Rischio vulcanico
Dal 1960 al 2000 il numero di catastrofi naturali è aumentato di un fattore 11. Alcuni tendono a far vedere solo la questione degli ultimi anni causati dal cambiamento climatico, ma non è del tutto così. Vi sono diverse motivazioni:
- Crescita esponenziale della popolazione globale
- ÞAumento del tenore di vita accumuli di ricchezza causati dal divario sempre più evidente: chi è ricco, è sempre più ricco; chi è povero, lo è sempre di più.
- Concentrazione della popolazione e dei valori negli agglomerati urbani, anche nelle regioni esposte non sono sparpagliate, ma concentrata: es. Tokyo più di 30 milioni di abitanti.
- Insediamento e industrializzazione di regioni molto esposte, coste e bacini fluviali, turismo (Florida)
- Vulnerabilità della società e delle tecnologie moderne
- Cambiamenti globali nelle condizioni ambientali, cambiamenti climatici, scarsità d’acqua, perdita di biodiversità.
Se guardiamo i grafici che mostrano a livello globale il numero di impatti riportate per vari eventi naturali, come inondazioni, clima estremo, siccità e attività vulcanica, i danni maggiori sono causati dalle inondazioni.
Per quanto riguarda le attività vulcaniche i numeri assoluti sui disastri non sono così alti, ci sono alcuni anni in cui le crisi vulcaniche sono più di 10 (impatto a livello globale, anche a livello di morti).
Esempi
Il monte Pelée, o La Pelée, è un vulcano della Martinica alto 1397 m, situato nella parte settentrionale dell'isola. È famoso per la sua eruzione dell'8 maggio 1902 che distrusse la vicina città di Saint-Pierre, causando 30.000 vittime, sopravvisse solo un carcerato, un uomo di nome Ludger Sylbaris, che era chiuso all’interno della propria cella;
Il 13 novembre del 1985 il secondo vulcano più elevato della Colombia, il Nevado del Ruiz, tornò in attività: l’eruzione provocò quattro enormi colate di fango, frane e detriti che scesero sulle città vicine a 60 chilometri orari verso la città di Armero e morirono circa 23 mila persone. Fu la seconda eruzione vulcanica per numero di morti del ventesimo secolo, dopo quella del 1902 del Monte Pelee, nella Martinica. Nel settembre del 1985 diversi scienziati e istituti di vulcanologia della Colombia avevano avvertito il governo di far evacuare la zona intorno al Nevado del Ruiz perché erano state rilevate delle attività del vulcano. L’eruzione colse però impreparate le città vicine e le autorità locali, che ritardarono gli ordini di evacuazione rendendo la situazione ancora più grave e ingestibile. Durante il funerale di massa per le persone morte a causa dell’eruzione venne esposto uno striscione che indicava come principale responsabile di quello che era successo il governo.
Cos’è il rischio?
Quando si parla di quanto è pericoloso un evento naturale di parla del rischio o della sua pericolosità, ma questi due termini non sono sinonimi tra di loro.
Cos’è il Rischio? È una relazione causa-effetto tra una data situazione naturale che può interagire in modo da diventare una minaccia per l’uomo e per l’ambiente. 1 Possibilità che si verifichi un’eruzione o qualunque fenomeno naturale.1
Rischio Pericolosità Si riferisce al fenomeno naturale in quanto tale.
Rischio = Valore x Vulnerabilità x Pericolosità
La vulnerabilità è correlata a processi sociali e si base generalmente sulla fragilità sociale, economica e politica di Valore economico dell’impatto sia un paese esposto a vari pericoli. In altre parole, anche se i economico che umano. disastri sono di natura fisica, il loro rispettivo impatto (la gravità) è il risultato di una mancanza di resilienza e coping (saper affrontare un problema). Resistere nel caso di PERDITE un evento
Dirette Indirette Intangibili Tangibili Tangibili Intangibili secondarie primarie primarie primarie secondarie primarie secondarie secondarie
Riduzione Perdite Costi di Perdite Malattie della Interruzione economiche ricostruzione di vite causate dal capacità Aumento delle attività dei beni dei beni disastro della d’acquisto sociali ed vulnerabilità economiche sociale, mentale, medica ed economica
Diminuzione della fiducia nel sistema socioeconomico
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Il rischio cerca di dare risposta alle seguenti domande:
- Cosa può succedere?
- Qual è la probabilità che si verifichi un evento?
- Quali sono le conseguenze per le persone/attività colpite?
Il rischio nelle crisi vulcaniche ha un numero di fatalità spesso alto ed un impatto sociale ed economico importante, soprattutto nel settore aereo.
Sorge un problema ovvero il numero limitato di eruzioni ad alto impatto a questo si somma anche la scarsa esperienza in piani di emergenza e strategie di mitigazione (impatto e vulnerabilità).
Comprehensive risk assessment = mitigazione del rischio più miglioramento del livello di preparazione (diversità di distribuzione della ricchezza uguale variabilità di investimento risorse). Prepararsi all’emergenza significa fare un piano, costruire un kit per l’emergenza ed essere informati.
Abbiamo definito il rischio come la combinazione di Hazard, Exposure, Vulnerability.
Per quanto riguarda Hazard e Negli anni ‘70 si inizia studiare A partire dagli anni 2000, i modelli Exposure, il livello di conoscenza è la valutazione di pericolosità di rischio hanno iniziato ad piuttosto accettabile, anche a livello di grazie ai depositi e si creano integrare, e quindi studiare, la consenso accademico e scientifico delle mappe di pericolosità vulnerabilità della persona, asset, sistemi complessi.
In un sistema integrato di risk reduction devo considerare: prevenzione, mitigazione, preparazione, risposta, ricovery e ricostruzione.
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Identificazione del rischio
Rischio (ADVISE model) IDENTIFICAZIONE DEL RISCHIO
I cinque sistemi esposti Vulnerabilità:
1) Vulnerabilità Fisica: vulnerabilità allo stress ➔ Identificare i fattori primari Ambiente naturale che rendono costruzioni, infrastrutture, fabbriche urbane, persone, eccetera vulnerabili al pericolo
Ambiente costruito (antropico) 1) Vulnerabilità funzionale: vulnerabilità alla perdita di funzionalità ➔ perdita della capacità di attrezzatura critica per Hazard: hazard Infrastrutture continuare il funzionamento ➔ assessment valutare la 2) Vulnerabilità Sistemica: distribuzione Vulnerabilità della perdita dei spaziale e servizi temporale dei Sistema sociale ➔ perdita della capacità di un diversi livelli di sistema di provvedere ai servizi pericolo (interdipendenza, trasferibilità, Ridondanza) (a livello del sistema).
Sistema economico
Resilienza: capacità di copying, capacità di mitigazione e capacità di trasformare le perdite in opportunità ➔ valutare il livello di preparazione, se sono state definite e/o attuate misure di mitigazione, il potenziale di recupero della natura e dell'ambiente edilizio, nonché dei sistemi economici e sociali dopo eventi pericolosi
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Analisi del rischio
ANALISI DEL RISCHIO
Valutazione del rischio f(H,E,V,res) t,s
Danni a edifici residenziali e infrastrutture; impatto sulle persone; perdite economiche (obiettivo ➔ principale: protezione di persone e beni) Gestione del rischio (a lungo termine)
Estensione dell’area interessata; numero di persone colpite e delle infrastrutture chiave (esempio porti, eliporti, strade, aree di sosta; impatto economico di un’evacuazione (obiettivo principale: ➔ salvare vite umane) Gestione dell’emergenza (a breve termine).
Lo scopo della valutazione del rischio e definire la probabilità che si verifichi un determinato disastro che minaccia la società. Tali stime sono effettuate sulla base di prove e naturali registrate da un singolo evento disastroso o su molti disastri per un tempo più lungo (dataset storico).
La valutazione del rischio deterministica correla generalmente la dipendenza di due variabili casuali o set di dati per indicare una relazione predittiva di fattori causali che, ad esempio, descrivono il rischio/ l’esposizione al rischio di origine naturale, sociale e/o economica.
Attenzione! La dipendenza statistica non è sufficiente per dimostrare la presenza di tale relazione ➔ causale “la correlazione non implica causalità”
Una correlazione tra il numero medio annuo di terremoti e la loro magnitudo non dice nulla sull’andamento dei terremoti in passato che può essere ripetuto in futuro. I modelli statistici di solito presuppongono eventi indipendenti è una tendenza costante, ma in realtà tali ipotesi forniscono solo una prima approssimazione. Per raggiungere un grado di affidabilità più elevato è necessario un set di dati più ampio (volume di dati e arco di tempo).
Nei modelli deterministici le conoscenze dei dati sono note con certezza a priori.
L’analisi probabilistica serve stimare quantitativamente l’incertezza e la variabilità di un’esposizione è un pericolo o di un rischio di catastrofi.
Identifica “le fonti della variabilità e dell’incertezza e quantifica il relativo contributo di queste fonti alla varianza complessiva e alla gamma dei risultati del modello”.
Lo scenario deterministico: mette in relazione le potenziali perdite in base a prove geologiche, fisiche o tecnica di impatti reali precedenti di catastrofi. Un tale approccio per descrivere gli scenari
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peggiori e in generale può non tenere conto della distribuzione della frequenza di un tipo specifico di disastro.
Lo scenario probabilistico: propaga un probabile scenario di perdita per ottenere una valutazione realistica delle potenziali perdite future. La valutazione probabilistica è generalmente è basata su prove statistiche e storiche, sulla probabilità che un determinato evento si verifichi con una frequenza specifica e gravità e con una potenziale perdita.
Gestione del rischio
GESTIONE DEL RISCHIO
Valutazione del rischio (già scienza, ingegneria, sociologia, economia)
Gestione del rischio (strategia istituzionale e quadro operativo della riduzione del rischio, mitigazione)
Comunicazione del rischio (riduzione del rischio su base comunitaria, sensibilizzazione, partecipazione delle persone a rischio) Impatto del Disastro
Mitigazione: Reazione alla crisi: attivare misure di riduzione del pronto soccorso, istituzione di rischio strutturale, valutazione mezzi di sussistenza, infrastrutture, del rischio, disastro orientato alla comunicazione di servizi medici, comunità sensibilizzazione al sicurezza rischio.
Preparazione: Riabilitazione: Fase iniziale per prepararsi ad un Istituzione di un sostegno per le evento disastroso, strategie di condizioni di vita sociali, valutazione del rischio, economiche e culturali, primo impostazione non strutturale, passo per aumentare la resilienza quadro normativo al disastro
In giapponese il simbolo che indica la parola “crisi” ha il significato di minaccia, ma anche di opportunità.
Il servizio nazionale di Protezione civile
Ruolo, organizzazione e funzionamento
Questo Sistema si è sviluppato qui a causa delle caratteristiche geologiche del territorio italiano
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Caratteristiche amministrative, demografiche e morfologiche
L’Italia è composta da 20 regioni e 2 Province Autonome;
Sul territorio italiano sono presenti 7960 comuni, circa 60 milioni di abitanti. 77 isole 2301.230 km di superficie
Il 23% del territorio è costituito da pianure, le coste sono lunghe 7458 km e sono presenti 2384 comuni montani, circa il 30% del totale, e inoltre il 35% del territorio è ricoperto da boschi. Il 70% dei comuni ha una popolazione inferiore ai 5000 abitanti (circa il 16% della popolazione) l’estensione dei comuni con un numero minore di 5000 abitanti è pari ad oltre il 50% del territorio.
Poiché il territorio italiano è suddiviso in tanti comuni, questo permette di distribuire i compiti in modo efficiente, ma anche i problemi: se ad esempio una minaccia è estesa per più comuni come ci si comporta? Deve intervenire il comune più vicino alla minaccia.
Cos’è la Protezione civile?
Il servizio nazionale della Protezione civile, definito di pubblica utilità, è il sistema che esercita la funzione di protezione civile costituita dall’insieme delle competenze e delle attività volta a tutelare la vita, l’integrità fisica, i beni, gli insediamenti, gli animali e l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da eventi calamitosi di origine naturale o derivanti dall’attività dell’uomo.
In Italia la protezione civile non è un compito assegnato ad una singola amministrazione piuttosto è una funzione attribuita ad un sistema complesso.
Questo sistema complesso è il SERVIZIO NAZIONALE DELLA PROTEZIONE CIVILE, coordinato dal Dipartimento della Protezione civile, istituito con la legge numero 225 del 1992 e oggi è regolamentato secondo il nuovo codice della Protezione civile - D.lgs. n.1 del 2 gennaio 2018.
Tipologia dei rischi di Protezione civile
TIPOLOGIA DEI RISCHI DI PROTEZIONE CIVILE
L’azione del servizio nazionale si esplica, in particolare, in relazione alle seguenti tipologie di rischi: sismico, vulcanico, da maremoto, idraulico, idrogeologico, da fenomeni metereologici avversi, da deficit idrico e da incendi boschivi. Fermo restando le competenze dei soggetti ordinariamente individuati i sensi della vigente normativa di settore e le conseguenti attività, l’azione del servizio nazionale suscettibile di esplicarsi, altresì, per le seguenti tipologie di rischi: chimico, nucleare, radiologico, tecnologico, industriale, da trasporti, ambientale, igienico sanitario e da rientro incontrollato di oggetti e detriti spaziali.
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Il servizio di Protezione civile si compone di due grandi ambiti: i componenti, definiti dall’art. 4, e le strutture operative, definiti dall’art. 13.
Dei componenti fanno parte le amministrazioni centrali dello Stato, le regioni e le province autonomi, gli enti di area vasta, le province, le città metropolitane e dei comuni; delle strutture operative fanno parte il corpo nazionale dei vigili del fuoco, le forze armate e le forze di polizia, la comunità scientifica, le strutture del servizio sanitario nazionale, le organizzazioni di volontariato, la Croce Rossa Italiana, il corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico, il sistema nazionale per la protezione dell’ambiente e le strutture per la gestione dei servizi meteorologici nazionali.
Inoltre, concorrono alle attività di Protezione civile i cittadini, gli enti pubblici, gli ordini e collegi professionali, enti, istituti, agenzie, aziende e ogni altra istituzione pubblica e privata che svolgono funzioni di protezione civile.
Autorità di Protezione civile nazionale e territoriali
AUTORITÀ DI PROTEZIONE CIVILE NAZIONALE E TERRITORIALI ➔ Il presidente del Consiglio dei ministri titolare delle politiche
Si avvale:
- Del dipartimento della Protezione civile, nell’esercizio della funzione di indirizzo e coordinamento del servizio nazionale e per assicurare l’unitaria rappresentanza presso l’unione europea e gli organismi internazionali in materia di protezione civile
- Delle prefetture uffici territoriali di governo
I presidenti delle regioni e delle province autonomi di Trento e di Bolzano si avvalgono delle regioni e delle province autonomi di Trento e di Bolzano;
I sindaci e i sindaci metropolitani si avvalgono dei comuni, anche in forma aggregata, delle città metropolitane e delle province in qualità di enti di area vasta.
Il servizio nazionale della Protezione civile opera a livello centrale, regionale e locale nel rispetto ➔ le del principio di sussidiarietà (domanda esame) responsabilità pubbliche devono essere attribuite all’autorità territorialmente più vicine ai cittadini interessati e lo Stato deve intervenire solo dove e quando gli enti territoriali non riescono a provvedere (sussidiarietà verticale).
Compiti del servizio nazionale della Protezione civile
Quali sono i compiti del servizio nazionale della Protezione civile? Si occupa della previsione, della prevenzione e mitigazione del rischio, della gestione dell’emergenza ed è il superamento dell’emergenza.
➔ insieme PREVISIONE delle attività, svolte anche con il concorso della comunità scientifica, tecnica ed amministrativa, dirette all’identificazione e allo studio, anche dinamico, degli scenari di
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rischio possibili, per l’esigenza di allertamento del servizio nazionale, ove possibile, e di pianificazione di Protezione civile.
➔ PREVENZIONE E MITIGAZIONE DEL RISCHIO insieme delle attività di natura strutturale e non strutturale, svolte anche in forma integrata, dirette ad evitare o a ridurre la possibilità che si verificano danni conseguenti a eventi calamitosi, anche sulla base della conoscenza acquisita per effetto delle attività di previsione.
➔ GESTIONE DELLE EMERGENZE la gestione dell’emergenza consiste nell’insieme, integrato e coordinato, delle misure e degli interventi diretti ad assicurare il soccorso e l’assistenza alle popolazioni colpite dagli eventi calamitosi e agli animali e la riduzione del relativo impatto, anche mediante la realizzazione di interventi differibili e urgenti ed il ricorso a procedure semplificate, e la relativa attività di informazione alla popolazione.
➔ SUPERAMENTO DELL’EMERGENZA attuazione coordinata delle misure volte a rimuovere gli ostacoli alla ripresa delle normali condizioni di vita di lavoro, per ripristinare i servizi essenziali e per ridurre il rischio residuo ne
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