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Shakespeare. La scrittura nel teatro (Raimondo Guarino),

Teatro e spazio letterario

Introduzione. .

1. Il paradosso di Shakespeare e lo statuto del teatro

L'introduzione si apre mettendo in luce un profondo anacronismo culturale. Oggi

William Shakespeare è celebrato come il vertice assoluto della letteratura

occidentale, studiato sui libri e venerato nei monumenti. Tuttavia, nella Londra di

fine Cinquecento, il teatro commerciale non apparteneva affatto allo "spazio

letterario" ufficiale. I drammi non erano considerati opere d'arte da leggere o

tramandare, ma prodotti di consumo effimeri, canovacci scritti in fretta per

essere recitati su un palcoscenico di legno e poi, spesso, dimenticati o gettati via.

Guarino sottolinea come la scrittura di Shakespeare si sia sviluppata dentro questo

paradosso: una produzione di altissimo valore poetico che nasceva però come pura

"materia di servizio" per un'industria del divertimento popolare, radicalmente

separata dai circuiti della cultura dotta, delle università e della poesia di corte.

2. La parola incorporata e la performance

Un concetto chiave introdotto dall'autore è quello di "parola incorporata". Nella

dimensione elisabettiana, il testo scritto non ha valore autonomo se separato dal

corpo dell'attore e dallo spazio fisico del teatro. La scrittura shakespeariana è una

per l'azione: blank verse

scrittura i versi, i ritmi del e le metafore poetiche non

nascono per una fruizione silenziosa e solitaria del lettore, ma sono concepiti per

essere detti ad alta voce, incarnati nei gesti, nei movimenti e nelle voci degli attori

della compagnia. Il vero testo teatrale non è la pagina stampata, ma l'evento vivo

della performance davanti a un pubblico pagante e rumoroso.

3. La tipografia e il mercato editoriale: l'invenzione dell'autore

L'introduzione indaga poi il complesso rapporto tra il palcoscenico e la nascente

industria tipografica londinese. Tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento,

i librai e gli stampatori iniziarono a capire che i drammi teatrali di successo

potevano diventare un buon affare commerciale se stampati in piccoli formati

Quartos).

economici (i

Questo fenomeno segnò l'inizio di una transizione epocale: il teatro cominciò

lentamente a invadere lo spazio del mercato letterario. Tuttavia, questa transizione

fu problematica. Per le leggi dell'epoca, una volta che il drammaturgo vendeva il

copione alla compagnia, ne perdeva totalmente la proprietà legale. Le stampe

avvenivano spesso senza il controllo dell'autore. Di conseguenza, il concetto di

"autore letterario" così come lo intendiamo oggi (un artista che controlla e firma la

sua opera destinata alla stampa) fu un'invenzione successiva, che si consolidò solo

First Folio

dopo la morte di Shakespeare con la pubblicazione del nel 1623.

4. Il metodo del libro: ricollocare Shakespeare nel suo tempo

Infine, Guarino esplicita l'obiettivo metodologico del suo studio. Per comprendere

davvero la scrittura di Shakespeare non bisogna isolarla come un miracolo poetico

astratto, ma occorre fare un'operazione di ricollocamento storico.

Il libro si propone di analizzare le "forme del dramma" shakespeariano mettendole

Lord

costantemente in relazione con la vita materiale delle compagnie (i

Chamberlain's Men King's Men), Theatre

poi con l'architettura dei teatri (dal al

Globe Blackfriars)

fino al e con le dinamiche sociali e politiche di una Londra in

tumultuosa espansione. Solo studiando Shakespeare come un artigiano

pienamente immerso nel suo tempo e nella "vita teatrale" della sua epoca è

possibile decifrare l'incredibile potenza e la modernità della sua scrittura.

• Capitolo 1: Vita teatrale e letteratura drammatica in età elisabettiana

Questo capitolo delinea il quadro storico, economico e sociale in cui nacque il

fenomeno del teatro elisabettiano, analizzando come la scrittura e la pratica

scenica si siano intrecciate a Londra tra il 1576 e il 1603.

───

1. La "figlia screanzata": gli attori inglesi e le origini di Shakespeare

Il capitolo si apre analizzando lo statuto culturale ambiguo che il teatro occupava

nell'Inghilterra di fine Cinquecento. Nel 1580, l'intellettuale e cortigiano Sir Philip

Sidney definiva la poesia drammatica come una "figlia screanzata della vera

madre poesia". Il teatro commerciale, infatti, non godeva di prestigio letterario:

era considerato un'attività puramente artigianale, un intrattenimento plebeo e, a

tratti, socialmente pericoloso.

Quando William Shakespeare approdò a Londra intorno al 1590, il panorama stava

però cambiando radicalmente. Fino a pochi decenni prima, gli attori erano

storicamente considerati per legge "vagabondi e furfanti", a meno che non

ottenessero la protezione formale (il mecenatismo) di un grande nobile della corte

elisabettiana. Da quel nucleo di attori itineranti e protetti nacquero le prime

compagnie professionistiche stabili, pronte a colonizzare la capitale.

2. Condensazione e continuità di compagnie e teatri a Londra (1576-1603)

Il 1576 segnò lo spartiacque materiale della storia del teatro: la costruzione del

primo edificio specificamente dedicato alle rappresentazioni commerciali,

denominato semplicemente The Theatre, edificato da James Burbage a nord delle

mura cittadine. Poiché la City di Londra (governata dalle autorità puritane) vietava

gli spettacoli all'interno delle mura per motivi di ordine pubblico e igiene (il rischio

liberties),

costante di peste), i teatri sorsero nei suburbi (le periferie o aree

franche fuori dalla giurisdizione del sindaco.

In questo periodo, si assistette a un fenomeno che Guarino definisce di

"condensazione e continuità": le compagnie elisabettiane smisero di essere

nomadi e trovarono stabilità economica. La concorrenza commerciale tra i teatri

Theatre Curtain)

della sponda nord (come il o il e quelli che sorsero in seguito a

Rose Globe),

sud del Tamigi, a Southwark (come il e successivamente il celebre

generò un sistema industriale inedito. Gli attori divennero azionisti delle

(sharers),

compagnie stesse trasformando il teatro in un'impresa capitalistica

autonoma che necessita

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/05 Discipline dello spettacolo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Pegasus.21 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teatro, spettacolo, performance e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Guarino Raimondo.

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