Che cos'è il lavoro?
Il lavoro può essere visto in molti modi. Il modo con il quale cercheremo di leggere il lavoro è mostrare come questa merce sia una merce particolare con caratteristiche diverse rispetto a qualunque altra merce. Le merci vengono vendute nel mercato del lavoro. La merce è cambiata nel tempo: si sono modificate le forme di organizzazione di lavoro. Nell'arco degli ultimi 100 anni il concetto di lavoro si è modificato. Le politiche del lavoro sono delle forme di regolazione del lavoro.
Inadeguatezza dell'applicazione del concetto di mercato al lavoro
Il concetto di mercato del lavoro indica i meccanismi che regolano l'incontro tra i posti di lavoro vacanti e le persone in cerca di occupazione e che determinano salari. "Esiste nelle scienze economiche una importante tradizione, attualmente dominante, soprattutto in macroeconomia, secondo la quale il mercato del lavoro è, da tutti i punti di vista, eguale a qualunque altro mercato. [...] Ma, tra economisti non è per nulla ovvio che il lavoro sia un bene sufficientemente differente dai carciofi e dagli appartamenti da affittare, tale da richiedere un differente metodo di analisi" (da "Il mercato del lavoro come istituzione sociale", R. Solow - economista statunitense).
La domanda di lavoro è espressa dalle imprese, l’offerta di lavoro sono i lavoratori e le lavoratrici. Solow per evidenziare questo aspetto dice che dobbiamo considerare il mercato del lavoro come un’istituzione sociale e non un incontro tra due persone astratto, tra domanda e offerta. La sociologia economica ha messo in evidenza l'inadeguatezza dell'applicazione di tale concetto al lavoro, perché:
- Il lavoro non è una merce anonima.
- Le relazioni di scambio fra chi vende e compra non sono su un piano di parità.
- Il salario non svolge una funzione di riequilibrio fra domanda e offerta.
- I soggetti non seguono sempre i criteri della razionalità economica.
La forza lavoro come merce diversa
- La forza lavoro, contrariamente alle altre merci, non nasce storicamente allo scopo di essere venduta e non è una merce fisicamente separabile dal suo proprietario: la relazione tra le parti (domanda e offerta) non si esaurisce al momento dello scambio, ma prosegue nel processo produttivo, concretizzandosi in rapporti di forza, di controllo e di conflitto sulle condizioni di erogazione della prestazione. Relazione che si basa sui rapporti di forza, sulla necessità di controllare e definire le condizioni di erogazione della prestazione. Qui ci sono le norme: orario standard di lavoro, pagamento orario, cosa vuol dire part-time? Quante ore sono? I rapporti di forza: dirigenti, manager che stabiliscono cosa fare, stabiliscono la prassi aziendale, l’obiettivo del team. Spesso ci sono conflitti anche fra gli stessi lavoratori. Intrico di relazioni e di gestione di rapporti di potere e di forza che avvengono dentro il gruppo e con la controparte (management, titolare, ecc.). Nel momento in cui acquisto la forza lavoro bisogna contrattare con la persona che tendenzialmente metterà paletti, non si può fare quello che si vuole.
- Fra chi vende (lavoratore) e chi compra (imprenditore) non esistono relazioni di scambio paritarie ma rapporti di forza asimmetrici a vantaggio dei secondi: i lavoratori sono "obbligati" a vendere la propria forza lavoro per sopravvivere, mentre gli imprenditori non sono costretti ad acquistare la forza lavoro offerta e possono fare altre scelte (consumare il loro capitale o aumentare l'uso di macchinari). Solo l'intervento pubblico permette una certa simmetria tra domanda e offerta di lavoro, una condizione che al contrario è presunta in modo irrealistico nell'idea di mercato. Fenomeno molto recente: le persone sono recentemente diventate dipendenti dal loro salario, prima dell’800 non erano dipendenti dal salario. Società salariale: la maggior parte delle persone dipende da un salario, dipende dall’industrializzazione non più dall'agricoltura dove le persone in teoria potevano sopravvivere con il proprio raccolto. Nel mondo industriale non avere un salario è un problema a meno che non hai delle rendite. L’intervento pubblico c’è per cercare di mettere simmetria tra domanda e offerta di lavoro, l’intervento pubblico riequilibra introducendo normative, contrattazione collettiva, legge del salario minimo, ecc.
- Il salario non svolge la funzione di riequilibrio tra domanda e offerta, perché la struttura delle retribuzioni è definita da fattori sociali e consuetudini oltre che dall'azione dei sindacati e del potere pubblico (stato): la legislazione sul lavoro e le politiche di welfare (del lavoro e sociali) incidono sul rapporto tra domanda e offerta di lavoro - effetto demarcificazione. Le condizioni della compravendita del lavoro sono perciò definite socialmente. I salari non sono elastici perché ci sono una serie di questioni esterne che li vanno a definire ad esempio: teoria del salario di efficienza e teoria insider/outsider…
Disoccupazione, lavoro e salari
"Perché, quando esiste un tasso di disoccupazione significativamente alto, non si attiva una concorrenza per il limitato numero dei posti di lavoro, e perché una simile concorrenza non riduce subito il livello dei salari?" (Solow)
- Teoria del "salario di efficienza": i datori di lavoro pagano un salario più alto rispetto a quello degli altri datori di lavoro per motivare maggiormente i lavoratori che nell'impresa moderna hanno un certo grado di controllo sulla propria produttività.
- Teoria "insider/outsider": spiega il vantaggio contrattuale dei lavoratori all'interno dell'impresa (insider) con il fatto che data la loro esperienza non sarebbero del tutto intercambiabili con altri lavoratori.
- Teoria delle norme sociali: valori condivisi, approvazione - disapprovazione dei comportamenti.
- Teoria delle relazioni industriali: rappresentanza collettiva del lavoro, contrattazione collettiva, diritto di sciopero.
La razionalità limitata dell'uomo
L'uomo ha razionalità limitata e nella ricerca di lavoro non ha una perfetta conoscenza delle caratteristiche della domanda di lavoro, ma si muove in condizioni di informazione scarsa e di incertezza: condizione naturale. Cerchiamo di raggiungere un tornaconto personale delle nostre azioni ma in una gamma di scelte che è limitata rispetto alle nostre possibilità di elaborare tutte le alternative di comportamento. In definitiva: parlare di lavoro in quanto merce sui generis e prodotto della società ci costringe a riflettere sul modo in cui è socialmente possibile che le prestazioni lavorative assumano determinate forme (orari, ritmi, interruzioni durante il corso di vita, livelli di qualità e professionalità).
I tanti significati del lavoro
- Fonte di reddito: è dipeso dalla salarizzazione.
- Canale di socializzazione: al lavoro le persone si conoscono, hanno conflitti, ecc.
- Strumento di autorealizzazione.
- Fonte di rispetto e dignità: se è un lavoro dignitoso (confine tra gratificazione e massacrante).
- Strumento per acquisire potere.
- Base dell’identità sociale.
- Strumento di indipendenza.
Componenti e dinamiche del "mercato del lavoro"
- Gli occupati: coloro che svolgono un lavoro che produce reddito. Gli occupati sono coloro che hanno un lavoro e che sono in età lavorativa. Convenzionalmente l’età lavorativa è circa dai 16 ai 64 anni. Si misura il tasso di occupazione rispetto a queste età.
- I disoccupati: coloro che non sono occupati, sono in cerca di lavoro e sono disponibili ad accettare un lavoro alle condizioni esistenti.
- Gli inattivi, esclusi dal mercato del lavoro, sono privi di occupazione e non svolgono neppure attività di ricerca per diverse cause (età scolare, anziani, studenti, casalinghe, prepensionati). I confini non sono chiari e quindi c’è anche un’area grigia e situazioni ambigue: chiamate dall’istat forze di lavoro potenziali e scoraggiati. I dati statistici sono frutto di costruzioni teoriche e operative.
Occupato
- Avere un reddito
- Produrre beni o servizi
- Riconoscimento sociale/personale
- Sotto - occupazione e mala-occupazione
Disoccupato
- Non avere un'occupazione
- Essere in cerca di un lavoro
- Essere disponibile al lavoro
- Si può aggiungere una condizione amministrativa: essere iscritto ai centri per l'impiego e ricevere un sussidio di disoccupazione
Definizioni di occupato e disoccupato
Occupato= chi svolge un lavoro per trarne un guadagno
- Dipendenti: le persone con un impiego salariato che sono al lavoro o comunque hanno un legame formale con il proprio impiego (assenti per malattia e cassa-integrati). I lavoratori in cassa integrazione sono occupati perché la condizione della cassa integrazione è quella di aver ridotto l’orario di lavoro e quindi si riceve un’indennità. La persona rimane dipendente ma ha ridotto l’impegno lavorativo per forze maggiori.
- Indipendenti: le persone che svolgono un lavoro in vista di un profitto o di un guadagno proprio o della famiglia. Attività in proprio. Può lavorare anche esclusivamente quella persona o può essere datore di lavoro di altre persone.
Persona in cerca di occupazione
Chi, privo di un lavoro retribuito, lo ricerca attivamente. La condizione di ricerca attiva secondo l’istat= aver svolto almeno un'azione di ricerca negli ultimi 30 giorni.
Diversi tipi di disoccupati
- Disoccupato con esperienza = ha perso un precedente lavoro per qualunque motivo
- In cerca di prima occupazione = chi non ha una precedente esperienza di lavoro
Forze di lavoro o popolazione attiva
Somma degli occupati e delle persone in cerca di occupazione. Popolazione attiva= sono inclusi anche i disoccupati perché stanno ricercando attivamente un lavoro. Occupati+ disoccupati.
Non forze di lavoro o popolazione non attiva
Chi non è né occupato, né in cerca di occupazione:
- In età non lavorativa: minori sino a 15 anni; anziani oltre 64 anni.
- In età lavorativa: studenti, casalinghe, pensionati e inabili da 16 a 64 anni.
Un'area grigia tra disoccupazione e inattività
- Persone che sono immediatamente disponibili a lavorare ma non hanno fatto un'azione di ricerca negli ultimi 30 giorni
Tasso di attività
Rapporto percentuale tra forze di lavoro e popolazione totale (tasso lordo) o soltanto in età lavorativa (tasso netto)
Forze di lavoro (occupati + in cerca di occupazione) / popolazione (totale o in età attiva) x 100
Serve considerare il tasso di attività perché:
- Misura il grado di partecipazione al mercato del lavoro di una popolazione, cioè la sua propensione a cercare un lavoro, riesca o no a trovarlo: se il tasso di attività è alto noi avremo una quota presumibilmente molto elevata di persone che hanno un lavoro (occupati) ma anche una quota di persone che cercano attivamente il lavoro. Ci dà una buona notizia soprattutto se non sono solo disoccupati che diventano occupati ma inattivi che diventano disoccupati: significa che una quota significativa di persone comincia a pensare ci siano opportunità di lavoro, che se si cerca si trova lavoro.
- Importante vedere questo per tassi di attività specifici: per genere, classi di età e/o livelli di istruzione.
In Italia hanno un tasso di attività più alto gli uomini. Sono più attivi gli adulti. Per livelli di istruzione sono più attivi i più istruiti.
Esempio
Tasso di attività delle donne tra 20 e 25 anni = donne 20-25 anni occupate o in cerca lavoro / totale delle donne da 20 a 25 anni x 100
- Praticamente sempre costante su livelli che sfiorano il 100% per i maschi in età adulta.
- Varia notevolmente nel tempo e nello spazio per le donne, i giovani e gli anziani.
- Variazioni e differenze da paese a paese nei valori del tasso di attività totale (riferito cioè all'intera popolazione) dipendono da:
- Diversa partecipazione al lavoro di donne, giovani e anziani.
- Diverso peso nella popolazione di donne, giovani e anziani.
Riepilogo
Un uomo o una donna non sono una merce qualunque che si vende perché:
- Il rapporto di scambio non si esaurisce al momento dello scambio, il processo produttivo è lungo, si concretizza in un’interazione di collaborazione, di conflitto e gli individui organizzati si tutelano da sé, le persone normali si tutelano attraverso la contrattazione collettiva e mettendosi insieme. Il rapporto non si esaurisce al momento dello scambio. Rapporti di potere - conflitto e collaborazione. Il rapporto di lavoro è diverso da uno commerciale perché non finisce al momento dello scambio.
- L’uomo è un individuo razionale, non ha bisogno di accettare il primo impiego che gli capita. Lavoratori e lavoratrici senza salario non possono stare alla lunga (indennità di disoccupazione) senza salario. Quando ci sono più lavoratori disponibili rispetto alle offerte di lavoro: i salari non sono elastici e non si possono spalmare su più persone per riequilibrare. I salari non sono così elastici e infatti si parla di salario di efficienza. Spesso i datori sono disponibili a pagare salari superiori per ottenere qualcosa (es. trattenere i lavoratori migliori, ottenere consenso rispetto alle politiche manageriali). Antropologia per spiegare come mai si formano i salari di efficienza: scambio tra datore e lavoratori: il mercato del lavoro è uno scambio di doni in cui c’è reciprocità.
Quando ci riferiamo al mercato del lavoro usiamo dei termini
- Occupazione
- Disoccupazione
Definizioni di occupati, attivi e inattivi
Gli occupati sono lavoratori in età lavorativa (16-64) che stanno compiendo un lavoro. Gli attivi sono gli occupati + i disoccupati. Gli inattivi sono es. uno studente sopra i 16 anni che non cerca un lavoro, casalinghe, i pensionati.
Tasso di disoccupazione
Rapporto percentuale tra le persone in cerca di occupazione e le forze di lavoro
Persone in cerca di occupazione / (occupati + in cerca di occupazione) x 100
Indica quanti non trovano lavoro ogni cento che lo cercano; tassi di disoccupazione specifici per genere, classi di età e/o livelli di istruzione.
Esempio
Tasso di disoccupazione maschi diplomati 19-24 anni
(Maschi diplomati 19-24 a. in cerca lavoro) / (maschi diplomati 19-24 a. occupati) + (maschi diplomati 19-24 a. in cerca di lavoro) x 100
In Italia sono più disoccupate le donne, i giovani e con livelli di istruzione bassi (in Italia ma quasi per ogni paese).
Tasso di mancata partecipazione al lavoro
Rapporto percentuale tra disoccupati e inattivi disponibili e somma di occupati, disoccupati e inattivi disponibili
Persone in cerca di occupazione + inattivi disponibili / (occupati + in cerca di occupazione + inattivi disponibili) x 100
Tasso di occupazione
Rapporto percentuale tra occupati e popolazione in età lavorativa (15-64 anni)
Occupati / popolazione (in età lavorativa: 15-64 anni) x 100
Il tasso di occupazione costituisce un indicatore del livello della domanda di lavoro da parte del sistema produttivo; sempre più usato a fronte della difficoltà di classificare i disoccupati. Il tasso di disoccupazione ci fa capire il livello della domanda di lavoro: le imprese non stanno creando il lavoro che sarebbe indispensabile in quel paese. Tassi di occupazione specifici per genere, classi di età e/o livelli di istruzione.
I dati sul mercato del lavoro italiano
Indagine sulle forze di lavoro
Lo strumento principale con cui l’Istituto nazionale di statistica (Istat) stima numero e caratteristiche di occupati, disoccupati e persone non attive; questionario che quattro volte l’anno è somministrato a un campione di famiglie da un intervistatore; l’ufficio statistico dell’Unione Europea (Eurostat) raccoglie le indagini simili condotte nei paesi europei; sono nazionali ma vengono utilizzate da Eurostat; è possibile avere dati a livello:
- Nazionale/grandi aree (Nord, Centro, Sud → le tre grandi aree in Italia sono nord est-ovest, centro, sud e isole)
- Regioni/province (solo alcuni dati per ragioni statistiche)
Censimenti
- Della popolazione
- Delle attività produttive
- Poco usati perché decennali
- Questionario auto-compilato da tutte le famiglie e le imprese
- Consente di avere dati a livello territoriale molto ristretto
Centri per l’impiego
- Forniscono informazioni su:
- Avviamenti al lavoro dipendente nel corso di un trimestre o anno (ma un lavoratore può essere avviato più volte)
- Iscritti alle liste delle persone in cerca di lavoro alla fine di un trimestre o anno
Il mercato del lavoro
Si rappresenta come tre "laghi" (stocks), ognuno collegato all’altro da travasi (flussi); i "laghi" sono quelli:
- Degli occupati
- Delle persone in cerca di lavoro
- Delle diverse categorie di inattivi
I movimenti tra un "lago" e l’altro possono andare sempre in entrambe le direzioni. L'aumento della disoccupazione se è accompagnato dalla diminuzione degli inattivi è un’ottima notizia: quota di persone ottimista rispetto alle possibilità di trovare un lavoro.
Esempio: nel "lago disoccupazione"
Entrano:
- Dall’occupazione
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