Ripasso conclusivo storiografia
Voltaire e la rottura con la tradizione storiografica
Voltaire segnò una rottura con la tradizione storiografica escatologico-biblica predominante nella narrazione storica occidentale:
- Critica a fonti classiche;
- Approccio di storia globale (non semplice storia di comunità cristiana, tipica del precedente approccio storiografico).
Tuttavia, la storiografia illuministica era ancora retta da un approccio teleologico.
Visione teleologica di Marx
- Società primitive
- Feudalesimo
- Borghesia
- Socialismo comunismo
Ranke e il metodo filologico critico
Ranke introdusse il metodo filologico critico che portò al paradigma positivista ottocentesco, costruendo una storia essenzialmente oggettiva. La scienza dell’Ottocento mirava a descrizioni oggettive dei fenomeni, raccontando i fatti per come sono accaduti.
La storia diplomatico-politica si avvaleva di enormi quantità di documentazione disponibile, frutto dell'attività quotidiana di scavi.
La centralità della ricerca archivistica per lo storico era fondamentale: negli archivi risiedeva la documentazione vissuta nell'800 come qualcosa di oggettivo.
Inoltre, l'800 fu il secolo delle Nazioni, utile alla costruzione di identità nazionali, con la storia promossa dagli stati. Vedi Langlois e Seignobos e il processo di istituzionalizzazione (analogo in Germania, Inghilterra e Italia, seppur con particolarità relative al nostro paese).
La diffusione della storia a livello accademico portò alla creazione di cattedre e istituti specificamente dedicati alla ricerca storica, con l'istituzionalizzazione della storia come disciplina scientifica.
Altri filoni paralleli
- Studi vicini al marxismo;
- Storia della cultura (interfaccia con sociologia, che matura in questa fase storica): molti studiosi si trovano a cavallo tra le due discipline, come Max Weber, che attribuisce lo sviluppo dell'economia capitalistica dell'Europa contemporanea all'esistenza di un'etica particolare in alcuni paesi (Germania, Inghilterra e in parte Francia). Il ritardo del mondo cattolico era dovuto a un'etica diversa, non adatta al capitalismo. Questa è una lettura strumentale rispetto al periodo in cui Weber scrive, ma esemplificativa di una storia centrata anche su temi sociali e culturali, con una persistente visione eurocentrica (soprattutto Nord e Ovest Europa e Stati Uniti come pinnacolo della società umana).
Storiografia fino alla Prima Guerra Mondiale
La storiografia fino alla Prima Guerra Mondiale era di tipo eurocentrico, considerando che l'Europa fosse l'unica storia che valesse la pena raccontare. Se si raccontava altro, era subordinato a questo centro di potere mondiale.
L'approccio storiografico entrò in crisi con la Prima Guerra Mondiale, un trauma politico, economico e culturale. Questo trauma non fu solo conseguenza dell'evento in sé, ma anche prodotto della crisi europea generale iniziata tra la fine del '700 e l'inizio dell'800. Nuovi paradigmi misero in crisi il positivismo, con la fisica quantistica, il relativismo e le filosofie (es. Nietzsche) che affermavano l'impossibilità di interpretare fenomeni obiettivamente.
Les Annales e la rivoluzione storiografica
Si ridefiniscono gli obiettivi della storiografia con l'innovazione e lo spostamento degli interessi verso Les Annales (Marc Bloch e Febvre), nate alla periferia del sistema accademico francese per poi conquistarne la centralità, innescando una vera e propria rivoluzione storiografica.
Tre grandi generazioni di annalisti
- Bloch e Febvre: Qual è la rivoluzione? L'approccio di interesse si sposta dalla storia politica a una economico-sociale, con un'analisi di lungo periodo e riflessione metodologica di Bloch su cos'è la storia e come funziona (vedi "Apologia della Storia. Scienza degli uomini del tempo"). L'oggetto centrale della storia è l'uomo, non solo il passato. Riflessioni metodologiche sui limiti della conoscenza storica, cioè la realtà con cui ci approcciamo metodologicamente (vedi problema della natura delle fonti e di come esse possano mentirci volontariamente o meno). Bisogna capire con cosa ci interfacciamo e contestualizzarlo nel passato in cui è avvenuto, e come quel passato ha prodotto tracce arrivate fino a noi. Poi questioni delle mentalità (prima Febvre, poi recuperato nella terza generazione).
- Seconda generazione: Due tematiche principali sono la storia di grandi spazi e la storia economico di tipo quantitativo, rappresentata da Braudel e la seconda generazione di annalisti. L'irruzione della statistica economica e cliometrica permette la ricostruzione di fenomeni nel lungo periodo (demografia, ecc.).
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