La sociologia della devianza
Di quali ambiti si occupa e per quale motivo?
Capire come e perché si diventa devianti. Le attività di polizia partono da spiegazioni di natura teorica, ma anche quando si parla di un comportamento criminale lo si attribuisce a uso della droga, alla crisi economica... si cerca di attribuire l'origine di condotte devianti e criminali a una serie di cause.
La sociologia della devianza include nell'ambito di studi i:
- Comportamenti criminali: condotte punite dal nostro codice penale.
- Comportamenti "problematici": non necessariamente criminali ma che vanno a intaccare, violare delle norme non necessariamente punite penalmente ma che possono essere norme sociali.
Considerare questi comportamenti problematici significa anche considerare un determinato comportamento in relazione a delle altre variabili: in relazione al contesto sociale ma anche al contesto culturale. Una norma che viene violata in relazione a un preciso sistema di regole che può essere anche spazio-temporale o geografico. Il tipo di violazione ci dà la misura tra la violazione stessa.
La sociologia della devianza si occupa di comportamenti criminali ma non unicamente perché è oggetto d'interesse dei giuristi (che vanno a interessarsi su quali sono le violazioni nell'ambito della criminalità), di psichiatri, psicologi (guardiamo la volontà di cercare di comprendere i tratti di personalità, cercare di comprendere e valutare i trattamenti più idonei).
Gli obiettivi
Uno degli obiettivi della sociologia della devianza è di riuscire a riconoscere e definire il deviante e cercare di comprendere perché, qual è l'origine di un comportamento deviante, perché decido di commettere una determinata azione. Come reagisce la società al comportamento criminale.
I quesiti principali sono
- Riconoscere il deviante: Chi è il deviante?
- Come e perché: Come si diventa devianti?
- La reazione sociale a questo comportamento deviante: si tratta di reazioni che contribuiscono a formare politiche di repressione di determinati fenomeni.
Definizione sociale dei comportamenti
DEFINIZIONE SOCIALE dei comportamenti che possono essere considerati normali o devianti in funzione di determinate varianti:
- Contesto sociale
- Mutamento sociale
- Tipo di reazione che hanno gli individui e società rispetto a determinati comportamenti
Riflessione in sociologia della devianza
Perché alcuni soggetti si allontanano dalla strada della conformità alle norme per intraprendere un percorso non conforme?
- L'individuo decide deliberatamente, razionalmente di commettere un determinato atto pur sapendo a priori la natura.
- Il soggetto agisce in tal modo perché condizionato da forze esterne alla sua individualità per esempio impulsi forti dettati da anomalie genetiche, impulsi esterni che il soggetto non riesce a controllare, non riesce a contrastare e viene posto in una condizione tale da effettuare un'azione non conforme alle norme sociali.
Le interpretazioni
La condizione del mutamento sociale determina nuove forme di vittimizzazione e criminalizzazione che possono essere sempre diversi all'interno del contesto sociale. Nuove forme di vittimizzazione: nuove forme rese possibili dalla tecnologia.
La criminalità come attività criminale può essere intesa come un contenitore con all'interno tante criminalità diverse:
- Criminalità informatica: furto d'identità
- Criminalità economica
- Criminalità fiscale
- Reati predatori: furti, rapine...
- Criminalità violenta: omicidi, femminicidio
Vanno a condizionare interi settori della vita sociale.
Durkheim parla di mutamento sociale: devianza come fatto sociale normale che consente alla società anche di aprirsi al mutamento sociale in relazione anche alla proliferazione di nuovi reati. La ricerca empirica ci permette di approfondire i fenomeni. La ricerca empirica serve per riuscire ad interpretare correttamente i fenomeni e serve a cercare di suggerire le strategie di intervento sia di natura preventiva che riguardo alla repressione di determinati fenomeni.
Nel corso del tempo sono stati sviluppati diversi modelli interpretativi per rispondere alla domanda centrale della sociologia della devianza. In particolare molto spesso anche discorsi basati sul senso comune si concentrano a ricondurre la responsabilità di quanto accaduto a poche diverse cause:
- Problemi economici o difficili condizioni di vita come disoccupazione
- Soggetto che sceglie la strada che reputa più semplice e breve per raggiungere un obiettivo che può essere di natura economica
- Ambiente sociale - influenza di cattivi modelli
- Incapacità di riuscire a fornire risposte incisive da parte delle istituzioni per bloccare un determinato comportamento per evitare che anche dopo una minima infrazione che il soggetto torni ad assumere una condotta deviante.
Le interpretazioni paradigmatiche
- Paradigma classico (seconda metà 700): scelta libera, razionale del crimine (Cesare Beccaria). L'uomo è in grado di valutare in maniera consapevole dei rischi e agire come crede.
- Paradigma positivista (seconda metà 800 - primi 900): soggetto che commette reati è mosso da una predisposizione congenita che può essere dovuta a delle carenze costitutive proprie dell'organismo (tare ereditarie o di tipo genetico).
- Paradigma sociale (fine 800 - anni '80 del 900): studi che interpretano la devianza ma anche il comportamento deviante come il risultato di alcune carenze derivanti dal contesto sociale di riferimento. Diventano centrali i fattori sociali.
- Paradigma neoclassico (ultimi decenni 900 e nuovo secolo): nuovamente affidare rilevanza, interessarsi a quel soggetto che agisce deliberatamente e decide di porre in essere un certo comportamento (responsabilità individuale).
- Paradigma neopositivista (ultimi decenni 900 e nuovo secolo): studi e autori che sulla base delle nuove acquisizioni su neuroscienze e genetica ripropongono l'idea della propensione naturale di alcuni soggetti che a causa dei loro tratti peculiari possono agire in modo non conforme alle norme.
Psicopatologia forense
Psicopatologia forense: dottrina che si occupa delle malattie mentali, nello specifico del rapporto tra la malattia mentale (psicopatologia) e l'attività giudiziaria nello specifico fa riferimento a una consulenza di tipo psichiatrico.
Il soggetto è il criminologo psichiatra. Il psicopatologo forense si avvale della perizia, della condizione psico-fisica al momento dell'azione del reato del soggetto, ma anche esprime un giudizio sulla capacità di partecipare all'iter processuale. Il criminologo psichiatra esprime una serie di pareri per aiutare a definire alcuni elementi riconducibili al soggetto -> PERIZIA DI TIPO PSICHIATRICO.
Con la perizia di tipo di giudiziario ci rifacciamo all'articolo 220 c.p.p. -> l'oggetto della perizia riguarda il poter avvalersi di uno psicologo per un accertamento. In particolare per il perito psichiatra si parla di accertamento dello stato di mente.
Il perito per esprimere un parere lo fa attraverso degli strumenti di indagine:
- Tecniche di indagine: colloquio, test psicologici, tecniche proiettive, tecniche psicometriche -> strumenti per una valutazione quanto più precisa possibile.
Rapporto tra condotte criminose e malattie mentali
Cosa si intende per devianza?
Devianza: violazione di regole sociali, usi e costumi. La devianza va a definire un comportamento che si allontana da una norma o da un sistema di regole che può essere morale, sociale e che implica delle conseguenze e che riguardano delle sanzioni di tipo sociale che possono influire in maniera diversa sul soggetto -> etichettamento,... Violazione che riguarda delle aspettative di ruolo, valori condivisi dalla maggioranza dei consociati. È normale considerare una reazione di tipo sociale.
Criminalità: violazione norme del codice penale. Riguarda un insieme di azioni che è volto alla commissione di un reato. Il reato è un atto antigiuridico, volontario e libero che va a ledere un interesse che è tutelato dalla norma penale di riferimento. Si tratta di un'azione che ha delle conseguenze, diventa punibile da delle sanzioni dette pene. Hanno ripercussioni diverse per i soggetti che le attuano.
Il comportamento deviante deve essere sempre valutato in relazione a determinate variabili: a uno specifico contesto normativo, a un determinato contesto sociale e un determinato contesto storico: contesto normativo, sociale e temporale.
Esistono però comportamenti devianti che hanno una risposta negativa su quasi tutti i membri della società e altri comportamenti devianti che creano posizioni contrastanti all'interno della società in relazione a un determinato comportamento. Non tutti i comportamenti devianti hanno quindi lo stesso valore.
Il concetto di devianza include ma non esaurisce il concetto di reato. Le teorie criminologiche assegnano importanza alle condotte devianti perché anticipano quello che verrà dopo o anticipano le condizioni del crimine, si tratta di fatti molto vicini ma che non si sovrappongono.
La devianza è un'interpretazione di un comportamento che non necessariamente è un'azione ma può essere un comportamento verbale, è un'interpretazione di un determinato comportamento che deve essere letto necessariamente insieme ad altre variabili che ci aiutano a definire un comportamento come deviante o meno:
- Gruppo sociale: bisogna vedere il gruppo di riferimento
- Contesto storico
- Contesto normativo
Comportamento normale: normalità si deve intendere come un comportamento che viene adottato con maggiore frequenza nella società di riferimento. Non esiste un elenco esaustivo dei comportamenti devianti perché è un'interpretazione anche di tipo soggettivo che possono riguardare il contesto di riferimento, a livello collettivo.
- Riflessione sociologica che considera il comportamento deviante, cercando le cause e le manifestazioni di quei comportamenti che si discostano da ciò che la maggioranza di un gruppo sociale ritiene opportuno, utile, necessario o doveroso e delle conseguenze, personali e sociali, che ne derivano.
Possiamo definire la sociologia della devianza come una riflessione di natura sociologica che ha come oggetto il comportamento deviante e studia le cause, manifestazioni di tutti quei comportamenti che la maggioranza dei membri di un certo gruppo sociale ritiene utile, necessario e allo stesso tempo determina delle conseguenze che possono essere sociali o personali.
Possibile domanda
Definisci un comportamento deviante: Un comportamento deviante è un comportamento che viola regole o norme dei membri di un certo sistema sociale e per questo viene valutato negativamente dalla maggioranza. Si discosta da ciò che è ritenuto normale. Implica la violazione di norme sociali che riguardano i comportamenti di ruolo.
Per definire un comportamento deviante dobbiamo valutarlo in relazione al gruppo sociale, in relazione a credenze considerate legittime dalla maggioranza e riconoscimento che questa violazione determina una valutazione negativa da parte della maggioranza. Il gruppo reagisce a questa violazione in proporzione alla gravità: violazione di regole sociali che riguardano i comportamenti di ruolo. Un determinato atto deviante avrà delle conseguenze negative.
Per definire il comportamento deviante:
- Specifico gruppo sociale in cui tale definizione sia riconosciuta e condivisa
- Norme, aspettative o credenze giudicate legittime e rispettate
- Valutare negativamente la violazione
- Reazione del gruppo di intensità proporzionale alla gravità
- Conseguenze indesiderabili
Gruppo sociale -> regole condivise -> valutazione negativa -> reazione -> conseguenze. Non esiste un atto intrinsecamente deviante o universalmente riconosciuto come tale. Esiste una definizione sociale di ciò che è conforme e di ciò che invece è deviante rispetto a uno specifico sistema culturale e normativo.
Concetto relativistico: un comportamento appare deviante in base alle aspettative del gruppo sociale di riferimento. Il medesimo comportamento definito deviante in una certa situazione può non esserlo in un'altra.
Devianza significa fare riferimento al soggetto che agisce, alla norma ma anche al gruppo che rappresenta la reazione. Gruppi sociali + tempo + luogo = devianza.
Esiste un comportamento universalmente deviante?
Relatività: non esiste un comportamento universalmente deviante perché questo comportamento deve essere valutato in relazione alle norme e alle aspettative sociali. Uno stesso comportamento può essere considerato normale o deviante (contesto socioculturale).
Le definizioni legali sono lo specchio di ciò che pensa l'opinione pubblica però a volte possono essere anche in contrasto e cambiano nel corso del tempo.
Ambiguità: spesso è difficile interpretare le aspettative rispetto a un determinato comportamento.
Mancanza di consenso: rispetto a un comportamento dato ci possono essere comportamenti contrastanti.
Questi tre rafforzano la nostra idea sul fatto che sia difficile definire un comportamento universalmente deviante.
- Individuo
- Norma: ci suggerisce il comportamento da tenere
- Gruppo: reazione sociale
Esempio: poliziotto con divisa che spara e senza divisa che spara -> qualificazione dell'atto.
SMELSER definisce la devianza come un comportamento che si discosta dalle norme di un gruppo e a causa del quale l'individuo che lo mette in atto può venire isolato o sottoposto a trattamenti curativi, correttivi o punitivi.
Durkheim -> 1893 nella divisione del lavoro sociale afferma "non bisogna dire che un atto urta la coscienza comune perché è criminale perché urta la coscienza comune". "Non lo biasimiamo perché è un reato, ma è un reato perché lo biasimiamo".
L'autore propone una concezione relativistica della criminalità. Un comportamento che va a rompere le norme e i valori condivisi all'interno di un contesto sociale. Non esiste un comportamento deviante in sé per sé ma oltre al contesto culturale, storico e geografico, un comportamento deviante deve essere letto attraverso un gruppo sociale attraverso il quale possiamo individuare ciò che è deviante e ciò che non lo è.
Oltre al gruppo dobbiamo considerare anche un elemento situazionale -> uno stesso comportamento che viene definito deviante in una situazione può non esserlo in un'altra in base alle definizioni sociali che riguardano una determinata situazione. Es. uccidere in guerra o uccidere per strada un passante, andare per strada sui 50km/h ma andare veloce su un circuito.
Attraverso il processo di socializzazione impariamo a comportarci adeguatamente a seconda del contesto sociale in cui ci troviamo: abbiamo momenti istituzionalizzati e destrutturati: ci sono ambiti circoscritti dove iter normativi che normalmente ci guidano vengono messi in secondo piano. Es. modalità ferie -> in un momento circoscritto che può essere la vacanza ognuno ha una concezione di sé che normalmente non avrebbe.
In relazione ai ruoli sociali cominciamo a pensare all'esistenza di una relazione tra devianza e criminalità -> esistono alcune infrazioni e alcuni reati che possono essere legati al funzionamento di certi ruoli.
Sutherland -> studiato e teorizzato in un ambito particolare ed è noto per aver scoperto la collettività dei colletti bianchi -> afferma che non sono crimini solo dei ceti inferiori, la criminalità non era frutto della deprivazione sociale. È da considerare l'esistenza dei criminali dai colletti bianchi, gente che compie reati in funzione al loro ruolo. Possiamo parlare di evasione fiscale, di frode...
In sociologia
Il reato riguarda delle condotte che violano le norme penali e ha quindi come conseguenza delle conseguenze di tipo penale.
In sociologia della devianza diventa rilevante una distinzione:
- Reato strumentale: è un reato che ha come scopo quello di ottenere un vantaggio (es. natura economica). La componente razionale è fondamentale.
- Reato espressivo: il dato razionale passa in secondo piano perché la razionalità è completamente annullata, offuscata da un particolare stato d'animo, da un'emozione intensa.
Furto di gruppo di vestiti di marca da parte di adolescenti: coesistenza dei 2 reati perché sottraggono qualcosa, ottengono un vantaggio ma la componente espressiva è ottenere da un contesto in cui mi sento escluso, disprezzo per quel gruppo più abbiente.
Altra distinzione:
- Reato individuale
- Reato di gruppo
Un'altra differenza nel codice penale è quella tra: NON CHIEDE IN ESAME
- Reati comuni: reato che possiamo compiere tutti
- Reati propri: commesso da un soggetto che ha qualità particolari, es. pubblico ufficiale...
Codice penale
CODICE PENALE -> REATI. Si distinguono in base alla pena in:
- Delitti:
- Ergastolo
- Reclusione
- Multa
- Contravvenzioni:
- Arresto
- Ammenda
Evento criminale:
- Criminale: reo, chi commette il reato
- Vittima: parte offesa
- Agenzie di controllo: magistratura, forze dell'ordine, tutte le istituzioni sottoposte ad un controllo sociale di tipo formale
- Pubblico: maggioranza non criminale della popolazione che può esercitare un tipo di controllo informale
Controllo sociale informale
Insieme più o meno organizzato, nell'ambito di qualsiasi unità sociale, delle reazioni formali o informali, coercitive o persuasive, che sono previste e/o messe in atto nei confronti del comportamento, individuale o collettivo, ritenuto deviante, dirette a stabilire e mantenere l'ordine sociale” (V. Cesareo, 1974)
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