Antico oriente. Storia, società, economia
Mario Liverani
Capitolo IV: La rivoluzione urbana
1. La specializzazione lavorativa, le grandi "organizzazioni"
Rivoluzione urbana che si è verificata nella bassa Mesopotamia verso la metà del IV millennio a.C. Questa rivoluzione ha portato a cambiamenti significativi nella società, nell'economia e nella struttura politica. Alcuni punti chiave del testo includono:
- La rivoluzione urbana è stata un processo complesso che ha coinvolto l'accelerazione dello sviluppo agricolo, delle tecniche artigianali, dei commerci a lunga distanza e dei centri cerimoniali.
- La specializzazione lavorativa e la concentrazione urbana sono state importanti spinte per la rivoluzione urbana. Questo ha portato a mutamenti significativi in diversi aspetti della società.
- La crescita demografica, le innovazioni tecnologiche e l'aumento della produttività agricola sono stati fattori chiave che hanno contribuito alla rivoluzione urbana.
- La rivoluzione urbana ha portato all'organizzazione delle risorse, alla stratificazione sociale, all'origine dello Stato e alla creazione di città con grandi organizzazioni come templi e palazzi.
- Gli specialisti a tempo pieno sono diventati l'élite socioeconomica e politica dello Stato, mentre il resto della popolazione era composto da famiglie di produttori di cibo.
- La specializzazione del lavoro ha avuto conseguenze sia sul piano tecnologico che sociale, creando gerarchie e differenze di censo nella società.
2. La città e i villaggi
La rivoluzione urbana nella Mesopotamia tra il 3500 e il 3200 a.C. si verificò in quella zona e in quel periodo per diversi motivi. Innanzitutto, la disponibilità di eccedenze alimentari era essenziale per sostenere le grandi organizzazioni urbane e la loro popolazione. La Mesopotamia meridionale, in particolare la bassa Mesopotamia, offriva terreni fertili grazie ai fiumi Tigri ed Eufrate e alle tecniche di irrigazione sviluppate.
L'agricoltura intensiva, inclusa l'irrigazione, consentiva rese molto più elevate rispetto alle regioni pluviali pedemontane. Inoltre, la Mesopotamia meridionale era una zona ecologicamente favorevole allo sviluppo tecnico ed economico. La presenza dei grandi fiumi e l'interazione tra diverse zone ecologiche stimolavano lo sviluppo di reti commerciali e di scambio. Il territorio della bassa Mesopotamia, se adeguatamente drenato, offriva rendimenti agricoli molto alti. Inoltre, la navigabilità dei fiumi consentiva un efficiente trasporto fluviale, facilitando lo scambio di merci su lunghe distanze.
Va anche considerato che la bassa Mesopotamia era una nicchia ecologica di dimensioni più ampie rispetto ad altre aree, il che incoraggiava la formazione di insediamenti di dimensioni maggiori e la crescita di una popolazione più numerosa. Tuttavia, la regione presentava anche ostacoli come la tortuosità dei fiumi, le periodiche alluvioni e la scarsità di materie prime come metalli, pietre dure e legname. Nonostante questi ostacoli, la disponibilità di eccedenze alimentari e le potenzialità offerte dalla nicchia basso-mesopotamica favorirono lo sviluppo urbano e la crescita delle città.
Inoltre, la Mesopotamia meridionale era una regione che conosceva già una certa forma di insediamento sedentario grazie alla precedente neolitizzazione. Nel corso del tempo, le comunità agricole svilupparono tecniche di canalizzazione per il controllo delle acque, favorendo la coltivazione delle terre e l'aumento della produzione agricola. Queste prime forme di organizzazione idrica del territorio furono poi perfezionate nel corso dei secoli, portando alla creazione di canali di portata regionale e alla distribuzione delle acque in modo regolare.
Complessivamente, la combinazione di fattori come l'agricoltura intensiva, l'irrigazione, le reti commerciali, le risorse ecologiche e le innovazioni tecniche favorì lo sviluppo urbano nella Mesopotamia meridionale. La presenza di eccedenze alimentari consentì la formazione di insediamenti sempre più grandi, gerarchizzati e specializzati, dando così origine alla rivoluzione urbana in quella regione e in quel periodo storico.
3. Dal qualitativo al quantitativo
Importanza della standardizzazione e della computazione numerica nelle grandi organizzazioni templari e palatine dell'antichità. Queste organizzazioni avevano complessi sistemi di redistribuzione che andavano oltre i semplici scambi tra famiglie e villaggi. Per gestire le enormi quantità di eccedenze, retribuzioni, servizi e merci che si incrociavano e compensavano, era necessario sviluppare sistemi obiettivi e spersonalizzati di pesi, misure e numerazione.
Le tradizionali unità di misura basate su elementi antropomorfi, come il pollice o il piede, risultavano inadeguate per calcoli complessi. Pertanto, si passò a un sistema sessagesimale, basato sui moltiplicatori sei e dieci, che consentiva di eseguire rapidamente calcoli complessi. Le misure standardizzate richiedevano prototipi garantiti e custoditi dall'amministrazione centrale. Ad esempio, per mantenere la coerenza delle misure, venivano utilizzati pesi e misure ufficiali anziché affidarsi a misure personali. Questo richiedeva la creazione di esemplari modello, come pesi di pietra dura o contenitori standard per le misure di capacità.
Inoltre, era necessario stabilire i valori relativi delle diverse entità coinvolte nel sistema, come merci, lavoro, tempo e terra. L'amministrazione decideva i rapporti di valore e si atteneva a un sistema di equivalenze per eseguire gli scambi e le retribuzioni. Alcune merci venivano selezionate come standard di valore e le loro equivalenze venivano calcolate rispetto alle altre merci. Infine, il tempo veniva incluso nel sistema quantitativo generale, e le misure di tempo naturali, come l'anno solare e il mese lunare, venivano rese omogenee e sessagesimali. Ciò facilitava il calcolo delle razioni e la distribuzione del cibo in base al lavoro svolto.
Il lavoro veniva standardizzato in base al tempo impiegato e alla retribuzione, il che portava alla standardizzazione dei prodotti stessi. In sintesi, l'amministrazione delle grandi organizzazioni templari e palatine richiedeva standardizzazione, computazione numerica e un sistema razionale per gestire le eccedenze, le retribuzioni, i valori e le merci. Questo portava alla creazione di un'organizzazione complessa, spersonalizzata e basata su regole quantitative.
4. Garanzie e registrazioni: la nascita della scrittura
La messa a punto della scrittura nella Mesopotamia antica rappresentò un importante sviluppo nell'ambito delle organizzazioni urbane e amministrative. Le prime città urbane, con le loro esigenze di specializzazione e urbanizzazione, avevano affrontato il problema della registrazione e della correttezza delle operazioni eseguite.
Inizialmente, venne utilizzato il sigillo come strumento di convalida e garanzia. I sigilli a stampo, con raffigurazioni geometriche o animalistiche, venivano utilizzati come firma per identificare il proprietario. Durante l'epoca di Uruk, si passò dall'uso dei sigilli a stampo a quelli a cilindro, che permettevano di ottenere strisce sigillate continue. La sigillatura serviva a garantire che i contenitori non fossero stati aperti inavvertitamente.
Le raffigurazioni sui sigilli mutarono nel corso del tempo, includendo scene di vita lavorativa e simbolica della comunità proto-statale. Si potevano trovare scene di agricoltura, allevamento, lavoro artigianale, trasporto di beni, offerte al tempio e persino scene di guerra. Queste raffigurazioni sintetizzavano la società proto-urbana dell'epoca e riflettevano l'ideologia delle grandi organizzazioni a cui appartenevano i funzionari portatori dei sigilli. Tuttavia, il sigillo rappresentava solo una firma e una garanzia di integrità dei contenitori.
Per garantire la correttezza delle operazioni amministrative e memorizzarle in modo più dettagliato, si sviluppò un sistema di registrazione scritta. Inizialmente, si utilizzavano cretule o bullae di argilla sigillate con il sigillo del funzionario responsabile. La rottura della cretula rendeva evidente ogni effrazione non autorizzata del contenitore. Successivamente, si passò dalle cretule contenenti contrassegni oggettuali a tavolette numeriche, che riportavano sia le impronte dei sigilli sia i contrassegni numerici esternamente. Ciò consentiva di conoscere il contenuto della tavoletta senza romperla.
Con il tempo, i contrassegni interni divennero superflui e furono sostituiti da segni grafici incisi sulla tavoletta stessa. Questo segnò l'origine della scrittura cuneiforme, che si sviluppò ulteriormente nel corso dei secoli. La scrittura cuneiforme consentiva agli scribi di esprimere concetti astratti, verbi, nomi propri e di costruire frasi complesse. La sua introduzione rivoluzionò l'amministrazione, rendendo il lavoro degli scribi essenziale per il funzionamento delle grandi organizzazioni.
Gli scribi ricevevano un addestramento specifico in scuole specializzate, imparando a padroneggiare centinaia di segni e a comprendere le procedure amministrative. La scrittura cuneiforme permetteva di catalogare e trasmettere il sapere e il sistema amministrativo dell'epoca. Si creavano liste ordinate di segni, parole e oggetti per rendere convenzionale e usabile l'universo complesso della società proto-statale. Le tavolette amministrative e le liste scolastiche venivano utilizzate per la trasmissione del sapere e delle pratiche amministrative.
In conclusione, l'introduzione della scrittura nella Mesopotamia antica rappresentò un importante sviluppo nell'ambito delle organizzazioni urbane e amministrative. La scrittura cuneiforme consentiva di registrare e memorizzare in modo preciso le operazioni eseguite e forniva uno strumento essenziale per l'amministrazione e la gestione delle grandi organizzazioni dell'epoca.
5. Politica e ideologia delle formazioni proto-statali
Processo di sviluppo delle prime forme di stato nelle antiche comunità urbane della Mesopotamia. La specializzazione lavorativa ha portato alla stratificazione sociale e economica delle società, sia verticalmente (in termini di gerarchia) che orizzontalmente (in termini di concentrazione delle élite nelle città). Al vertice della stratificazione si trovava un nucleo dirigente che deteneva il potere decisionale e risiedeva nelle città. Questo nucleo dirigente era responsabile dell'organizzazione dello sfruttamento delle risorse e della difesa del territorio.
Si è formato così quello che viene definito uno "Stato arcaico" o "Early State", che non solo aveva una funzione decisionale, ma organizzava e controllava il territorio e le risorse per garantire la sopravvivenza della popolazione. Il processo di formazione dello Stato implicava anche l'introduzione di motivazioni ideali per giustificare le disuguaglianze sociali ed economiche.
L'organizzazione statale si basava sulla diversità funzionale dei gruppi umani e comportava la sovrapposizione degli interessi collettivi sugli interessi individuali e di gruppo. La formazione dello Stato comportava la costituzione di un nucleo dirigente che si occupava delle decisioni e beneficiava di un trattamento privilegiato. Questo nucleo operava su due fronti: uno operativo, che comprendeva la gestione economica e la burocrazia, e uno ideologico, che comprendeva il clero e il culto religioso.
La burocrazia si occupava della gestione economica della città-Stato, della redistribuzione delle risorse e delle infrastrutture, mentre il clero si occupava del culto religioso e della giustificazione ideologica delle disuguaglianze. Inoltre, lo Stato esercitava il controllo e il monopolio della forza sia per la difesa esterna, proteggendo le ricchezze della città dalle minacce esterne, sia per mantenere l'ordine interno e reprimere eventuali ribellioni o comportamenti devianti. Le tre funzioni principali dello Stato (amministrazione, clero, milizia) erano sublimate e concentrate nella figura del capo della comunità, il re.
Il re rappresentava l'intera comunità e concentrava in sé tutti i poteri e le responsabilità, compresa la gestione amministrativa, il ruolo di sommo sacerdote e la difesa della città. Il tempio occupava un ruolo centrale nella città e nella società. Era il centro simbolico e operativo della comunità, dove si svolgevano le cerimonie collettive e il culto religioso. Il peso del settore cerimoniale sul complesso urbano rifletteva l'importanza dell'organizzazione centrale a spese dell'intera comunità.
È importante notare che il brano si riferisce a un contesto specifico, quello delle prime comunità urbane mesopotamiche, e potrebbero esserci differenze nelle dinamiche di formazione dello Stato in altri contesti storici e geografici.
Capitolo V: Diffusione e crisi della prima urbanizzazione
1. Il commercio a lunga distanza
Innovazione nel sistema commerciale delle antiche comunità urbane della bassa Mesopotamia durante l'età tardo-Uruk. Questa innovazione era collegata alla maturazione organizzativa delle città e alla disponibilità di eccedenze alimentari. Due fattori principali hanno contribuito a questa innovazione. Innanzitutto, c'era un aumento della domanda di materie prime dovuto ai nuovi sviluppi tecnologici e organizzativi, come il rame per gli strumenti e le armi, il legno per la costruzione di grandi edifici templari, le pietre preziose per i sigilli e gli ornamenti. Queste nuove esigenze hanno spinto le amministrazioni cittadine a cercare queste materie prime al di fuori dei loro territori.
In secondo luogo, l'innovazione riguardava la stessa struttura del commercio. L'iniziativa del commercio era concentrata nelle grandi organizzazioni, che destinavano una parte delle loro eccedenze per scambiarle con prodotti non disponibili all'interno delle città. Tuttavia, il cibo non era adatto al trasporto a lunga distanza a causa del suo ingombro e del suo basso valore unitario. Pertanto, l'eccedenza alimentare veniva convertita in beni più adatti allo scambio, come tessuti e altri prodotti lavorati.
All'interno di queste grandi organizzazioni, venivano individuati gli specialisti del commercio, i mercanti o agenti commerciali. Questi agenti partivano dal centro cittadino con una dotazione di prodotti lavorati, si recavano nelle regioni lontane produttrici di materie prime, scambiavano i prodotti cittadini con metalli, pietre o altre materie prime; quindi, tornavano alla città di partenza per fare i conti con l'amministrazione e verificare che il valore dei beni scambiati corrispondesse al valore della dotazione iniziale, secondo le tabelle di corrispondenza stabilite.
È importante notare che il brano sottolinea l'aspetto amministrato del commercio, con il rapporto tra le organizzazioni centrali (tempi e palazzi) e i mercanti. Tuttavia, ciò non esaurisce l'intero processo di scambio. Lo scambio effettivo che avveniva nei centri lontani o nelle regioni produttrici potrebbe essere avvenuto in forme diverse e cerimoniali, come il dono ospitale o altre pratiche.
Inoltre, le ragioni effettive dello scambio potrebbero essere state diverse da quelle ufficialmente accettate dalle amministrazioni, consentendo ai mercanti e ad altri intermediari di ottenere profitti personali che sono difficili da valutare. È importante sottolineare che, nonostante l'organizzazione centralizzata del commercio delle città urbane, il sistema commerciale era parzialmente tecnico e materiale, ma completamente centralizzato a livello ideologico.
Mentre la formazione degli Stati proto-urbani causava una polarizzazione dei traffici interregionali verso la bassa Mesopotamia, c'era ancora un ruolo significativo delle regioni produttrici e dei centri intermediari nel sistema commerciale complessivo. Tuttavia, a livello ideologico, questo sistema complesso e policentrico veniva interpretato in modo univoco e totalizzante, con la città al centro del mondo e le risorse distribuite attorno ad essa. Si tratta di una visione ideologica che enfatizza il prestigio e il potere del dio cittadino e del re come rappresentanti terreni e gestori economici, piuttosto che la semplice transazione di beni di valore economico equivalente.
2. Uruk: la metropoli e le colonie
Diffusione della prima urbanizzazione a partire dal nucleo basso-mesopotamico, che ha configurato quattro zone concentriche. Il nucleo interno comprende la bassa Mesopotamia (Sumer) e la media Mesopotamia (Akkad). In alcune zone adiacenti, come Khuzistan, Assiria e l'alta Mesopotamia, si trovano centri periferici di Uruk che agiscono come vere e proprie "colonie" in territori culturalmente diversi.
Al di là di queste colonie, ci sono regioni con le quali la cultura di Uruk mantiene rapporti stretti che modificano l'organizzazione locale senza cambiare le forme della cultura materiale, come l'alto Eufrate e alcune zone dell'Iran occidentale. Infine, ci sono tracce di contatti commerciali più lontani, che hanno un impatto limitato sulla cultura locale.
Nel nucleo basso-mesopotamico, il sito principale è Uruk. Oltre ad essere il sito meglio conosciuto archeologicamente, Uruk doveva essere effettivamente il sito dominante, dato l'estensione e l'imponenza del suo quartiere cerimoniale e direttivo. Il tempio di Anu privilegia il santuario singolo in cima a una terrazza elevata, mentre l'area sacra dell'Eanna, dedicata alla dea Inanna, si estende orizzontalmente con numerosi santuari, colonnati, cortili e recinti. Uruk si distingue per le sue dimensioni straordinarie e la scomparsa progressiva dei villaggi nelle campagne circostanti.
I centri minori presentano caratteristiche simili, seppur su scala ridotta, con un notevole potenziamento delle strutture templari. Ad esempio, Eridu mostra una progressione di templi culminanti in un santuario imponente, mentre Teli 'Uqair presenta un tempio su piattaforma di dimensioni e imponenza comparabili a quelli di Uruk. Le colonie di Uruk, invece, sembrano avere principalmente scopi commerciali. Questi avamposti collegati alla madrepatria...
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