Estratto del documento

Farsi male: variazioni sul masochismo - Riassunto impaginato

Versione pulita: titoli ordinati, parole chiave in evidenza e concetti finali suddivisi per studiare più velocemente.

Legenda grafica

  • Blu = macrosezioni
  • Verde = concetti tecnici
  • Ocra = focus e passaggi da ricordare
  • Linee sottili al posto di riquadri pesanti

Farsi male - Riassunto impaginato

Indice visivo di lettura

  • Parte I - La clinica del farsi male
  • Parte II - Vittimismo, dipendenza e autolesionismo
  • Parte III - Masochismi psicoanalitici
  • Parte IV - Sviluppi relazionali e narcisistici
  • Parte V - Concetti finali psicodinamici
  • Parte VI - L’arte di farsi male
  • Parte VII - Forme culturali, estetiche e sociali del dolore
  • Parte VIII - Masochismo collettivo
  • Mappa finale - Concetti da fissare prima dell’esame

Nota: il contenuto del file originale è mantenuto, ma è stato diviso graficamente in blocchi più leggibili. 2

Farsi male - Riassunto impaginato

Parte I - La clinica del farsi male

Farsi male – Parte prima: la clinica del farsi male

1. Le personalità masochistiche

L’autore parte dall’idea che la personalità sia il risultato dell’intreccio bio-psico-sociale tra temperamento, caratteristiche psicologiche, qualità delle cure ricevute e contesto culturale. La personalità indica il modo relativamente stabile, ma non immutabile, in cui una persona vive le relazioni, pensa, sente ed esprime gli affetti.

Per comprendere una personalità bisogna tenere insieme due prospettive: quella idiografica, cioè l’unicità del singolo individuo, e quella nomotetica, cioè gli aspetti comuni che permettono di riconoscere categorie cliniche generali. La diagnosi, quindi, non deve cancellare l’unicità del paziente, ma serve a orientarsi clinicamente.

I “mattoni” della personalità sono i tratti, cioè modi abituali di sentire, pensare e relazionarsi. Quando questi tratti diventano rigidi, pervasivi e causano sofferenza o problemi relazionali, si parla di disturbo di personalità.

2. Il disturbo masochistico o autofrustrante

Il disturbo masochistico di personalità, chiamato anche disturbo autofrustrante, riguarda la tendenza a coinvolgersi in relazioni o situazioni che producono sofferenza, fallimento e infelicità, anche quando sarebbero disponibili alternative più sane.

I tratti principali sono:

  • Autosabotaggio
  • Dedizione eccessiva
  • Autocritica severa
  • Perseveranza in relazioni disfunzionali
  • Resistenza al cambiamento

Non va confuso con il masochismo sessuale o con il BDSM. Le pratiche BDSM, se basate su consenso, sicurezza e reciprocità, non coincidono con il masochismo relazionale. La regola è SSC, cioè “sicura, sana e consensuale”, secondo il principio “hurt, not harm”: far male, non nuocere.

3. Remare contro sé

Nel DSM-III il disturbo masochistico compariva come disturbo autofrustrante, poi è stato eliminato dalle versioni successive, fino al DSM-5-TR. Le ragioni sono soprattutto due: la difficoltà empirica di distinguerlo da disturbi come quello dipendente o borderline, e il rischio politico-clinico di colpevolizzare persone, spesso donne, che restano in relazioni abusanti.

Infatti non si può parlare di disturbo masochistico quando la sottomissione è una strategia difensiva in una relazione di maltrattamento. Nei casi di Intimate Partner Violence, la vittima può sviluppare ipervigilanza, inibizione dei bisogni e adattamento alla violenza per proteggere sé stessa o i figli.

I criteri diagnostici del disturbo includono: scegliere situazioni che procurano delusioni o maltrattamenti, rifiutare l’aiuto, reagire male agli eventi positivi, provocare rifiuto negli altri, 3

Farsi male - Riassunto impaginato

evitare il piacere, sabotare obiettivi personali, rifiutare chi tratta bene, sacrificarsi eccessivamente.

Il PDM-3 e la SWAP-200 permettono una lettura più psicodinamica: il disturbo emerge nella ripetizione di relazioni dolorose, nell’incapacità di accettare il piacere, nel sabotaggio dell’aiuto e nella difficoltà a costruire legami con persone premurose.

4. Il paziente masochistico in terapia

In psicoterapia, il paziente masochistico può ostacolare il lavoro terapeutico proprio quando si avvicina un miglioramento. Questo può generare nel terapeuta un forte controtransfert: inizialmente empatia e desiderio di aiutare, poi irritazione, frustrazione e fantasie di ripicca.

Il rischio è che la compassione eccessiva rinforzi nel paziente l’idea inconscia che solo attraverso la sofferenza possa ottenere attenzione e legame. Serve invece un confronto fermo ma delicato, che aiuti il paziente a vedere il proprio contributo alla sofferenza e alla ripetizione dei pattern disfunzionali.

Il caso di Maria mostra bene questa dinamica: sceglie un partner narcisistico e frustrante, rifiuta una relazione più sana, si autosabota negli esami e non riesce a godere dei successi. Il sogno della “balneazione vietata” rappresenta la sua tendenza a entrare comunque in relazioni pericolose, ignorando i segnali di rischio.

5. Livelli di gravità

I tratti masochistici possono essere presenti anche in persone non patologiche. Il problema nasce quando diventano rigidi, pervasivi e compromettono la vita. La personalità può funzionare a diversi livelli:

  • Sano
  • Nevrotico
  • Borderline
  • Psicotico

Anche il masochismo varia per gravità: può essere semplice capacità di sacrificio, oppure diventare personalità masochistico-depressiva, relazione sadomasochistica, personalità masochistico-dipendente o vera autodistruttività.

L’autore distingue il sacrificio sano dall’autosacrificio patologico. L’altruismo autentico è disinteressato e non pretende riconoscimento; il sacrificio masochistico, invece, serve spesso a essere amati, accumulare meriti o avere qualcosa da rinfacciare.

6. Masochismo utile e masochismo mortifero

Benno Rosenberg distingue tra masochismo mortifero e un masochismo più vitale, che può diventare “custode della vita”. In questa prospettiva, una quota di masochismo può aiutare a tollerare la frustrazione, rinunciare alla soddisfazione immediata e impegnarsi per un obiettivo.

Si può quindi parlare di un masochismo ad alto funzionamento, presente nello studio, nel lavoro, nello sport, nell’impegno religioso o politico. Qui il dolore non distrugge, ma viene trasformato in disciplina e crescita.

Bion afferma che chi non sa soffrire il dolore non sa nemmeno soffrire il piacere. Il punto non è subire passivamente il dolore, ma trasformarlo emotivamente.

7. Masochismo, narcisismo e autosabotaggio

Il masochista radicale crede che per essere amato debba negare sé stesso. Per questo può entrare in relazioni d’abuso, spesso con persone narcisistiche, dominate da grandiosità, bisogno di ammirazione, sfruttamento, assenza di empatia e manipolazione. 4

Farsi male - Riassunto impaginato

L’incontro tra personalità masochistica e personalità narcisistica è particolarmente distruttivo: il masochista si sacrifica, il narcisista domina e si nutre dell’adorazione dell’altro.

Il sabotaggio di sé può manifestarsi nel lavoro, nelle relazioni, nell’incapacità di dire no, nell’autocritica continua, nella tendenza a compiacere, nella lamentela senza cambiamento e nel piacere vissuto con senso di colpa.

8. Dimensione depressiva

Molte personalità masochistiche hanno una componente depressiva. Kernberg parla di personalità depressivo-masochistica, caratterizzata da Super-Io intransigente, dipendenza dagli altri, senso di colpa e difficoltà a esprimere aggressività.

McWilliams distingue però la psicologia depressiva da quella masochistica, perché richiedono interventi terapeutici diversi. Nel masochismo, l’autocritica e l’autorimprovero possono portare a sminuire il successo e a trasformarlo in fallimento attraverso autosabotaggi.

9. Variazioni sul masochismo

Il masochismo non è un costrutto unico. Esistono molte varianti, legate a diverse configurazioni di personalità:

  • Masochismo colpevole
  • Catastrofico
  • Dipendente
  • Narcisistico
  • Isterico
  • Borderline
  • Ossessivo
  • Onnipotente
  • Depressivo

Didier Anzieu parla di mitologia personale: ogni forma di masochismo è sostenuta da fantasie interne che organizzano il rapporto con dolore, colpa, punizione, desiderio, abbandono e fusione con l’oggetto.

10. Il masochista evitante

Il masochista evitante teme il successo. Quando si avvicina a un traguardo, si ferma, crea ostacoli o perde occasioni. La vittoria diventa angosciante perché può attivare senso di colpa e paura della punizione.

Freud parla di coloro che “soccombono al successo”: persone che non riescono a tollerare la felicità perché il successo viene vissuto come tradimento familiare o come minaccia narcisistica.

11. Il masochista onnipotente

Il masochista onnipotente si lega a persone emotivamente indisponibili, convinto di poterle salvare o cambiare. La sofferenza diventa parte della missione amorosa. 5

Farsi male - Riassunto impaginato

L’esempio è Donna Elvira con Don Giovanni: pur tradita e umiliata, continua a sperare di redimerlo. Qui domina un attaccamento traumatico, in cui la persona resta legata a chi la ferisce.

12. Il masochista autodistruttivo

Il masochista autodistruttivo ha spesso una storia post-traumatica e un’organizzazione borderline. Cerca situazioni rischiose e dolorose, come se ripetere il trauma fosse meno spaventoso che affrontare un futuro diverso.

Qui il masochismo non è solo sacrificio, ma attacco alla propria integrità fisica e psichica.

13. Il masochista possessivo

Il masochista possessivo controlla gli altri attraverso l’iperaccudimento. Si rende indispensabile, crea dipendenza e poi pretende riconoscenza.

Il sacrificio diventa uno strumento di dominio: “con tutto quello che ho fatto per te”. Dietro la dedizione c’è spesso rancore, controllo e manipolazione affettiva.

14. Il masochista sopraffatto

Il masochista sopraffatto vive in situazioni miserabili e persecutorie, ma rifiuta l’aiuto. Diversamente dal depresso, ha bisogno di un persecutore di riferimento.

Usa spesso l’identificazione proiettiva: proietta nell’altro emozioni negative, come impotenza e rabbia, inducendolo a viverle e agirle. Chi gli sta vicino finisce per sentirsi inutile, esasperato e incapace.

15. Il masochista virtuoso

Il masochista virtuoso sembra altruista, ma usa il sacrificio per sentirsi moralmente superiore. La rinuncia alimenta la sua autostima e gli dà un senso di nobiltà.

Il problema è che si aspetta gratitudine, fedeltà e riconoscimento. Quando non li riceve, accusa gli altri di essere ingrati. Il suo sacrificio non è veramente gratuito: è una forma di credito morale.

Sintesi finale

Il masochismo relazionale non è semplice amore per il dolore, ma una modalità complessa di costruire legami, identità e valore personale attraverso sofferenza, colpa, sacrificio e autosabotaggio.

Può esprimersi in forme lievi e adattive, come capacità di tollerare frustrazione e rinuncia, oppure in forme patologiche, quando la persona ripete relazioni frustranti, rifiuta l’aiuto, non tollera il piacere e trasforma il dolore nell’unico modo per sentirsi viva, amata o necessaria.

Parte II - Vittimismo, dipendenza e autolesionismo

Vittimismo e vittimizzazione

Nel capitolo sulle variazioni del vittimismo, Lingiardi spiega che il vittimismo può contenere elementi di diverse forme di masochismo: quello onnipotente, possessivo, sopraffatto e virtuoso. La 6

Farsi male - Riassunto impaginato

tonalità dominante è però l’autocommiserazione: il soggetto tende a percepirsi o a presentarsi come martire, come persona generosa ma non riconosciuta, vittima di ingiustizie e bisognosa di compassione. Il dolore, invece di cercare sollievo, cerca spettatori.

Differenza clinica: vittimismo vs vittimizzazione

L’autore distingue il vittimismo dalla vittimizzazione. Nella vittimizzazione la persona è realmente vittima di abuso, persecuzione o maltrattamento; nel vittimismo, invece, il ruolo di vittima può diventare una posizione identitaria, un modo stabile di leggere sé stessi e il mondo. La mentalità vittimistica porta a vivere la vita come qualcosa che accade passivamente, più che come qualcosa a cui si partecipa attivamente. Ogni difficoltà viene interpretata come ingiustizia, ogni ostacolo come conferma di un destino sfavorevole. Questo atteggiamento può bloccare la separazione, il cambiamento e l’assunzione di responsabilità. In questo senso, chi si identifica totalmente come vittima rischia di diventare anche vittima di sé stesso.

Dipendenza sana e dipendenza patologica

Il tema successivo è quello della dipendenza, fondamentale per comprendere il masochismo relazionale. Lingiardi chiarisce che indipendenza e dipendenza non sono opposte: una vera indipendenza nasce proprio dalla capacità di dipendere in modo sano dagli altri e di permettere agli altri di dipendere da noi. Non esiste un’autonomia assoluta, perché tutti abbiamo bisogno di riconoscimento, approvazione, sicurezza e legami. Il problema nasce quando la dipendenza diventa patologica, cioè rigida, non negoziabile, dominata dalla paura dell’abbandono o dall’illusione di non poter vivere senza l’altro.

La dipendenza sana si fonda su reciprocità, fiducia, negoziazione e capacità di tollerare la separatezza. Una persona matura sa stare sola, ma sa anche chiedere aiuto; sa reggere la mancanza, ma anche legarsi senza sentirsi annullata. Qui Lingiardi richiama Bowlby e la teoria dell’attaccamento: quando le cure infantili sono sufficientemente buone, si sviluppa un attaccamento sicuro, che permette di fidarsi degli altri e di sé stessi. Al contrario, nei contesti relazionali traumatici possono comparire difficoltà nella fiducia, oscillazioni tra ricerca di vicinanza e paura dell’intimità, oltre a comportamenti di controllo della relazione.

Quando la dipendenza diventa masochismo relazionale

Quando in una relazione viene meno la reciprocità, la dipendenza può trasformarsi in dominio e sottomissione. Se la sofferenza diventa continua ma la separazione appare impensabile, siamo nel territorio del masochismo relazionale. In queste personalità, la sofferenza diventa il mastice del legame: non si resta con l’altro nonostante il dolore, ma anche attraverso il dolore.

Strutture di personalità e modi di amare

Lingiardi collega poi il modo di amare alla struttura di personalità. L’amore narcisistico è freddo, strumentale e autocelebrativo; quello borderline è turbolento e rabbioso; quello isterico è seduttivo e infantile; quello ossessivo è controllato e intellettualizzato; quello melanconico è segnato dalla perdita; quello maniacale è impetuoso e discontinuo; quello dipendente è adesivo e compiacente. Le personalità masochistiche condividono con quelle dipendenti la sottomissione e il bisogno di legame, ma si distinguono perché hanno maggiore bisogno di esprimere la sofferenza, lamentarsi o autocommiserarsi.

Malignant self-regard

Un concetto importante è il malignant self-regard, cioè un 7

Anteprima
Vedrai una selezione di 6 pagine su 23
Riassunto esame Psicologia dinamica, Prof. De Caro Maria Fara, libro consigliato Frasi male. Variazioni sul masochismo , Lingiardi  Pag. 1 Riassunto esame Psicologia dinamica, Prof. De Caro Maria Fara, libro consigliato Frasi male. Variazioni sul masochismo , Lingiardi  Pag. 2
Anteprima di 6 pagg. su 23.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia dinamica, Prof. De Caro Maria Fara, libro consigliato Frasi male. Variazioni sul masochismo , Lingiardi  Pag. 6
Anteprima di 6 pagg. su 23.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia dinamica, Prof. De Caro Maria Fara, libro consigliato Frasi male. Variazioni sul masochismo , Lingiardi  Pag. 11
Anteprima di 6 pagg. su 23.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia dinamica, Prof. De Caro Maria Fara, libro consigliato Frasi male. Variazioni sul masochismo , Lingiardi  Pag. 16
Anteprima di 6 pagg. su 23.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Psicologia dinamica, Prof. De Caro Maria Fara, libro consigliato Frasi male. Variazioni sul masochismo , Lingiardi  Pag. 21
1 su 23
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher llisale di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dinamica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof De Caro Maria Fara.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community