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INTRODUZIONE

1. UN DIALOGO POLIFONICO

In questo dialogo si discute di politica e matematica, si contrappongono differenti

modelli educativi, trattando della virtù e dell’immortalità dell’anima.

Consiste in una serie di dialoghi: tra Socrate e Menone, tra Socrate e lo schiavo, tra

Socrate e Anito e altri dialoghi immaginari. Il dialoghi appaiono apparentemente in

disordine, ma dopo le varie conversazioni emerge una struttura più ordinata che

permette di comprenderne il significato.

ALLA RICERCA DELLA VERITÀ

2.

Menone chiede a Socrate come si insegna la virtù, per capire il significato di questa

domanda bisogna prima capire cosa si intende con virtù. Per noi moderni

corrisponde una disposizione d’animo volta a fare del bene, aldilà di premi o castighi.

Per i greci invece era una capacità prestazionale, con la quale si poteva emergere

rispetto agli altri, grazie alla propria qualità o insieme di qualità.

Mentre Menone, aveva posto una domanda secca, Socrate perde tempo

dilungandosi. Socrate ammette di non sapere cosa sia la virtù, mentre Menone

presume di saperlo, Socrate inoltre affronta il dialogo con la sua solita ironia:

inizialmente contro i Tessali, famosi per il disordine della loro vita politica e per il

lusso in cui vivevano, discorso che vale anche per Menone, ma soprattutto la sua

ironia, colpiva Gorgia. Egli mette in contrapposizione la sua capacità di parlare con

la sterilità di Socrate, ossia una consapevolezza di propri limiti. Per il momento si

oppone al modello di Gorgia, in cui l’educazione consiste in discorsi e ragionamenti

che l’alunno riceve passivamente dal maestro per poterli sfruttare nelle discussioni.

In breve Menone ha chiesto come fare successo nella vita, e Socrate frena la sua

irruenza per fargli capire la complessità del problema, con questa cautela rischia di

invischiarsi in problemi più spinosi. Tra questi il principio della priorità epistemica,

cioè indagare prima il che cosa rispetto al come: se non so cos’è X non posso

sapere nulla a proposito di X.

L’obiettivo non è conoscere, ma trovare un criterio che renda possibile l’azione

corretta al raggiungimento della felicità, al contrario l’ignoranza è la causa della

miseria umana, nega la possibilità stessa di un’azione corretta, precludendo così la

felicità. Essendo si però Socrate dichiarato ignorante, è dunque un maestro di

infelicità? Qui nasce il limite del principio precedente e conoscere rischia di essere

impossibile.

ci si trova di fronte a quattro problemi:

Questione della virtù

-

- Il problema del sapere

Qual’è il metodo adatto per conseguire il sapere? Quello sofistico o un altro

-

- Il confronto coi sofisti

DEFINIRE LA VIRTÙ

3.

Dopo una lunga interrogazione da parte di Socrate, anche Menone si accorge di non

sapere che cosa sia la virtù, anche se il tema in discussione diventa anche la

conoscenza. Menone tenta tre volte di spiegare cosa sia la virtù a Socrate:

Nel primo tentativo presenta la virtù al plurale, ed esprime il concetto di realtà come

qualcosa di molteplice senza che sia possibile individuare elementi unificatori, allora

Socrate esemplifica con l’esistenza di molte api in un posto che presuppone un

elemento che le unisca e lo stesso succede con la virtù.

Il problema dunque, non è trovare un nome, ma la sua vera realtà ed essenza, e da

qui il cammino del Menone si sposta verso le idee, le quali non vengono menzionate

esplicitamente, perciò si può pensare che le idee non ci siano, tuttavia le allusioni

risultano troppo evidenti per essere casuali.

va ricordato che Socrate spesso si dilunga su altri temi rispetto alla domanda che

inizialmente gli era stata posta. Menone infatti tenderà sempre a tornare su

quell’argomento senza cogliere l’importanza dei rinvii di Socrate, i quali è importante

che vengono colti dal lettore.

4. I PARADOSSI DELLA CONOSCENZA E LA REMINESCENZA

Socrate, respingendo le tre definizioni di virtù, è riuscito ad avere la meglio su

Menone, il quale riconos

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/07 Storia della filosofia antica

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