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Per quali motivi la ricerca sullo sviluppo infantile è importante?

Poiché la psicologia dello sviluppo è una scienza e come tale ha bisogno di dati e statistiche affinché gli educatori possano adottare dei comportamenti adeguati a supportare lo sviluppo nell’infanzia dei propri allievi.

La comprensione scientifica dello sviluppo infantile distingue i fatti dalle opinioni, la ricerca scientifica è oggettiva, sistematica e può essere sottoposta a verifica; riduce al minimo la possibilità che le informazioni siano basate sulle convinzioni personali, sulle opinioni e sugli stati d’animo e, ovviamente, la ricerca scientifica si basa sul metodo scientifico.

(Tre domande aperte sulla metodologia, sulle relazioni tra insegnante e alunno e sui metodi. (Scritto) Un capitolo di inglese di quel libro. Prof. Daniela Arcangeli)

Riassunto libro

Unità 1 prima parte

La psicologia dello sviluppo è la comprensione scientifica dello sviluppo infantile, affinché si possano distinguere i fatti dalle opinioni, essa si basa sulla ricerca scientifica, la quale è oggettiva, sistematica e verificabile, la ricerca scientifica si basa sul metodo scientifico.

Il metodo scientifico è composto essenzialmente da tre fasi: la concettualizzazione del problema, la raccolta dei dati inerenti al problema e le conclusioni.

Per concettualizzare un problema i ricercatori fanno riferimento ad una teoria e formulano un’ipotesi, una teoria è un insieme coerente di concetti, che aiuta a spiegare un fenomeno e a fare previsioni, un’ipotesi è invece una previsione che può essere verificata. La raccolta dati dev’essere programmata accuratamente, bisogna scegliere: i partecipanti, il materiale, la procedura, il sistema di codifica e la raccolta dati.

Le conclusioni implicano un ragionamento su ciò che si è analizzato, prevede la discussione dei risultati ottenuti, l’interpretazione dei dati alla luce della teoria di riferimento e infine le future direzioni di ricerca.

Unità 1 prima parte: teorie psicoanalitiche

Freud ed Erikson

La teoria psicoanalitica sostiene che lo sviluppo è prevalentemente inconscio e influenzato dalla sfera emotiva, difatti, i comportamenti secondo questa teoria, non sono altro che caratteristiche di superficie e per comprenderli è necessario analizzare i significati simbolici che la mente gli attribuisce. Secondo queste teorie, le prime esperienze con i genitori rivestono un ruolo molto importante nello sviluppo.

Freud

Questi elementi sono riscontrabili nella teoria psicosessuale di Freud.

La teoria psicosessuale sostiene che l’inconscio determina il comportamento e il pensiero umano, Freud arriva a questa conclusione attraverso i suoi studi sull’isteria, una malattia che colpiva soprattutto le donne, le quali smettevano di mangiare, camminare, parlare, sembravano paralizzate, avendo dei sintomi definiti isterici.

L’isteria veniva curata attraverso l’ipnosi, un metodo che riusciva a far ricordare ai suoi pazienti eventi traumatici per poi far sì che essi potessero liberarsi dalle reazioni emotive che appunto facevano affiorare i sintomi dell’Isteria. Questi sintomi difatti venivano tramutati in altri sintomi, durante l’ipnosi i traumi riaffioravano in un ambiente protetto, i pazienti riuscivano a parlare e in un certo senso a liberarsi da quel carico che portavano e che le faceva stare male. Tuttavia, i sintomi ricomparivano alla sospensione della cura (che tendeva pertanto ad indurre dipendenza nel paziente).

Freud così capisce che quando una persona sta male psicologicamente parlando, lo può esprimere anche attraverso malori fisici, come avviene nell’isteria. I contenuti psichici, infatti, determinano una patologia quando il loro significato si contrappone alla coscienza del paziente, spingendolo a difendersi.

Questi meccanismi di difesa possono manifestarsi come:

  • Identificazione: l’individuo si identifica in un’altra persona percepita come migliore e meno vulnerabile alla minaccia che sente per sé e che origina l’angoscia.
  • Rimozione: impedisce che i contenuti mentali pericolosi affiorino alla coscienza.
  • Sublimazione: l’individuo sostituisce un obiettivo non raggiungibile con un altro socialmente accettabile. Es. soffro così tanto che, per poter affrontare la rabbia, la esprimo attraverso le opere d’arte.
  • Proiezione: si attribuisce ad altri sentimenti negativi, inaccettabili dalla propria coscienza. In questo modo si elude il senso di colpa. Es. Sono invidiosa e fai finta che gli altri lo siano.
  • Formazione reattiva: consiste nel sostituire un sentimento o un desiderio inaccettabile nel suo opposto (l’odio diventa amore).
  • Fissazione: blocco dello sviluppo psichico.
  • Regressione: il ripiegamento ad uno stadio evolutivo precedente, ad una condizione in cui la persona si sente sicuro perché non si è ancora manifestato lo stimolo angosciante.
  • Negazione: consiste nella repressione della realtà esterna per ristabilire un equilibrio psichico (fuga dalla realtà).
  • Fantasmizzazione: si attua quando l’individuo non accetta la realtà e la sostituisce con fantasmi (un amico immaginario).

Dall’analisi dei casi di isteria, Freud costruì i principi basilari della psicoanalisi:

  • La centralità del concetto di pulsione, che si crea attraverso gli elettroliti che si muovono dentro il nostro corpo.
  • Le fasi dello sviluppo psico-sessuale.
  • Le tre componenti della personalità: Es, Io, Super-Io.
  • Il transfert, ovvero il concetto relativo tra ciò che succede tra paziente e psicoterapeuta, una relazione in cui è possibile che il paziente trasferisca delle emozioni molto forti al suo psicoterapeuta, una figura di cui egli non conosce niente e di cui quindi non può realmente innamorarsi o provare delle emozioni molto forti, poiché esse sono delle emozioni che in realtà non c’entrano niente con quella persona, ma derivano dalla vita del paziente.
  • I meccanismi di difesa.
  • Il metodo di indagine mediante l'analisi di associazioni libere, lapsus, atti involontari, atti mancati, l’interpretazione dei sogni.

Le strutture di personalità

Le strutture di personalità sono:

Es: è completamente inconscio ed è costituito da istinti. Uno degli istinti primari è quello sessuale. Gli istinti rappresentano la riserva individuale di energia psichica. Si fonda sul principio del piacere, tende a basarsi sugli istinti, sull’impulsività. È costituito da pulsioni ed è in contrapposizione con il Super-Io.

Io: è la struttura di personalità che affronta le esigenze della realtà. È il lato esecutivo della personalità. Utilizza il ragionamento per prendere decisioni. Si forma nella prima infanzia e si fonda sul principio di realtà. Aiuta l’Es a soddisfare i suoi bisogni rendendo accettabile ciò che non lo è attraverso i meccanismi di difesa.

Super-Io: il lato morale della personalità, la cultura di quella persona. Prende decisioni sul fatto che un’azione sia «giusta» o «sbagliata» (corrisponde alla coscienza). Rappresenta le restrizioni morali e gli ideali di perfezione. Ostacola l’Es.

L’individuo, perciò, attraversa cinque fasi di sviluppo, nelle quali il piacere è legato maggiormente ad una parte del corpo: bocca, ano o genitali. La personalità adulta è determinata dal modo in cui risolviamo i conflitti tra queste prime fonti di piacere, fasi di sviluppo e le esigenze imposte dalla realtà. Se in qualunque fase il bisogno di piacere è poco soddisfatto o troppo soddisfatto, un individuo può «bloccarsi» a quella fase di sviluppo (una fissazione).

Le fasi di sviluppo sono:

  • Fase orale (18 mesi): il piacere del neonato si concentra nella bocca. Masticare, succhiare, mordere sono azioni che riducono la tensione nel neonato. Le persone egoiste possono essere ferme a quello stadio, in cui, per l’appunto, esse seguono gli istinti, cercando di prendere diciamo tutto ciò che gli puoi dare senza dare niente in cambio, poiché concentrate sempre nell’estinguere dei loro bisogni.
  • Fase anale (18 mesi – 3 anni): il piacere del bambino si concentra nell’ano. Se c’è una fissazione il bambino diventa o troppo avaro con i sentimenti oppure il contrario.
  • Fase fallica (3 – 6 anni): il piacere del bambino si concentra nell’area genitale, in questa fase inizia ad emergere l’Io. È durante questa fase che si manifesta il complesso di Edipo. Secondo la mitologia greca, Edipo, figlio del re di Tebe, involontariamente uccide suo padre e sposa sua madre. Secondo Freud il bambino prova un senso di attrazione verso i genitori, per superarlo il bambino prova un intenso desiderio di sostituirsi al genitore dello stesso sesso, in modo tale da poter godere dell’affetto del genitore del sesso opposto senza provare disagio.
  • Fase di latenza (6 anni – 10 pubertà): il bambino reprime i suoi interessi sessuali e sviluppa abilità sociali e intellettuali. Durante questo periodo, il bambino reprime ogni interesse per la sessualità.
  • Fase genitale (dalla pubertà in poi): un periodo di risveglio sessuale; la fonte del piacere sessuale diventa un partner. I conflitti irrisolti con i genitori riemergono durante l’adolescenza. Quando questi conflitti vengono risolti, l’individuo è in grado di stabilire una relazione matura e di agire da adulto in modo indipendente, quando non vengono risolti questi conflitti riemergono nelle relazioni con i propri partner.

La teoria di Freud è stata sottoposta a molte analisi da parte di vari teorici della psicoanalisi, i quali sono giunti alla conclusione che Freud si concentra troppo sugli istinti sessuali, quando secondo loro ciò che veramente è fondamentale nello sviluppo dell’individuo è l’ambiente sociale che lo circonda, perciò, secondo loro il pensiero inconscio rimane molto importante, ma quello cosciente è altrettanto e forse anche di più essenziale quando si studia lo sviluppo di un individuo.

Erik Erikson

Uno dei più importanti revisionisti delle idee freudiane è Erik Erikson (1902-1994), il quale sostiene che l’individuo si sviluppi attraverso fasi psicosociali che riflettono la natura sia sociale che sessuale nello sviluppo, quindi, la motivazione principale del comportamento umano è di tipo sociale, il desiderio di stare con gli altri.

Erikson inserisce le problematiche della psicoanalisi in una prospettiva antropologica e sociologica, elaborando otto fasi evolutive, ciascuna delle quali si lega alla risoluzione di un conflitto che deve essere risolto. Il passaggio allo stadio successivo avviene ogni volta che l’individuo riesce a superare il conflitto, una crisi evolutiva attraverso cui si realizza l’integrità dell’Io.

La crisi è intesa in senso positivo, in quanto induce una «scelta» per risolvere una specifica problematica evolutiva, grazie a questa scelta, la persona accresce il senso di integrità e gli elementi negativi non vengono cancellati ma vengono superati.

Per lo sviluppo dell’individuo è perciò fondamentale l’esperienza sociale, difatti, attraverso le interazioni sociali, l’individuo sviluppa un senso di integrità dell’Io, di identità che cambia costantemente attraverso l’influenza di nuove esperienze e di nuove informazioni che vengono acquisite nel corso delle interazioni con gli altri.

Oltre al raggiungimento dell’identità, in ciascuno stadio evolutivo, l’individuo punta a diventare competente in un’area specifica della vita, il bisogno di essere competente motiva il comportamento e le azioni: se la persona raggiunge un senso di identità e di competenza in un determinato momento evolutivo, percepisce un senso di forza e di qualità; se uno stadio non viene affrontato adeguatamente, la persona percepisce invece un senso di inadeguatezza.

Le fasi della teoria psicosociale di Erikson sono:

  • Fiducia/diffidenza (primo anno): poiché il bambino dipende dall’adulto, lo sviluppo del senso di fiducia è basato sulla qualità dell’accudimento da parte del caregiver. Se il bambino svilupperà un senso di fiducia, si sentirà al sicuro nel mondo. I caregiver che sono imprevedibili, emotivamente indifferenti o rifiutanti contribuiscono ad indurre nel bambino un senso di sfiducia. I bambini che non sviluppano un senso di fiducia svilupperanno paure nei confronti del mondo (che verrà percepito come incoerente e imprevedibile).
  • Autonomia/vergogna e dubbio (1-3 anni): il bambino acquisisce un senso di autocontrollo. Il toilet training è parte centrale di questo processo: imparare a controllare le funzioni del proprio corpo induce nel bambino un senso di indipendenza e di autocontrollo. Il bambino apprende inoltre a controllare la scelta del cibo, dei giocattoli e dei vestiti. Se i bambini vengono limitati o puniti troppo severamente in questa fase, possono sviluppare un senso di vergogna e di dubbio.
  • Iniziativa/senso di colpa (3-5 anni): il mondo sociale del bambino è in espansione rispetto alla prima infanzia. Per affrontare le nuove sfide proposte da questo mondo, il bambino mette in atto comportamenti attivi e finalizzati ad uno scopo. È in grado di dirigere il gioco e le interazioni sociali. Lo sviluppo del senso di responsabilità aumenta l’iniziativa. I bambini che falliscono in questo stadio sviluppano sensi di colpa, dubbi, mancanza di iniziativa.
  • Industriosità/senso di inferiorità (dai 6 anni alla pubertà): attraverso le interazioni sociali, i bambini iniziano a sviluppare un senso di orgoglio nell’acquisire competenze e abilità. Sono motivati all’apprendimento. I bambini che sono incoraggiati da insegnanti e genitori sviluppano un senso di competenza e credono nelle loro abilità. Coloro che ricevono uno scarso incoraggiamento possono dubitare delle loro capacità di successo. Gli insegnanti hanno una responsabilità specifica in questo momento evolutivo.
  • Identità/confusione di identità (adolescenza): gli individui sviluppano un senso di sé ed esplorano le loro possibilità di indipendenza. Coloro che ricevono un incoraggiamento appropriato in questo stadio sviluppano un forte senso di sé e un senso di indipendenza e di controllo. Coloro che non sono sicuri delle loro convinzioni e dei loro desideri svilupperanno un senso di confusione riguardo a sé e al proprio futuro. Gli adolescenti devono affrontare numerose sfide, che derivano da nuovi ruoli e nuovi status relativi al mondo del lavoro e delle relazioni. I genitori devono consentire agli adolescenti di affrontare molti ruoli diversi, oltre che di sperimentare diverse strategie all’interno degli stessi ruoli. L’adolescente svilupperà un’identità positiva solo nel caso in cui riuscirà ad esplorare questi ruoli e a individuare una strategia ottimale. Se i genitori lo forzeranno ad assumere una particolare identità, in cui non riesca ad esplorare molti ruoli o a sperimentare diverse strategie, risulterà confuso.
  • Intimità/isolamento (primi anni della vita adulta): in questa fase, gli individui devono affrontare il compito di stabilire relazioni interpersonali, intime e affidabili. Il traguardo dell’intimità può essere raggiunto se il giovane adulto avrà raggiunto nello stadio precedente un forte senso di identità. Coloro che hanno un senso debole della propria identità tendono a sviluppare relazioni meno stabili, meno significative, e pertanto possono andare incontro a condizioni di isolamento, solitudine e depressione.
  • Generatività/stagnazione (seconda fase età adulta): l’individuo continua a costruire la sua vita, investendo sulla famiglia e sulla carriera. Coloro che hanno successo in questa fase, percepiscono di aver contribuito al bene della propria famiglia e della comunità. Coloro che falliscono in questo stadio si percepiscono improduttivi e scarsamente coinvolti nella comunità.
  • Integrità/disperazione (ultimi anni di vita): nella vecchiaia, la persona riflette sul passato e ne ricava un’immagine positiva (integrità) o negativa (dubbi, tristezza, disperazione). Superare adeguatamente questa fase permette all’individuo di guardare alla sua vita senza troppi rimpianti e con un senso generale di soddisfazione. Questo permette agli individui di rapportarsi con serenità all’idea della morte.

Dalla teoria di Erikson si deduce che:

  • Le prime esperienze giocano un ruolo importante nello sviluppo.
  • Le relazioni familiari sono un elemento centrale nello sviluppo.
  • L’approccio evolutivo fornisce un modello per comprendere la personalità.
  • Devono essere considerati anche gli aspetti inconsci della mente.
  • I cambiamenti avvengono tanto nell’età adulta quanto nell’infanzia (Erikson).

Uno dei temi molto importanti nella psicologia dello sviluppo è l’attaccamento affettivo.

Unità 1 seconda parte: attaccamento affettivo

È uno stretto legame emotivo tra due persone, il termine indica il legame particolare che unisce stabilmente il bambino alla madre o al caregiver. È un legame affettivo, intimo, costante e duraturo, che lega i due in modo da garantirne vicendevolmente vicinanza, protezione e sicurezza; si basa sulla tendenza a cercare una base sicura; e se interrotto, provoca ansia da separazione.

Si può vedere in diverse ottiche:

  • Freud: i neonati si attaccano alla persona o all’oggetto che fornisce loro soddisfazione orale.
  • Harlow: è cruciale il piacere della vicinanza e del contatto.
  • Comportamentismo: l’attaccamento al caregiver deriva dalla soddisfazione di bisogni.
  • Erikson: benessere.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marghe1745 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Fadda Rita.
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