Sociologia
Diritto del lavoro moderno
Il diritto del lavoro moderno, quello che è stato codificato via via dalla fine dell'800 nel 20° secolo, si divide in tre aree. L’area del diritto sindacale quindi quello che è noto in sociologia come relazione industriale, quindi la dinamica, la dialettica tra le parti… e riguarda tutte le norme che regolano la dialettica tra le parti, tra i rappresentanti dei lavoratori, i sindacati e le organizzazioni e associazioni dei datori di lavoro. Quindi vengono disciplinati appunto la rappresentanza dei sindacati nei luoghi di lavoro, il diritto di sciopero… vi ricordo che nel nostro ordinamento è previsto anche il diritto di sciopero nei settori dei servizi pubblici essenziali, quindi trasporto, sanità ecc ed è la 140 del 90 la normativa se non vado errata ed è appunto indica le modalità in base alle quali si può scioperare anche nei servizi pubblici essenziali, a patto che sia dato un congruo anticipo, siano presenti a lavoro tutte le figure necessarie per garantire il servizio e non possono essere due distinte categorie che insistono sullo stesso ambito diciamo di servizio proclamare lo sciopero nello stesso giorno o in giorni vicini per esempio se scioperano i piloti negli aeroporti non possono scioperare allo stesso tempo anche i macchinisti nei treni perché è costituzionalmente garantito il diritto alla mobilità.
Il diritto sindacale regola l’altra grande voce che è oltre la rappresentanza com’è organizzata dei luoghi di lavoro anche a livello dell’ambito produttivo e poi la regolamentazione del diritto di sciopero è libero e quindi viene proclamato delle organizzazioni sindacali e il singolo lavoratore può scegliere se aderire o meno. Il diritto della previdenza sociale è la seconda area e riguarda le pensioni, tutto ciò che ha a che fare con le voci riguardo alla previdenza e quindi all’assicurazione sociale quindi tutte le voci che riguardano le malattie professionali, l’infortunistica, la prevenzione dell’infortunistica e poi anche la disoccupazione.
La terza area è il diritto individuale del rapporto di lavoro, cioè tutto ciò che concerne la disciplina dei contratti di lavoro che abbiamo visto che attualmente sono d’interesse anche le politiche attive e passive del lavoro. (Le politiche passive: tutela del reddito di chi ha perso il lavoro senza averlo voluto perdere, NASPI “Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego” il nuovo nome dell’indennità di disoccupazione che spetta a coloro i quali non hanno dato le dimissioni e che a loro nome sono stati versati dei contributi, e la cassa integrazione, una volta c’era la mobilità. Le politiche attive: interessano gli aspiranti lavoratori dipendente e autonomo, il principio di attivazione. È disoccupato colui o colei il quale alla domanda “andresti a lavorare?” la risposta è “SI” se non rispondono si non rientrano nella classificazione di disoccupato. Queste politiche sono anche a lato delle aziende e dei datori di lavoro incentivati a creare posti di lavoro ad assumere grazie ad incentivi, sgravi, bonus ecc… e poi c’è l’aspetto che riguarda lo stato, il governo che è tutto ciò che ha a che fare con la normativa facilitante che si incarica di varare delle norme spesso anche accogliendo le domande dell’azienda o dei sindacati che facilitano l’assunzione o la creazione dei posti di lavoro con sgravi per facilitare le occupazioni e le istituzione come ad esempio i centri per l’impiego, servizi ai lavoratori e alle imprese, consulenza, orientamento, preselezione, incontro facilitato tra domande e offerta di lavoro).
Le fonti del diritto
Le fonti del diritto del lavoro, basa le proprie fonti in modo gerarchico:
- Diritto internazionale, disposizioni firmate dello Stato in sede internazionale.
- Normative europee, segue dei principi generali tra cui i Regolamenti che sono immediatamente applicabili, prevalgono sul diritto nazionale e tendono a uniformare le legislazioni nazionali; le Decisioni che sono anch’esse immediatamente applicabili, prevalgono sul diritto nazionale e regolano situazioni specifiche; le Direttive che necessitano di un recepimento con leggi ad hoc e una loro mancata attuazione equivale al diritto del cittadino al risarcimento del danno; le Hardlaw che sono imperative e le Softlaw che cercano di armonizzare le diversità, cercando di raggiungere un comune obiettivo; in fini vi sono le Flexicurity, termine derivante dalla parola “flexibility” del rapporto di lavoro del modello danese in cui il mercato del lavoro è più dinamico e dal termine “security” di non perdere il lavoro o comunque perdere reddito e professionalità.
- La costituzione repubblicana, dall’art. 35 al 41 la costituzione di impegna a tutelare i lavoratori.
- La legge ordinaria, a livello nazionale o locale attraverso le regioni.
- Lo statuto dei lavoratori.
- Il contratto individuale e collettivo.
- I regolamenti, gli usi e le consuetudini.
Prima del diritto del lavoro moderno
Nascita del diritto del lavoro. Prima nasce per dirimere il contenzioso tra i datori di lavoro e i lavoratori e tutto ciò che li differenziava, l’infortunistica, il diritto di sciopero e prima del diritto del lavoro si faceva ricorso a degli esperti di diritto che non erano degli specializzati del diritto del lavoro poiché si stava formando… erano forme di arbitrato. I primissimi magistrati che operavano in questo campo non erano specializzati nel diritto del lavoro poiché ancora non era nato.
Il diritto individuale del rapporto di lavoro ha avuto bisogno di accettare l’idea che la forza lavoro fosse una merce che chi la tiene può vendere liberamente. Le energie lavorative psicofisiche sono oggetto di negoziazione perché prima non era accettato sia culturalmente e sia dalla giurisprudenza perché si poteva vendere solo qualcosa di tangibile, di materiale… io ti vendo un bene (casa, terreno) contro somma di denaro mentre le energie non si possono vendere perché non si vedono e non si toccano le energie. Il lavoro come lo vediamo ora è un prodotto della modernità. Il lavoro manuale era una cosa disdicevole e quindi veniva svolto solo dagli schiavi.
Anche quando lo facevano i servi non era “lavoro” remunerato ma era inerente allo status sociale del servo stesso perché lo scambio che avveniva tra servo e signore era: io signore ti difendo perché ho i mezzi e in cambio loro mi fanno una serie di servizi. Era uno scambio di servizi in un'epoca in cui non circolava moneta. Con la rivoluzione francese furono tutti uguali di fronte la legge e i figli degli ex servi si sono acconciati ad essere assoldati vendendo quello che Marx definì forza lavoro venduta a prezzo di mercato che era qualificata dal diritto romano “locatio conduzio operarum” cioè questo schema per cui io posso dare in affitto un terreno, un appartamento, un bene e quindi mi faccio pagare per l’uso del bene e la stessa cosa facevano i primi operai.
Sei libero di vendere la tua forza lavoro sul mercato e affittarti solo che è un po' uno scambio impari e per questo da una parte c’è Marx e gli operai si sono iniziati a organizzarsi oppure andare verso un assetto sociale che contemplasse un lavoro retribuito delle persone senza però che questo mettesse in discussione l’ordine liberale e l’uguaglianza dei cittadini di fronte la legge. Quindi la soluzione è stata il contratto di lavoro che ancora il lavoratore al rapporto di lavoro solo e soltanto al rapporto di lavoro quindi sono salve le libertà del cittadino, il lavoratore solo come lavoratore è subordinato al volere del datore di lavoro. Tu cedi le tue energie psicofisiche in cambio di una retribuzione e questo è messo sotto contratto e ciò significa che ci sono diritti e doveri delle parti (contratto di lavoro tipico).
La soluzione a livello politico dell’occidente è stata quella di organizzare una serie di misure che tutelino la pace sociale dando dei servizi e dei riconoscimenti e delle misure di sostegno, garanzia, tutele ai lavoratori sotto forma di politiche sociali. Quindi riconoscimento grazie al lavoro dei magistrati riconoscere il diritto di indennità in caso di infortunio, riconoscere le indennità di malattia, riconoscere l’anzianità e la disoccupazione. C’è un concorso di contribuzione tra il lavoratore e il datore di lavoro quindi è un diritto-dovere di entrambe le parti di versare i contributi. Così nasce il moderno diritto del lavoro.
Normativa italiana
Natura negoziale del contratto di lavoro, cioè il contratto di lavoro viene stipulato in base a un rapporto tra le parti. Il principio del favis prestatoris, proprio perché si pensa che il lavoratore è la parte debole del contratto di lavoro. Il lavoratore è forte quando ci sono pochi lavoratori che sanno svolgere quel lavoro e la richiesta per quel lavoro è alta.
Poiché il lavoratore è la parte debole tra i due, il principio è quello di favorirlo il più possibile “favis prestatoris” è garantito dalla inderogabilità delle norme del lavoro e quindi non è possibile un trattamento peggiorativo del lavoratore rispetto a quello previsto dalla normativa “inderogabilità imperius”. Questo principio con il tempo è stato nettamente surclassato dal fatto che le condizioni di lavoro occupazionali a causa della crisi, la crescente disoccupazione e la riduzione dei posti di lavoro è venuto via via sgonfiando e quindi da un lato alcuni giudici hanno sentenziato la riduzione dei diritti dei lavoratori ad esempio in caso di rischio di chiusura aziendale si abbassano gli orari e gli stipendi lavorativi per permettere a più persone di lavorare, per non licenziare. Questa “inderogabilità imperius” tradizionalmente doveva solo migliorare le condizioni previste dal contratto di lavoro, oramai è diventato un ricordo.
Tipologie di contratti di lavoro
Tipologie di contratti di lavoro: Lavoro tipico o standard (lavoro subordinato nell’impresa, a tempo pieno 40h/sett e a tempo indeterminato), lavoro atipico che si distingue in lavoro atipico subordinato (part-time che presenta meno di 40h/sett, flessibile, a tempo determinato, a termine quando si sa quando finisce) e il lavoro parasubordinato (senza vincolo).