Keep fit: ben-essere attivo e nuove tecnologie
Introduzione
Lo sport costituisce un fenomeno sociologico che ha fortemente caratterizzato il secolo passato e sembra destinato a segnare anche quello in corso. Nello sport i principi fondamentali della postmodernità si osservano: anzitutto nella ricerca di un equilibrio tra il corpo e la mente attraverso l’impegno per la forma fisica nel fitness, ove si riprende l’antico ideale eudemonistico “mens sana in corpore sano”; nel mantenimento di un buono stato di salute grazie all’attività fisica non competitiva (wellness); nel desiderio di relazionarsi positivamente con gli altri e con la natura in attività fisiche libere ed autentiche.
Il fitness è sempre più social. Il cambiamento intervenuto in tal senso viene mostrato sotto diversi aspetti: in relazione alla formazione di gruppi di praticanti relazionisti, in seguito alla costituzione di nuove community sportive, all’apprezzamento manifestato dai fan dello sport nei confronti della social fan experience, all’attenzione rivolta da parte delle imprese sportive alla dimensione sociale dell’allenamento e alle motivazioni di carattere etico ed estetico dei consumatori di sport, fino alle trasformazioni della wellness culture coinvolgente sia la collettività, sia l’ambiente in cui viviamo.
Pratiche motorie ed esposizione ai media: una tipologia socioculturale per conoscere l’uso dei media da parte dei praticanti sport e attività fisica in Italia
Secondo le indagini condotte dall’Istat (1995-2018) i praticanti lo sport e l’attività fisica in Italia si possono distribuire in tre gruppi: i praticanti uno o più sport; chi fa solo attività fisica; i sedentari. Sono gruppi molto ampi, in questa grande massa di persone si possono distinguere due sotto-gruppi: i praticanti continuativi; i praticanti occasionali.
I non praticanti alcuno sport o attività fisica, nel 2018, erano la maggioranza relativa degli italiani. Osservando i tre gruppi in base alla variabile “sesso”, i maschi più frequentemente delle femmine praticano uno o più sport. Le femmine sono più frequenti sia fra chi fa attività fisica, sia fra chi non pratica sport né fa attività fisica. Osservando i tre gruppi in base alla variabile “età”, i minori (preadolescenti e bambini) praticano lo sport più frequentemente di tutte le altre età. Nelle età successive si assiste al calo progressivo dei praticanti lo sport e al contemporaneo aumento sia dei fisicamente attivi, sia dei sedentari.
L’abbandono della pratica sportiva accade per il sommarsi di ragioni diverse. A partire dai 35-44 anni i praticanti lo sport divengono meno frequenti non solo dei sedentari, ma anche dei fisicamente attivi. Osservando i tre gruppi in base al “titolo di studio” i sedentari sono più frequentemente persone con titoli di studio inferiori. Al crescere del titolo di studio diminuisce la frequenza dei sedentari. Al crescere del titolo di studio, cresce pure la frequenza di chi pratica uno o più sport.
Osservando i tre gruppi in base alla condizione e alla posizione nella “professione”, gli occupati sono più frequentemente sportivi, l’essere non occupati predispone più frequentemente alla sedentarietà. Osservando i tre gruppi in base alla “residenza”, al Nord gli sportivi presentano il gruppo più ampio mentre nel Sud la metà della popolazione non pratica sport né fa attività fisica. La residenza è osservabile pure a partire dall’ampiezza della popolazione residente nel comune, i praticanti uno o più sport risiedono più frequentemente nelle aree metropolitane, specie nel centro di tali aree. A loro volta i non praticanti sono più frequenti fra gli abitanti dei piccoli centri. Chi fa attività fisica si distribuisce in maniera pressoché simile alla media.
Solo dal 1993 l’Istat mantiene stabili i principali indicatori nel campo delle pratiche motorie. Negli ultimi venti anni, in Italia, il tasso di praticanti lo sport - in modo continuativo o saltuario - è lentamente ma progressivamente aumentato, al contrario, i praticanti una o più attività fisiche è diminuito. I praticanti lo sport, ossia coloro che praticano almeno una disciplina sportiva in maniera continuativa o saltuaria, sono cresciuti nel periodo considerato in modo decisamente apprezzabile. La maggior crescita si nota fra i praticanti continuativi. Gli attivi fisicamente nel ventennio considerato sono diminuiti. Nel periodo considerato, è aumentato sensibilmente il terzo e più ampio gruppo, composto da chi non pratica alcuno sport né fa attività fisica. I non praticanti lo sport o l’attività fisica formano ancora il gruppo di popolazione più ampio nel nostro Paese.
Nella più recente indagine Istat sul tema “I cittadini e il tempo libero”, svolta nel 2015, le nove motivazioni a fare pratica motoria hanno raccolto le seguenti frequenze di risposta:
- Per mantenersi in forma (62,9%)
- Per passione (59,1%)
- Per scaricare lo stress (37,5%)
- Per migliorare l’aspetto fisico (22,4%)
- Per frequentare altre persone (19,6%)
- A scopo terapeutico (18,6%)
- Per stare a contatto con la natura (12,7%)
- Per i valori che lo sport trasmette (10,8%)
- Per stare al passo con i tempi (1,9%)
Sono tre i gruppi di praticanti sport o attività fisica estratti dall’analisi, e ciascuno di essi raccoglie persone che condividono una o più motivazioni:
- Relazionisti: chi fa pratiche motorie motivato dalla passione, dai valori che lo sport trasmette, e per frequentare altre persone;
- Eudemonisti: chi pratica sport o che fa un’attività fisica al fine di ottenere una migliore forma fisica e scaricare lo stress;
- Salutisti: chi pratica sport o attività fisica per scopi salutari, terapeutici e raggiungere un benessere psico-fisico.
Il gruppo più numeroso, i sportivi a "motivazione mista", sono mossi da motivazioni diverse, non è possibile attribuire questi a nessuno dei tre gruppi estratti. I relazionisti praticano sport o attività fisica per passione, per valori e per frequentare altre persone. Essi sono: maschi; giovani-adulti (19-44); con un titolo di studio medio-basso; occupati; persone sposate; residenti in Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana; fanno sport di squadra: pallavolo, pallacanestro, calcio e calcetto. Gli eudemonisti praticano sport e attività fisica mirando a mantenersi in forma fisica, a migliorare il proprio aspetto e a scaricare lo stress. Essi sono più frequentemente: femmine; giovani-adulti (19-44 anni); persone sposate; residenti in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio; più di frequente fanno fitness, footing, ginnastica aerobica e da camere, e sollevano pesi. I salutisti praticano uno sport o un’attività fisica a scopo terapeutico; si tratta di una piccola minoranza che è in crescita. Essi sono più frequentemente: femmine; adulti (45+ anni); con un titolo di studio basso o privi di titolo di studio; ritirati dal lavoro; persone sposate; risiedono in una regione settentrionale, specie in Val d’Aosta e in Alto Adige; più di frequente fanno nuoto, ginnastica posturale, jogging e passeggiate di almeno 2 km. Gli sportivi a motivazione mista sono il gruppo più ampio di praticanti sport o attività fisica. Essi più frequentemente sono: femmine; giovani-adulti (19-44 anni); celibi o nubili; hanno un titolo di studio medio; risiedono in Lombardia, Lazio e Puglia; più di frequente fanno podismo, sci alpino e altri sport.
I praticanti “dopomoderni” sono i relazionisti, i praticanti “postmoderni” sono gli eudemonisti e i salutisti mentre gli sportivi a motivazione mista sono i praticanti di una “modernità in via di decostruzione”.
I nuovi media e la social fan experience sportiva
L’attenzione alla comunicazione nel mondo dello sport si è intensificata negli ultimi anni. Il consumatore di sport si configura oggi come un fan, che si colloca all’interno delle tre categorie: “occasionale” (temporary), “devoto” (devoted) e “fanatico” (fanatical), con prevalenza di quest’ultima. I “fanatici” hanno piena conoscenza dell’oggetto della passione comune. Tutto quello che unisce i fan all’oggetto della loro passione è frutto di una relazione sedimentata nel corso del tempo, di un legame forte focalizzato sull’emozione.
Nella definizione e lo sviluppo del fan sportivo giocano un ruolo fondamentale la comunicazione online e i nuovi media. Il fan sportivo si trova impegnato in un vero e proprio viaggio digitale che lo coinvolge e dopo un evento sportivo (Digital fan experience). Monitorare l’esperienza dei fan, generare interesse, migliorare l’interazione, incrementare i livelli di engagement sono solo alcuni dei risultati dell’applicazione e lo sviluppo della social fan experience.
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