DIRITTO URBANISTICO
Il dirito urbanis�co è una branca specifica del dirito amministra�vo che si occupa della disciplina e della
pianificazione degli spazi urbani; esso è l'insieme di norme giuridiche che regolano l'uso, l'asseto e le
trasformazioni del territorio, garantendo uno sviluppo razionale e ordinato dello stesso. Queste regole
mirano a bilanciare l'interesse pubblico, rappresentato dall'interesse della colle�vità. L'obie�vo principale
territorio
del dirito urbanis�co è assicurare una ges�one correta del (oggeto principale del dirito
urbanis�co), affinché tu� possano usufruirne nel rispeto delle norme vigen�.
L’urbanis�ca moderna si caraterizza per la compresenza di una pluralità di interessi, siano essi pubblici o
priva�: ambientali, residenziali, socio-economici, l’interesse alla sicurezza urbana e territoriale in generale,
governo del territorio.
tu� racchiusi nella nozione di La nozione di territorio, inoltre, richiama con sé
inevitabilmente quella di ambiente: la sostenibilità ambientale è cruciale, le trasformazioni devono
permetere alle generazioni future di u�lizzare e migliorare il territorio, senza comprometere le risorse
disponibili. Un principio chiave del dirito urbanis�co è la capacità di trasformare i vincoli del territorio in
risorse. ESEMPIO: una zona montuosa può essere trasformata in una località sciis�ca, generando valore
economico senza comprometere l'ambiente. Il territorio è un ponte tra passato e futuro: ogni decisione
pianificatoria deve considerare il patrimonio esistente e le esigenze delle generazioni future, in un’o�ca di
sostenibilità e lungimiranza.
Oltre al dirito amministra�vo, il dirito urbanis�co interferisce con il dirito privato, in quanto trata dei
rappor� giuridici tra priva�, con il dirito cos�tuzionale, poiché incide sul regime della proprietà dei beni
immobili, e con il dirito penale, in caso di rea� che violano la disciplina urbanis�ca (abuso edilizio). Un
ambito nel quale il dirito urbanis�co interferisce con il dirito privato è quello in cui viene coinvolto il dirito
di proprietà, dirito reale che ha per contenuto la facoltà di godere (si può fare il godimento che si vuole) e
disporre (si può decidere di vendere, affitare, cedere) delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i limi� e
con l’osservanza degli obblighi stabili� dall’ordinamento giuridico. La proprietà tutavia non è un dirito
assoluto in quanto soggeto a limitazioni da parte dell’autorità quando vi è in gioco un interesse pubblico di
rilevanza superiore: ad esempio, la tutela del patrimonio storico o paesaggis�co; questo dirito è inoltre
soggeto a vincoli impos� dall’autorità, come ad esempio il vincolo di non costruire oltre una certa altezza,
di mantenere una data distanza ecc.
CHE COSA SONO LE NORME?
Le norme rappresentano regole di condota che disciplinano l’uso del suolo e le trasformazioni territoriali.
-dirito ogge�vo è l'insieme delle norme che cos�tuiscono l’ordinamento giuridico e regolano il
comportamento dei sogge� nella colle�vità. Nel contesto del dirito urbanis�co, il dirito ogge�vo
stabilisce le regole generali per l'uso del territorio e l'edilizia.
-dirito sogge�vo invece rappresenta la pretesa di un singolo a vedere soddisfato un proprio interesse, in
conformità con le norme dell’ordinamento. (Ad esempio, il dirito di proprietà è un dirito sogge�vo, poiché
consente al �tolare di pretendere di godere della propria proprietà secondo quanto stabilito dalle leggi
urbanis�che).
ARTICOLO 117: LA POTESTÀ LEGISLATIVA
L’ar�colo 117 della Cos�tuzione italiana stabilisce che la potestà legisla�va è esercitata dallo Stato e dalle
Regioni nel rispeto della Cos�tuzione e degli obblighi derivan� dal dirito internazionale e dalle norma�ve
comunitarie. Lo Stato esercita la potestà legisla�va esclusiva in materia di poli�ca estera, difesa, gius�zia,
finanza, e altri setori fondamentali per l'unità nazionale. In ques� ambi�, solo lo Stato può emanare leggi.
legislazione concorrente,
Tutavia, esistono anche materie di dove sia lo Stato che le Regioni condividono la
responsabilità legisla�va. In ques� casi, le Regioni legiferano seguendo i principi fondamentali stabili� dallo
Stato. La potestà legisla�va residuale è un principio che consente alle Regioni di legiferare su tute le
materie non espressamente riservate allo Stato. Questo conferisce alle Regioni una significa�va autonomia
legisla�va, pur sempre all'interno dei confini della Cos�tuzione.
L'ar�colo 117 è cruciale nello studio del dirito amministra�vo, in par�colare nel setore urbanis�co, poiché
legislazione concorrente
definisce le competenze legisla�ve in materia di "governo del territorio". La
rappresenta uno degli aspe� più interessan� e complessi dell’ordinamento italiano, perché consente una
cooperazione tra lo Stato e le Regioni su determinate materie elencate nell’art. 117 Cost. comma 3, come il
governo del territorio, che comprende la pianificazione urbanis�ca ed edilizia, la tutela della salute,
l’istruzione e la protezione civile e la tutela dei beni culturali e ambientali. Questo sistema nasce per
garan�re un equilibrio tra uniformità nazionale e adatamento alle specificità locali. Secondo quanto
stabilito dall’ar�colo 117 della Cos�tuzione, lo Stato si occupa di definire i principi fondamentali, atraverso
leggi come la Legge Urbanis�ca n. 1150/1942, la Legge Bucalossi n. 10/1977 e il D.P.R. 380/2001 (Testo
Unico dell’Edilizia). Queste norme, dete leggi-quadro, definiscono i principi fondamentali, ad esempio la
necessità di suddividere il territorio in zone omogenee, il conceto di onerosità del dirito di edificare e i
�toli abilita�vi necessari per costruire. Le Regioni, invece, hanno la possibilità di intervenire con proprie
leggi per dare atuazione e specificità a quei principi, tenendo conto delle peculiarità del proprio territorio,
tramite interven� come la ges�one dei piani urbanis�ci, i procedimen� per il rilascio del permesso di
costruire e i criteri per calcolare gli oneri di urbanizzazione.
Ad esempio, prendiamo il tema degli strumen� urbanis�ci. Lo Stato, con il D.P.R. 380/2001, stabilisce che
ogni Comune deve adotare un Piano Regolatore Generale (PRG), suddividendo il territorio in zone con
des�nazioni specifiche: residenziale, agricola, industriale, ecc. Questo è un principio fondamentale valido
ovunque. Tutavia, le Regioni possono aggiungere detagli pra�ci: alcune Regioni stabiliscono criteri più
rigorosi per la protezione delle aree agricole o paesaggis�che, altre prevedono iter semplifica� per il rilascio
dei permessi di costruire in determina� contes�, come le aree urbane degradate. Tutavia, la legislazione
concorrente può generare confli� tra Stato e Regioni. Ad esempio, può accadere che una Regione approvi
una legge che va oltre i principi fondamentali fissa� dallo Stato. In ques� casi, lo Stato può impugnare la
legge regionale davan� alla Corte Cos�tuzionale, che valuta se la norma regionale rispeta i limi� della
legislazione concorrente.
IL CONCETTO DI URBANISTICA E LA RIFORMA DEL TITOLO V: L’art. 117 Cost. ripar�sce quindi la competenza
legisla�va tra Stato e Regioni, dis�nguendo tra legislazione esclusiva dello Stato (comma 2), legislazione
concorrente (comma 3), legislazione residuale della Regione (comma 4). Il testo originario parlava di
“urbanis�ca”, mentre la riforma del Titolo V della Cos�tuzione parla di “governo del territorio”. Da qui si può
dedurre che vi erano delle incomprensioni a livello interpreta�vo della materia in ques�one, oggeto della
legge cos�tuzionale: a seconda dell’estensione concetuale che si dava al conceto di urbanis�ca, la
competenza dello Stato o quella della Regione si restringeva. Si è ritenuto che la materia del governo del
territorio non avesse fato sparire la materia dell’urbanis�ca, ma che l’avesse fata rifluire nell’ambito della
competenza residuale delle regioni. La dotrina sembra considerare il governo del territorio come nozione
comprensiva dell’urbanis�ca e dell’edilizia; l’urbanis�ca riguarda il tessuto urbanis�co nel suo complesso e
a�ene alla disciplina contenuta nei piani regolatori e, seppure coincidano in parte le due definizioni, non si
può negare che la definizione di “governo del territorio” renda meglio la complessità che sta alla base della
disciplina urbanis�ca, il territorio è l’oggeto principale del dirito urbanis�co, che ne regola l’u�lizzo e le
trasformazioni. principio di sussidiarietà,
Alla base della legislazione concorrente c’è anche il secondo cui le decisioni
devono essere prese dal livello di governo più vicino ai citadini, a meno che non siano necessarie
competenze più ampie per garan�re un coordinamento. Questo principio permete di valorizzare il ruolo
delle Regioni e dei Comuni, rendendoli protagonis� nella ges�one del territorio, pur mantenendo un quadro
generale definito dallo Stato.
Le trasformazioni edilizie devono conformarsi a specifiche disposizioni norma�ve, le quali stabiliscono limi�,
divie� e obblighi.
DIRITTO AMMINISTRATIVO
dirito amministra�vo,
Il in generale, è quella branca del dirito pubblico che regola l’organizzazione e
Pubblica Amministrazione
l’a�vità della (PA), nonché i rappor� tra la PA e i citadini. Il dirito
funzione pubblicis�ca,
amministra�vo si dis�ngue per la sua ovvero per la capacità di disciplinare a�vità
che interessano la colle�vità, rispeto al dirito civile che regola i rappor� tra priva�.
In sostanza, il dirito amministra�vo:
• Regola come la Pubblica Amministrazione (come i comuni, le regioni, lo Stato) organizza il proprio
lavoro e prende decisioni.
• Disciplina il comportamento degli organi pubblici e le loro interazioni con i citadini e le imprese.
principi cos�tuzionali,
• Garan�sce il rispeto dei come la legalità, la trasparenza, l’imparzialità e
l’efficienza.
Il dirito amministra�vo viene esercitato su vari livelli:
1. Organizzazione della Pubblica Amministrazione
2. Procedimento amministra�vo
3. A� amministra�vi
Le pubbliche amministrazioni sono sogge� organizza� secondo disposizioni di legge. Con il termine
pubblica amministrazione intendiamo non solo l’organizzazione ma anche l’a�vità che quell’organizzazione
produce atraverso i propri organi e uffici. Le persone giuridiche, non hanno consistenza naturalis�ca e sono
una creazione del dirito, si muovono nel mondo del dirito atraverso i propri organi, esatamente come le
persone fisiche, dotate di consistenza naturalis�ca, agiscono atraverso i propri organi. La strutura
organizza�va di base è l’ufficio, ciascuno con un determinata funzione, mentre la volontà dei vari uffici
organi.
viene manifestata dagli La differenza sta nel fato che gli uffici svolgono a�vità che hanno rilevanza
solo interna all’ente, mentre gli organi svolgono delle a�vità che hanno rilevanza esterna, che manifestano
competenza
all’esterno la volontà dell’ente. L’a�vità di organi e uffici viene definita (funzione), l’ambito
degli interessi pubblici cura� da un determinato soggeto rappresenta invece l’atribuzione.
Quando una persona fisica può dirsi organo oppure incardinata in un ufficio? È la ques�one dell’inves�tura
ovvero l’operazione con la quale una persona fisica è chiamata ad agire come organo o come �tolare di un
ufficio, cioè inves�ta della carica atraverso un meccanismo di reclutamento di �po poli�co o burocra�co.
Questa operazione presuppone la possibilità di scindere l’organo o l’ufficio dalla persona fisica.
L’art. 22 della legge 241 del 7 agosto 1990, comma 1 letera e) stabilisce che per pubbliche amministrazioni
si intendono “tu� i sogge� di dirito pubblico e i sogge� di dirito privato limitatamente alla loro a�vità di
pubblico interesse disciplinata dal dirito nazionale o comunitario”.
ORGANI DEL DIRITTO URBANISTICO: organi
Gli che operano nel dirito urbanis�co in Italia sono distribui�
su vari livelli di governo, ognuno con competenze specifiche per la pianificazione e ges�one del territorio.
A livello dell’amministrazione statale:
Parlamento: Emete le leggi quadro che stabiliscono i principi fondamentali del dirito urbanis�co
Legge n. 1150/1942, D.P.R. 380/2001).
(es. Governo: Promuove riforme e decre� in materia di urbanis�ca e edilizia.
Ministero delle Infrastruture e dei Traspor�: Si occupa della pianificazione territoriale di interesse
nazionale e delle infrastruture. A capo di ogni strutura ministeriale vi è un ministro; nei ministeri può
essere is�tuito l’ufficio del Segretario Generale, che ha il compito di coordinare gli uffici e le a�vità del
ministro.
Ministero della Cultura: Ha competenza sulla tutela dei beni paesaggis�ci e culturali, con
par�colare riguardo ai piani paesaggis�ci.
A livello regionale: Le autonomie territoriali
Consiglio Regionale: Emete leggi regionali urbanis�che che integrano e atuano i principi statali.
Giunta Regionale: Piani Territoriali di
Atua le poli�che territoriali e approva i piani regionali, come i
Coordinamento Regionale (PTRC).
Assessora� Regionali: Hanno competenze tecniche in materia di pianificazione territoriale e tutela
ambientale.
A livello comunale:
Consiglio Comunale: Piano Regolatore Generale (PRG)
Adota e approva il e gli altri strumen�
urbanis�ci comunali.
Giunta Comunale: Implementa le poli�che urbanis�che e sovrintende alle a�vità edilizie.
Ufficio Tecnico Comunale: Ges�sce opera�vamente le pra�che edilizie e urbanis�che.
Sportello Unico per l’Edilizia (SUE): È il punto di riferimento per citadini e imprese per il rilascio di
�toli edilizi e altre autorizzazioni.
Organi di raccordo:
Conferenza Stato-Regioni: Coordina la pianificazione tra Stato e Regioni.
Conferenze dei servizi: Riuniscono più en� per approvare proge� o piani complessi.
Accordi di programma: Strumen� di collaborazione tra en� pubblici per realizzare opere di
interesse colle�vo.
Amministrazione statale periferica: L’amministrazione stradale a livello periferico si avvale
dell’a�vità di uffici amministra�vi dota� di competenza territoriale limitata. Un esempio è la Prefetura
virgola che ha assunto la denominazione di Prefetura-Ufficio territoriale del governo; Assicura l’esercizio
coordinato dell’a�vità amministra�va degli uffici periferici dello Stato e garan�sce la leale collaborazione di
de� uffici con gli en� locali.
UFFICI DEL DIRITTO URBANISTICO
uffici
Nel dirito urbanis�co, gli rappresentano le struture opera�ve che supportano gli en� pubblici nella
ges�one e pianificazione del territorio. Ogni livello di governo dispone di uffici tecnici e amministra�vi con
specifiche competenze in materia urbanis�ca.
autonomie territoriali,
Le ovvero gli en� pubblici territoriali, Perseguono tu� gli interessi pubblici che si
manifestano nel territorio di loro competenza; ques� sono i comuni, le province, le cità metropolitane, le
regioni, che insieme cos�tuiscono la Repubblica Italiana. Nella riforma del Titolo V della cos�tuzione
italiana, l’ordine con cui vengono dispos� gli elemen� cos�tu�vi della Repubblica è il seguente: prima
abbiamo il comune, l’ente più vicino ai citadini, poi si prosegue in via sussidiaria alle province, cità
metropolitane, regioni e Stato.
IL COMUNE – Gode di autonomia statuaria, norma�va, amministra�va e organizza�va. Rappresenta la
comunità di riferimento e ne cura gli interessi, coordinandone lo sviluppo. Le funzioni proprie del Comune
riguardano l’asseto e l’u�lizzazione del territorio e lo sviluppo economico, si occupa di ambi� come i servizi
eletorali, di Stato civile, di anagrafe o leva militare, Agendo come amministrazione decentrata in quanto
ente più vicino al territorio e al citadino.
LA PROVINCIA - Gode di autonomia statuaria, norma�va, amministra�va e organizza�va. Rappresenta la
comunità di riferimento e ne cura gli interessi, coordinandone lo sviluppo. Le funzioni proprie della
Provincia Riguardano vaste zone intercomunali o l’intero territorio provinciale in setori, come la difesa del
suolo è la tutela e valorizzazione dell’ambiente e prevenzione delle calamità; valorizzazione dei beni
culturali; protezione della flora e della fauna di parchi e riserve naturali; organizzazione dello smal�mento
dei rifiu� a livello provinciale; organizzazione dello smal�mento dei rifiu� a livello provinciale, controllo
degli scarichi delle acque e delle emissioni; controllo dell’istruzione secondaria di secondo grado e alla
formazione professionale, compresa l’edilizia scolas�ca. Rilevan� sono inoltre le competenze in materia di
asseto del territorio: la localizzazione di massima delle maggiori infrastruture e principali linee di
comunicazione, localizzazione di aree nelle quali sia opportuno is�tuire parchi o riserve naturali.
LA CITTA’ METROPOLITANA – È dotata di propri statu� poteri e funzioni. È stata concretamente is�tuita dalla
legge 56 del 2014 (cosiddeta Legge Del Rio): La cità metropolitana sos�tuisce la provincia in 10 aree
urbane, che corrispondono ai territori delle preesisten� province, Nelle regioni a statuto ordinario: Roma,
Torino, Milano, Venezia, Geno
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