Alice Prederi
Storia della filosofia
Programma delle lezioni
- Lezione 1 – introduzione modulo 1, filosofia antica: pensiero greco arcaico, presocratici, Platone.
- Lezione 2 – filosofia antica: Aristotele, atomisti antichi.
- Lezione 3 – filosofia cristiana e medievale.
- Lezione 4 – filosofia moderna: Cartesio.
- Lezione 5 – filosofia moderna: Spinoza, Hobbes.
- Lezione 6 – filosofia moderna (empirismo): Locke, Berkeley, Hume.
- Lezione 7 – filosofia moderna: Kant.
- Lezione 8 – Ottocento: Wundt, James, Husserl; Novecento: circolo di Vienna, Carnap, Russel.
- Lezione 9 – modulo 2, comportamentismo logico e psicologico.
- Lezione 10 – fisicalismo: teoria dell’identità.
- Lezione 11 – fisicalismo: realizzabilità multipla, tipi e occorrenze, sopravvivenza.
- Lezione 12 – fisicalismo: monismo anomalo.
- Lezione 13 – funzionalismo.
- Lezione 14 – critiche al funzionalismo e critiche al fisicalismo.
- Lezione 15 – neo-dualismo.
- Lezione 16 – Dennet ed eliminativismo.
Esame scritto con dieci risposte aperte (cinque coppie per ogni modulo tra cui scegliere una domanda). 90 min. Risposta pertinente e ben organizzata. Focus. Si può contattare la professoressa per vedere la prova.
Tutti i materiali sono forniti, compreso il libro.
16/02/2023 Lezione 1 – introduzione, pensiero greco arcaico, presocratici, Platone
Introduzione
Perché è importante dare un corso di storia della filosofia in psicologia? La filosofia è nata dalla psicologia.
Ma in particolare, la psicologia è molto recente ed è quindi importante conoscere la sua storia, che è molto lunga.
Questioni trattate:
- La natura della mente.
- Il funzionamento della mente.
- Le conseguenze filosofiche.
Esamineremo solo alcune cose della filosofia, con approfondimento.
Pensiero greco arcaico
Per indicare l’ambito definito con il termine mentale, era preferibile usare termini come anima e spirito.
Per indagare questo ambito, analizziamo i testi di Omero, che esprimono un modo di pensare ben definito.
In particolare, guardiamo all’Iliade (a questo proposito leggere testo di Jaynes):
- Psyché: forza vitale, non la sede dei pensieri e delle emozioni.
- Thumus: simile all’anima emozionale, ma in realtà designa semplicemente movimento e agitazione.
- Soma: usata da Omero per indicare un cadavere, le membra morte, come opposto di psyché. Il corpo non è mai concepito nella sua totalità.
- Solo molto più tardi, con la parola noos, si identifica la mente cosciente. Nell’Iliade questa parola significava solo percezione o riconoscimento.
Le tesi di Jaynes sono provocatorie, ma è soprattutto interessante l’idea che nell’Iliade gli individui non hanno una propria volontà (coscienza soggettiva, mente, anima), non hanno quindi la nozione del libero arbitrio.
I greci non agiscono perché vogliono agire in un certo modo, ma lo fanno in base a una motivazione che non dipende da loro.
Alice Prederi
- Esempio: Agamennone giustifica l’aver sottratto Briseide ad Achille, affermando che sono stati gli Dei a decidere di questo gesto. Sono stati gli Dei ad aver commesso l’errore perché il giorno della rapina gli offuscarono la mente, decidendo il suo comportamento.
- Esempio: sono gli Dei a dare inizio alla guerra e a deciderne le strategie.
- Se non possiedono alcuna volontà, cosa dà inizio a un loro comportamento? Gli Dei prendono il posto della coscienza: gli antichi greci rispondono alle decisioni degli Dei per compiere i propri comportamenti. I greci trovavano una spiegazione al comportamento chiedendosi cosa avessero fatto per sollecitare l’intervento divino. L’eroe dell’Iliade non possedeva alcun io. Questo è un modo di intendere i comportamenti e la mente umani che pensiamo essere totalmente diverso dal nostro.
Nascita della filosofia
La filosofia nasce nel momento in cui si ha la necessità di spiegare ciò che ci sta intorno, senza ricorrere a giustificare i comportamenti per volere degli Dei. Nasce infatti come tentativo di spiegare il mondo, riportando le cose del mondo a una visione comune.
- Dove? Asia minore e colonie greche dell’Italia meridionale.
- Definizione di questa filosofia: filosofia presocratica, di coloro che hanno preceduto Socrate.
Presocratici
La maggior parte delle loro opere sono andate perdute, ma è rimasta la testimonianza di vari autori che conoscevano il loro pensiero. Ricordiamo Aristotele con il suo testo De Anima:
- Espone lo stato dell’arte: cos’hanno detto i filosofi che fin qui mi hanno preceduto? Vuole collocare il proprio lavoro in un contesto generale, considerando le idee dei suoi predecessori. Questo serve a evitare di commettere nuovamente i loro eventuali errori. Aristotele diventa quindi una fonte da cui ricostruire le opinioni e i problemi dei filosofi presocratici.
- Come trattano il concetto di anima i presocratici? L’anima serve a spiegare la differenza tra gli enti animati (che hanno l’anima) e inanimati (che non hanno l’anima). L’essere animato si distingue da quello inanimato per due proprietà:
- Movimento spontaneo (es: un gatto si muove perché vuole lui, il sasso perché qualcun altro lo fa muovere).
- Sensazione (es: un sasso non può sentire niente, un gatto può invece avere sensazioni).
Gli enti animati si muovono perché provano delle sensazioni che permettono loro di orientarsi nel mondo, allontanandosi da ciò che provoca dolore e avvicinandosi da ciò che provoca piacere. L’anima sta quindi alla base della possibilità di possedere movimento e sensazione.
- Alcuni filosofi si sono concentrati soprattutto sul movimento: l’anima è la causa del movimento. Ma siccome solo ciò che è in movimento può trasmettere movimento, allora l’anima è a sua volta un essere in movimento. In sé gli oggetti non hanno movimento, viene dato loro dall’anima.
- Altri filosofi si sono concentrati sulla conoscenza e la percezione: l’essere animato a differenza di quello inanimato conosce e percepisce gli enti perché l’animato sembra muoversi all’interno del mondo seguendo le proprie conoscenze e percezioni (es: il gatto percepisce il topo, quindi si muove).
- I filosofi presocratici pensano che tutto il mondo possa essere ricondotto a uno o a più principi fondamentali. Siccome l’anima concepisce e percepisce il mondo, allora è fatta della materia del mondo. L’anima allora è identica ai principi perché altrimenti non potrebbe conoscere e percepire il mondo.
- Per i filosofi secondo cui il mondo è costituito da un solo principio, anche l’anima è costituita dallo stesso solo principio.
Alice Prederi
- Per i filosofi secondo cui il mondo è costituito da molteplici principi, anche l’anima è costituita dalla stessa pluralità di principi.
Platone
427-347 a.C. – le date di nascita e di morte sono importanti solo per collocare i filosofi in un contesto storico. Ci concentreremo sulla concezione di anima di Platone.
Anche per Platone l’anima è innanzitutto il principio del movimento (nel Fedro) e propone anche lui la distinzione tra enti inanimati e animati: quelli animati ricevono il movimento dall’interno, quelli inanimati dall’esterno.
Platone fa un ulteriore passo avanti: se ciò che muove se stesso non è altro che l’anima, necessariamente (non può che essere così) l’anima deve essere ingenerata (è da sempre) e immortale (è per sempre).
L’anima quindi non ha né un inizio né una fine.
Perché l’anima deve essere ingenerata e immortale?
L’anima non può smettere di vivere, di esistere, di muoversi perché ciò che muove se stesso è principio del movimento.
- Se l’anima è principio del movimento, allora non può ricevere movimento da qualcos’altro perché non sarebbe se stessa principio del movimento, ma lo sarebbe quel qualcos’altro. L’anima deve quindi essere necessariamente ingenerata.
- Se l’anima è principio del movimento, allora non potrà mai smettere di essere in movimento perché altrimenti tutto sarebbe immobile senza possibilità di riprendere a muoversi.
L’anima è quindi eterna ed è questa la ragione per cui tutto ciò che è animato riceve movimento da se stesso.
Cos’è l’anima?
Definire quale sia la natura dell’anima richiederebbe un’esposizione ampia e divina, molto difficile, Platone prova quindi a rappresentarla come un’immagine tramite un mito, che propone nel Fedro: la biga alata.
La biga è un carro alato trascinato da due cavalli con un pilota, l’auriga, che deve tenere a bada i cavalli, molto diversi tra loro (il cavallo bianco è quello buono e forte che trasporta in alto il carro, il cavallo nero è invece quello disobbediente che trascina il carro verso il basso). Il compito dell’auriga è molto difficile perché deve gestire il loro comportamento, in particolare, avvantaggiando quello del cavallo bianco.
Questo mito rappresenta l’anima, composta di tre parti (tripartita):
- Razionale, rappresentata dall’auriga (intelletto), nella testa: consapevolezza e ragione che guida l’essere umano e lo spinge verso il suo destino, che si trova in alto.
- Irascibile, rappresentata dal cavallo bianco, nel cuore: passioni nobili (es: coraggio) che possono essere la forza che spinge verso l’alto, se ben guidate dalla ragione.
- Concupiscibile, rappresentata dal cavallo nero: desideri carnali (destinati a non essere mai completamente soddisfatti e che quindi sempre si ripropongono) che costringono l’anima verso il corpo. Il mondo del corpo non ha la stessa dignità del mondo superiore a cui l’uomo deve aspirare.
L’anima si muove naturalmente verso l’alto perché in alto c’è il mondo delle idee, che è la sede del divino: vero, bello, sapiente e buono. L’anima si nutre di queste qualità e si accresce, mentre per ciò che è brutto e malvagio si rovina e perisce.
Il mondo si divide in due livelli:
- Mondo dei corpi: in cui siamo costretti a vivere durante la vita.
- Mondo delle idee: mondo dei modelli di cui i corpi sono solo delle copie mal riuscite. È il mondo del bello a cui l’anima si dirige ed è portata a ricongiungersi perché fatta allo stesso modo delle idee, quando non è trasportata in basso dall’anima concupiscibile. Chiamato anche iperuranio, è così straordinario e meraviglioso che non si può nemmeno articolare a parole. Le idee possono essere contemplate solo dall’intelletto (auriga) e sono l’oggetto della conoscenza e della verità.
Alice Prederi
Questi mondi rappresentano il dualismo della realtà e dell’essere:
- Valore: in alto, ciò che è bello e giusto, la verità e il bene.
- Disvalore: in basso, ciò che è ingiusto, malvagio e brutto.
L’anima mette in comunicazione il basso e l’alto perché è dentro il corpo (inchiodata nel corpo), ma è capace di elevarsi verso le idee.
Anima e corpo in Platone
Per Platone, il mondo delle idee è il mondo delle strutture fondamentali della realtà, che vanno indagate a partire dal mondo che ci circonda, andando al di là dell’apparenza dell’oggetto per capire la verità che sta dietro la realtà. Questa concezione ci spiega come per Platone è possibile andare verso l’alto in due modi:
- Conoscenza: conoscere un oggetto significa conoscere l’idea, il modello, che sta dietro all’oggetto, di cui questo è solamente una copia imperfetta. Capire l’idea dietro a un oggetto, la sua natura più propria permette all’anima di elevarsi. Noi riconosciamo negli oggetti che ci circondano le copie di idee che abbiamo già visto. Questo processo è permesso dalla conoscenza pregressa che l’anima possiede di quegli oggetti. L’anima è eterna e si incarna da un corpo all’altro. Tra un’incarnazione e l’altra l’anima trascorre un periodo nel mondo delle idee, contemplandolo. Questo periodo è importante perché l’anima dimentica solo in parte ciò che ha visto nel mondo delle idee e quindi quando si incarna in un corpo diverso, riconosce negli oggetti le idee che appartengono loro.
- Quanto tempo un’anima passa nel mondo delle idee, dipende da come ha vissuto nel mondo (gradino più basso: tiranno, gradino più alto: filosofo). Un’anima spinta solo dai bisogni carnali è costretta verso il basso e perciò non arriverà mai pura all’Ade, cosicché ricadrà sempre in un altro corpo. Al contrario, un’anima che nel mondo reale tende alla contemplazione, necessariamente passerà più tempo nel mondo delle idee perché è più leggera, non appesantita dal peso del corpo.
- Amore: l’idea che guida l’amore è la bellezza. Nell’aldilà, l’anima (nel mito delle bighe alate) segue un Dio e a seconda del Dio che segue, si fa un’idea del bello. Il modello di bellezza che si fa lo ritroverà nel mondo e in particolare nel corpo dell’amato, che risveglierà il senso del bello e che quindi porterà l’anima a elevarsi verso la bellezza.
L’amore è inteso in un senso più ampio del puro rapporto fisico perché può spingere verso l’alto, al contrario del rapporto fisico (il quale spinge verso il basso perché è un bisogno corporale).
L’anima del filosofo nel Fedone
Fedone: dialogo di un momento particolare della vita di Socrate. Socrate è stato condannato a morte dalla città di Atene. Nel dialogo è descritta la morte di Socrate che ha dovuto bere la cicuta, un veleno. I suoi discepoli si disperano, ma Socrate indica verso l’alto e afferma che se ne sta andando beato tra i beati.
Il piacere e il dolore fisici inchiodano l’anima al corpo (es: un dolore molto forte non permette di filosofare). Un’anima che quindi si affida solo ai bisogni carnali assume le stesse opinioni del corpo e diventa come il corpo che abita perché crede vere le cose che il corpo dice tali. Quando il corpo muore, l’anima arriva nell’Ade contaminata dal corpo, si immerge quindi subito in un altro corpo. Quest’anima non avrà mai nulla di divino. Questo perché l’anima si reincarna in un altro corpo a seconda di quanto tempo passa nel mondo delle idee.
Diversa è l’anima del filosofo perché si è sempre esercitata ad abbandonare il corpo e a contemplare la verità e le idee. Quindi, il filosofo non vede l’ora di essere liberato dalla schiavitù del corpo. Non può però decidere di abbandonare il corpo prima del tempo perché svolge il compito di filosofo per volere degli Dei.
Allontanandosi dalle passioni e avvicinandosi alla verità, l’anima del filosofo è sempre più leggera e portata alla contemplazione. Rimane quindi più tempo nel mondo delle idee. Non per sempre perché a un certo punto deve tornare in un corpo con lo scopo di insegnare alle altre anime come uscire dal mondo dei corpi e come contemplare il mondo delle idee. Questo è il motivo per cui Socrate indicava verso l’alto al momento della sua morte: andava incontro a ciò per cui si era preparato per tutta la vita, senza avere alcuna paura.
Alice Prederi
17/02/2023 Lezione 2 – Aristotele e atomisti antichi
Aristotele (385-323 a.C.) – nel De Anima
Fondamento della filosofia e allievo di Platone.
Anima e corpo
Parte da una considerazione empirica, osservata nella realtà di ciascuno: sembra che anche le affezioni dell’anima (ciò che l’anima avverte in sé, come rabbia, paura, tenerezza) abbiano un qualche legame con il corpo. Non appena esse si producono, il corpo subisce una modificazione.
- Esempio: la paura (affetto molto forte) causa varie modificazioni fisiologiche come un battito cardiaco più rapido, ecc.
Quindi, l’anima e il corpo sono tra di loro collegate. Ma se così stanno le cose, allora le affezioni dell’anima sono forme contenute nella materia.
Fisico e dialettico
Anima e corpo vengono definite tramite due accezioni:
- Fisica: materialista, tutto è interpretato in termini corporei. In termini di rappresentazione fisica (materia).
- Dialettica: del filosofo, l’anima non è corpo. Tutto è interpretato sulla base della propria forma ed essenza.
Forma e materia
La visione di Aristotele tiene conto sia della forma che della materia (ilomorfismo = materia + forma):
- Forma: ciò che definisce qualcosa per quello che è. Rappresenta l’essenza determinata di quella cosa (es: sedia = qualcosa su cui ci sediamo). È ciò che ci permette di capire che la sedia è una sedia per come la concepiamo sulla base della sua funzione. Definisce la funzione dell’oggetto.
- Esempio: la collera viene definita dal dialettico come desiderio di molestare a propria volta.
- Materia: ciò che permette l’esistenza e la realizzazione della forma. È la specifica costituzione di un oggetto (es: sedia = può essere fatta sia di legno sia di plastica). Può essere diversa per oggetto, quindi per anche gli oggetti con la stessa forma.
- Esempio: la collera viene definita dal fisico come ebollizione del sangue e del calore intorno al cuore.
Esempio della casa:
- Definizione: riparo che difende contro la distruzione causata da venti, piogge, caldo.
- Forma: unione dei materiali che costituiscono la forma di casa per un determinato scopo.
- Materia: pietre, mattoni, legno.
Per il fisico sono fondamentali solo legno, mattoni, pietre. Per i dialettici importa solo la forma.
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