Teoria dei processi comunicativi e formativi
Prof: Zoran Lapov → email: zoran.lapov@unifi.it / Caterina Benelli → email: caterina.benelli@unifi.it
Cambi F., Le pedagogia del Novecento, Laterza, Roma-Bari;
Manuale:
Benelli C. (2015) Danilo Dolci tra maieutica ed emancipazione, Memoria a più voci, ETS, Pisa;
Morin E. (2015) Insegnare a vivere. Manifesto per cambiare l'educazione, Raffaello Cortina Ed.,
Milano
15/09
Processi formativi dell'area pedagogica. Incontro tra pedagogia e comunicazione.
Gli obiettivi formativi
Per orientarsi tra modelli di comunicazione
Formale: contesto accademico, rilasciano attestati
Non formali: contesti che non rilasciano attestati
Informali: vita quotidiana
Strumenti e tecniche della comunicazione formativa
Capacità di sviluppare autonomia di giudizio
Pedagogia: È lo studio sui fenomeni educativi relativi a tutte le fasi del ciclo della vita
Dal novecento si occupa anche di altro
Educazione: Educare vuol dire tirare fuori (Socrate faceva emergere con il dialogo le idee degli altri).
Condurre verso, accompagnare
Dal travaso al far crescere e coltivare, da le informazioni all'altro
Apprendimento reciproco
Tutti gli eventi della vita hanno effetti educativi, in negativo o positivo
Educazione
Azione pratica tendente a far raggiungere un cambiamento miglioramento in una persona
Non è solo un valore personale ma anche sociale
Formazione
Il soggetto è continuamente in formazione, diretto verso la sua evoluzione
Processo complesso e infinito (finché siamo in vita abbiamo la possibilità di migliorarci).
Pedagogia
Riflessione teorica sull'educazione
Nel 900 svolta con vari modelli e contesti
Sperimentazione come luogo di ricerca
Concetti di base da esplorare in base alle vostre esperienze di vita e formative
Esperienze nell'ambito dell'Educazione sociale e di comunità
Esperienze nell'ambito della Comunicazione formativa
Esperienze nell'ambito della Relazione educativa
16/09
Cambi F., Le pedagogia del Novecento, Laterza, Roma-Bari
La pedagogia è una scienza e disciplina riflessiva→ sull'uomo, sulla cultura e sulla società.
E per costruire un'immagine obiettiva di sé, la pedagogia ha abbracciato sempre più il paradigma
scientifico della critica, inaugurando così una fase storica aperta a molteplici e articolati sviluppi, arricchiti
di scontri e polemiche.
Il volume ripercorre questa complessa e decisiva «avventura» e offre l’immagine complessa di questo
sapere attraverso opere-chiave delle pedagogie del Novecento.
Maria Montessori: prima donna laureata in medicina e specializzata in pedagogia.
Sviluppare pensiero critico
I sistemi educativi dovrebbero dare voce ad ogni partecipante
Ripercorre correnti pedagogiche
Benelli C. (2015) Danilo Dolci tra maieutica ed emancipazione. Memoria a più voci, ETS, Pisa
Danilo Dolci realizza a Trappeto, un piccolo paese della Sicilia occidentale, un progetto di educazione
dal basso, rimasto ancora oggi un esempio per progetti e ricerche sull’emancipazione socio-culturale dei
più umili, delle persone “senza voce”.
Caterina Benelli ripercorre l’opera di Dolci, la sperimentazione del metodo maieutico, in cui ogni persona
impara a farsi educatore attraverso la riflessione, la narrazione e la scrittura.
Promotore dell'Educazione alla pace, riflessione critica
Don Milani ha operato a Firenze, ha tentato di dare voce
Morin E. (2015) Insegnare a vivere. Manifesto per cambiare l'educazione, Raffaello Cortina Ed., Milano
Un continuo riadattamento dei sistemi educativi dovrebbero insegnare a vivere, ripone ancora speranza
nell'istruzione.
Sulle tracce di La testa ben fatta e I sette saperi necessari all'educazione del futuro, Edgar Morin
auspica una riforma profonda dell'educazione, fondata sulla sua missione essenziale: insegnare a
vivere.
Si tratta di permettere a ciascuno di sviluppare al meglio la propria individualità e il legame con gli altri,
ma anche di prepararsi ad affrontare le molteplici incertezze e difficoltà del destino umano.
Il libro non si limita a ricapitolare le idee dei precedenti, ma sviluppa tutto ciò che significa insegnare a
vivere nel nostro tempo, che è anche quello di Internet, e nella nostra civiltà planetaria, nella quale ci
sentiamo spesso disarmati e strumentalizzati.
22/09 - Benelli
Le pedagogie del Novecento - F. Cambi
ATTIVISMO → CAP. 1 J. Dewey M. Montessori
PRAGMATISMO → CAP. 3 J. Dewey
PED .CRISTIANA → CAP. 5 Don Lorenzo Milani
PED. COGNITIVISTA → CAP. 11 J. Piaget Gardner H.
PED. MASS MEDIA CAP. 14 D. Dolci A. Manzi
CAP. 16 - NUOVE EMERGENZE DELLA PEDAGOGIA ODIERNA
Le COMPLESSITA’ del Novecento
Il Novecento è stato un secolo di contrasti, di svolta per l'umanità e di conquiste.
900 → secolo di contraddizioni (masse ed elite; democrazia e totalitarismi; integralismi e
globalizzazione).
*Negli anni ‘90 si è creato un bilancio complessivo del secolo per definire il suo ruolo storico e
per comprendere il suo significato nel contesto della modernità.
Il XX sec. si presenta pieno di contraddizioni: totalitarismi e democrazia, capitalismo
monopolistico e Stato sociale (welfare state: modello politico-sociale in cui lo Stato garantisce
il benessere e la sicurezza economica dei cittadini, offrendo servizi fondamentali come sanità,
istruzione, pensioni e assistenza , masse ed élite
) (contadini che erano diventati operai) (della
, integralismi e globalizzazione.
borghesia)
Il Novecento è stato segnato da due grandi crisi (tra ‘800 e ‘900) che hanno generato sfiducia,
inquietudine e un declino delle certezze verso il futuro (soprattutto in Europa e Occidente).
Tuttavia è stato un secolo di profonde trasformazioni culturali, politiche ed economiche, che
hanno portato grandi sfide e nuovi problemi con un potenziale declino per l'umanità. La scienza
e la tecnica hanno determinato una rivoluzione nelle forme di vita, nel pensiero e nella
mentalità, introducendo però nuove minacce (bomba atomica, scoperta del DNA).
Sul piano sociale si sono affermati processi di evoluzione come la scolarizzazione di massa,
l’alfabetizzazione, l’emancipazione femminile e la diffusione delle culture di massa, legata
all’espansione dell’industria culturale e dei nuovi mezzi di comunicazione (stampa, cinema,
radio e televisione). Questi fenomeni hanno contribuito a creare una nuova coscienza collettiva,
favorendo la circolazione delle idee e la formazione di un immaginario comune.
In questo contesto la pedagogia ha un ruolo decisivo, in quanto deve confrontarsi con una
società in continua trasformazione, segnata da progresso tecnico e irruzione delle masse nella
vita pubblica. La riflessione pedagogica del Novecento nasce dall’esigenza di capire come
educare l’uomo in modo nuovo, attraversato da rapidi cambiamenti e spesso contraddittori.*
Hobsbawm ha definito il Novecento come “Secolo breve” (1917-1989).
*Secondo lui il secolo si è concluso con il fallimento del mito comunista, lasciando però aperta
la questione dell'emancipazione e dell'uguaglianza. Ma c'è stato anche un progresso nella
democrazia, la nascita dell'UE, lo sviluppo di regole internazionali e molte altre trasformazioni
politiche, sociali e culturali.
Il Novecento è considerato il “secolo americano”, in quanto gli USA hanno avuto un ruolo
decisivo nei conflitti globali, nella diffusione di modelli politici, culturali e di consumo. L’american
way of life, la cultura di massa e la mentalità consumistica hanno contribuito globalmente a
uniformare stili di vita e sistemi di valore.
Le oscurità del ‘900 persistono anche nel nuovo secolo: l’attacco terroristico dell’11 settebre
2001, le guerre contro il terrorismo, lo scontro tra occidente e islam.
Questo secolo è caratterizzato da forme di dominio sull’uomo, manipolazione dell’individuo e
trasformazione della cultura in industria, portando a una crisi del modello di civiltà occidentale.
I valori fondamentali emersi (individuo, democrazia, libertà, solidarietà, comunicazione) sono
ancora oggi da costruire e consolidare, questioni non solo politiche e culturali ma anche etiche
e pedagogiche. La pedagogia ha il compito di elaborare e trasmettere questi valori, integrandoli
con il pensiero politico e culturale per affrontare le sfide del nuovo millennio*
Complessità del ‘900:
Secolo breve, delle contraddizioni. Il Novecento è un secolo complesso soprattutto dal punto di
vista socio-culturale:
- fine della tradizione (ha raggiunto il suo limite in arte, filosofia e scienza) e accelerazione
della modernizzazione (ha preso il sopravvento con avanguardie culturali e l’idea di
rivoluzione): si sono rotti i legami con il passato per il progresso, da una parte cultura e società
hanno cercato di liberarsi dai vincoli della tradizione, andando verso futuro e innovazione;
dall’altra c’è stato un ritorno alle appartenenze e alle identità che ha rafforzato nazionalismi,
integralismi e chiusure etiche o religiose;
- ascesa della tecnologia: ha trasformato la vita quotidiana e sociale, influenzando la
coscienza, la società e l’identità individuale. I media di massa hanno generato un mondo iper-
controllato → la “gabbia d’acciaio” di Weber, plasmando l’immaginario, i comportamenti e i
valori;
- irruzione delle masse (sono diventate più consapevoli dei propri diritti e ruoli nella società),
dei giovani (contribuendo a rivoluzioni culturali e movimenti di contestazione come la
Resistenza), delle donne (lotta per l’uguaglianza e l’autonomia) nella storia che hanno
modificando profondamente la società e le sue istituzioni;
- Totalitarismi e orrore dell’Olocausto: lo sterminio di ebrei e minoranze, perseguitate dai
regimi totalitari, rappresentano una frattura etica e antropologica, riducendo l'uomo ad uno
strumento di dominio e distruzione, privandolo di ogni dignità, valore e identità spirituale;
- avvento della mondializzazione , nata con il colonialismo e sviluppatasi con la
decolonizzazione (terra come “patria unica”) fino a trasformarsi in globalizzazione economica,
comunicativa e informatica.
*Questo ha reso il mondo sempre più omogeneo, in cui etnie, culture, lingue e tradizioni danno
vita ad un sistema globale di scambi e interdipendenze. La Terra diventa una patria comune, in
cui gli uomini elaborano nuove forme di convivenza e dialogo, fondate sul rispetto dei diritti,
responsabilità e solidarietà.
Nasce la figura dell’uomo planetario, che vive nel pluralismo delle fedi (religiose e politiche),
nella democrazia, nel dialogo e in un’etica LAICA fondata su diritti umani, responsabilità e
solidarietà.*
*Il Novecento è quindi un secolo di grandi rotture, ma anche di svolte decisive: affascinante e
angosciante, segnato da conquiste straordinarie (in scienza, cultura, società) ma anche da
ombre profonde e compiti rimasti irrisolti. Il Novecento, proprio per le sue contraddizioni, resta
un grande secolo che chiede alla storia di ripensarsi e cambiare rotta.*
Le svolte della PEDAGOGIA
Nel ‘900 la pedagogia si rinnova come sapere e pratica sociale. *Questo grazie alla nascita
della società di massa, democratica e totalitaria, e alla crescita della scienza e tecnica, che
hanno trasformato i saperi, le pratiche sociali e la vita quotidiana. L'educazione è diventata un
elemento chiave dello sviluppo sociale ed economico, riducendo i conflitti e i valori dominanti. *
Si assiste a:
- boom della scolarizzazione: l’educazione e la pedagogia da un punto di vista di pratiche sociali
si sono occupate di cultura di massa, alfabetizzazione, lifelong learning (educazione
permanente per tutta la vita, studio attuale della pedagogia, dato che la vita media si è
allungata, si tenta di approfondire la vita privata e pubblica di un soggetto, dalla sua sfera
familiare, intima, professionale e nella sua fase di pensionamento..). Prima non tutti potevano
frequentare le aule universitarie a causa della Riforma gentile del 1923 fascista, solo alcuni
potevano accedervi (es: figli di medici).
- sviluppo pedagogia sociale (emergenze sociali)
- affermarsi delle scienze dell’educazione (interdisciplinarità)
- costituzione del modello di pedagogia critica (rielaborazione teoria del sapere)
*Tre grandi innovazioni pedagogiche:
1. Nascita delle scienze dell'educazione e lo sviluppo dell’epistemologia pedagogica:
La scienza dell'educazione e l’epistemologia pedagogica → la pedagogia da disciplina
unica e generale (di impianto ancora filosofico) si apre alle scienze (biologia, psicologia,
sociologia..) → nasce la scienza dell'educazione, più empirica, interdisciplinare e
scientifica. L’obiettivo è fondare l’educazione su ricerche empiriche, dati osservabili e
modelli teorici verificabili. Questo passaggio è visto come una svolta decisiva ma anche
criticata da chi teme una perdita dell’autonomia pedagogica.
2. Costituzione di un modello di pedagogia critica:
La pedagogia critica → nasce una pedagogia attenta al proprio ruolo sociale e politico,
distaccandosi dalla filosofia metafisica. Mira a mantenere autonomia e funzione critica
rispetto ai poteri e alle ideologie, dando alla pedagogia un ruolo attivo nella trasformazione
della società. Pedagogia come disciplina critica e riflessiva.
3. Sviluppo della pedagogia sociale, che ha esteso i processi educativi nella vita e nella
società:
La pedagogia sociale → si occupa dei bisogni educativi emergenti nelle società
contemporanee, come l’educazione degli adulti e le nuove forme di educazione (es: la
famiglia che un tempo rappresentava un punto fermo dell’educazione primaria, oggi ha
bisogno di essere educata e formata), promuovendo inclusione e coesione sociale.
Tre modelli educativi del secolo:
- L'alfabetizzazione → fenomeno globale, fondamentale per lo sviluppo umano e sociale
(possesso delle tecniche di lettura, scrittura e calcolo), estendendosi poi alle nuove competenze
(lingue, tecnologie, media). Ma ci sono ancora luoghi in cui l'alfabetizzazione è molto debole.
- La cultura di massa → nuovo campo educativo legato ai media e all’industria centrale.
L'industria culturale (cinema, radio, TV, stampa) ha aperto nuove potenzialità educative
ma anche nuovi problemi pedagogici. I mass media hanno sottratto le masse al dominio
del folklore e hanno promesso un processo di razionalizzazione della loro cultura.
Da un lato, ha offerto nuove possibilità di diffusione culturale e accesso alla modernità,
come osservava Gramsci; dall’altro, ha favorito la conformazione dell’individuo,
omologando comportamenti, linguaggi e stili di vita secondo logiche di mercato e ideologie
dominanti.
La pedagogia si interroga sul modo di educare a un uso critico dei media e alla lettura
consapevole dei messaggi di massa.
- Educazione per tutta la vita (lifelong learning) → l’educazione non si limita più alla scuola, ma
accompagna l’intera esistenza dell’uomo. Con l’aumento dell’aspettativa di vita e il rapido
cambiamento del mondo del lavoro, la formazione deve estendersi anche alle fasi adulte e post-
lavorative. L’apprendimento è un processo che riguarda tanto la vita privata e familiare (crisi
personali, crescita interiore) che quella professionale e sociale (cambiamenti lavorativi,
pensionamento, riqualificazione).
Questa idea è vista come una "nuova frontiera” della pedagogia contemporanea, fondamentale
per la società futura.
Quindi, nel corso del ‘900, la pedagogia si emancipa della filosofia metafisica, si apre alla
ricerca empirica e interdisciplinare, e stabilisce collegamenti diretti con la politica e i processi
sociali. L’educazione non è più vista solo come formazione individuale ma come strumento di
cambiamento collettivo.
Il passaggio della pedagogia da disciplina unica e generale a scienze dell’educazione segna
una svolta: il sapere pedagogico diventa plurale, situato e operativo, capace di criticare e
intervenire sulla realtà.
Da questo nasce una pedagogia critica e sociale, attenta alle emergenze educative, ai
bisogni formativi delle nuove generazioni e degli adulti, impegnata a rendere l’educazione una
pratica di libertà, equità e consapevolezza civile.
Cap 1 - L’avventura dell’attivismo
Nel XX secolo la scuola attraversa una profonda trasformazione: diventa un’istituzione
aperta alle masse, centrale nella società e sostenuta da una forte ideologia democratica e
libertaria.
Nasce così l’attivismo pedagogico, che fino agli anni ‘50 ha lasciato il segno nella scuola
contemporanea e nella pedagogia attuale. L’attivismo è stato un movimento internazionale,
soprattutto in Europa occidentale e Nord America, usato molto nelle pratiche quotidiane
dell’educazione:
- mette al centro l’alunno, con i suoi bisogni, le sue capacità e competenze (rovesciando il
modello tradizionale incentrato sull’autorità del docente e sulla trasmissione passiva del
sapere);
- valorizza il “fare” come base dell’apprendimento, prima del conoscere → l’educazione deve
partire dall’esperienza concreta, dall’azione e dal coinvolgimento diretto del bambino nella sua
crescita;
- al centro dell’apprendimento, che diventa un processo dinamico, troviamo l’ambiente
(naturale e organizzato appositamente per l’infanzia) le relazioni e l’attività pratica.
L’attivismo rappresenta una “Rivoluzione Copernicana” dell’educazione, opponendosi alla
scuola tradizionale, formale e autoritaria. Il sapere non si trasmette più in modo rigi
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Riassunto esame Teorie dei processi comunicativi e formativi, Prof. Biagioli Raffaella, libro consigliato Teorie de…
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Riassunto esame Antropologia culturale, Prof. Zoran Lapov, libro consigliato Sesso e temperamento , Margaret Mead
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Riassunto esame Storia della pedagogia, Prof. Fiorucci Massimiliano, libro consigliato Pedagogie del Novecento , Ca…
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Riassunto esame Pedagogia generale, prof. D'Agnese Vasco, Libro consigliato Le pedagogie del Novecento, Cambi F