscenza del mondo è una forma di costruzione sociale che porta ad assunti di base che creano modelli della società condivisi col linguaggio. La realtà non è più una rappresentazione soggettiva dell’oggetto osservato ma il frutto di una costruzione condivisa da soggetti appartenenti alla medesima comunità culturale e che sono in interazione tra loro.

La cultura secondo la prospettiva simbolica

Un modello di significato trasmesso e incorporato in forme simboliche attraverso le quali gli individui perpetuano la conoscenza. I simboli sono qualcosa che stanno per qualcos’altro, perciò, uno stesso simbolo può avere più significati. I sistemi simbolici sono complessi, strutturati (CAA), non strutturati (disegno libero).

Rapporti tra cultura e società

Ruolo della cultura nella società

  • Fornisce un quadro di riferimento: La cultura offre all'individuo un insieme di conoscenze, credenze, valori e norme che gli permettono di interpretare il mondo, dare senso alla propria esistenza e agire socialmente.
  • Crea legami sociali: I simboli, le norme e le pratiche condivise creano un universo simbolico comune che permette la comunicazione e la cooperazione all'interno di un gruppo.
  • Promuove lo sviluppo e il cambiamento: La cultura è un motore di sviluppo economico e sociale, capace di stimolare innovazione, coesione sociale e cittadinanza attiva.
  • Modella l'identità: Attraverso la socializzazione, la cultura trasmette valori, norme e modelli che contribuiscono alla formazione dell'identità personale e collettiva.

Ruolo della società nella cultura

  • È il "contenitore" della cultura: Ogni società possiede una sua cultura, che non può esistere al di fuori di un sistema di relazioni sociali.
  • È il veicolo della trasmissione culturale: La società, attraverso istituzioni come la famiglia e la scuola, e attraverso i mezzi di comunicazione, trasmette il suo patrimonio culturale alle nuove generazioni.
  • È il luogo della produzione culturale: Le attività umane, le istituzioni e le relazioni sociali sono il terreno su cui vengono create e modificate le espressioni culturali.

Sub cultura

Problematiche del relativismo culturale e del multiculturalismo che si associano alla sub cultura, ossia articolazione di tipo culturale costituita da un insieme differenziato o differenziante caratterizzato da valori, norme credenze, tradizioni, linguaggi.

Stili di vita

Abbiamo stili di vita diversi in base all’attore sociale che si autodetermina nel contesto socioculturale alle norme, si esprime nel contesto in base ai consumi, ossia il dispendio di energie usato.

Mode

È una forma di comunicazione e di appartenenza alla società, caratterizzata da comportamenti sociali motivati dalla soddisfazione dei bisogni dell’attore sociale. Ha carattere effimero però ha modalità palese.

Weber

Secondo Weber, la fondazione delle scienze storico-sociali trova il suo fondamento nel riconoscimento dell’oggettività derivante dal metodo e dalla logica che le caratterizzano. Weber definisce la sociologia come lo studio dell’agire sociale, ossia l’azione orientata e influenzata dall’agire di altri individui. Non ogni azione è sociale: essa diventa tale quando è intenzionale e finalizzata a uno scopo in relazione all’agire altrui. Weber individua quattro tipi di agire sociale, che sono concetti idealtipici e non si trovano allo stato puro nella realtà:

  1. Agire razionale rispetto allo scopo: l’azione è orientata razionalmente verso il raggiungimento di un obiettivo, e i mezzi sono calcolati per ottenere il fine desiderato.
  2. Agire razionale rispetto al valore: l’azione è guidata da un valore (etico, religioso, politico, ecc.) che viene seguito in modo incondizionato, senza considerare le conseguenze.
  3. Agire affettivo: l’azione è dettata dalle emozioni o dai sentimenti del soggetto.
  4. Agire tradizionale: l’azione è guidata dalle abitudini o dalle tradizioni consolidate.

Weber considera l’agire razionale rispetto allo scopo come il tratto distintivo della modernità.

Weber classifica le forme di potere legittimo, distinguendo tra autorità (potere legittimo) e potenza (semplice capacità di imporre la propria volontà). Il potere legittimo si fonda sulla possibilità di ottenere obbedienza a un comando, mentre la potenza è un potere di fatto, privo di legittimità.

Weber individua tre tipi di potere legittimo:

  1. Potere legale-razionale: l’obbedienza si basa sulla credenza nel valore della legge e delle norme imposte da un ordinamento impersonale.
  2. Potere tradizionale: l’obbedienza è fondata sulla credenza nella sacralità delle tradizioni e delle autorità stabilite.
  3. Potere carismatico: l’obbedienza si basa sulla dedizione a un individuo straordinario dotato di carisma, come un profeta, un eroe o un leader politico.

Secondo Weber, lo Stato moderno si fonda principalmente sul potere legale-razionale e sull’uso della burocrazia. Weber definisce lo Stato come «un’impresa istituzionale di carattere politico che rivendica con successo il monopolio della coercizione fisica legittima per far rispettare gli ordinamenti». Presenta tre elementi fondamentali:

  1. Un territorio: un’area geografica con confini definiti, su cui lo Stato esercita la sua sovranità.
  2. Il monopolio legittimo della forza: lo Stato detiene il controllo esclusivo dell’uso della forza legittima all’interno del suo territorio.
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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fede.ditommasi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Pozza Marianna.
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