Psicologia generale
Che cos’è la psicologia?
La psicologia è lo studio scientifico del comportamento e dei processi mentali dell’essere umano.
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Tutto ciò che l’essere umano, ciò che è nella mente delle persone, fa e io vedo dall’esterno il processo cognitivo e il processo emotivo, diverso per tutti.
C’è un settore della psicologia che studia questi stessi aspetti negli animali, per capire i processi di apprendimento comuni agli esseri umani.
Branche della psicologia
Esistono tante branche della psicologia:
- Clinica
- Sociale
- Dinamica
- Del lavoro
- Generale
- Dello sviluppo
- Dell’educazione…
La psicologia generale studia la base della psicologia, si fa ricerca nel capire come funziona l’essere umano nei suoi processi:
- Comportamentali
- Cognitivi
- Emotivi
Ovvero il funzionamento ordinario dell’essere umano, la loro normalità.
La psicologia generale non va studiare l’individuo malato/strano/diverso/con un QI superiore o inferiore rispetto alle statistiche, solo l’individuo ordinario. → “la psicologia ha un lungo passato, ma solo una storia breve” Ebbinghaus.
La psicologia come scienza autonoma nasce solo alla fine del 1800, in passato veniva dalla filosofia e dalla fisiologia.
Psicologia = psychè logos = scienza dell’anima, deriva dagli antichi greci che intendevano lo studio dell’anima come lo studio di comportamenti e processi mentali.
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Oggi la scienza dell’anima è più un concetto teologico e filosofico.
Socrate, Platone, Aristotele: che cos’è la coscienza? Esiste il libero arbitrio? L’uomo è razionale o irrazionale?
La psicologia non si occupa più di ciò, ma della motivazione che hai nel fare determinate cose e scelte, in termini filosofici è la volontà.
La neurofisiologia come antenato della psicologia
Un altro antenato della psicologia è la neurofisiologia:
- Interessata nello studio del cervello con un metodo scientifico, che in filosofia non c’è, ha un ambito medico.
Filosofia + approccio medico scientifico = Wundt, fisiologo, 1879 Lipsia.
Wundt 1832-1920: la percezione
Da qui nasce la psicologia come scienza autonoma, c’è qualcosa di nuovo. Wundt studierà i processi percettivi che ci rendono → consapevoli delle cose: la coscienza.
Nel 1879 fonda un laboratorio di fisiologia dove studia come le stimolazioni ambientali entrino nel soggetto attraverso la percezione. Wundt parte da esperimenti semplici.
Come siamo consapevoli delle cose di cui siamo consapevoli?
I suoi esperimenti avevano un soggetto o a volte anche sé stesso, posto in una stanza buia dove veniva proiettato un lampo, il soggetto doveva dire cosa avesse visto e descrivere la sua esperienza.
- Un lampo di luce veloce, più forte da sinistra verso destra, ha fatto una linea retta.
Questa è una risposta molto dettagliata in cui il soggetto ha percepito velocità, intensità e forma, il soggetto può dirlo perché consapevole di ciò che ha visto in prima persona.
Come fa ciò ad essere attivato nella tua consapevolezza? Che processi inconsapevoli ci sono dietro?
L’ipotesi di Wundt era che noi percepiamo il mondo che entra nella nostra coscienza, perché noi inconsapevoli andiamo a percepire delle piccole parti del mondo, e non il fenomeno nell’insieme. Ad unire poi tutti questi singoli elementi è la coscienza, va a sommare le piccole parti percepite.
Questa teoria si è poi affermata non attendibile e saranno poi i gestaltisti a dire che la coscienza percepisce la realtà così com’è → come un atto unitario e immediato = percezione.
Wundt proverà a dimostrare la sua teoria, ma non riesce, riconferma solo che l’uomo va a distinguere le diverse caratteristiche di un fenomeno. Farà altri esperimenti, cambia il metodo e modifica le stimolazioni ambientali per vedere se queste provocano un cambiamento della percezione del soggetto.
- Il lampo di luce va una volta da destra a sinistra e una al contrario, la percezione del soggetto ovviamente cambia, nota la differenza.
- Se abbiamo la velocità di una macchina che va a 70/80 km/h e una macchina che va a 72 km/h in entrambi i casi vedo che la macchina va abbastanza veloce, ma la mia percezione non cambia → non riesco a notare la differenza di velocità.
Possiamo quindi dire che non sempre un cambiamento dello stimolo ambientale va a modificare la percezione del soggetto. Non tutte le sfumature dei fenomeni ci danno un cambiamento percettivo.
Wundt va quindi a verificare fino a che punto la modifica della stimolazione ambientale viene percepita dal soggetto, metodo sperimentale, verrà criticato quando userà il metodo introspettivo ovvero sé stesso come soggetto dell’esperimento.
Wundt:
- ➢ Oggetto di studi = esperienza conscia umana immediata
- ➢ Ipotesi = i fatti psichici sono aggregati di unità psichiche elementari che sommati formano la coscienza
- ➢ Metodi = sperimentale, introspettivo, elementismo + associazionismo
- ➢ Meriti = rappresenta il punto di partenza dello studio della psicologia autonoma
- ➢ Critiche = è elementista e non dimostra la veridicità delle sue ipotesi
James 1842-1910: il funzionalismo
Riprende la teoria evoluzionistica di Darwin dell’adattamento della specie all’ambiente. Per lui le attività psichiche durante l’adattamento sono in continui cambiamento e la coscienza è un flusso continuo di esperienze.
Freud: approccio psicodinamico
Parla di inconscio, al di fuori della coscienza, Freud lo troviamo leggermente fuori dalla psicologia generale, è clinico e dinamico.
Studia le personalità e i comportamenti alla luce dell’interiorità, sviluppa la teoria del funzionalismo mentale dell’inconscio, senza dimostrare che l’inconscio esiste, lo ipotizza, poco scientifico.
Le varie correnti
Gestalt inizio 1900, Germania
I gestaltisti sono una scuola di pensiero opposta alle teorie di Wundt, non nell’oggetto di studio, ma nello sviluppo della teoria. Anche loro infatti si occupano della percezione, vanno a ribaltare la sua ipotesi elementarista.
Secondo la Gestalt il soggetto vede il mondo in una forma e tutte le qualità di essa sono percepite nell’insieme.
- Es, percepisco la borraccia, ma linguisticamente non so che si chiama borraccia, vedo un oggetto di medie dimensioni, colorato, con un liquido all’interno e vedo tutto ciò in modo immediato e unitario, non sono macchie, percepisco le sue caratteristiche anche non avendolo mai visto. Aggiungo poi aspetti sensoriali che lo andranno a definire.
I gestaltisti inoltre vanno a distinguere il realista ingenuo e il realista critico.
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Perché io vedo ciò che vedo? Perché io vedo ciò che vedo?
Perché nella realtà esiste quel soggetto. Perché nella realtà esiste quel determinato oggetto, con quella determinata forma, colore e nome, ma solo per questo?
Loro non si fermano a questa risposta, vanno oltre e dicono che non tutto ciò che percepisco esiste davvero, come non vuol dire che tutto ciò che esiste io percepisco.
(Non c’è distinzione tra realtà fenomenica e fisica.)
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I gestaltisti hanno questa visione, che tra la realtà fisica e la realtà di cui non siamo consapevoli, fenomenica, c’è una distanza.
- Es, gli ultrasuoni esistono della realtà fisica, ma noi non li percepiamo e non ne siamo consapevoli.
La realtà fenomenica è tutto ciò di cui noi siamo consapevoli tramite i 5 sensi ovvero tramite la percezione.
La realtà fisica/trans fenomenica sono le stimolazioni ambientali.
Esperimenti della Gestalt
- 1912 esperimento sul movimento stroboscopico di Wertheimer, non tutto quello che percepiamo corrisponde ad una realtà stimolante. Siamo in una stanza buia, il soggetto è seduto e c’è la proiezione di una luce per due volte e in due punti diversi.
Cosa ha percepito il soggetto?
Il soggetto è consapevole del fascio di luce che si è spostato, realtà fenomenica.
Ma nella realtà fisica, reale, i fasci di luce erano due in due punti differenti, non 1 che si sposta. L’occhio umano non è stato in grado di percepire 2 diversi oggetti, perché?
Perché l’occhio umano può percepire fino ai 12 millisecondi di tempo, evidentemente il fascio di luce si è spostato in un tempo minore e non è stato percepito. Ho visto qualcosa che nella realtà fisica non esiste, se il tempo era superiore ai 12 millisecondi il soggetto avrebbe visto i due oggetti in modo distinto.
Wertheimer fa una scoperta molto innovativa per quel periodo, rompe la convinzione che ciò che si vede nella realtà esiste sempre, come abbiamo visto però non è sempre così.
La mente elabora ciò che vede: la percezione è un’elaborazione mentale della stimolazione.
Per i gestaltisti la percezione è solo il primo gradino dei processi cognitivi, ci mette il contatto con il mondo. Successivamente troviamo processi secondari che si costruiscono sulla base della percezione, con gli stessi meccanismi di fondo.
Teoria del comportamentismo, 1913-1930, Watson Stati Uniti d’America
Il comportamentismo è una scuola di pensiero che si sovrappone a quella dei gestaltisti, ma in un altro contesto. Hanno l’esigenza di difendere la psicologia come scienza autonoma, secondo loro la mente, la percezione e la coscienza hanno il rischio di far diventare la psicologia una materia poco scientifica ed oggettiva. La mente, la percezione e la coscienza sono fenomeni troppo soggettivi, che non vedo concretamente, come invece vedo il comportamento.
Loro decidono di studiare SOLO il comportamento osservabile, è un oggetto intersoggettibile, non studio i vissuti personali dell’individuo. Studiano il perché si è compiuto quel comportamento, studiano il movimento fatto e non il gesto, non studio il saluto, ma studio il movimento della mano e del braccio.
Il comportamento può essere interpretato in diversi modi, sono lontani dalla teoria di Freud e Wertheimer in cui l’individuo racconta ciò che vede, sono loro interpretazioni soggettive.
I maggiori esponenti che troviamo sono Pavlov, esperimento del cane e della sua salivazione, Tolman e Skinner.
Dimenticano l’individualità e la volontà del soggetto, ritengono che l’essere umano sia un prodotto di esperienze, nascono vuoti come tabule rase. Sono tabule da scrivere tramite le esperienze e le stimolazioni ricevute, es, un individuo è educato perché ha ricevuto determinati stimoli ambientali.
I comportamentisti non rischiano di interpretare i comportamenti, studiano gli stimoli che crea l’individuo, è molto meccanico.
Nel 1940/50 iniziano ad aprirsi allo studio di ciò che c’è dentro al soggetto, capendo che anche questo va a stimolare il soggetto nei suoi futuri comportamenti. Parlano di motivazione e volontà, partendo da uno studioso di fine 1800.
Sarà Skinner a riprendere questi studi dicendo che il soggetto per apprendere ha bisogno di volontà, non basta lo stimolo esterno, non solo per l’apprendimento, ma per tutti gli aspetti della vita. Partendo quindi dallo stimolo ambientale i comportamentisti si avvicinano poi all’individualità del soggetto.
Cognitivismo 1955-1976
Non troviamo più la paura di una non scientificità, ora si è consapevoli dello studio degli aspetti emotivi tramite il metodo scientifico.
1947 Craik
Fu un cognitivista che studiò i tempi di reazione, metodologia, la sua fu una metodologia più elaborata, già usata per lo studio dei processi cognitivi a fine 1800. Attraverso la metodologia posso avere in evidenza un aspetto cognitivo del soggetto.
Sostanzialmente scopre l’importanza del tempo di reazione dell’individuo di fronte ad un determinato problema.
- Quanto ci si impiega per fare 2+2 = 4 rispetto a fare 234+121? Con il secondo problema si allunga il tempo di reazione, perché il processo cognitivo che stiamo compiendo è più complicato del primo. Per svolgere la seconda addizione servono più risorse cognitive, devono ricordare i 6 diversi numeri e sommarli due a due, si applica la memoria di lavoro.
→ → Processo cognitivo, sforzo cognitivo, tempo di reazione.
Cosa studiano? Comprensione produzione del linguaggio, pensiero, percezione, memoria, attenzione, comprensione di testi/barzellette, soluzione ai problemi…
In una prima fase viene fatto un avvicinamento della mente umana al funzionamento del computer, si pensava funzionassero allo stesso modo, nella seconda fase ci fu un allontanamento da questa idea.
Cercano di schematizzare i pensieri cognitivi con terminologie digitali, per capirne le fasi: modello HIP.
→ TEST EXIT
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OPERATE
- 1 Test, vedo cosa posso fare per risolvere il problema
- 2 Operate, metto in pratica le possibili soluzioni
- 3 Test, vedo se il risultato è positivo o negativo
- 4 Exit, ho risolto ed esco dal problema
Cercano di ridurre il pensiero umano in qualcosa di molto meccanico e sequenziale, in realtà non ragioniamo in step così fissi. In questo periodo avvicinano ancora molto l’uomo ad una macchina.
Successivamente con Gibson prendono in considerazione l’approccio ecologico, ovvero il soggetto è adattato al proprio ambiente e il suo processo ne è influenzato.
Scienza cognitiva 1976
Nel 1970 c’è una revisione al modello di Gibson, applico la scienza cognitiva ovvero studio il processo cognitivo a partire da altre scienze:
- Neurofisiologia, per capire cosa si attiva nel cervello con determinate azioni, mi permette così con l’attivazione di varie aree anche il ricordo di determinati momenti.
- Neuropsicologia
- Informatica
- Linguistica
Oggi corpo e mente non sono più così distanti come allora.
Seconda metà del 1800: il modularismo di Fodor
Seconda metà del 1800 sempre nelle scienze cognitive troviamo il modularismo di Fodor.
Fodor parla di architettura verticale della mente, si chiede come siano possibili tali processi e come facciamo a ricordarci le cose, come avviene? La sua risposta non è più dimostrabile ed accettabile al giorno d’oggi.
Secondo la sua teoria tutti i processi mentali sono come dei cassetti sganciati tra loro, ovvero una parte percepisce, una immagazzina, una ricorda e così via... e alla fine c’è un’unità che li mette insieme e crea il ricordo. Non ci fu mai una dimostrazione di questa teoria.
Al contrario venne dimostrato che la mente funziona in modo più orizzontale e contemporaneo. Ho il ricordo piacevole e il vissuto emotivo nel suo complesso, gli elementi sono insieme e intersecati tra loro, le varie aree cerebrali inoltre sono interconnesse a livello neurologico.
Interazionismo e umanesimo
Mead parla di identità del soggetto a partire da un’identità sociale. Quanto l’ambiente esterno influisce? Determina chi siamo, c’è un’interazione che provoca un determinato comportamento nel soggetto. Si parla di processi sociali e umanistici, interazionismo culturale.
Il come siamo percepiti dagli altri influisce poi nella propria considerazione di se stessi.
Si parla di scuola sistematica dove il soggetto è posto a relazionarsi con suoi pari e nel momento in cui si deve cambiare un aspetto individuale si va a cambiare anche l’aspetto relazionale, Bateson.
La psicologia come scienza
È scientifico ciò che è verificabile e dà soluzioni attendibili. Come lavoriamo scientificamente?
- Ipotesi iniziale sul fenomeno, studio, confronto, raccolgo dati…
- Cerco di operare nel modo migliore possibile, in base a ciò che studio, tramite:
- ❖ Osservazione
- ❖ Inchiesta, questionari e interviste
- ❖ Metodo sperimentale, intervengo nell’ambiente e modifico qualcosa attraverso la ricerca di dati…
- ❖ Rassegna della letteratura, raccolgo dati passati, ma non posso cambiare nulla, sono studi passati che riprendo e metto insieme
Se c’è un’analisi statistica vuol dire che la ricerca è stata fatta su dati quantitativi e si vede se l’ipotesi di partenza è verificata o meno.
L’educatore osserva ciò che lo circonda, i soggetti, il contesto, la famiglia e i loro comportamenti. Io osservatore ho il vantaggio di lasciare inalterato l’ambiente, osservo senza giungere subito all’interpretazione del comportamento attraverso la dimensione cognitiva ed emotiva. Possiamo affermare ciò che vediamo in un primo momento, ma non vuol dire che la nostra interpretazione sia sempre giusta.
Possiamo tutto al più ipotizzare perché ha fatto quella determinata scelta, ma senza giungere alla soluzione, lascio la possibilità all’altro di spiegare → instauro un dialogo con la persona, la relazione è la professione dell’educando, dà la possibilità all’altro di aprirsi.
Quali vie scientifiche abbiamo?
Rassegna della letteratura
L’osservazione ha il limite di restare in superficie, per andare in profondità bisogna chiedere il permesso alla persona.
L’osservazione può essere:
- Naturalistica = tu esterno osservi certe persone e i loro comportamenti, seguendo una griglia.
- Sistematica = riguardo lo stesso gruppo/fenomeno più volte, ripetuto nel tempo e arrivo ad una conclusione, i soggetti con il tempo si abituano alla presenza degli osservatori senza cambiare più i loro comportamenti.
Nel caso educativo quindi con dei bambini, non vado a fare una statistica, a meno che non si tratti di una ricerca specifica, osservo in modo ripetuto il loro comportamento.
- Partecipante = faccio parte del gruppo da osservare, es studenti universitari, sono uno studente, è utile nel caso in cui voglio fare una ricerca dall’interno, a volte però può venir meno il vero comportamento dei soggetti perché
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