Primo parziale
Introduzione - tra regole e mercato
Cos'è l'Analisi Economica del Diritto?
L’AED si propone di applicare categorie di analisi tipiche dell’economia a problemi e istituti di carattere giuridico. È necessario differenziare i giuristi dagli economisti:
- Giurista
- Diritto è un insieme di precetti: insieme di norme che indicano quali comportamenti tenere o non tenere (devi fare questo e non devi fare questo);
- La violazione dei precetti è scongiurata grazie alla presenza di sanzioni;
- La norma di per sé dovrebbe essere sufficiente a garantire un particolare corso di eventi: la norma dà l’indicazione dei comportamenti che cittadini devono tenere (la norma guida il comportamento).
- Economista
- Diritto determina un insieme di incentivi: la legge determina un insieme di incentivi nei comportamenti;
- La violazione dei precetti è scongiurata perché questi impongono prezzi impliciti: non si viola la norma perché non sia corretta ma perché comporta un prezzo implicito (aumentano le sanzioni);
- Si valuta il "costo" della disubbidienza, dopodiché si sceglie se: obbedire, disobbedire, sfidare la norma in giudizio, spostarsi dove la norma non è valida.
Approccio per l'AED
L'approccio da adottare per l’AED si basa su due approcci analitici:
- Approccio positivo: si cerca di capire quali sono stati i meccanismi che hanno indotto a tenere un comportamento non virtuoso che ha portato a un determinato esito. In sintesi, si cerca di descrivere il mondo per quello che è.
- Approccio normativo: ci dà delle indicazioni di come dovrebbe essere impostata una determinata regolamentazione per evitare alcuni problemi o per raggiungere certi obiettivi. In sintesi, si cerca di descrivere il mondo per come dovrebbe essere.
Obiettivi AED
- Mettere in luce l’effetto incentivante o deterrente delle norme;
- Individuare costi e benefici generati dalle norme;
- Identificare i soggetti su cui ricadono i costi e che si appropriano dei benefici;
- Valutare in quale misura specifiche norme contribuiscono al raggiungimento di obiettivi generali;
- Suggerire modifiche dell’assetto istituzionale normativo capaci di assicurare il conseguimento degli obiettivi a costi inferiori.
I contributi metodologici
Il contributo fondamentale è quello di applicare criteri di razionalità ed efficienza, tipici dell’analisi economica, a molte delle principali categorie giuridiche. L’utilità dell’AED consiste in primo luogo nella capacità di fornire ai giuristi nuove categorie concettuali di dinamiche economiche per disegnare più adeguatamente le norme. Allo stesso tempo assicurare agli economisti una più profonda comprensione dell’influenza degli assetti istituzionali e normativi sugli esiti dell’azione economica (come le norme e le istituzioni incidono sull’economia). Ci si propone di valutare le norme giuridiche (o più in generale le istituzioni) in relazione ai seguenti obiettivi:
- Comprenderne gli effetti sui comportamenti individuali (contributo positivo);
- Determinare quali norme sono “efficienti” (contributo normativo);
- Fornire raccomandazioni sulla auspicabile struttura di norme e istituzioni (contributo prescrittivo).
Common law vs civil law
Approccio civil law vs common law:
- Approccio di civil law: diritto è incorporato nei testi legislativi, il giudice interpreta il diritto entro spazi rigidamente delimitati. Il legislatore scrive un testo di legge e ciò comporta con sé degli elementi di ambiguità che il giudice si preoccupa di risolvere: sceglie fra i significati possibili che il testo lascia. Il giurista non si preoccupa: delle motivazioni di una norma (compito del legislatore), delle conseguenze e dei valori che essa rappresenta.
- Approccio common law: diritto è un corpus di principi a cui il giudice dà contenuto concreto attraverso attività interpretativa, in questo modo il giudice crea il diritto: stabilisce la violazione o meno di un diritto.
Il ruolo del giudice
- Common law: numero più limitato caratterizzati da uno status sociale molto elevato, in grado di creare diritto attraverso scelte di interpretazione delle norme.
- Civil law: numero molto più ampio di giudici e uno status che non assicura paragonabile autorevolezza, effettuano un’attività interpretativa di routine del diritto positivo.
La common law è un sistema più efficiente rispetto alla civil law nel produrre norme, dunque nel ridurre l’incertezza del diritto, derivante da buchi normativi. Nella common il ruolo del giudice è molto più rilevante rispetto alla civil law. La common law era vista come il risultato di un processo di generare regole e esiti allocativi efficienti: l’idea alla base era esattamente quella di massimizzazione della ricchezza, ossia che il giudice dovesse risolvere il contenzioso in maniera tale da trovare l’esito più efficiente che massimizza la ricchezza complessiva della società. È da considerare che se da un lato è in grado di produrre più velocemente le norme, dall’altro abbiamo che se fosse tutto legato alle singole sentenze vi potrebbero essere norme errate, ovvero possono dare incertezza. Dunque, in realtà non si può dire che il sistema common law sia migliore.
La razionalità
L’AED utilizza il concetto di razionalità: l’idea di coerenza nei processi di scelta. Abbiamo due livelli di razionalità:
- Razionalità individuale: guida gli individui nelle proprie scelte, portandoli a prendere decisioni più consone ai propri interessi. La razionalità individuale presuppone che gli individui sappiano valutare le conseguenze delle proprie decisioni, e che adottino la decisione più congrua rispetto ai propri obiettivi. Dunque, devono essere in grado di:
- Definire un obiettivo;
- Individuare i vincoli cui sono costretti;
- Scegliere la strategia di azione che consente meglio di avvicinarsi all’obiettivo, dati i vincoli esistenti.
- L’individuo è in grado di prevedere le conseguenze delle proprie decisioni;
- Valuta le diverse alternative sulla base delle conseguenze che ciascuna comporta;
- I suoi criteri valutativi sono sufficientemente coerenti per permettergli di individuare la decisione migliore.
- Razionalità collettiva (pubblica): guida le decisioni collettive attraverso procedure in grado di raggiungere nel modo più efficace obiettivi condivisi di interesse collettivo. La razionalità collettiva è più complessa perché è più difficile arrivare a definire gli obiettivi condivisi. Trasparenza, controllabilità, responsabilità vanno verso la collettività come strumenti per limitare arbitrio del dominus. Esistono complessi problemi per arrivare a definire obiettivi collettivi a partire delle preferenze individuali:
- Individui diversi possono avere valutazioni diverse rispetto a un particolare esito allocativo;
- Come sintetizzare posizioni diverse?
Mercati ed efficienza
Mercati competitivi
Le principali ipotesi che caratterizzano i mercati competitivi o di concorrenza perfetta sono:
- Gli agenti considerano i prezzi come dati: sono tutti price takers, nessuno degli agenti è in grado mediante comportamenti di tipo strategico, di modificare il livello dei prezzi che vige sul mercato.
- Numero elevato di soggetti dal lato della domanda e dal lato dell’offerta.
- Assenza di significativi investimenti irreversibili: libertà di entrata e uscita, senza costi. Avere la possibilità di fare l’azione di “hit and run”, ovvero colpire e scappare. Entrare nel mercato senza grandi investimenti, fare profitti e uscire quando i profitti calano.
- Costi di transazione relativamente contenuti: abbiamo bisogno che i diritti di proprietà siano completi e chiaramente definiti quindi che sia chiaro chi è il titolare del diritto e chi non lo è; inoltre è necessario che i costi del contenzioso (tutela dei diritti di proprietà) siano nulli.
- Perfetta o completa informazione: si ipotizza un mercato in cui sia dal lato della domanda che dell’offerta si sia in grado di ottenere le stesse informazioni circa i beni e i servizi che vengono scambiati sul mercato stesso. Quindi assenza di significative asimmetrie informative.
Efficienza paretiana
Se valgono questi principi, il primo teorema dell’economia del benessere conduce al teorema Pareto-Efficiente. L’efficienza Paretiana è una condizione in cui non è possibile migliorare la condizione di qualcuno senza penalizzare qualcun altro.
- Efficienza Paretiana richiede che siano state sfruttate tutte le potenzialità di soddisfacimento delle esigenze individuali: tutti gli scambi possibili sono stati fatti. Capiamo che questo è un esito Pareto-efficiente in quanto lasciando liberi gli individui di effettuare scambi nessuno è stato più disponibile a scambiare; dunque, non vi è più spazio per migliorare senza peggiorare la situazione di qualcuno.
- Prescinde da considerazioni distributive: politiche che beneficiano tutti i cittadini, peggiorando la condizione del più ricco non costituiscono un miglioramento paretiano;
- È minimale: in moltissime decisioni il criterio di Pareto non ci dice quale alternativa è preferibile, quella desiderabile socialmente;
- Ha carattere umanistico: il passaggio da A a B avviene all’unanimità, se passare da A a B favorisce tutti i membri tranne uno, il passaggio non è Pareto-efficiente in quanto uno viene danneggiato. Più la società è complessa più è difficile arrivare all’unanimità e quindi almeno uno viene danneggiato.
Teoremi fondamentali dell'economia del benessere
I teoremi dell’economia del benessere ci dicono come funzionano i mercati competitivi, e in particolare ci dicono due cose:
- 1° teorema dell’economia del benessere: ogni sistema di mercati competitivi determina un’allocazione Pareto-efficiente: se un mercato presenta tutte le caratteristiche della concorrenza perfetta, allora sappiamo che il mercato genererà una soluzione Pareto-efficiente. Questo significa che a partire da qualunque situazione iniziale ci sarà un’attività di scambio per cui via via non lo fossimo già, raggiungeremmo un punto di ottimo paretiano: nello scambio il benessere dei soggetti migliora (o di entrambi o al limite rimane nella situazione in cui era e l’altro migliora) fino a raggiungere un punto di ottimo paretiano. In concorrenza perfetta il mercato è un meccanismo allocativo ottimale, ciascun individuo è auto-interessato, persegue il proprio benessere, sulla base delle proprie preferenze e sulla base delle risorse che ha a disposizione: avremo dunque tante micro-decisioni. L’equilibrio economico generale è un equilibrio dal lato del consumo, dal lato della produzione e delle scelte congiunte di consumo e di produzione: dunque tutta la domanda troverà un’offerta disponibile a soddisfare tale domanda, non ci sarà della domanda insoddisfatta, e non ci sarà dell’offerta che a prezzo di mercato non trova domanda.
Qual è la ragione per cui si riesce a raggiungere questo risultato? Perché i mercati funzionano attraverso i prezzi. I prezzi sono fondamentali perché portano un volume rilevante di informazioni, sia dal lato della domanda che dal lato dell’offerta:
- Dal lato della domanda se un bene diventa desiderabile un soggetto per acquistare tale bene rinuncerà a comprarne altri. Se il bene risponde meglio ai bisogni del consumatore (di conseguenza il prezzo aumenta), la domanda dell’altro bene cala portando anche una diminuzione del prezzo dello stesso. Il prezzo dal lato della domanda ci dice quanto quel bene è desiderabile da parte dei consumatori, è una sintesi delle preferenze di tutti.
- Dal lato dell’offerta se le risorse necessarie per produrre un bene diventano più costose, il prezzo del bene aumenta. Dunque, dal lato dell’offerta i prezzi ci dicono quante risorse sono necessarie per produrre, per fornire quel bene.
Il sistema di prezzi fa sì che gli individui singolarmente non siano consapevoli che il sistema deve stare in equilibrio con le proprie decisioni, ma semplicemente ogni micro-decisione influisce sul prezzo: individualmente le micro-decisioni non spostano il prezzo, ma prese complessivamente sì e questo coordina le decisioni.
Implicazioni di politica economica: se il meccanismo di mercato fosse efficiente lo Stato dovrebbe intervenire il meno possibile nel processo di allocazione delle risorse. L’azione di politica economica dovrebbe consistere nella:
- Promozione dei meccanismi competitivo: lo Stato deve promuovere la competizione;
- Diffusione dell’informazione: lo Stato deve favorire l’emissione dell’informazione;
- Tutela dei diritti di proprietà: lo Stato deve tutelare i diritti di proprietà, ossia fare in modo che sia chiaramente identificabile chi è il titolare del diritto in modo tale che lo scambio sia più agevole.
Sintesi: abbiamo una visione dello Stato minimale (laissez-faire).
- II° teorema dell’economia del benessere: ogni allocazione Pareto efficiente può essere ottenuta mediante un sistema di mercati competitivi, con opportuni interventi redistributivi iniziali: il primo teorema trascura completamente il tema dell’equità: un’allocazione Pareto-efficiente non è detto che sia anche un’allocazione equa. Il secondo teorema introduce l’equità, infatti, ci dice qualcosa in più rispetto alla possibilità non solo di ottenere una soluzione efficiente, ma anche di ottenere una specifica soluzione efficiente più desiderabile e più equa. Se siamo in concorrenza perfetta sappiamo dal primo teorema che comunque raggiungeremo una soluzione efficiente, se però siamo anche interessati a raggiungere una specifica soluzione efficiente, sappiamo che il mercato sarà in grado di raggiungerle, ma a condizione che sia possibile effettuare una redistribuzione (non distorsiva) ex-ante (prima), lasciando poi operare il mercato. Sappiamo che così il mercato raggiungerà una soluzione che oltre ad essere efficiente è anche equa. Dunque, posso spostarmi da un’allocazione (efficiente) a un’altra (anch’essa efficiente) mediante opportune politiche redistributive ex-ante. Molto importante è che la redistribuzione non sia distorsiva. Questo ci dice che per il secondo teorema c’è spazio per l’intervento pubblico, con l’intervento pubblico è possibile raggiungere punti di maggiore equità utilizzando prelievi e sussidi ex-ante ma è necessario che essi siano non distorsivi: si tratta di prelievi che essenzialmente non esistono in natura perché deve essere applicato a variabili che non sono influenzabili. Un esempio è la tassazione ma essa è un intervento su variabili influenzabili, ciò sta a significare che c’è spazio per l’intervento pubblico ma che va pesato e moderato perché abbiamo un trade-off tra equità e efficienza.
Il primo teorema ci dice che un’economia di mercati competitivi opera sulla frontiera. Il secondo teorema ci dice che è possibile spostarsi da un punto all’altro della frontiera mediante opportuni trasferimenti (redistribuzione). La redistribuzione è spesso distorsiva, infatti gli individui modificano al margine le loro scelte ottimali di consumo, di investimento, di lavoro; dunque, fanno scelte sub ottimali per cui il benessere finale è più basso. Essenzialmente, è necessario tenere conto del fatto che con la redistribuzione le opportunità si riducono e questo determina un trade-off tra equità ed efficienza: possiamo decidere di attuare una redistribuzione per avere maggiore equità ma è necessario essere consapevoli che lo si sta pagando con una perdita di efficienza. Tale perdita di efficienza può essere pienamente giustificata sulla base di interessi collettivi, ma in qualche modo deve essere valutata.
Edgeworth Box
Con la scatola di Edgeworth diamo rappresentazione ai due teoremi dell’economia del benessere. Tale scatola è una condizione di equilibrio economico generale, la più semplice possibile perché è un’economia di puro scambio in cui non c’è produzione. Nel punto E, Bob ha una determinata dotazione di arance ed una determinata dotazione di mele: il punto E è un punto efficiente in senso paretiano perché non è possibile migliorare la condizione di qualcuno senza peggiorare quella degli altri: se infatti decidiamo di spostarci verso sinistra Bob non sarebbe contento, quanto per lui vorrebbe dire andare sulla curva di indifferenza più bassa, se invece ci si vuole spostare verso destra; quindi, più in alto sarà John a essere per lo stesso motivo. Il punto E, come tutti i punti in cui le curve di indifferenza sono tangenti, è Pareto-efficiente. Il punto F non è un punto Pareto-efficiente: dunque, data la dotazione iniziale di risorse, gli agenti dovrebbero essere lasciati liberi di effettuare gli scambi (fare uno scambio è migliorativo per entrambi). Se sono in F e permetto agli individui di effettuare degli scambi, sicuramente questi andranno in qualche punto nel quale se si spostano all’interno dell’area compresa tra le due curve tutti e due stanno meglio. Si fermeranno quando nel punto in cui le due curve sono tangenti, gli individui valutano le mele e le arance allo stesso prezzo. Però ci possono essere delle allocazioni non eque. Ad esempio, ...
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